Museo Archeologico Provinciale Potenza

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Museo Archeologico Provinciale Potenza 🏺Benvenuti al Museo Archeologico Provinciale di Potenza, istituito nel 1899

20/10/2026
Esposizioni collaterali al CaravaggioGli artisti sono stati scelti nell’ambito della manifestazione di interesse promoss...
20/10/2026

Esposizioni collaterali al Caravaggio

Gli artisti sono stati scelti nell’ambito della manifestazione di interesse promossa da Apt per favorire il coinvolgimento territoriale.

Un dialogo contemporaneo con Caravaggio, un costume che parla la lingua della tradizione lucana, una scultura che fa dello sguardo il proprio soggetto e due grandi fotografie in cui il desiderio di bellezza finisce per sostituire il volto stesso: sono quattro le esposizioni collaterali alla mostra “Caravaggio. Narciso. Il mito di un capolavoro”, al Museo Archeologico Provinciale di Potenza fino al 30 novembre e promossa dall’Agenzia di promozione territoriale.

Le quattro esposizioni, che troveranno posto al piano terra dello stesso edificio, sono state scelte nell’ambito della manifestazione d’interesse promossa dall’Apt la scorsa estate e rivolta ad associazioni, enti, artisti che volessero proporre esposizioni e/o convegni collaterali alla grande mostra. I quattro artisti sono stati selezionati da una Commissione tecnica, composta da Merisabell Calitri, storica e critica d’arte, Mariadelaide Cuozzo, storica dell’arte e docente all’Università della Basilicata, ed Elisa Laraia, artista, direttrice del Laboratorio di Arte Pubblica di Potenza e docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli, e nominata gratuitamente da Apt per la valutazione delle proposte.

«La ratio di fondo che ha orientato le scelte della Commissione nel selezionare le proposte pervenute è stata innanzitutto quella della coerenza, richiesta dal bando, con i contenuti della mostra “Caravaggio. Narciso. Il mito di un capolavoro”, coerenza che la Commissione ha inteso in senso tematico e concettuale - dichiara Mariadelaide Cuozzo, presidente della Commissione. Si sono seguiti criteri qualitativi, selezionando le proposte più convincenti sul piano tecnico-formale e contenutistico, formulate in modo corretto e rigoroso, e considerando la congruità dei curricula professionali degli artisti e artigiani proponenti. La varietà sul piano interpretativo e tecnico delle proposte scelte dimostra quanto il mito di Narciso sia ancora oggi vivo e culturalmente generativo».

“L’idea che ci ha mossi - spiega il direttore di Apt, Margherita Sarli - è stato il coinvolgimento del tessuto creativo lucano, ma abbiamo voluto affidare ad una Commissione di comprovata esperienza, che ringrazio per la disponibilità, le valutazioni tecniche al fine di mantenere rigore e qualità. Arricchiamo così l’esperienza della visita, aprendo lo sguardo al nostro territorio. Inoltre, nei prossimi giorni presenteremo anche gli eventi che ci accompagneranno fino alla fine di novembre” .

Di seguito i quattro allestimenti: “Narciso oltre lo specchio – dialogo tra Caravaggio e Franco Corbisiero”, dal 12 ottobre al 1° novembre; dal 12 ottobre al 23 novembre sarà esposto “Il Narciso in costume” di Donata Claps, sarta artigiana di Cancellara: un unico pezzo su manichino che riproduce l’abito del protagonista del dipinto; dal 3 al 23 novembre toccherà a “Oltre il riflesso” di Antonella Carucci, scultrice nata a Polla nel 1980, che vive e lavora a Caggiano. Nella sua ricerca gli occhi delle sculture diventano superfici specchianti e restituiscono il volto di chi guarda, ma anche il luogo e la luce; infine, il visual artist Silvio Giordano esporrà “The Silver Mirror”: due grandi fotografie che nascono dalla sua ricerca tra video installazioni, fotografia, scultura e operazioni transmediali, sul rapporto tra bellezza, desiderio e identità.

Il Narciso in costumeL'idea progettuale di questo lavoro nasce dall'intento di radicare un prodotto della creativitĂ  del...
15/10/2026

Il Narciso in costume

L'idea progettuale di questo lavoro nasce dall'intento di radicare un prodotto della creativitĂ  dell'abilitĂ  artigianello spirito del territorio, in continuitĂ  con quella ormai che da tempo (dagli anni Venti del Novecento, con

risonanza anche internazionale) s'è consolidata come una vera tradizione: i quadri plastici di Avigliano, ispirati

negli anni piĂą vicini a noi per lo piĂą al tenebrismo caravaggesco, in cui rappresentazioni viventi riproducono,

con cura e dovizia di dettagli nei costumi, nelle pose e nei tratti somatici, note opere d'arte.

Il genere spettacolare dei tableaux vivants, diffuso giĂ  nel Medioevo, ebbe un rilevante impulso dalle attitudes di

lady Emma Hamilton, che dal Regno delle Due Sicilie si propagarono in tutt'Europa, determinando nuove mode

nel vestire, nella vita di societĂ  e finanche nel cibo.

Un altro puntuale richiamo al territorio salta sĂąbito all'occhio attento dell'osservatore: la rinascimentale camicia

a sbuffo di questo Narciso rievoca i medesimi ricchi capi che caratterizzano la maggior parte degli abiti della

tradizione lucana, segno di eleganza e distinzione nell'Ă mbito di comunitĂ  un tempo visceralmente legate al

proprio tessuto culturale e attente al rispetto dell'ereditĂ  degli avi.

Il dipinto del Narciso di Michelangelo Merisi da Caravaggio, per la insolita posa reclina del personaggio, non consente

di cogliere molti dettagli dell'abbigliamento. PiĂą che altro si distinguono le tipologie dei tessuti con cui l'autore lo

rappresenta: un elegante damasco fiorentino a grandi motivi floreali grigio tenue su fondo di raso grigio ferro, per il

corsetto privo di maniche, morbido cotone bianco per la camicia cotone pesante verde petrolio per i calzoni.

I modelli invece, per rispettare filologicamente le scelte dell'artista, sono stati ripresi da altri quadri dello stesso

Caravaggio:

• Dal Suonatore di liuto (San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage, 1595-1596, e New York, Metropolitan Museum of

Art, 1596-1597) è stato preso il modello della camicia.

• Per la realizzazione del corsetto sono stati considerati particolari dalla Buona ventura (Roma, Pinacoteca

Capitolina, 1593-1595, e Parigi, Musée du Louvre, 1596-1597), dai Bari (Fort Worth, Kimbell Art Museum, 1594),

dalla Vocazione di San Matteo (Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi, 1599-1600), dal Martirio di San Matteo

(Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi, 1599-1600), dalla Madonna dei Pellegrini (Roma, Basilica di

Sant'Agostino in Campo Marzio, 1604-1606).v

• Per i calzoni s'è fatto riferimento alla Crocifissione di San Pietro (Roma, Basilica di Santa Maria del Popolo,

1600-1601), ai due Davide con la testa di Golia (Vienna, Kunsthistoriches Museum, 1607, e Roma, Galleria

Borghese, 1609-1610), alla Flagellazione di Cristo (Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte, 1607-1608), al

Ritratto di Alof de Wignacourt (Parigi, Musée du Louvre, 1608), al Cavadenti (Firenze, Palazzo Pitti - Galleria

Palatina, 1608).

• Per le mutande alla Madonna del Rosario (Vienna, Kunsthistoriches Museum, 1607).

Antonio Tortorella

Storico dell’arte e del Costume

Donata Claps

Nata a Potenza nel 1970, attualmente risiede nel suggestivo borgo di Cancellara in provincia di Potenza.

Dopo un Diploma come “Disegnatrice di Moda” all’ Istituto Professionale “Isabella Morra” di Matera ha

da sempre lavorato come sarta “artigiana”.

Conta al suo attivo diversi corsi di formazione e svariati anni di lavoro in un atelier per abiti da sposa e

cerimonia. Inoltre ha collaborato con Enti pubblici e Associazioni culturali per la ricerca, lo studio e il

confezionamento di abiti d'epoca - dai costumi locali ai vestiti storici per sfilate -, per allestimenti

museali/mostre, e con case cinematografiche per la realizzazione di Costumi di Scena.

Ha partecipato come artista Eco/Fashion a mostre, sfilate, concorsi di abiti di riciclo (plastica, carta, materiali in

disuso). Ha pubblicato il libro di poesia Emersioni Recondite.

L'idea progettuale di questo lavoro nasce dall'intento di radicare un prodotto della creativitĂ  dell'abilitĂ  artigianello spirito del territorio, in continuitĂ  con quella ormai che da tempo (dagli anni Venti del Novecento, con

risonanza anche internazionale) s'è consolidata come una vera tradizione: i quadri plastici di Avigliano, ispirati

negli anni piĂą vicini a noi per lo piĂą al tenebrismo caravaggesco, in cui rappresentazioni viventi riproducono,

con cura e dovizia di dettagli nei costumi, nelle pose e nei tratti somatici, note opere d'arte.

Il genere spettacolare dei tableaux vivants, diffuso giĂ  nel Medioevo, ebbe un rilevante impulso dalle attitudes di

lady Emma Hamilton, che dal Regno delle Due Sicilie si propagarono in tutt'Europa, determinando nuove mode

nel vestire, nella vita di societĂ  e finanche nel cibo.

Un altro puntuale richiamo al territorio salta sĂąbito all'occhio attento dell'osservatore: la rinascimentale camicia

a sbuffo di questo Narciso rievoca i medesimi ricchi capi che caratterizzano la maggior parte degli abiti della

tradizione lucana, segno di eleganza e distinzione nell'Ă mbito di comunitĂ  un tempo visceralmente legate al

proprio tessuto culturale e attente al rispetto dell'ereditĂ  degli avi.

Il dipinto del Narciso di Michelangelo Merisi da Caravaggio, per la insolita posa reclina del personaggio, non consente

di cogliere molti dettagli dell'abbigliamento. PiĂą che altro si distinguono le tipologie dei tessuti con cui l'autore lo

rappresenta: un elegante damasco fiorentino a grandi motivi floreali grigio tenue su fondo di raso grigio ferro, per il

corsetto privo di maniche, morbido cotone bianco per la camicia cotone pesante verde petrolio per i calzoni.

I modelli invece, per rispettare filologicamente le scelte dell'artista, sono stati ripresi da altri quadri dello stesso

Caravaggio:

• Dal Suonatore di liuto (San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage, 1595-1596, e New York, Metropolitan Museum of

Art, 1596-1597) è stato preso il modello della camicia.

• Per la realizzazione del corsetto sono stati considerati particolari dalla Buona ventura (Roma, Pinacoteca

Capitolina, 1593-1595, e Parigi, Musée du Louvre, 1596-1597), dai Bari (Fort Worth, Kimbell Art Museum, 1594),

dalla Vocazione di San Matteo (Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi, 1599-1600), dal Martirio di San Matteo

(Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi, 1599-1600), dalla Madonna dei Pellegrini (Roma, Basilica di

Sant'Agostino in Campo Marzio, 1604-1606).v

• Per i calzoni s'è fatto riferimento alla Crocifissione di San Pietro (Roma, Basilica di Santa Maria del Popolo,

1600-1601), ai due Davide con la testa di Golia (Vienna, Kunsthistoriches Museum, 1607, e Roma, Galleria

Borghese, 1609-1610), alla Flagellazione di Cristo (Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte, 1607-1608), al

Ritratto di Alof de Wignacourt (Parigi, Musée du Louvre, 1608), al Cavadenti (Firenze, Palazzo Pitti - Galleria

Palatina, 1608).

• Per le mutande alla Madonna del Rosario (Vienna, Kunsthistoriches Museum, 1607).

Antonio Tortorella

Storico dell’arte e del Costume

Donata Claps

Nata a Potenza nel 1970, attualmente risiede nel suggestivo borgo di Cancellara in provincia di Potenza.

Dopo un Diploma come “Disegnatrice di Moda” all’ Istituto Professionale “Isabella Morra” di Matera ha

da sempre lavorato come sarta “artigiana”.

Conta al suo attivo diversi corsi di formazione e svariati anni di lavoro in un atelier per abiti da sposa e

cerimonia. Inoltre ha collaborato con Enti pubblici e Associazioni culturali per la ricerca, lo studio e il

confezionamento di abiti d'epoca - dai costumi locali ai vestiti storici per sfilate -, per allestimenti

museali/mostre, e con case cinematografiche per la realizzazione di Costumi di Scena.

Ha partecipato come artista Eco/Fashion a mostre, sfilate, concorsi di abiti di riciclo (plastica, carta, materiali in

disuso). Ha pubblicato il libro di poesia Emersioni Recondite.

L'idea progettuale di questo lavoro nasce dall'intento di radicare un prodotto della creativitĂ  dell'abilitĂ  artigianell...
15/10/2026

L'idea progettuale di questo lavoro nasce dall'intento di radicare un prodotto della creativitĂ  dell'abilitĂ  artigianello spirito del territorio, in continuitĂ  con quella ormai che da tempo (dagli anni Venti del Novecento, con

risonanza anche internazionale) s'è consolidata come una vera tradizione: i quadri plastici di Avigliano, ispirati

negli anni piĂą vicini a noi per lo piĂą al tenebrismo caravaggesco, in cui rappresentazioni viventi riproducono,

con cura e dovizia di dettagli nei costumi, nelle pose e nei tratti somatici, note opere d'arte.

Il genere spettacolare dei tableaux vivants, diffuso giĂ  nel Medioevo, ebbe un rilevante impulso dalle attitudes di

lady Emma Hamilton, che dal Regno delle Due Sicilie si propagarono in tutt'Europa, determinando nuove mode

nel vestire, nella vita di societĂ  e finanche nel cibo.

Un altro puntuale richiamo al territorio salta sĂąbito all'occhio attento dell'osservatore: la rinascimentale camicia

a sbuffo di questo Narciso rievoca i medesimi ricchi capi che caratterizzano la maggior parte degli abiti della

tradizione lucana, segno di eleganza e distinzione nell'Ă mbito di comunitĂ  un tempo visceralmente legate al

proprio tessuto culturale e attente al rispetto dell'ereditĂ  degli avi.

Il dipinto del Narciso di Michelangelo Merisi da Caravaggio, per la insolita posa reclina del personaggio, non consente

di cogliere molti dettagli dell'abbigliamento. PiĂą che altro si distinguono le tipologie dei tessuti con cui l'autore lo

rappresenta: un elegante damasco fiorentino a grandi motivi floreali grigio tenue su fondo di raso grigio ferro, per il

corsetto privo di maniche, morbido cotone bianco per la camicia cotone pesante verde petrolio per i calzoni.

I modelli invece, per rispettare filologicamente le scelte dell'artista, sono stati ripresi da altri quadri dello stesso

Caravaggio:

• Dal Suonatore di liuto (San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage, 1595-1596, e New York, Metropolitan Museum of

Art, 1596-1597) è stato preso il modello della camicia.

• Per la realizzazione del corsetto sono stati considerati particolari dalla Buona ventura (Roma, Pinacoteca

Capitolina, 1593-1595, e Parigi, Musée du Louvre, 1596-1597), dai Bari (Fort Worth, Kimbell Art Museum, 1594),

dalla Vocazione di San Matteo (Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi, 1599-1600), dal Martirio di San Matteo

(Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi, 1599-1600), dalla Madonna dei Pellegrini (Roma, Basilica di

Sant'Agostino in Campo Marzio, 1604-1606).v

• Per i calzoni s'è fatto riferimento alla Crocifissione di San Pietro (Roma, Basilica di Santa Maria del Popolo,

1600-1601), ai due Davide con la testa di Golia (Vienna, Kunsthistoriches Museum, 1607, e Roma, Galleria

Borghese, 1609-1610), alla Flagellazione di Cristo (Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte, 1607-1608), al

Ritratto di Alof de Wignacourt (Parigi, Musée du Louvre, 1608), al Cavadenti (Firenze, Palazzo Pitti - Galleria

Palatina, 1608).

• Per le mutande alla Madonna del Rosario (Vienna, Kunsthistoriches Museum, 1607).

Antonio Tortorella

Storico dell’arte e del Costume

Donata Claps

Nata a Potenza nel 1970, attualmente risiede nel suggestivo borgo di Cancellara in provincia di Potenza.

Dopo un Diploma come “Disegnatrice di Moda” all’ Istituto Professionale “Isabella Morra” di Matera ha

da sempre lavorato come sarta “artigiana”.

Conta al suo attivo diversi corsi di formazione e svariati anni di lavoro in un atelier per abiti da sposa e

cerimonia. Inoltre ha collaborato con Enti pubblici e Associazioni culturali per la ricerca, lo studio e il

confezionamento di abiti d'epoca - dai costumi locali ai vestiti storici per sfilate -, per allestimenti

museali/mostre, e con case cinematografiche per la realizzazione di Costumi di Scena.

Ha partecipato come artista Eco/Fashion a mostre, sfilate, concorsi di abiti di riciclo (plastica, carta, materiali in

disuso). Ha pubblicato il libro di poesia Emersioni Recondite.

15/10/2026

NARCISO OLTRE LO SPECCHIO
Dialogo tra Caravaggio e Franco Corbisiero

La mostra Narciso oltre lo Specchio nasce come un percorso di dialogo tra il capolavoro di Michelangelo Merisi da Caravaggio e la ricerca contemporanea di Franco Corbisiero, accomunati da una medesima tensione verso la conoscenza dell'uomo oltre le apparenze. Lo specchio di Narciso è assunto non solo come elemento iconografico del mito, ma come metafora della ricerca dell'identità, del rapporto tra immagine e verità, tra memoria e coscienza. Le opere di Corbisiero accompagnano il visitatore in un attraversamento simbolico dello specchio, trasformando il riflesso in occasione di introspezione e di confronto con le tracce profonde dell'esperienza umana.

L'esposizione si inserisce nel programma culturale dedicato al Narciso di Caravaggio, sviluppandone i principali nuclei concettuali attraverso il dialogo con la ricerca contemporanea di Franco Corbisiero. Il percorso propone una riflessione sui temi dell'immagine, dell'identitĂ  e della veritĂ , evidenziando l'attualitĂ  dei temi sollevati dal capolavoro caravaggesco e la loro capacitĂ  di trovare nuove espressioni nell'arte contemporanea. Il confronto tra le opere accompagna il visitatore dal riflesso alla consapevolezza, dall'apparenza all'interioritĂ , mostrando come il mito di Narciso e la lezione di Caravaggio continuino ancora oggi a interrogare la condizione umana toccandone profondamente la sensibilitĂ .

Franco Corbisiero

Nato a Calvello nel 1949, Franco Corbisiero è un artista lucano che ha sviluppato nel tempo un linguaggio espressivo personale, caratterizzato da una forte attenzione alla materia e da una ricerca stilistica autonoma. Formatosi presso l’Istituto Statale d’Arte di Potenza, ha avuto tra i suoi riferimenti figure di rilievo come Maria Padula e Antonello Leone, dei quali ha saputo raccogliere e reinterpretare l’eredità artistica.

Attivo dagli anni Ottanta, ha esposto in numerose mostre personali e collettive presso importanti sedi culturali istituzionali della Basilicata. Nel 2012 ha fondato l’Associazione Culturale Pietre Volanti, contribuendo alla promozione dell’arte contemporanea e alla valorizzazione dei talenti del territorio. La sua attività si distingue inoltre per l’impegno nella divulgazione delle tecniche del graffito e per la realizzazione di interventi artistici nello spazio urbano, tra cui il celebre percorso della “Via del Graffito” nel centro storico di Potenza.

Le sue opere, presenti in collezioni private e in importanti contesti pubblici, come la sua Via Crucis esposta permanentemente nel Nuovo Santuario del Divino Amore a Roma, testimoniano una costante ricerca tra tradizione e innovazione, nella quale la materia diventa elemento narrativo e identitario del racconto artistico.

18/09/2026

L'archivio storico del Museo archeologico provinciale di Potenza - Documentare l'archeologia lucana

Nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Basilicata, in collaborazione con il Polo della Cultura della Provincia di Potenza presenta il progetto di riordino, inventariazione e condizionamento dell'archivio documentario attestato al Museo archeologico provinciale di Potenza, finanziato dalla Direzione Generale Archivi.

Il progetto intende sottolineare la rilevanza storica dell'archivio, che ha consentito la ricostruzione delle collezioni ab origine, offrendo anche una visione del lavoro dei tre direttori storici, impegnati sia sul fronte scientifico che su quello della gestione quotidiana del Museo.

18/09/2026

Le scoperte archeologiche di Francesco Ranaldi
Esploratore capace e profondo conoscitore del territorio lucano, Francesco Ranaldi contribuì a scoprire e indagare alcune delle aree archeologiche più importanti della Basilicata e del potentino, in particolare.

Il suo lavoro instancabile consentì di portare in luce la storia dell’antica Lucania, chiarendo le dinamiche relazionali tra i popoli autoctoni dell’entroterra e quelli stanziati lungo la costa magnogreca, rintracciando quella originalità culturale dei popoli indigeni, per certi versi negata dalla storiografia.

A Francesco Ranaldi va inoltre riconosciuto il merito d’esser riuscito a creare un rapporto costruttivo con i contadini, insegnando loro ad aver rispetto degli oggetti ritrovati nel loro quotidiano lavoro di dissodamento e di contribuire alla costruzione storica di una identità comune, sovente partecipando attivamente alle attività di scavo.

Tutto questo la mostra allestita presso il Museo archeologico provinciale vuole raccontare, un percorso di conoscenza che si inserisce nell’articolato programma di attività culturali dedicato a Francesco Ranaldi, che si chiuderà a marzo 2027. Un percorso di riscoperta di una delle personalità di maggior rilievo del nostro Novecento che si realizza grazie alla preziosa collaborazione tra Comune, Provincia di Potenza, Polo della Cultura della Provincia di Potenza, Università degli Studi della Basilicata, Polo Bibliotecario, Liceo Walter Gropius, Orchestra Sinfonica 131 della Basilicata, e con il sostegno del Fondo etico BCC Basilicata.

Indirizzo

Via Lazio, 18
Potenza
85100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:30
Martedì 09:00 - 13:30
15:00 - 17:30
Mercoledì 09:00 - 13:30
Giovedì 09:00 - 13:30
15:00 - 17:30
Venerdì 09:00 - 13:30

Telefono

+390971444833

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