Parco delle Bandiere Preunitarie

Indicazioni Sito Web Contatta il museo

Parco delle Bandiere Preunitarie Un Parco per conoscere la storia delle bandiere preunitarie e la nascita del nostro tricolore.

Notizie dal Regno Lombardo-Veneto: Attilio Zuccagni Orlandini nell'opera "Corografia Fisica, Storica e Statistica dell'I...
14/10/2026

Notizie dal Regno Lombardo-Veneto: Attilio Zuccagni Orlandini nell'opera "Corografia Fisica, Storica e Statistica dell'Italia e delle sue isole, Italia Superiore o Settentrionale, Regno Lombardo Veneto, pubblicato a Firenze nel 1844, scrive che"...I principali prodotti del Milanese consistono in granaglie d'ogni qualità non escluso il riso, molto vino, lino e canape, legumi, piante olifere, frutta d'ogni specie, ed anche agrumi, gelsi e foraggio. Doviziosissima è la Provincia in bestiami bovini e cavallini: in alcuni distretti si ottiene gran copia di butirro e di ottimi formaggi...". Ci informa anche che a Milano il mercato si tiene di lunedì. Continua poi a dire che "I poderi ripartonsi fra più famiglie di agricoltori; si distinguono questi in massari, le cui numerose famiglie hanno bestie da lavoro, carro e aratro; e in pigionanti che, privi di mezzi antedetti, coltivano il fondo con la vanga, avendo peraltro una o più vacche e talvolta un cavallo...più spesso il fitto si paga in frumento; non manca però in qualche luogo il sistema di mezzadria nel quale i frutti sono a metà; ma le piante sono sempre riservate al padrone...". Quindi l'autore ci descrive a vivide pennellate la situazione agricola del milanese, in particolare quella dei contadini del tempo, ed a tale proposito vogliamo proporre la ricetta di un vecchio piatto delle campagne intorno a Milano, la Tuntona, che i contadini preparavano con i fagioli freschi nei giorno del raccolto: fagioli borlotti freschi, burro, pancetta, cipolla, alloro e sale (R. Monastero "I piatti dimenticati",2017).

Notizie dal Regno di Sardegna: Camillo Benso conte di Cavour, era ritenuto, specie in famiglia, una buona forchetta tant...
30/09/2026

Notizie dal Regno di Sardegna: Camillo Benso conte di Cavour, era ritenuto, specie in famiglia, una buona forchetta tanto che il padre, marchese Michele, lo sottolineava in una lettera del 1830, indirizzata alla moglie Adele: "Nostro figlio è un ben curioso tipo. Anzitutto, ha così onorato la mensa : grossa scodella di zuppa, due belle cotolette, un piatto di lesso, un beccaccino, riso, patate, fagiolini, uva e caffè. Non c'è stato modo di fargli mangiare altro! Dopodiché mi ha recitato parecchi canti di Dante e le canzoni di Petrarca, passeggiando a grandi passi in vestaglia con le mani affondate nelle tasche". Camillo di Cavour amava dunque la buona cucina e si appassionò, fin da giovane, all'agricoltura: a Grinzane, collaborò con la marchesa Giulia Falletti di Barolo nella ricerca di nuove tecniche di vinificazione che portarono alla produzione della versione moderna del Barolo, secco e fermo, nelle cantine dei medesimi Falletti. A Leri, come amministratore della tenuta di famiglia, si interessò soprattutto al miglioramento delle tecnologie agrarie e dei concimi tanto che, nell'Agosto del 1844, fece installare un trebbiatoio per il riso, realizzato dall'ingegnere Rocco Colli, una macchina che poteva essere azionata anche dalla forza idraulica (A. Viarengo "Cavour",2010). A proposito del buon cibo, sembra che gli piacesse in particolare una preparazione a base di cavolfiore di cui diamo gli ingredienti: cavolfiore, tuorli sodi, filetti di acciughe, prezzemolo, olio, sale (L. Capasso "Il passato è servito",2022). Durante gli anni della politica aveva un tavolo fisso al Ristorante "Del Cambio" di Torino dove amava sorseggiare, a fine pasto o per alleviare le fatiche delle battaglie parlamentari, il famoso "bicerin(caffè, cioccolato e crema di latte)", una evoluzione della "bavarèisa" settecentesca della quale ci parla anche Giovanni Vailardi, aiutante capocuoco e pasticcere di Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, nel "Trattato di Cucina e Pasticceria moderna Credenza e relativa Confettureria" pubblicato nel 1854: "Bavarese calda o fredda - E' un miscuglio fatto, facendo bollire del latte, e dolcificandolo con del sciroppo aromatizzato, aggiungendo un po' di cioccolato, ed allora si chiama al cioccolato; o un po' di caffè…".

Notizie dal Ducato di Massa e Carrara: E. Repetti nel "Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana" vol.I, pubbli...
16/09/2026

Notizie dal Ducato di Massa e Carrara: E. Repetti nel "Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana" vol.I, pubblicato nel 1833, scrive che Colonnata di Carrara, nell'Alpe Apuana, è un "villaggio situato nella più remota parte abitata dei monti marmorei di Carrara...La parrocchia di S.Bartolommeo di Colonnata nel 1832 contava 210 abitanti". Infatti Colonnata, all'epoca, era un piccolo borgo conosciuto per le cave di marmo e per la produzione e vendita di lardo; una tradizione antica che affonda le radici nel mondo romano, dove la carne di maiale e l'uso del lardo erano molto apprezzati come riportano le fonti, risalenti al I sec.a.C., costituite dagli scritti di agronomi quali Catone, Columella e Varrone ("Il lardo nell'alimentazione toscana dall'Antichità ai nostri giorni" Atti della giornata di studio Massa, 1 settembre 2001, a cura di Laura Galoppini). Tale pratica attraverserà poi il Medioevo, il Rinascimento ed oltre per giungere fino ai nostri giorni. A Colonnata il lardo era conservato (ancora oggi è così) in conche di marmo, ottenute mediante l'opera di esperti scalpellini che lavoravano per la maggior parte nelle cave; infatti il lardo costituiva una componente importante nell'alimentazione perché forniva le calorie necessarie per attività faticose ed all'aperto. Il lardo è il tessuto adiposo presente nella zona dorsale del suino con uno spessore che dipende dalla razza, dall'età, dal sesso e dall'alimentazione. Esso viene fatto stagionare ancora oggi in conche di marmo per sei mesi, ben salato e speziato con pepe, cannella, noce moscata, chiodi di garofano, aglio e con aggiunta di erbe come le foglie di rosmarino, il timo e l'origano rosso. La conca da lardo deve rimanere chiusa per tutto il periodo perché il prezioso contenuto non venga a contatto con l'aria che ne altererebbe il sapore. L'uso dei contenitori in marmo o pietra(macigno) era ed è una pratica unica ed esclusiva del territorio delle Alpi Apuane in Toscana e risalirebbe con certezza al XVII sec. e con una buona probabilità addirittura al Medioevo.

Notizie dal Ducato di Modena e Reggio E.: Lo studioso Mauro Sabbatini nell'opera "Il Ducato di Modena", pubblicata nel 1...
02/09/2026

Notizie dal Ducato di Modena e Reggio E.: Lo studioso Mauro Sabbatini nell'opera "Il Ducato di Modena", pubblicata nel 1854, descrive in modo dettagliato i domini estensi e, tra i tanti aspetti affrontati, parlando delle produzioni agrarie, ci informa che "Nelle pianure del modenese si va ogni giorno aumentando la coltivazione dei gelsi, un tempo in questo Stato tenuta in dimenticanza…".Infatti il gelso non era apprezzato solo in funzione della produzione della seta, ma anche in cucina per i suoi frutti, mentre il legno pregiato veniva impiegato per la costruzione delle botti nelle acetaie. A tale proposito sempre M. Sabbatini scrive "...né bisogna dimenticare di far cenno degli aceti Modenesi tanto giustamente ricercati all'estero…".L'Aceto Balsamico tradizionale di Modena era ed è ottenuto dal mosto d'uva cotto, che, attraverso una fermentazione naturale, nel tempo diventa aceto, invecchiando in una serie di vaselli di legni diversi: rovere, castagno, gelso, ginepro, di cui assimila i profumi (Museo del Balsamico Tradizionale-Spilamberto). La prima definizione di "Aceto Balsamico" risale al 1747 e con tale denominazione sarà apprezzato a livello internazionale, tanto che il Principe Metternich, ospite nel 1817 alla corte di Modena, ne chiederà un assaggio. Molte famiglie nobili e borghesi modenesi possedevano acetaie presso le proprie abitazioni e spesso erano solite donare ampolle del prezioso liquido a persone di riguardo. Sarà infine Francesco Aggazzotti, nel 1862, a fissarne le regole di produzione, le quali costituiscono la base dell'odierno disciplinare.

Notizie dal Granducato di Toscana: i Lorena, già dai primi tempi del loro insediamento, decisero di aprire il Parco dell...
19/08/2026

Notizie dal Granducato di Toscana: i Lorena, già dai primi tempi del loro insediamento, decisero di aprire il Parco delle Cascine di Firenze, all'epoca coperto da un bosco lussureggiante, alla cittadinanza tanto che da allora, ogni anno, per l'Ascensione, vi si organizzava una grande festa popolare, durante la quale il Granduca offriva un rinfresco alle autorità nella Palazzina Reale. La maggior parte delle persone, per il desinare all'aperto, era solita portare da casa cibi già cotti, altri accendevano fuochi per arrostire i polli o le costolette di agnello; quelli poi che potevano spendere affollavano le varie trattorie che avevano già disposto le tavole apparecchiate lungo i viali ombrosi, mostrando in bella vista "fiaschi di vino e di vin dolce, insalatiere di uova sode, ciambelle di pane fresco, prosciutti, finocchione, salamini e vassoi con bocche di dama e cantucci di Prato. Ogni trattoria aveva organizzato la sua cucina da campo, si preparavano polli allo spiedo davanti ai fuochi di fascine e, su fornelli portatili, grandi tegami di agnello in umido e piselli...nessuno cominciava a mangiare prima di mezzogiorno perché si aspettava che i monaci di Monte Oliveto, usciti in processione sul piazzale prospiciente la chiesa, dessero da lontano la benedizione alle mense…"(M.L.Incontri Lotteringhi della Stufa "Pranzi e conviti-La cucina toscana dal XVI secolo ai giorni d'oggi",Firenze 2010). Dopo pranzo si assisteva al corso delle carrozze degli invitati al rinfresco granducale ed era uso procurarsi un grillo, considerato di buon auspicio.

Notizie dallo Stato Pontificio: lo storico R. De Cesare, trattando dello Stato Pontificio durante il papato di Pio IX, r...
12/08/2026

Notizie dallo Stato Pontificio: lo storico R. De Cesare, trattando dello Stato Pontificio durante il papato di Pio IX, racconta che l'aristocrazia romana del tempo amava i pranzi nelle osterie "I grandi menu francesi servivano nelle occasioni eccezionali, mentre le fettuccine e il capretto, il fritto, la ricotta e la meravigliosa cicoria selvatica erano il pasto ordinario e preferito da ogni ceto. All'osteria e singolarmente al "Falcone" e al "Lepre" , negli ultimi tempi, non era infrequente il caso di trovare dei signori all'ora di colazione, o dei grandi pique-niques di sera, come in Ghetto, nella stagione dei carciofi, era un' invasione della migliore società per fare onore a quell'appetitoso prodotto romanesco...con trenta baiocchi si apprestava un desinare, che forse vinceva per gustosità quelli delle più signorili cucine" (R. De Cesare "Roma e lo Stato del Papa-Dal ritorno di Pio IX al XX Settembre", Roma 1907).Di seguito gli ingredienti dei carciofi alla giudia: carciofi romani, non troppo grandi, olio, sale, pepe, succo di limone (C. Aita "Viaggio illustrato nella cucina ebraica" 2007).

Notizie dal Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla: alla corte di Maria Luigia la cucina era internazionale, cioè di deri...
29/07/2026

Notizie dal Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla: alla corte di Maria Luigia la cucina era internazionale, cioè di derivazione francese, austro-tedesca e, in misura minore, anche italiana. Ogni giorno dalle serre della Reggia di Colorno arrivavano verdura e frutta fresca di qualità alla mensa ducale, tuttavia il piatto forte rimaneva l'arrosto a cui si dava una assoluta preminenza. Un'attenzione particolare era riservata alla qualità del pane tanto che nel 1845 il pane per Sua Maestà era prodotto da Michele Oman, un fornaio di Milano. Questo pane, con le diligenze di posta, arrivava a Parma addirittura il giorno stesso della sua produzione, grazie all'efficiente servizio postale tra il Regno Lombardo-Veneto e il Ducato di Parma. Molto apprezzati erano i kipfel, dolci a forma di cornetto di derivazione austriaca, che diventeranno i "ciprén" della tradizione parmigiana; il fornitore ufficiale era Antonio Schreiber che aveva la bottega adiacente al Palazzo Ducale (M.Zannoni "A tavola con Maria Luigia-Il servizio di bocca della Duchessa di Parma dal 1815 al 1847",Parma 1991).

Notizie dal Regno delle Due Sicilie: Ferdinando I, re del Regno delle Due Sicilie, preferiva la cucina popolare a quella...
15/07/2026

Notizie dal Regno delle Due Sicilie: Ferdinando I, re del Regno delle Due Sicilie, preferiva la cucina popolare a quella francese di corte, preparata dagli chef, chiamati "monsù" o "monzù" dai napoletani.("L'Italia a tavola" di A.Ricci e F.Astone. 2023). Secondo la tradizione, sembra che il sovrano amasse preparare una pietanza, passata alla storia come "Frittata del Re Lazzarone", specialmente quando si trovava a caccia presso la Reggia di Portici. Con il termine lazzari (o anche lazzaroni) si indicavano i giovani dei ceti popolari della Napoli del XVII-XIX secolo. Ecco gli ingredienti del goloso piatto: patate, zucchine, peperoni, cipolle, uova, aneto, olio, farina, pecorino, noce moscata, sale, pepe, aglio.

L'Associazione Parco delle Bandiere Preunitarie ringrazia gli intervenuti alla serata.
08/07/2026

L'Associazione Parco delle Bandiere Preunitarie ringrazia gli intervenuti alla serata.

Notizie dal Ducato di Lucca: il marchese Antonio Mazzarosa nella "Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato"...
08/07/2026

Notizie dal Ducato di Lucca: il marchese Antonio Mazzarosa nella "Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato", pubblicata nel 1843, scrive che a Lucca "Tre sono le locande, l' Europa, il Pellicano, la Croce
di Malta; e tre i principali alberghi, la Corona, la Campana o sia la Posta, e quello all' Ulivo."

Per il viandante una vera leccornia erano le Ciambelle, dette anche Buccellati, di cui gli ingredienti: farina, semi di anice, uva sultanina, burro, albume d'uovo, lievito di birra, acqua, zucchero.

Indirizzo

Via Roma 278
Prato
59100

Orario di apertura

10:30 - 12:00

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Parco delle Bandiere Preunitarie pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Museo

Invia un messaggio a Parco delle Bandiere Preunitarie:

Condividi

Categoria