Piccolo museo del diario

Piccolo museo del diario È un museo che non è facile raccontare online. Ma se verrai a Pieve Santo Stefano siamo pronti a mostrartelo, aprirti cassetti di storie, raccontartene altre.
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Il Piccolo museo del diario è un intenso percorso multisensoriale e interattivo nato per raccontare l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e le preziose testimonianze autobiografiche che esso contiene. Un percorso museale che accoglie il visitatore in maniera coinvolgente e innovativa e lo conduce per mano attraverso le scritture di persone comuni che hanno raccontato la storia d’Italia da un punto di vista assolutamente inedito. Memorie private che da storie singole e personali sono diventate storie collettive e universali, affiancandosi così alla Storia con la S maiuscola e intrecciandosi ad essa a tal punto da far parlare di "storia scritta dal basso". La storia di un Paese che qui ritrova la sua identità più pura, quotidiana, schietta e onesta. Storie, memorie, lettere e diari che cancellano i filtri della retorica e fanno comprendere il mondo dove viviamo, il nostro Paese, la nostra società. Le voci che si odono entrando nel museo - e che rivolgendosi al visitatore in modalità nuove e inaspettate lo sorprendono - rappresentano quel "fruscio degli altri" di cui amava parlare Saverio Tutino, fondatore dell’Archivio dei diari che nel 1984 iniziò a raccogliere queste memorie divenute oggi – letteralmente - le pareti del Piccolo museo del diario, a lui dedicato. Un fruscio che ci avvolge e ci conduce nelle stanze della memoria, trasformando la visita in un’esperienza unica fatta di suoni, voci, luci, parole che volano nell’aria e dialogano con il visitatore, sempre più immerso in un percorso intimo, in un confronto costante con sé stesso e col proprio passato. Entrare oggi nel Piccolo museo del diario significa attraversare un pezzo di storia d’Italia, camminarci in mezzo: significa aprire idealmente tutti gli scaffali dell’Archivio dei diari, scartabellarne i faldoni, aprirne le lettere, sfogliarne i diari e ascoltare, toccare o sfiorare una delle oltre settemila storie in esso conservate. A raccontarci queste storie sono le voci intense e profonde di Donatella Allegro, Andrea Biagiotti, Grazia Cappelletti, Simone Cristicchi, Diego Dalla Casa, Tommaso Minelli, Marco Paolini, Mario Perrotta, Paola Roscioli, Massimo Somaglino. Il Piccolo museo del diario è stato progettato da dotdotdot, studio multidisciplinare di Milano che all’interno del museo ha installato e programmato numerosi dispositivi elettronici, armonizzando tutte le tecnologie necessarie al funzionamento di molteplici elementi audio e video, sensori, microcontroller, luci, proiettori e computer. Il progetto si è ispirato a Il paese dei diari di Mario Perrotta (Terre di mezzo Editore, 2009). Il Piccolo museo del diario è la naturale evoluzione del progetto Impronte digitali ma è anche una delle tappe più significative del Memory Route, un innovativo progetto di turismo esperienziale che ha tra i suoi promotori proprio l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Il Piccolo museo del diario resta chiuso nei seguenti giorni: 1 gennaio, 6 gennaio, 15 agosto, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre, Pasqua e Pasquetta. BIGLIETTI Intero: 5 euro. Ridotto: 3 euro (studenti con meno di 25 anni, over 65). Gratuito: bambini fino a 10 anni, guide turistiche, disabili, accompagnatori disabili, residenti di Pieve Santo Stefano, possessori di alcune carte amici dell'Archivio secondo quanto specificato in attivalamemoria.it L'ingresso è gratuito per tutti durante le giornate del Premio Pieve Saverio Tutino. Le visite di gruppo vanno sempre concordate telefonando allo 0575797730 o allo 0575797734, oppure scrivendo a: [email protected] E ricordate...il biglietto del museo, gli acquisti nel nostro bookshop, il 5x1000, le donazioni effettuate sottoscrivendo le carte degli amici, sono modi per sostenere la nostra attività, investire in cultura e rendere "attiva la memoria". Sito: https://www.piccolomuseodeldiario.it/ Album fotografico: https://flic.kr/s/aHsjTByn9K

Normali funzionamento

Caro amico... ti sto scrivendoAvete superato le nostre aspettative nel richiedere che il Piccolo museo del diario vi spe...
29/11/2020

Caro amico... ti sto scrivendo

Avete superato le nostre aspettative nel richiedere che il Piccolo museo del diario vi spedisse una cartolina a casa.
Il sapore antico di questa iniziativa, la scrittura a mano, il francobollo, l’attesa del postino, hanno fatto leva in questo tempo sospeso che ci obbliga a stare ancora a casa il maggior tempo possibile.
Così le nostre guide del museo si sono messe all’opera, un giorno dopo l’altro, perché dal lancio di una settimana fa le richieste continuano ad arrivare. E loro continuano a scrivervi. Abbiamo deciso di proseguire per tutto il mese di dicembre e abbiamo creato un form che ci aiuterà a gestire meglio tutte le richieste che ci arrivano da chi di voi vuole ricevere una cartolina dal museo e anche quelle di chi, tramite noi, vuol mandare un pensiero a una persona cara.

Il nostro form è qui:
✍🏼 https://forms.gle/1X4QxT7rjmuNqDLN6

Scriveteci, scriviamoci.
Il Piccolo museo del diario, per qualche settimana, sarete voi.

foto di luigi Burroni

Una storia fatta di lettere, di numeri, di inchiostro... di parole scritte a mano su un diario.Grazie di tutto, caro Sav...
28/11/2020

Una storia fatta di lettere, di numeri, di inchiostro... di parole scritte a mano su un diario.
Grazie di tutto, caro Saverio.

Scrivici ancora, Saverio

Diciassette agende su cui è scritto il tuo nome:
Saverio Tutino.

Diciassette importanti diari, dal 1969 al 1983, sui quali hai scritto fatti della tua vita in quegli anni. E, insieme, la tua Olivetti Lettera 32: un dono unico, una consegna di straordinario valore storico e simbolico, avvenuta nell'anno forse più difficile e complesso per il mondo, per tutti noi. Quasi un segno forse, sicuramente un conforto: tua moglie Gloria e le tue figlie Barbara ed Elisabetta ci hanno affidato le tue parole, centinaia di pagine di un Saverio ancora tutto da leggere e da scoprire, anche per noi. Un tesoro immenso per l'Archivio da te fondato, uno straordinario patrimonio per la collettività, per gli studiosi e i ricercatori, per i diaristi, per i nostri sostenitori e per tutti coloro che, un giorno, potranno leggere questi diari che come un tesoro unico sono arrivati nelle nostre mani. Dovranno essere catalogati e seguire, come tutti i testi che arrivano a Pieve Santo Stefano, un cammino preciso, prima di essere resi disponibili e fruibili. Ma il solo fatto che questi testi siano oggi qui in Archivio, è motivo di gioia e d’insegnamento per tutti noi e, siamo sicuri, lo sarà anche per tutti gli amici che ci stanno leggendo ora dalle proprie case. Era dai giorni del Premio Pieve forse più difficile della nostra storia che si stava profilando questa possibilità ed è bellissimo poterla celebrare oggi, nel giorno del nono anniversario della tua scomparsa.

Nei tuoi diari di guerra, quelli tra il 1944 e il 1946, scrivesti così:
❝Ci pare strano che qualcuno non ci prenda sul serio completamente. Non tutti capiscono come rende l’uomo serio e maturo, il vedere altri giovani morti e straziati, il combattere contro tutte le avversità, fisicamente, sì, ma sostenuti dalla ragione. [...] non so se tutto questo si chiami sacrificio e sia fede, fede sola. – Che gli uomini imparino – questo vorremmo – dalla nostra fede ad essere fratelli e ad aiutarsi.❞

Sono già passati nove anni dalla tua scomparsa. Quante cose, d’allora, sono cambiate. Chissà cosa avresti detto, tu, di tutto questo pandemonio, di questo momento sospeso. Parlano tutti di guerra. Tu che la guerra l'hai combattuta in prima persona e in prima linea avresti potuto spiegare bene a tutti perché questa non è affatto una guerra; avresti potuto ricordare bene a tutti che le parole hanno un peso. Avresti dato il nome giusto: pandemia. Pur nell'isolamento che questa tragedia ci impone, questo tempo diverso e difficile, doloroso, drammatico per tanti, questa no, non è una guerra, la guerra è un’altra cosa; la guerra è quella raccontata nei diari dei ragazzi della Grande Guerra conservati in Archivio, che tu hai fatto arrivare a Pieve; è quella inenarrabile della trincea; la guerra è quella dei rastrellamenti tedeschi raccontati nei diari del secondo conflitto mondiale, quella che ti strappa la casa, la famiglia e alla fine anche il cuore. Quella che quando passa, poi, non lascia più nulla dietro di sé. È quella che, come qui a Pieve, ha cancellato un paese intero e, quasi, anche la memoria. Qui a Pieve abbiamo dovuto murare una macchina fotografica in una parete prima dell'arrivo dei tedeschi, per ricordarci come eravamo. Poi sei arrivato tu, e la memoria è tornata a fluire nelle strade d'Italia come sangue nelle vene; e Pieve, di tutto questo, è diventata il cuore pulsante.

Hanno detto per molto tempo che da questo momento pandemico saremmo usciti migliori, che sarebbe andata bene. Ma non è andata affatto bene e se vogliamo davvero provare almeno a uscirne migliori dovremmo iniziare a utilizzare le parole giuste. Perché le parole contano, le parole hanno un peso. ❝Che gli uomini imparino – questo vorremmo – dalla nostra fede ad essere fratelli e ad aiutarsi.❞

Questo vorremmo anche noi.

E questo quello che, anche grazie alle tue parole scritte in un diario, e a quelle di altri novemila diari giunti a Pieve proprio grazie a te, abbiamo imparato ad essere, compenetrati fin nel profondo da sentimenti ed emozioni intime che ci hanno plasmato in questi lunghi anni, aiutandoci ad essere persone diverse e, grazie a te e a loro, certamente migliori.

Chissà cosa potremo leggere, ancora, in questi tuoi altri diari. Chissà quanta vita ritroveremo in questo flusso ininterrotto lungo 14 anni, che giunge sul limitare di quel 1984 in cui arrivasti a Pieve per fondare l'Archivio diaristico nazionale.

Chissà quanto potremo ancora conoscere della tua storia e della Storia di quegli anni leggendo questo racconto fatto di lettere, di numeri, di inchiostro, di parole scritte a mano su un diario.

foto di Luigi Burroni

#SaverioTutino

25/11/2020
Archivio dei diari

Violenza sulle donne
i racconti delle diariste

Introduce e coordina:
Patrizia Gabrielli, Università degli Studi di Siena
Intervengono:
Maria Laura Branciforte, Universidad Carlos III de Madrid
Natalia Cangi, direttrice dell'Archivio dei diari
Melania G. Mazzucco, scrittrice
Barbara Poggio, Università di Trento
Letture di Donatella Allegro

#violenzacontroledonne #nonunadimeno

25 Novembre. Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Avete un diario nel cassetto?Iniziava oggi, il 22 novembre di 36 anni fa, la storia dell’Archivio diaristico nazionale ❤...
22/11/2020

Avete un diario nel cassetto?

Iniziava oggi, il 22 novembre di 36 anni fa, la storia dell’Archivio diaristico nazionale ❤️

Salvate dalla distruzione i diari

❝Avete un diario nel cassetto? Non lasciate che vada in pasto ai topi del Duemila. Garantito contro usi impropri, con diritto a partecipare ogni anno a un premio di due milioni e al concorso per la pubblicazione, la memoria personale o l'epistolario familiare che sarà consegnato all'Archivio di Pieve Santo Stefano (AR) passerà alla storia. Sarà una delle mille pietre di una costruzione nuova per gli studiosi di domani: la banca dei diari. Speditelo dunque all'Archivio Diari, Biblioteca Comunale, Pieve Santo Stefano (Arezzo) 52036. Della giuria del premio fanno parte Natalia Ginzburg, Paolo Spriano, Corrado Staiano, Luigi Santucci, Vittorio Dini, Ugolino Vagnucci, Roberta Marchetti, Pasquale Festa Campanile e Saverio Tutino.❞

Era il 22 novembre 1984 e su la Repubblica usciva questo trafiletto scritto da Saverio Tutino, che proprio in quei giorni dava vita all'Archivio dei diari.

Queste poche righe hanno davvero fatto la Storia e hanno cambiato il corso degli eventi non solo per moltissime persone ma soprattutto per Pieve Santo Stefano, che da quel giorno ha iniziato a veder arrivare da tutto il Paese centinaia di diari, di epistolari, di scritti e di memorie private degli italiani, senza distinzione di età, di sesso o di condizione sociale, come se qui i principi fondamentali della Carta Costituzionale fossero stati applicati fin da subito, come atto fondativo, base stessa del progetto e fondamenta stesse di questa "casa degli italiani".

Quei "topi del Duemila" sono passati da tanto ormai e per fortuna, grazie alla visionarietà di Tutino, non hanno intaccato il più grande deposito di memoria popolare del Paese.

❝La vostra memoria passerà alla storia❞

Che emozione leggere queste parole oggi 22 novembre 2020, leggerle questa mattina e pensare a quando uscirono sulle pagine di Repubblica ben 36 anni fa, quando nessuno conosceva l'Archivio dei diari e nessuno, probabilmente, avrebbe mai immaginato cosa quel luogo sarebbe diventato.
Nessuno, tranne Saverio: queste sue parole sono già un faro per i suoi contemporanei, un faro verso il futuro. Lui aveva capito, lo sentiva e lo sapeva, che quelle "mille pietre di una costruzione nuova per gli studiosi di domani" sarebbero diventate le pareti di una casa solida e indistruttibile, la casa della memoria degli italiani.

Grazie, Saverio, per quello che hai donato all'Italia e agli italiani. Oggi è un giorno importante, da ricordare e celebrare, perché è grazie a te se esiste questo luogo unico al mondo.

Vogliamo rinnovare quell'appello di Saverio, vogliamo rivolgere quelle stesse parole a tutti voi che ci state leggendo e vogliamo anzi chiedervi di condividere questo post e di farlo arrivare a quante più persone possibile... così che idealmente quel messaggio scritto 36 anni fa continui ad attraversare l'Italia, raggiungendo migliaia di persone... nella speranza che possa far arrivare a Pieve nuovi Rabito, nuove Clelia, nuove storie preziose e uniche come quelle che conserviamo e custodiamo qui dal 1984. Questa nostra casa è la vostra casa, perché queste storie sono un patrimonio collettivo, che appartiene a tutti noi.

Avete un diario nel cassetto?
Beh, oggi sapete cosa fare.

Scoprire come inviare il vostro diario o la memoria di un vostro familiare: http://archiviodiari.org/index.php/premio-pieve.html

foto di Luigi Burroni

Caro amico ti scrivoÈ vero, siamo chiusi.E per questo abbiamo deciso di venire da voi!Il vuoto di queste sale e di quest...
20/11/2020

Caro amico ti scrivo

È vero, siamo chiusi.
E per questo abbiamo deciso di venire da voi!

Il vuoto di queste sale e di questi giorni è assordante; nessuna persona che attraversa il fruscìo degli altri, nessuno che apra i cassetti della memoria; non si sentono risate dalla stanza di Rabito e nessuno si commuove davanti al Lenzuolo di Clelia. Perché tutti voi, semplicemente, siete lontani, in attesa di poter tornare a trovarci.

E così abbiamo deciso di essere noi a venirvi a trovare, e abbiamo pensato di scrivervi: carta e penna, come una volta, come piace fare a noi.
Vi spediremo una cartolina con l'immagine dei diari, delle memorie e degli epistolari custoditi qui nella Città del diario.
Il fruscìo degli altri, che non può essere udito da nessuno in queste stanze vuote, si farà inchiostro ancora una volta per venire da voi; vi dedicheremo un pensiero, una frase, vi scriveremo come faremmo con un amico, con un familiare.
Abbiamo pensato di chiamare questa iniziativa "Caro amico ti scrivo", perché è a degli amici che scriviamo. È a voi che vogliamo dedicare questa cosa nata dal cuore, in un momento così difficile per tutti. Vogliamo farvi arrivare il nostro pensiero, il nostro affetto e, soprattutto, il nostro abbraccio.

Scriveteci il vostro indirizzo!
Inserite i dati in questo form e al resto pensiamo noi:
✍🏼 https://forms.gle/NAriL3fJRJb2zirG8

Il Piccolo museo del diario si metterà in viaggio verso di voi, in una sorta di museo itinerante fatto di tanti piccoli punti sparsi per l'Italia, uniti fra loro dal filo rosso delle storie.

Le nostre porte sono chiuse, ma i diari e le memorie di Pieve continueranno a parlarvi e a raccontarvi la storia più intima del Paese.

Scriveteci. Scriviamoci.
Il Piccolo museo del diario, per qualche settimana, sarete voi.

foto di Luigi Burroni

L'immagine della bellezzaMadre e figlia, sul divano,una sera d'autunno, e due libri fra loro.Sarebbe bellissimo già così...
19/11/2020

L'immagine della bellezza

Madre e figlia, sul divano,
una sera d'autunno, e due libri fra loro.
Sarebbe bellissimo già così.
Solo che questa bambina dolcissima, che si chiama Asia, ha fra le mani il diario di Luisa T. e lo sta leggendo per la seconda volta.
Una storia, quella di Luisa, che come molti di voi hanno scoperto al Piccolo museo del diario; una storia fra le più forti e commoventi fra quelle conservate qui a Pieve, nei cassetti della memoria che tutti voi che venite a farci visita avete imparato ad aprire... e ad amare.

La foto di Asia ce l'ha mandata la mamma, che ringraziamo moltissimo per questo splendido scatto rubato, sospeso. Grazie davvero Fabiola per aver voluto condividere con noi questo momento così intimo e magico.

Non è forse questo il significato più profondo della parola "memoria"? Non è forse questa la sua forza e, anche, la sua funzione ultima? È testimonianza. È il "diario di una resistenza casalinga" che da scritto intimo si fa testimonianza viva, e da storia privata diventa Storia collettiva.

Grazie Fabiola.
E grazie Asia per averci permesso di entrare nel tuo piccolo mondo. Che possa essere riempito, crescendo, solo di cose belle.
Siamo certi che coi valori che ti stanno tramandando i tuoi genitori sarà così.
Noi ti aspettiamo qui al museo, quando vorrai tornare. Chissà quante altre storie hai ancora da scoprire...

Qui trovate la storia di Luisa:
https://www.attivalamemoria.it/negozio/luisa

la foto è stata pubblicata con l'autorizzazione della famiglia

❝Costretta in quarantena domiciliare da ben 3 settimane... leggo "Vicienzo" e il tempo scorre con un'altra intensità. E ...
17/11/2020

❝Costretta in quarantena domiciliare da ben 3 settimane... leggo "Vicienzo" e il tempo scorre con un'altra intensità. E le sue parole sono terapia e sostegno. E la difficoltà del momento assume un senso diverso. E lo sento raccontare a me, proprio a me, la sua vita mentre lo leggo. E piango e rido della sua autoironia.
"perchè tutto passa, perchè, se all'uomo in questa vita non ci incontro aventure, non ave niente darraccontare."❞

❝Costretta in quarantena domiciliare da ben 3 settimane con sintomi importanti del virus. Leggo "Vicienzo" ... e il tempo scorre con un'altra intensità. E le sue parole sono terapia e sostegno. E la difficoltà del momento assume un senso diverso. E trovo empatia con quest'uomo così distante diverso ormai "passato". E lo sento raccontare a me, proprio a me, la sua vita mentre lo leggo. E piango e rido della sua autoironia. E... niente. Grazie Vicienzo ovunque tu sia!
"perchè tutto passa, perchè, se all'uomo in questa vita non ci incontro aventure, non ave niente darraccontare."
da "Terra matta" - chitarre e mandoline pagina 159.❞

Grazie di cuore, cara Stefania, per questa bellissima, intensa e preziosa condivisione.

Qui il libro di "Vicienzo":
https://www.attivalamemoria.it/negozio/vincenzo-rabito

Manuale di sopravvivenzaMario Perrotta rilegge "Terra matta"Durante il confinamento forzato dei mesi scorsi, avevamo dat...
09/11/2020

Manuale di sopravvivenza
Mario Perrotta rilegge "Terra matta"

Durante il confinamento forzato dei mesi scorsi, avevamo dato vita a due importanti iniziative, con l'intento di aprire idealmente le nostre porte per far entrare chiunque lo volesse alla scoperta delle storie degli italiani conservate a Pieve Santo Stefano.

Abbiamo pensato e realizzato questo "manuale di sopravvivenza" come un modo speciale per tenere compagnia e dare conforto a tutti gli italiani nelle lunghe giornate di quarantena che tutti stavamo vivendo a causa dell’emergenza #Corovanirus.

Di fronte a questo nuovo confinamento forzato, seppur diverso per certi aspetti, vogliamo condividere con voi anche questa iniziativa, sicuri che molti non l'abbiano ancora conosciuta.

Oggi le trenta "ebiche" sono ospitate nel sito dell'associazione Promemoria, che le ha collezionate una di seguito all'altra, così da creare un filo conduttore da ripercorrere dall'inizio alla fine e a disposizione di tutti, accanto a un approfondimento esilarante di quello che ormai può essere definito a tutti gli effetti "il rabitese".

Guarda Mario Perrotta nella sua rilettura in musica e parole del capolavoro di Vincenzo Rabito: 📽
▶️ https://www.promemoria.org/manuale-di-sopravvivenza

Nel nostro negozio online potete acquistare "Terra matta", facendovi arrivare a casa una delle storie più emblematiche e straordinarie fra quelle conservate nella Città del diario e contribuendo al contempo a sostenere le attività dell'Archivio diaristico nazionale.
Un modo unico dunque per rendere #attivalamemoria:
📓 https://www.attivalamemoria.it/negozio/vincenzo-rabito

#manualedisopravvivenza

Fra poco su Radio Francigena - La voce dei cammini DANIELE BIACCHESSI racconta la Città del diario, con le sue 9mila mem...
08/11/2020

Fra poco su Radio Francigena - La voce dei cammini DANIELE BIACCHESSI racconta la Città del diario, con le sue 9mila memorie conservate nell’Archivio diaristico nazionale.

Comune di Pieve Santo Stefano

Questa sera alle ore 23 Daniele Biacchessi racconta la Città del diario su Radio Francigena - La voce dei cammini.

Puntata dedicata all'Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano, dove sono custoditi più di 9mila diari e memorie della gente comune.

Un viaggio di parole, emozioni e grande musica.

© foto di Luigi Burroni

Per ascoltare il PODCAST: https://bit.ly/3eng22U

Per la RADIO in diretta:
su FB cliccate ASCOLTA LA RADIO
oppure www.radiofrancigena.com
oppure radio.garden/live/milan/radio-francigena

#radio #onair #memoria

Italiani in quarantenadiari dall'isolamentoDurante il confinamento forzato dei mesi scorsi, avevamo dato vita a due impo...
07/11/2020

Italiani in quarantena
diari dall'isolamento

Durante il confinamento forzato dei mesi scorsi, avevamo dato vita a due importanti iniziative, con l'intento di aprire idealmente le nostre porte per far entrare chiunque lo volesse alla scoperta delle storie degli italiani conservate a Pieve Santo Stefano. Avevamo pubblicato una storia ogni tre giorni nella pagina Facebook dell’Archivio dei diari. Storie spesso sconosciute, che raccontavano di altre quarantene, di altri isolamenti, di altri momenti bui del nostro passato.

Oggi, di fronte a un nuovo confinamento forzato, seppur diverso per certi aspetti, vogliamo condividere con voi quelle due iniziative, sicuri che molti non le abbiano ancora conosciute e certi che possano essere per tutti un'interessante esperienza di lettura.

Oggi queste storie sono ospitate nel sito dell'associazione Promemoria, che le ha collezionate così da creare un filo conduttore da ripercorrere e a disposizione di tutti.

Leggi i diari degli italiani scritti dall'isolamento:
https://www.promemoria.org/italiani-in-quarantena

foto di Luigi Burroni

#italianinquarantena #diaridallisolamento

Indirizzo

Piazza Plinio Pellegrini 1
Pieve Santo Stefano
52036

Informazione generale

5x1000 a sostegno del Piccolo museo del diario di Pieve Santo Stefano: basterà inserire il codice fiscale 01375620513 nel nuovo riquadro dedicato al finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.

Orario di apertura

Lunedì 13:00 - 18:00
Lunedì 09:30 - 12:30
Martedì 15:00 - 18:00
Martedì 09:30 - 12:30
Mercoledì 15:00 - 18:00
Mercoledì 09:30 - 12:30
Giovedì 15:00 - 18:00
Giovedì 09:30 - 12:30
Venerdì 15:00 - 18:00
Venerdì 09:30 - 12:30
Sabato 15:00 - 18:00
Domenica 15:00 - 18:00

Telefono

+390575797734

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Piccolo museo del diario pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

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Commenti

Grazie. Curo da anni la pubblicazione di diari, memorie e corrispondenze scritte da militari del Litorale Austriaco nella guerra 1914 - 1918.
come fumziona se volessi portare il diario di mia mamma, volete originali o anche una copia.grazie
Italo Mazza, Diario, 1980
Un luogo dove le storie delle persone trovano casa, ascolto e attenzione. Un luogo dove commuoversi e riscoprire il desiderio di raccontarsi. Un luogo dove la tecnologia si pone sapientemente al serivzio dell'arte e del racconto delle vite. Silvia, Miro, Nina, Anto, Manu.
dal mio diario, luglio 1963
Venerdì sono finalmente riuscita a visitare questo luogo magico, intenso, emozionante, ricco di piccole grandi storie di un'umanità a volte nascosta e sconosciuta. Un luogo assolutamente da non perdere! Aggiungo inoltre che, come grafologa, mi sono ritrovata come ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE circondata da parole manoscritte che assumono per me un significato ancora più profondo. Grazie! Tornerò molto presto per perdermi nuovamente in un nuovo viaggio grafologico.
With love to Piccolo museo del diario! We still think back to beautiful days in Pieve Santo Stefano during last year's Camino di Francesco. And to Your perfect museum :) Anna and Giorgio from Czech Republic https://www.facebook.com/jiri.jurecka.9/media_set?set=a.3609223482427465&type=3
Mi scuso per aver tolto dal mio sito , ivostri post... È stato un errore !! Vorrei continuare a seguirvi!!!Grazie, scusandomi🌹
Mio papà. Pecora Luigi, reduce della seconda guerra mondiale su Youtube
Voglio condividere con voi questa foto di mio babbo...un ricordo felice prima che si togliesse la vita. Deportato in germania e nei campi della polonia i cui scritti inviò lui stesso al vostro museo. Eventi che lo hanno segnato una vita intera e le parti più profonde di esse me le ha trasmesse parlando e ....forse non tutte!