29/07/2026
Attraversando il Parco archeologico dei Campi Flegrei è la nuova rubrica bisettimanale che racconta i siti gestiti dal Parco. Da Pozzuoli a Bacoli, da Quarto a Giugliano, vi accompagniamo alla scoperta dei luoghi aperti al pubblico e di quelli meno noti, interessati da interventi di restauro e conservazione.
Il monumento di oggi è il Parco archeologico delle Terme di Baia. Il suo scavo iniziò poco meno di un secolo fa nello spazio compreso tra le tre grandi cupole (Tempio di Mercurio, Diana e Venere) i quali, da sempre a vista, data la loro imponenza, erano sempre stati identificate come luoghi sacri. In realtà la cupola di “Mercurio” è davvero incredibile: si tratta del più antico esempio di copertura emisferica di ampie dimensioni realizzato in cementizio, simbolo delle sperimentazioni in epoca augustea che avvenivano in zona con la pozzolana. I tre edifici cupolati, costruiti a distanza di un secolo l’uno dall’altro erano stabilimenti termali costruiti per sfruttare al meglio la risalita di vapori bollenti.
La disposizione disordinata invece dipende oltre che dalla posizione migliore per attingere i flussi termali, anche dalla presenza delle strutture precedenti: le ville “dell’Ambulatio” e “della Sosandra”, le quali erano formate da cinque o più livelli di ambienti distribuiti a ridosso del pendio, collegati fra loro da rampe o scalinate dipinte per godere al meglio il paesaggio. Ad aumentare il prestigio, la presenza di piccoli spazi termali privati come le cosiddette “Stanze di Venere” o le “Piccole Terme”, realizzate per un numero ben più ristretto di frequentatori. Tuttavia non erano considerate ville lussuose e la costruzione nel tempo degli edifici cupolati può aver trasformate queste ville in alberghi per i frequentatori dei bagni.
Le trasformazioni continuarono fino al medioevo ma pian piano le frequentazioni iniziarono a scemare col ridursi dell’antica energia naturale, trasformandosi in rovine da ammirare per i viaggiatori del Grand Tour.