Museo Antica Civiltà Contadina Piedelpoggio

Museo Antica Civiltà Contadina Piedelpoggio Il museo dell'antica civiltà contadina è stato fondato per raccogliere e tramandare le tradizioni popolari per la loro importanza storica e affettiva.

...comunque si inizia con un sorriso, con un   "concerto segreto dell'alba". Al mattino esiste una vera e propria orches...
22/06/2026

...comunque si inizia con un sorriso, con un "concerto segreto dell'alba". Al mattino esiste una vera e propria orchestra della natura. Ogni specie entra in scena a un orario diverso: il pettirosso e il merlo, i protagonisti dell'alba , iniziano quando il cielo e' appena illuminato, poi arriva la capinera melodiosa e instancabile, segue il fringuello che entra in scena quando il cielo e' un po' piu' chiaro, la cinciallegra che si presenta con richiami brevi e vivaci, il verzellino e il passero, i piu' dormiglioni, entrano in scena quando il sole e' ormai sorto.Mentre cantano , difendono il territorio, richiamano il partner, comunicano con i propri simili, ci deliziano con un'armonia di suoni che inizia molto prima dei rumori della giornata.

20/06/2026

21 giugno. Solstizio d'estate.Il sole raggiunge il punto piu' alto nel cielo e regala ore di luce che sembrano non finire mai . E' tempo delle lucciole, e' tempo d'estate. Quando la vita seguiva il ritmo delle stagioni il solstizio non era solo una data sul calendario ma una realta' da vivere: i campi dorati pronti per la mietitura, il profumo del fieno , le serate trascorse sulle aie , le chiacchiere intorno alle fontane...Tra il 23 e il 24 giugno si raccoglievano erbe particolarmente benefiche: iperico, lavanda, ruta, rosmarino, salvia e altre piante stagionali. Si credeva che la rugiada della notte di S. Giovanni conferisse loro speciali virtu'. Era un momento speciale che ricordava quanto il sole scandisse la vita della comunita'.

I nonni raccontano della chiarata o stoppata, un antico rimedio empirico utilizzato per trattare le distorsioni. Si prep...
19/06/2026

I nonni raccontano della chiarata o stoppata, un antico rimedio empirico utilizzato per trattare le distorsioni. Si preparava una fasciatura con stoppata, albume e farina, lasciata sull'arto interessato per un paio di giorni, fino a quando non si staccava spontaneamente. Vi erano poi persone considerate particolarmente esperte, capaci di eseguire manovre e aggiustamenti tramandati dall'esperienza. L'efficacia di questo trattamento era dovuta certamente all'immobilizzazione dell'articolazione mediante un rudimentale bendaggio, unita alle abilità di chi lo eseguiva e alla fiducia riposta in queste figure. In ogni caso, queste testimonianze rappresentano un prezioso patrimonio di sapere popolare che per generazioni ha aiutato le persone quando il medico non era disponibile e la comunità doveva fare affidamento sulle proprie risorse.

I CANTI A BRACCIO , una delle forme piu' antiche della cultura popolare: le veglie nelle stalle, le feste patronali, le ...
17/06/2026

I CANTI A BRACCIO , una delle forme piu' antiche della cultura popolare: le veglie nelle stalle, le feste patronali, le fiere... tutte occasioni per ascoltare questi poeti popolari che raccoglievano , nei loro versi, amore, lavoro, politica, religione e fatti di paese. Con intelligenza e memoria trasmettevano identita' e partecipazione .Nessun copione, ogni dialogo , ogni parola nasceva li' , davanti al pubblico. Oggi, in un mondo in cui tutto e' ripreso, registrato, filmato e ripetibile i canti a braccio ci ricordano il valore dell'istante. Ogni verso era unico , ogni sfida irripetibile. Immaginiamo una serata estiva e le loro parole che echeggiano nell'aria: " Da questo monte guardo la vallata, quanta storia in questa terra e' passata..." oppure " Signori, ascoltate con attenzione, vi porto il saluto e la mia intenzione..." o ancora" Se Dio mi da memoria e intelletto rispondero' per le rime a quanto detto..." Versi semplici che racchiudono un legame profondo tra le persone e il loro paese che era poi l'anima stessa dei canti e chi ascoltava non era semplice spettatore ma parte della scena.

15/06/2026

Per noi bambini l'arrivo della trebbia era quasi un avvenimento. Quando qualcuno gridava " E' ARRIVATA LA TREBBIA!! "la notizia si spargeva in pochi minuti e si correva nei prati "di sotto" per vedere quella grande macchina al lavoro.C'era il rumore continuo e assordante del motore, la polvere che riempiva l'aria e il profumo d'estate e del grano maturo. I covoni sparivano dentro la macchina , da una parte usciva il grano, dall'altra la paglia. Ci sembrava una magia . " Ma dentro c'e' qualcuno che la guida? Guarda quanta paglia sputa"... Avevamo un po' di timore per il movimento continuo degli ingranaggi con le cinghie che giravano e le pulegge che sbattevano, curiosita' per cercare di capire come funzionava e anche orgoglio nel vedere il grano raccolto trasformarsi in mucchi di chicchi dorati. Una macchina che in poche ore faceva quello che, in altri tempi, avrebbe richiesto giorni e giorni di lavoro. Era un segno concreto che il futuro era arrivato dentro i campi e che il mondo stava cambiando velocemente. (Il Video sotto e' preso da youtube)

" Lu pa' de lu lipiriju"                     .             C'era un tempo in cui bastava un pezzo di pane duro per accen...
13/06/2026

" Lu pa' de lu lipiriju" . C'era un tempo in cui bastava un pezzo di pane duro per accendere la fantasia di un bambino.Al ritorno dai campi i genitori lo regalavano al figlio raccontando che era stato lasciato per lui da " Lu lipiriju" ( lepre) . Quel semplice gesto, arricchito di storie e immaginazione diventava cosi' un dono prezioso per il bambino.Erano tempi duri ma ricchi di affetto, di racconti di fantasia,quando non era il valore delle cose a renderle speciali ma l'amore, il racconto, l'emozione con cui venivano donate , con quella saggezza contadina che sapeva rendere straordinario cio' che oggi consideriamo poco o nulla. Una tradizione che non parla di poverta' ma della capacita' dei nostri nonni di creare felicita' dal nulla.

Gli anziani dicevano che nelle sere limpide d'inverno, quando la neve copriva tutto l'altopiano e il silenzio regnava  s...
11/06/2026

Gli anziani dicevano che nelle sere limpide d'inverno, quando la neve copriva tutto l'altopiano e il silenzio regnava sovrano , si potevano distinguere i rintocchi delle campane delle altre frazioni, anche le piu' lontane. Non era una leggenda. L'aria fresca della conca leonessana trasporta il suono in maniera sorprendente e gli spazi aperti permettono al suono di viaggiare senza ostacoli. Anche d'estate ,appena fuori Piedelpoggio, verso Rotteale, si possono distinguere chiaramente musica , parole e voci di eventi provenienti dalla piazza di Leonessa , come se tutto l'altopiano parlasse con una sola voce.

09/06/2026

Spesso, nei nostri paesi, i nomi da soli non bastavano a distinguere le persone , anche a causa dei numerosi omonimi.Per questo ogni famiglia aveva un soprannome di casata , derivante spesso da una caratteristica o un mestiere specifico, tramandato da generazioni e spesso piu' conosciuto del cognome stesso, un modo tipico insomma per identificare una famiglia , una specie di indirizzo che valeva molto piu' di un numero civico.I libri raccontano spesso le grandi vicende ma i soprannomi di famiglia, gli archi, i forni, le fontane, i racconti tramandati dagli anziani raccontano la vera storia del paese. Dante Paciucci e' riuscito a ricordare gran parte dei soprannomi di Piedelpoggio: A Leonessa e frazioni ci son tanti soprannomi, a Piedelpoggio, paese mio natio, qui l'elenco lo fo' io. Comincio con un sorriso " PACE DI DIO E PARADISO" I due poli , giorno e notte " MEZZOGIORNO e MEZZANOTTE" poi ci metto anche " LA GENDARMA e POMODORO" Un'altra rima assai carina con "SCIALANCA e LA GROTTINA" .Questa rima e' mio diritto " SCOCCIA MELONE e LU TRANVITTU". Da solo mi arrangio , nessuno mi aiuta " LA SCIMMIA, LA MOSCETTA e poi LA MUTA". Le rime non son mai troppe " I MUTILATI, LU FRATE con LE STOPPE". Del mio meglio ci metto tutto: " LU CAPRITTU, SCARPONE e poi LU BRUTTU".Visto che stanno tutti vicini " LA FALALANA, GRANZORU poi BRONZINO.In questa rima c'e' un intoppo " CAPANNA, ÇONOCCHIA e BRAVOTTO. Prendo al volo l'occasione " LA PETECA, QUAGLITTU con SCUCCHIONE". Nei momenti buoni o momentacci "MUSICA, LI VERGARI e CACASTRACCI".Pure loro son tali e quali " LI PISTATURI, BUGIARDELLA e LI CANALI. " Credete, non ho dimenticato " BOCCETTA, LA SORGIOTTA e GARBATO." Tra questi nomi che sono vari " I FUSCELLARI, LA LESA e LI NOTARI." Qui chiudo la rima , e' stato bello " LI CARBONARI,LA BELLA e FARICELLO."

Quando la terra si lavorava con i buoi: Prima dell'arrivo dei trattori   il lavoro nei campi era affidato alla forza paz...
07/06/2026

Quando la terra si lavorava con i buoi: Prima dell'arrivo dei trattori il lavoro nei campi era affidato alla forza paziente dei buoi. Nelle tenute piu' grandi se ne allevavano molti e ogni coppia aveva il suo conduttore chiamato " Bifolco" . I vitelli di razza maremmana venivano castrati e addomesticati fin da giovani. Durante l'aratura si vedevano lunghe file di buoi che avanzavano lentamente , trascinando l'aratro sotto lo sguardo vigile e collaborativo dei bifolchi.Di quei tempi resta anche un detto popolare: " Quando il bifolchetto fa baldoria, brodo di ramazza e di cicoria ( non c'era molto da mangiare). Dopo l'aratura si passava l'erpice per livellare il terreno, poi arrivavano i seminatori che portavano sulle spalle pesanti sacchi con il grano che spargevano, con sapienza , a mano. Ma il lavoro non finiva li'. Per proteggere i semi dagli uccelli , soprattutto dalle cornacchie, venivano assunti i bambini piu' poveri : " gli scacciacornacchie" . Con bidoni e bastoni facevano rumore per ore , sotto la pioggia e il sole, per allontanare gli animali e salvare il raccolto. E' una pagina di storia rurale che racconta fatica e sacrificio in un mondo che oggi sembra lontanissimo ma che ha nutrito intere generazioni.

"La Madonna della Paolina" una storia di fede che dura da oltre 350 anni. Era il 1665 quando , secondo la tradizione, la...
04/06/2026

"La Madonna della Paolina" una storia di fede che dura da oltre 350 anni. Era il 1665 quando , secondo la tradizione, la vergine Maria apparve alla giovane pastorella "Paolina Giovannoli" nei pressi di S. Giovenale. Nel luogo dell'apparizione sgorgo' una sorgente d'acqua che il popolo considero' subito un segno di grazia. Da quel momento nacque una profonda devozione popolare. Prima una semplice edicola, poi una ca****la e infine un Santuario della Madonna della Paolina , da generazioni , meta di pellegrinaggi e preghiere. Ogni anno , il 25 agosto, la tradizionale festa ( con annessa gettonatissima fiera) richiama fedeli e visitatori mantenendo viva una storia che appartiene al cuore della nostra terra.

Indirizzo

Piazza Del Museo
Piè Del Poggio
02016

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