Parco delle Bandiere Preunitarie

Parco delle Bandiere Preunitarie Un Parco per conoscere la storia delle bandiere preunitarie e la nascita del nostro tricolore.

Notizie dal Ducato di Modena e Reggio E.: Lo studioso Mauro Sabbatini nell'opera "Il Ducato di Modena", pubblicata nel 1...
02/09/2026

Notizie dal Ducato di Modena e Reggio E.: Lo studioso Mauro Sabbatini nell'opera "Il Ducato di Modena", pubblicata nel 1854, descrive in modo dettagliato i domini estensi e, tra i tanti aspetti affrontati, parlando delle produzioni agrarie, ci informa che "Nelle pianure del modenese si va ogni giorno aumentando la coltivazione dei gelsi, un tempo in questo Stato tenuta in dimenticanza…".Infatti il gelso non era apprezzato solo in funzione della produzione della seta, ma anche in cucina per i suoi frutti, mentre il legno pregiato veniva impiegato per la costruzione delle botti nelle acetaie. A tale proposito sempre M. Sabbatini scrive "...né bisogna dimenticare di far cenno degli aceti Modenesi tanto giustamente ricercati all'estero…".L'Aceto Balsamico tradizionale di Modena era ed è ottenuto dal mosto d'uva cotto, che, attraverso una fermentazione naturale, nel tempo diventa aceto, invecchiando in una serie di vaselli di legni diversi: rovere, castagno, gelso, ginepro, di cui assimila i profumi (Museo del Balsamico Tradizionale-Spilamberto). La prima definizione di "Aceto Balsamico" risale al 1747 e con tale denominazione sarà apprezzato a livello internazionale, tanto che il Principe Metternich, ospite nel 1817 alla corte di Modena, ne chiederà un assaggio. Molte famiglie nobili e borghesi modenesi possedevano acetaie presso le proprie abitazioni e spesso erano solite donare ampolle del prezioso liquido a persone di riguardo. Sarà infine Francesco Aggazzotti, nel 1862, a fissarne le regole di produzione, le quali costituiscono la base dell'odierno disciplinare.

Notizie dal Granducato di Toscana: i Lorena, già dai primi tempi del loro insediamento, decisero di aprire il Parco dell...
19/08/2026

Notizie dal Granducato di Toscana: i Lorena, già dai primi tempi del loro insediamento, decisero di aprire il Parco delle Cascine di Firenze, all'epoca coperto da un bosco lussureggiante, alla cittadinanza tanto che da allora, ogni anno, per l'Ascensione, vi si organizzava una grande festa popolare, durante la quale il Granduca offriva un rinfresco alle autorità nella Palazzina Reale. La maggior parte delle persone, per il desinare all'aperto, era solita portare da casa cibi già cotti, altri accendevano fuochi per arrostire i polli o le costolette di agnello; quelli poi che potevano spendere affollavano le varie trattorie che avevano già disposto le tavole apparecchiate lungo i viali ombrosi, mostrando in bella vista "fiaschi di vino e di vin dolce, insalatiere di uova sode, ciambelle di pane fresco, prosciutti, finocchione, salamini e vassoi con bocche di dama e cantucci di Prato. Ogni trattoria aveva organizzato la sua cucina da campo, si preparavano polli allo spiedo davanti ai fuochi di fascine e, su fornelli portatili, grandi tegami di agnello in umido e piselli...nessuno cominciava a mangiare prima di mezzogiorno perché si aspettava che i monaci di Monte Oliveto, usciti in processione sul piazzale prospiciente la chiesa, dessero da lontano la benedizione alle mense…"(M.L.Incontri Lotteringhi della Stufa "Pranzi e conviti-La cucina toscana dal XVI secolo ai giorni d'oggi",Firenze 2010). Dopo pranzo si assisteva al corso delle carrozze degli invitati al rinfresco granducale ed era uso procurarsi un grillo, considerato di buon auspicio.

Notizie dallo Stato Pontificio: lo storico R. De Cesare, trattando dello Stato Pontificio durante il papato di Pio IX, r...
12/08/2026

Notizie dallo Stato Pontificio: lo storico R. De Cesare, trattando dello Stato Pontificio durante il papato di Pio IX, racconta che l'aristocrazia romana del tempo amava i pranzi nelle osterie "I grandi menu francesi servivano nelle occasioni eccezionali, mentre le fettuccine e il capretto, il fritto, la ricotta e la meravigliosa cicoria selvatica erano il pasto ordinario e preferito da ogni ceto. All'osteria e singolarmente al "Falcone" e al "Lepre" , negli ultimi tempi, non era infrequente il caso di trovare dei signori all'ora di colazione, o dei grandi pique-niques di sera, come in Ghetto, nella stagione dei carciofi, era un' invasione della migliore società per fare onore a quell'appetitoso prodotto romanesco...con trenta baiocchi si apprestava un desinare, che forse vinceva per gustosità quelli delle più signorili cucine" (R. De Cesare "Roma e lo Stato del Papa-Dal ritorno di Pio IX al XX Settembre", Roma 1907).Di seguito gli ingredienti dei carciofi alla giudia: carciofi romani, non troppo grandi, olio, sale, pepe, succo di limone (C. Aita "Viaggio illustrato nella cucina ebraica" 2007).

Notizie dal Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla: alla corte di Maria Luigia la cucina era internazionale, cioè di deri...
29/07/2026

Notizie dal Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla: alla corte di Maria Luigia la cucina era internazionale, cioè di derivazione francese, austro-tedesca e, in misura minore, anche italiana. Ogni giorno dalle serre della Reggia di Colorno arrivavano verdura e frutta fresca di qualità alla mensa ducale, tuttavia il piatto forte rimaneva l'arrosto a cui si dava una assoluta preminenza. Un'attenzione particolare era riservata alla qualità del pane tanto che nel 1845 il pane per Sua Maestà era prodotto da Michele Oman, un fornaio di Milano. Questo pane, con le diligenze di posta, arrivava a Parma addirittura il giorno stesso della sua produzione, grazie all'efficiente servizio postale tra il Regno Lombardo-Veneto e il Ducato di Parma. Molto apprezzati erano i kipfel, dolci a forma di cornetto di derivazione austriaca, che diventeranno i "ciprén" della tradizione parmigiana; il fornitore ufficiale era Antonio Schreiber che aveva la bottega adiacente al Palazzo Ducale (M.Zannoni "A tavola con Maria Luigia-Il servizio di bocca della Duchessa di Parma dal 1815 al 1847",Parma 1991).

Notizie dal Regno delle Due Sicilie: Ferdinando I, re del Regno delle Due Sicilie, preferiva la cucina popolare a quella...
15/07/2026

Notizie dal Regno delle Due Sicilie: Ferdinando I, re del Regno delle Due Sicilie, preferiva la cucina popolare a quella francese di corte, preparata dagli chef, chiamati "monsù" o "monzù" dai napoletani.("L'Italia a tavola" di A.Ricci e F.Astone. 2023). Secondo la tradizione, sembra che il sovrano amasse preparare una pietanza, passata alla storia come "Frittata del Re Lazzarone", specialmente quando si trovava a caccia presso la Reggia di Portici. Con il termine lazzari (o anche lazzaroni) si indicavano i giovani dei ceti popolari della Napoli del XVII-XIX secolo. Ecco gli ingredienti del goloso piatto: patate, zucchine, peperoni, cipolle, uova, aneto, olio, farina, pecorino, noce moscata, sale, pepe, aglio.

L'Associazione Parco delle Bandiere Preunitarie ringrazia gli intervenuti alla serata.
08/07/2026

L'Associazione Parco delle Bandiere Preunitarie ringrazia gli intervenuti alla serata.

Notizie dal Ducato di Lucca: il marchese Antonio Mazzarosa nella "Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato"...
08/07/2026

Notizie dal Ducato di Lucca: il marchese Antonio Mazzarosa nella "Guida di Lucca e dei luoghi più importanti del Ducato", pubblicata nel 1843, scrive che a Lucca "Tre sono le locande, l' Europa, il Pellicano, la Croce
di Malta; e tre i principali alberghi, la Corona, la Campana o sia la Posta, e quello all' Ulivo."

Per il viandante una vera leccornia erano le Ciambelle, dette anche Buccellati, di cui gli ingredienti: farina, semi di anice, uva sultanina, b***o, albume d'uovo, lievito di birra, acqua, zucchero.

Notizie dal Regno delle Due Sicilie: la basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore (in napoletano Santa Mari...
03/06/2026

Notizie dal Regno delle Due Sicilie: la basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore (in napoletano Santa Maria d''o Càrmene Maggiore) è una basilica santuario di Napoli, sita in piazza del Carmine, che un tempo formava un tutt'uno con la piazza del Mercato.
Il primo documento storico che attesta la presenza carmelitani a Napoli data al 1268, e in esso si fa riferimento al luogo del supplizio di Corradino di Svevia nella piazza antistante la chiesa di Santa Maria del Carmine, segno che nel XIII secolo la Basilica esisteva già; è inoltre ipotizzabile che abbia assunto le attuali dimensioni e gran parte dell'assetto nel medesimo periodo. In effetti, anche l'icona della Vergine Bruna è stata successivamente attribuita, sulla base di analisi stilistiche e compositive, alla scuola toscana del XIII secolo: è probabile che si tratti di una copia dell'antica icona bizantina, andata perduta nel corso dei secoli.

Notizie dal Regno delle Due Sicilie: la Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta è il duomo di Napoli, in Campani...
20/05/2026

Notizie dal Regno delle Due Sicilie: la Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta è il duomo di Napoli, in Campania, sede vescovile dell'arcidiocesi della città di Napoli. È monumento nazionale italiano.
Sorge lungo il lato est della via omonima, in una piazzetta contornata da portici, e ingloba a mo' di cappelle laterali altri due edifici di culto sorti autonomamente rispetto alla cattedrale: la basilica di Santa Restituta, che custodisce il battistero più antico d'Occidente, quello di San Giovanni in Fonte, e la reale ca****la del Tesoro di san Gennaro, che conserva le reliquie del santo patrono della città.
Si tratta di una delle più importanti e grandi chiese della città, sia da un punto di vista artistico, essendo di fatto la sovrapposizione di più stili che vanno dal gotico puro del Trecento fino al neogotico ottocentesco, che sotto un profilo culturale, ospitando infatti tre volte l'anno il rito dello scioglimento del sangue di san Gennaro.

Notizie dallo Stato Pontificio: la basilica di San Pietro in Vaticano è una basilica cattolica ubicata in Piazza San Pie...
06/05/2026

Notizie dallo Stato Pontificio: la basilica di San Pietro in Vaticano è una basilica cattolica ubicata in Piazza San Pietro nello stato della Città del Vaticano; è un capolavoro dell'arte italiana ed è uno dei simboli della città di Roma, di cui domina il panorama con la sua cupola maestosa.
È la più grande delle quattro basiliche papali di Roma ed è spesso indicata come la più grande chiesa del mondo sia per le sue dimensioni, sia, metaforicamente, per la sua importanza come centro del cattolicesimo. Non è tuttavia la chiesa cattedrale della diocesi romana poiché tale titolo spetta alla basilica di San Giovanni in Laterano, che è anche la prima per dignità essendo Madre e Capo di tutte le Chiese dell'Urbe e del Mondo.

Indirizzo

Via Roma 278
Prato
59100

Orario di apertura

10:30 - 12:00

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