Diavoli Neri

Diavoli Neri Gruppo di rievocazione storica medievale dell'Ordine dei cavalieri Gerosolimitani, sorto come ordine cavalleresco durante le crociate.

30/07/2026
25/07/2026
25/07/2026

Che ne pensate di queste parole dell'immenso ? ❤️

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25/07/2026

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Da una locanda umbra

Imago passataci da un sodale sull'instagrammo

25/07/2026

Rimembrate sempre nelle ore più contagiose di non uscir dalla magione, fare molti salassi e bere molta acqua santa!

25/07/2026

Per arrivare a Minanbé non basta seguire una mappa: per un tratto, la mappa non esiste proprio.

La spedizione ha dovuto aprire una breccia di circa cinque chilometri nella selva. Poi il gruppo ha continuato a piedi per una distanza simile, entrando in una foresta così f***a da aver coperto completamente il cuore dell’antico insediamento.

È proprio da qui che nasce il nome Minanbé. Deriva da due parole del maya yucateco: mina’an, “non c’è”, e bej, “cammino” o “strada”. Un nome che sembra quasi una battuta, ma descrive perfettamente il luogo: una città senza un accesso evidente, nascosta non da mura, ma dalla vegetazione.

La prima traccia non è comparsa davanti agli occhi degli archeologi. È stata individuata dall’alto, grazie al LiDAR, una tecnologia che permette di leggere il terreno sotto la copertura degli alberi. La scansione ha mostrato forme impossibili da riconoscere durante una normale ricognizione nella giungla: piazze, edifici, terrazze e collegamenti tra le diverse aree del centro urbano.

Quando il team è arrivato sul posto, ha trovato qualcosa di molto più grande di un semplice gruppo di rovine. C’erano edifici palaziali e religiosi, zone umide dotate di canalizzazioni per l’acqua e un tempio piramidale alto più di 13 metri.

Ma il dettaglio forse più sorprendente è un altro: il sito non mostra chiari segni di saccheggio. In molti insediamenti maya, tombe e monumenti sono stati violati molto tempo prima dell’arrivo degli archeologi. Qui, invece, l’insieme appare eccezionalmente integro, come se la foresta avesse fatto da protezione per oltre un millennio.

Minanbé raggiunse il suo massimo sviluppo tra il 600 e il 900 d.C., nel periodo Classico Tardo-Terminale. Tra le rovine sono state individuate 14 steli e altari, alcuni con geroglifici, e una delle iscrizioni arriva fino all’849 d.C.

Questi segni raccontano che non si trattava di un villaggio isolato o di un avamposto sperduto. Era un centro organizzato, con spazi religiosi, strutture di potere e un sistema per gestire l’acqua nel paesaggio.

La scoperta è stata annunciata nel giugno 2026, nella Riserva della Biosfera di Calakmul, nello stato messicano di Campeche. Per secoli, Minanbé è rimasta invisibile. Non perché fosse scomparsa davvero, ma perché la selva aveva imparato a nasconderla meglio di qualunque archivio.

E forse è questa la parte più incredibile: gli archeologi non hanno trovato solo una città antica. Hanno trovato una città che, almeno in parte, ha aspettato intatta il momento di essere vista.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Più di 13 metri: altezza del tempio piramidale
👉 14: steli e altari individuati nel sito
📚 Fonti: inah

28/06/2026
20/06/2026

E citando il Re dell'Epiro ha aggiunto: «Un'altra vittoria come questa e me ne torno oltre le Colonne d'Ercole senza più nemmanco più un barile di pece»

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