02/06/2026
La transumanza, un lento cammino che ,per secoli, ha seguito il ritmo delle stagioni. Pastori e greggi hanno percorso sentieri, tratturi e vallate spostandosi dai paesi di montagna a quelli in pianura e viceversa in cerca di erba fresca e condizioni favorevoli. Emidio descrive il percorso di ritorno dai vari luoghi delle campagne romane. Tutti convogliavano nella
direzione di Mentana dove esiste ancora una strada o "tratturu" largo circa 30 metri che passa per Montelibretti ed arriva ad Acquaviva di Nerola. Da li' ,dopo aver percorso un tratto della Salaria, arrivava alla casa del "mostro di Nerola" , saliva a sinistra prendendo una scorciatoia che portava ad "Osteria Nova" ( dove adesso fanno il mercato) e passava davanti alla costruzione rialzata dove si legge ancora chiaramente la scritta " Posto di ristoro". Dentro la valle dove oggi passa la strada asfaltata della Salaria, passava la strada della transumanza che arrivava fino a S. Giovanni Reatino. Da li' proseguiva, sempre per la Salaria, fino a Rieti e poi verso Vazia. Saliva ancora per Cantalice e Cima di Monte e scendeva " alle prata di S. Bartolomeo dove sono ancora visibili i ruderi di un convento e di un ospedale.Da li'
proseguiva scendendo fino a "Prato cupo" e " alle prata dell'osteria " dove sono visibili ancora i ruderi dell'osteria. La strada di Vallonina non esisteva in quanto fu costruita negli anni 30. Si passava quindi lungo il Tascino.Arrivati al ponte di Leonessa ci si trovava di fronte a una biforcazione: sulla sinistra si andava a Monteleone , al centro c'era la strada in cui S. Giuseppe benedisse Leonessa, che conduceva verso Vallunga e Terzone arrivando verso Civita di Cascia. Da li' , sulla destra iniziava la " via dei passanti" che ancora oggi passa sopra Piedelpoggio per poi proseguire per Carpineto in mezzo al paese di "Cambio" vicino ad Albaneto. Arrivava quindi a Favischio e infine sbucava a Posta. Durante il viaggio si facevano varie tappe e si pagava l'erbaggio per pascolare le pecore finche' non si arrivava alla meta.Il pagamento veniva effettuato con denaro o mezzadria, ossia dando formaggio in cambio dell'erba del pascolo.