Situato nel cuore del borgo antico della cittรก di Putignano, il palazzo Romanazzi Carducci costituisce uno dei gioielli del patrimonio storico-artistico pugliese. La configurazione attuale rispecchia per lo piรน gli interventi di rifacimento e di ristrutturazione succedutisi nel corso del XIX secolo. Ma la storia del Palazzo comincia giร in epoca medievale, quando ospitรฒ il Balรฌ, il feudatario della cittร (che nel XIV secolo divenne possedimento dellโOrdine dei Cavalieri di Malta e lo rimarrร fino al XIX secolo). Con lโabolizione della feudalitร nel 1806, l'edificio passรฒ al Demanio che lo mise in vendita. Alla metร del XIX secolo venne acquistato dalla famiglia Romanazzi Carducci, una delle piรน ricche della cittร . Il palazzo cosรฌ come lo vediamo oggi รจ strettamente legato alla figura del marchese Guglielmo (nato nel 1881), divenuto poi Principe grazie al matrimonio con la principessa Giulia Saluzzo di Corigliano della nobilissima casata dei Principi napoletani di Santomauro. Ogni stanza riporta la memoria della vita del Principe e della sua famiglia, compresa quella della figlia Maria Alasia in sposa nel 1932 a Mario Lombardo Duca di Cumia. Nel 1967, un anno prima di morire, con atto testamentario il Principe Guglielmo, ultimo erede maschio della famiglia, dona lโintero palazzo al Comune, affinchรฉ venisse trasformato in un museo. La stanza di ingresso รจ il perno intorno al quale si sviluppa lโintero corpo del palazzo: sulla destra, in sequenza, si aprono gli ambienti destinati alla vita pubblica della famiglia, ai momenti di rappresentanza, dโincontro, agli ospiti. Sulla sinistra, dietro una grande e pesante porta in legno, si apre la sala da pranzo da cui prendono avvio le stanze destinate ai momenti di vita del Principe. Questi due ambienti costituiscono la parte piรบ suggestiva di tutto il palazzo. Domina la prima sala il pianoforte, emblema di una delle passioni predilette del Principe e di tutta la sua famiglia. Davvero interessante poi la volta decorata con una scena mitologica, come di consueto accade nei palazzi sette-ottocenteschi. Il salone giallo costituisce lโambiente piรน affascinante dellโintero palazzo per il suo arredo dโepoca, che riflette la moda e i gusti del tempo. Nel 2015 tutto lโarredo รจ stato oggetto di un intervento di restauro che lo ha riportato alla sua antica bellezza. Anche in questa stanza la volta รจ sfarzosamente dipinta con un soggetto mitologico. Stanze degli ospiti e ca****la. Adiacente al salone giallo si trovano le due stanze da letto destinate ad accogliere gli ospiti. Sulla sinistra quella denominata โStanza biancaโ ospitรฒ il Principe Umberto di Savoia, futuro re dโItalia, in una delle sue visite qui a Putignano. Queste visite avvennero in tre diverse occasioni nel 1933, 1935, 1942; ma la piรน importante fu quella in occasione dellโinaugurazione della Grotta del trullo. Sulla destra del salone giallo si apre invece la sequenza delle stanze adibite ad ospitare, nellโultima fase della vita del palazzo e in particolare negli anni della guerra, la famiglia della figlia del Principe, Maria Alasia, con i suoi tre bambini, mentre il duca Lombardo di Cumia era al fronte. La prima stanza detta impropriamente "Stanza del re" รจ detta cosi perchรฉ fu la prima delle stanze dove venne ospitato il principe Umberto di Savoia. Di grande effetto tra le due stanze da letto spicca la sala da bagno con splendidi arredi dโepoca e stampe con figure femminili alle pareti, che rispecchiano il grande gusto estetico del proprietario. Chiude quest'ala del palazzo, alla fine del corridoio, la ca****la, destinata ai momenti di raccoglimento religioso. Sala da pranzo e giardino. La sala รจ un tripudio di arte e curiositร : alle pareti spiccano nature morte di gusto settecentesco provenienti con molta probabilitร da Napoli. Ma interessanti sono anche le eleganti e preziose porcellane custodite nelle vetrine, alcune delle quali fatte personalizzare dal Principe con lo stemma di famiglia, forse in occasione del matrimonio della figlia Maria Alasia. Dalle finestre รจ possibile intravedere il giardino pensile, altro luogo significativo della vita e della storia del palazzo. Stanze private del Principe. Dalla sala da pranzo si accede agli ambienti destinati alla vita privata del Principe, tutti con affaccio diretto sul giardino. Superata la stanza da letto, comincia la sequenza delle stanze che raccontano la vita privata del principe: lโarchivio con le librerie che contenevano gli oltre 3000 volumi donati alla biblioteca comunale, lo studiolo privato con la cassaforte, i trofei di caccia, le foto del Principe a cavallo. La caccia e i cavalli erano le massime passioni del Principe: alla prima si deve la collezione di fucili ottocenteschi (un tempo collocati in questa stanza e ora spostati per motivi di sicurezza). La collezione รจ stata successivamente incrementata da una donazione intervenuta da parte del Ministero e vanta oggi quasi un migliaio di pezzi. Un piccolo corridoio dร accesso al nucleo piรน interno del palazzo: dalle stanze destinate a guardaroba e scarpiera, alla stanza da letto privata del Principe. ร questa la stanza denominata anche โdel pinocchioโ: si tratta di un pupazzo/burattino, che il Principe ricevette in dono da una comunitร italiana in un viaggio in Australia e che recรฒ come dono alla figlia Maria Alasia.