Museo Antica Civiltà Contadina Piedelpoggio

Museo Antica Civiltà Contadina Piedelpoggio Il museo dell'antica civiltà contadina è stato fondato per raccogliere e tramandare le tradizioni popolari per la loro importanza storica e affettiva.

La transumanza, un lento cammino che ,per secoli, ha seguito il ritmo delle stagioni. Pastori e greggi hanno percorso se...
02/06/2026

La transumanza, un lento cammino che ,per secoli, ha seguito il ritmo delle stagioni. Pastori e greggi hanno percorso sentieri, tratturi e vallate spostandosi dai paesi di montagna a quelli in pianura e viceversa in cerca di erba fresca e condizioni favorevoli. Emidio descrive il percorso di ritorno dai vari luoghi delle campagne romane. Tutti convogliavano nella
direzione di Mentana dove esiste ancora una strada o "tratturu" largo circa 30 metri che passa per Montelibretti ed arriva ad Acquaviva di Nerola. Da li' ,dopo aver percorso un tratto della Salaria, arrivava alla casa del "mostro di Nerola" , saliva a sinistra prendendo una scorciatoia che portava ad "Osteria Nova" ( dove adesso fanno il mercato) e passava davanti alla costruzione rialzata dove si legge ancora chiaramente la scritta " Posto di ristoro". Dentro la valle dove oggi passa la strada asfaltata della Salaria, passava la strada della transumanza che arrivava fino a S. Giovanni Reatino. Da li' proseguiva, sempre per la Salaria, fino a Rieti e poi verso Vazia. Saliva ancora per Cantalice e Cima di Monte e scendeva " alle prata di S. Bartolomeo dove sono ancora visibili i ruderi di un convento e di un ospedale.Da li'
proseguiva scendendo fino a "Prato cupo" e " alle prata dell'osteria " dove sono visibili ancora i ruderi dell'osteria. La strada di Vallonina non esisteva in quanto fu costruita negli anni 30. Si passava quindi lungo il Tascino.Arrivati al ponte di Leonessa ci si trovava di fronte a una biforcazione: sulla sinistra si andava a Monteleone , al centro c'era la strada in cui S. Giuseppe benedisse Leonessa, che conduceva verso Vallunga e Terzone arrivando verso Civita di Cascia. Da li' , sulla destra iniziava la " via dei passanti" che ancora oggi passa sopra Piedelpoggio per poi proseguire per Carpineto in mezzo al paese di "Cambio" vicino ad Albaneto. Arrivava quindi a Favischio e infine sbucava a Posta. Durante il viaggio si facevano varie tappe e si pagava l'erbaggio per pascolare le pecore finche' non si arrivava alla meta.Il pagamento veniva effettuato con denaro o mezzadria, ossia dando formaggio in cambio dell'erba del pascolo.

Una pagina del 1962 affermava che entro l'anno 2000 i telefoni sarebbero stati in grado di svolgere numerose funzioni, t...
31/05/2026

Una pagina del 1962 affermava che entro l'anno 2000 i telefoni sarebbero stati in grado di svolgere numerose funzioni, tra cui la lettura dei giornali attraverso la rete telefonica e operazioni bancarie. Tale previsione risulta sorprendente se si considera che è stata formulata sette anni prima della nascita di ARPANET, antesignano di Internet. È probabile che all'epoca, quando si faceva riferimento alla rete telefonica, si immaginasse la classica rete utilizzata per le telefonate, collegata tra centrali, e non la rete digitale come la conosciamo oggi. Non potevano prevedere Internet, smartphone, touchscreen, app, social... Allo stesso modo, anche noi oggi non abbiamo un'idea precisa di come sarà la tecnologia e il suo impatto sulla vita reale delle persone nei prossimi decenni.

Le fiere di un tempo  scandivano il ritmo dell'anno e rappresentavano molto piu' di un semplice mercato. Erano occasione...
29/05/2026

Le fiere di un tempo scandivano il ritmo dell'anno e rappresentavano molto piu' di un semplice mercato. Erano occasione di incontri, di scambi, di affari, di relazioni. Erano anche i luoghi dove si tramandavano saperi e si rafforzava il senso di comunita' . Nel nostro territorio ogni fiera aveva una sua identita': il 25 marzo nel paese di SALA si compravano i piccoli maialetti - il 29 giugno a S. PIETRO e PAOLO si commerciava di tutto: bestiame, vestiario, utensili... - La seconda settimana di agosto a Leonessa si svolgeva la FIERA FRANCA : si acquistavano le bestie ma occorreva fare molta attenzione durante l'acquisto perché non era permesso riportarle indietro e cambiarle con altre ( per questo era chiamata " fiera franca" ) . L' 8 settembre a VALLIMPUNI si commerciavano capre e pecore. Nella seconda settimana di settembre a LEONESSA si svolgeva la fiera considerata piu' importante ,dove si vendeva di tutto, in occasione della solenne festivita' di S. Giuseppe . Ancora a LEONESSA ad Ottobre : S. MATTEO (seconda domenica del mese) . Ai nostri giorni coincide con la sagra della patata. Ultima fiera a LEONESSA il 21 novembre in coincidenza con i festeggiamenti della Madonna della pieta' .

Gli oggetti continuano a raccontare storie ,poi ci sono mani che sanno farle rivivere. Tra gli attrezzi ricostruiti da E...
27/05/2026

Gli oggetti continuano a raccontare storie ,poi ci sono mani che sanno farle rivivere. Tra gli attrezzi ricostruiti da Emidio per il nostro museo il "frangilatte" ha un posto d'onore come simbolo di un sapere antico . Qualche anno fa , Emidio, dopo averlo costruito, ci regalo' anche una dimostrazione pratica .Prese una buona quantita' di latte da Enea, lo porto' alla giusta temperatura , aggiunse il caglio e attese che avvenisse la magia. A quel punto infatti il latte si rapprese e si trasformo' in cagliata. Con il frangilatte la ruppe delicatamente fino a separarla dal siero e comincio' a modellarla. Tutti noi, presenti nella piazza, apprezzammo quel rito fatto di esperienza, pazienza , memoria e sapore.

" Zampe e cuori in cammino" . Domenica 24 maggio il nostro paese  si e'  felicemente riempito di passi, sorrisi e tante ...
25/05/2026

" Zampe e cuori in cammino" . Domenica 24 maggio il nostro paese si e' felicemente riempito di passi, sorrisi e tante zampe. Ha portato con se', da Leonessa , un messaggio importante di prevenzione , umanita', unione, inclusione , attenzione al benessere e amore verso gli animali e verso noi stessi. Una lodevole iniziativa che merita di essere raccontata e sostenuta.

24/05/2026

Emidio: Tra fine ottocento e inizio del 900 erano presenti sul nostro territorio diversi briganti. Non potendo smaltire i denari estorti , li nascondevano nei posti piu' impensabili, ad esempio all'interno degli alberi incavati in mezzo ai boschi. Mio padre raccontava che una volta, insieme ad altri compagni infreddoliti, nella zona di Cimadimonte, incendiarono una pianta secca. Soltanto la mattina dopo si accorsero che erano rimaste alla base tracce di monete d'oro, purtroppo non piu' utilizzabili . Qualcuno mi ha raccontato che in paese, ristrutturando case disabitate , furono trovate monete d'oro e piccoli salvadanai, ben nascosti dai contadini che temevano i furti.
Io , dentro il muro di una casa appartenente alla mia famiglia , trovai una pigna di coccio in muratura, contenente solo bucce di ghiande Null'altro! .

Nel silenzio del cimitero di Piedelpoggio le peonie , in piena esplosione di colore , sembrano ricordare quanto la vita ...
22/05/2026

Nel silenzio del cimitero di Piedelpoggio le peonie , in piena esplosione di colore , sembrano ricordare quanto la vita sia preziosa e fugace , con punte di autentica bellezza.

Emidio: Un tempo, per capire che tempo avrebbe fatto non servivano app o satelliti. Bastava alzare gli occhi verso il ca...
20/05/2026

Emidio: Un tempo, per capire che tempo avrebbe fatto non servivano app o satelliti. Bastava alzare gli occhi verso il campanile per osservare la banderuola che indicava la direzione del vento. Il sapere popolare custodiva diversi proverbi e osservazioni tramandate da generazioni. Per esempio , la notte di Natale un certo tipo di vento faceva pensare a un prolungamento del maltempo fino all' annunciazione (25 marzo) . Il 23 gennaio, conversione di S. Paolo , se fosse stato tempo mite , ci sarebbe stato un risveglio dal letargo dei rettili ma un abbassamento repentino delle temperature avrebbe potuto sterminarne parecchi. Se avesse piovuto la domenica delle palme , subito dopo Pasqua, sarebbe stato di buon auspicio per la mietitura . C'e' un detto che recita: " palma bagnata, mietitura asciutta . Palma asciutta, mietitura bagnata. " Poi ci sono " i quattro aprilanti cioe' i primi quattro giorni di aprile che venivano interpretati come presagio del tempo dei 40 giorni successivi. Il 17 gennaio invece, S. Antonio e il 10 agosto S. Lorenzo hanno ispirato il detto: " S. Lorenzo gran calura , Sant'Antonio gran freddura, l'uno e l'altro poco duran." Si osservava con interesse anche l'arrivo delle rondini e del cuculo . Di quest'ultimo si dice ancora che, se non e' venuto per il giorno 7 aprile, o e' morto o si e' perduto. I passerotti, uccelli stazionari che rimangono anche l'inverno , quando si stringevano vicino alle case c'era da aspettarsi freddo e neve. Grande importanza aveva anche la luna , guida delle semine e della vita contadina. Insomma, un vero patrimonio di osservazioni e saggezza contadina che racconta il profondo legame tra uomo e natura.

Le case abbandonate sembrano sospese nel tempo. Dentro c'e' sempre traccia di vite  passate:  una sedia lasciata storta,...
19/05/2026

Le case abbandonate sembrano sospese nel tempo. Dentro c'e' sempre traccia di vite passate: una sedia lasciata storta, una foto ingiallita, le pareti consumate, le finestre ormai rotte che lasciano entrare luce e silenzio ,gli oggetti lisi dell'usura e ricoperti di polvere con le ragnatele ferme da decenni...Spesso non sappiamo perche' queste case sono state lasciate , forse terremoti, spopolamento, fallimento, emigrazione, morte e magari eredita' complicate. Anche il degrado esterno crea immagini potenti: muri sgretolati, legno consumato, la natura che pian piano si riprende i suoi spazi. Una casa nasce per essere vissuta, quando e' vuota si percepisce quella mancanza fisica come una storia che nessuno ha mai finito di raccontare.

Questi documenti su carta quadrettata ingiallita, con l'inchiostro scolorito, le pieghe e gli strappi, rivelano, nella g...
17/05/2026

Questi documenti su carta quadrettata ingiallita, con l'inchiostro scolorito, le pieghe e gli strappi, rivelano, nella grafia di Don Gioacchino ,lenta e cerimoniosa per l'occasione , una profondità storica superiore a quella di un libro di storia. Vi si legge la povertà del dopoguerra, con fogli recuperati e conservati che sono sopravvissuti a traslochi e lunghi decenni di cambiamenti, quasi a sigillare la sacralità del matrimonio, certificato dalla parrocchia ancor prima che dall'ufficio civile, in un'Italia dove, nei paesi, tutti si conoscevano e il parroco rappresentava anche la figura anagrafica della comunità. La carta si deteriora, ma i nomi restano a testimoniare le numerose storie di quegli anni difficili, di quell'Italia semplice e dignitosa del dopoguerra.

Indirizzo

Piazza Del Museo
Piè Del Poggio
02016

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