Museo Antica Civiltà Contadina Piedelpoggio

Museo Antica Civiltà Contadina Piedelpoggio Il museo dell'antica civiltà contadina è stato fondato per raccogliere e tramandare le tradizioni popolari per la loro importanza storica e affettiva.

" LA"VIANDANZA " NEL  TERRITORIO LEONESSANO  ha molto da raccontare .Da qui passano antichi cammini, pellegrini e cammin...
31/08/2026

" LA"VIANDANZA " NEL TERRITORIO LEONESSANO ha molto da raccontare .Da qui passano antichi cammini, pellegrini e camminatori moderni . Il cammino di S. Giuseppe e il cammino di S. Benedetto raccontano un territorio che non si limita a essere guardato ma chiede di essere attraversato lentamente perche' camminando si scoprono i paesaggi ma anche le storie , le persone, la memoria dei luoghi . Significa ripercorrere le strade di chi e' venuto prima di noi: pellegrini, pastori, contadini, viaggiatori e abitanti di queste montagne vivendo un'esperienza unica , seguendo luoghi legati alla fede e alla storia , scoprendo piccoli borghi e comunita, ' incontrando tradizioni , racconti e sapori del territorio. Camminare richiede tempo , silenzio e attenzione e forse e' proprio questo il senso piu' profondo della viandanza : mentre percorriamo una strada in qualche modo percorriamo noi stessi. Ho usato la parola "VIANDANZA" dopo aver letto il bellissimo libro di Luigi Nacci. Non e' un libro sul camminare. Parla soprattutto di quello che succede dentro di noi quando ci mettiamo in cammino . Nacci vede il cammino come una sorta di educazione sentimentale , un'esperienza capace di cambiare il nostro modo di guardare il mondo. Un territorio, secondo Nacci , non e' fatto solo di monumenti , e' fatto di strade percorse, memorie, incontri. Il viandante non e' solo un turista che arriva in un posto, lo fotografa e riparte. E' qualcuno che osserva lentamente, ascolta e lascia che il viaggio si imprima nel suo essere.

I PICCOLI BORGHI DELL'APPENNINO CENTRALE  non sono  cosi'  lontani dai grandi avvenimenti della storia.  La b**a di Mont...
28/08/2026

I PICCOLI BORGHI DELL'APPENNINO CENTRALE non sono cosi' lontani dai grandi avvenimenti della storia. La b**a di Monteleone , un capolavoro di circa 2600 anni fa trovata per caso nei primi anni del 1900 ne e' un esempio . Certamente un simbolo identitario enorme per Monteleone ma anche per tutto l'Appennino centrale perche' dimostra che a territori, apparentemente periferici , erano invece collegate grandi civilta' con importanti scambi culturali gia' nell'antichita'. Monteleone occupava una posizione strategica lungo percorsi che collegavano Norcia, Cascia, Leonessa, il Reatino... una terra attraversata da uomini, popoli, commerci e grandi storie. Oggi la b**a di Monteleone(originale), per motivi ormai noti, e' conservata al Metropolitan Museum Of Art di New York ma la sua storia appartiene profondamente al nostro territorio. Forse e' proprio questo il fascino dei nostri paesi: sotto ogni montagna , dietro ogni borgo, lungo le antiche strade si nascondono storie che aspettano ancora di essere raccontate.

LA STORIA SOTTO I NOSTRI OCCHI: 6000 anni fa qualcuno che  attraversava i territori che oggi percorriamo  noi ha costrui...
25/08/2026

LA STORIA SOTTO I NOSTRI OCCHI:
6000 anni fa qualcuno che attraversava i territori che oggi percorriamo noi ha costruito queste punte di freccia . Tracce di vita lontanissima arrivata fino a noi...

I nostri nonni conoscevano bene il valore delle cose perche' dietro ognuna c'era tempo e lavoro. Le stoffe ad esempio er...
24/08/2026

I nostri nonni conoscevano bene il valore delle cose perche' dietro ognuna c'era tempo e lavoro. Le stoffe ad esempio erano esclusivamente in fibra naturale: lino , cotone , canapa.. coltivate e lavorate con pazienza. Materiali semplici, resistenti , fatti per durare ed essere riutilizzati . Oggi viviamo in un mondo capovolto: montagne di vestiti prodotti a basso costo acquistati velocemente ed altrettanto velocemente sostituiti. Viene spontaneo pensare al fenomeno "Shein: e alla cosiddetta" fast fashion (moda veloce). Ma quel costo basso racconta solo una piccola parte della storia perche' cio' che non paghiamo alla cassa lo paga qualcun altro: la terra, le acque, chi lavora sfruttato nel settore, la comunita' che le produce e alla fine l'intero pianeta. Infatti , questi capi di abbigliamento a bassissimo costo costituiti per la maggior parte da poliestere, evidenziano la presenza di residui chimici oltre i limiti e lo sfruttamento di grandi quantita' di petrolio ed energia. Il ricambio rapido delle collezioni spingono ad un consumo eccessivo e a un ciclo di vita breve dei capi che finiscono frequentemente nelle discariche producendo , anche nei lavaggi, inquinamento da micro plastiche che finiscono nei mari e negli oceani. Uno sguardo al passato e' doveroso perche' troppi marchi oggi non sono piu' sostenibili. Forse il futuro non sara' avere sempre piu' cose ma ri-dare valore alle cose che possediamo.

EMIDIO: " LI CAPISTIRI SE FAU DE FAGGIU". TRA GLI INIZI DEL 1900 e 1950   la famiglia " Battisti" di Leonessa si recava ...
22/08/2026

EMIDIO: " LI CAPISTIRI SE FAU DE FAGGIU". TRA GLI INIZI DEL 1900 e 1950 la famiglia " Battisti" di Leonessa si recava nei boschi durante l'estate , si costruiva una piccola capanna per ripararsi dalle intemperie e con il legno di faggio lavorava gli scifi ( lu capistiru ) o le scifelle (piu' piccole) . Per questa lavorazione il faggio era particolarmente adatto, un legno resistente ma anche elastico , tenero da lavorare e soprattutto poco resinoso , quindi adatto alle lavorazione degli oggetti destinati agli alimenti , per non alterarne il sapore. Per ottenere il pezzo necessario si lavorava direttamente sul tronco, scegliendo con attenzione la parte piu' adatta. Con pochi strumenti e tanta abilita' il legno veniva tagliato, modellato e poi rifinito fino ad assumere la forma desiderata. Erano oggetti semplici ma indispensabili nella vita quotidiana della civilta' contadina . Erano indispensabili per la pasta fatta in casa, per la lavorazione e la selezione dei grani e per tante altre attivita' domestiche . Anche altre lavorazioni , raccontate dagli anziani, appartenevano all'interno dello stesso mondo: "I crivelli" , le "cascine" di legno che servivano come cerchi intorno alle forme di formaggio..
E' una memoria che intendiamo conservare, non soli oggetti ma anche le tecniche e le conoscenze
che le rendevano possibili.

I FESTAROLI E LE FESTE DEI SANTI PATRONI. A Piedelpoggio , come in tanti paesi dell'altopiano la festa del Santo Patrono...
20/08/2026

I FESTAROLI E LE FESTE DEI SANTI PATRONI. A Piedelpoggio , come in tanti paesi dell'altopiano la festa del Santo Patrono non era soltanto un appuntamento religioso ma un momento atteso da tutta la comunita' , fatto di devozione, tradizione, allegria. A organizzare la festa erano i festaroli che diventavano custodi di quella festa, scelti ogni anno attraverso l'estrazione. A loro spettava il compito di animare le celebrazioni affinche' quel giorno fosse davvero una festa per tutti. Dopo i momenti religiosi arrivava la parte piu' gioiosamente popolare. Gli spazi intorno al paese si animavano con le corse campestri, il tiro alla bottiglia (precedentemente al gallo, giustamente abolito) , la corsa dei sacchi, il tiro alla fune, il palo della cuccagna, la pentolaccia ( o pignatta) la corsa con le uova...Erano giochi semplici ma capaci di coinvolgere tutti . I concorrenti si sfidavano, il pubblico incitava e faceva il tifo. Poi c'era "Il palio della sorte" . Attraverso l'estrazione (abbinata a delle frasi inventate da chi acquistava il biglietto, vinceva chi veniva estratto dopo il Santo Patrono)Si potevano vincere uno o piu' stacchi di stoffa , un premio semplice ma prezioso che allora aveva un valore concreto. Quella stoffa poteva diventare un vestito, una camicia o qualcosa di utile per la famiglia.

Dall'antica Roma ai paesi di montagna ferragosto racconta una tradizione fatta di fede, riposo e comunita'. Per i contad...
15/08/2026

Dall'antica Roma ai paesi di montagna ferragosto racconta una tradizione fatta di fede, riposo e comunita'. Per i contadini in particolare ferragosto rappresentava una pausa importante nel duro lavoro della terra. Dopo mesi trascorsi tra semine, fienagione, raccolti e fatiche quotidiane arrivava finalmente il giorno da dedicare alla famiglia, alla comunita' , alla festa. Ci si ritrovava, si indossava il vestito della festa, si partecipava alle celebrazioni religiose per poi concedersi qualche ora di spensieratezza.

FOCU DE CERU, PANE DE GRANU E' LA SALUTE DE LU CRISTIANU! Oggi, insieme a Stefano , Mariano e tanti bambini , abbiamo fa...
10/08/2026

FOCU DE CERU, PANE DE GRANU E' LA SALUTE DE LU CRISTIANU! Oggi, insieme a Stefano , Mariano e tanti bambini , abbiamo fatto un viaggio alla scoperta di un alimento tanto antico quanto conosciuto: " IL PANE". Siamo partiti dalle spighe di grano e dai piccoli chicchi. Con la macinella lo abbiamo macinato e trasformato in farina . Cosi' abbiamo potuto constatarne la trasformazione . Poi mani in pasta, cottura e gustosa merenda...

Quattro frammenti di Piedelpoggio di qualche decennio fa . Vernissage mostra collettiva  9 agosto ore 11 chiostro S. Fra...
08/08/2026

Quattro frammenti di Piedelpoggio di qualche decennio fa . Vernissage mostra collettiva 9 agosto ore 11 chiostro S. Francesco

Quando arrivo' la prima televisione nell'esercizio  commerciale del paese  divento' un  appuntamento per tutta la comuni...
08/08/2026

Quando arrivo' la prima televisione
nell'esercizio commerciale del paese divento' un appuntamento per tutta la comunita'. La sera si prendevano le sedie da casa e si andava tutti a vedere la TV , i bambini davanti, i grandi dietro e guai a chi passava davanti allo schermo. Altro che telecomando, streaming e "cosa guardiamo stasera". C'era una sola TV e un solo programma . Il progresso ci ha regalato infinite possibilita' ma la magia di quei primi schermi in bianco e nero resta unica perche' certe immagini sono scomparse dallo schermo ma non dalla memoria di chi le ha vissute.Alcuni usavano schermi in plastica colorata da applicare davanti al televisore in bianco e nero: Azzurro in alto per simulare il cielo, color carne al centro e verde in basso per effetto paesaggistico. Certo l'effetto era a dir poco rudimentale ma a noi bambini sembrava una magia. Le trasmissioni si aprivano con le solenni note di Guglielmo Tell di Rossini accompagnate dalla celebre animazione dell'antenna tra le nuvole . A fine serata (verso le 23.30) arrivava il momento del saluto con le note di "Armonia del pianeta Saturno" di Roberto Lupi seguita dalla scritta" Fine delle trasmissioni".Durante la giornata i programmi si interrompevano per alcune ore e quando c'erano problemi tecnici compariva il mitico intervallo con il gregge di pecore accompagnato da musica classica e dalla scritta " Le trasmissioni saranno riprese al piu' presto possibile"...

Indirizzo

Piazza Del Museo
Piè Del Poggio
02016

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