07/04/2026
Si può, con accortezza, con cautela, essere fermi e saggi accanto al tiranno, a temperarne la follia e, sopratutto, a temperare la "servile intransigenza" di coloro che lo circondano; ma soltanto quando dall'altra parte, la parte che si vuole cautamente proteggere, il nome libertà non è stato ancora pronunciato. Dal momento in cui viene pronunciato, si instaurano due processi inarrestabili, irreversibili: uno per esaltarlo, l'altro per spegnerlo. E non possono, con uguale disperazione, non scontrarsi. Chi, nella valutazione dei rapporti di forza, sa già come lo scontro andrà a finire e cerca di fermarlo e di salvare il salvabile, non può che restarne schiacciato. In simili situazioni, insomma, le posizioni ragionevoli finiscono con l'essere le più irragionevoli. E viene da ricordare quella famosa poesia di Eluard – Une seule pensée – in cui su ogni cosa, su ogni sentimento, su ogni pensiero, la parola "libertà" si imprime: e come luminosa ed esaltante per chi l'afferma, lugubre e ossessiva per chi la nega e vuol cancellarla.
Leonardo Sciascia nel 1981
(Fotografia di Nino Catalano)