La Galleria d’Arte Niccoli, fondata nel 1970 da Giuseppe Niccoli e attualmente diretta dai figli Marco e Roberto, si occupa da sempre della trasmissione di cultura attraverso iniziative espositive pubbliche e private. La Galleria ospita nuclei produttivi di artisti quali Artan Shalsi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Emilio Isgrò, Felice Levini, Piero Manzoni, Elio Marchegiani, Pao
lo Minoli, Salvatore Scarpitta, Aldo Tagliaferro. Nata nel 1970 all’interno della libreria aperta a Parma da Giuseppe Niccoli, agente librario per Rizzoli durante gli anni Sessanta, la Galleria eredita dallo spazio librario il ruolo di punto di riferimento per molti intellettuali italiani e appassionati d’arte, assorbendo parte dell’interesse culturale generato dallo CSAC (Centro Studi Arte Contemporanea), fondato nella città ducale da Arturo Carlo Quintavalle nel 1968. L’indirizzo espositivo degli esordi segna la coerente linea che seguirà la Galleria nei decenni a venire: in un momento di grande impatto del Minimal e dell’Arte Povera, Niccoli focalizza la sua attenzione sulla scultura espressionista del secondo dopoguerra (Miguel Berrocal, Marino Marini, Giacomo Manzù, Pietro Consagra) e sulle figure-cardine dei movimenti messi in ombra dal dilagante conformismo minimalista e poverista (Carlo Carrà, Max Ernst, Giorgio De Chirico, Aligi Sassu, Henri Matisse, Alberto Burri), oltre a numerosi artisti contemporanei (Enrico Baj, Giò Pomodoro, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano). Negli anni Ottanta Giuseppe Niccoli approfondisce il panorama internazionale, esponendo artisti come Graham Sutherland, Man Ray, Jean Arp e acquisendo parte del Fondo Arturo Schwartz nel 1982. Al 1984 risale ma mostra su Le Cadavre Exquis, seguita da altri artisti internazionali, come Daniel Spoerri nel 1986 e Henry Michaux nel 1989. In questo decennio espongono anche molti artisti contemporanei italiani, come Afro Basaldella, Arturo Martini, Mario Sironi, Mimmo Rotella, Emilio Vedova, Piero Dorazio, Giacomo Balla, Armando Testa, Toti Scialoja, Lucio Fontana, Enrico Castellani. A metà degli anni Ottanta fanno il loro ingresso in galleria i figli di Giuseppe Niccoli, Marco e Roberto. L’attività culturale della galleria continua a focalizzarsi sulla scultura del secondo Novecento e sulla rilettura consapevole di artisti passati, ingiustamente, in secondo piano durante le loro carriere. Dal 1986 la Galleria si apre al mercato giapponese, a partire dalla mostra del 1986 Artisti Giapponesi in Italia, esposta a Parma e presso la Galleria Vivita di Firenze, mentre negli anni Novanta, con l’ausilio dei figli, Niccoli si lega ad artisti italoamericani d'oltreoceano, con un trittico di mostre dedicato a Conrad Marca-Relli, Salvatore Scarpitta e Angelo Savelli. Il decennio prosegue con una serie di mostre dedicate ai movimenti italiani di Forma 1, MAC, Arte informale, Pop Art italiana e Arte cinetica e programmata (2000), che mostrano la capacità della Galleria di sostituirsi alle lacunose istituzioni pubbliche dell’epoca nella promozione di mostre ed eventi culturali. Dagli anni Duemila la Galleria si dedica a ricollocare nel panorama culturale artisti come Agostino Bonalumi, Alik Cavaliere, Paolo Scheggi e Vasco Bendini sotto la regia operativa di Marco Niccoli. L’istituzione privata è attualmente sede degli archivi di importanti artisti del Novecento come Alik Cavaliere, Fukushi Ito e Conrad Marca-Relli, posti sotto l’attenta direzione di Roberto Niccoli. Nel 2011 la Galleria d'Arte Niccoli ha pubblicato un libro, a cura di Marco Meneguzzo, che raccoglie i 40 anni di attività dal 1970. Dal 19 settembre 2020 al 19 luglio 2021 la storia della galleria è stata ripercorsa dalla mostra Attraverso le Avanguardie. Giuseppe Niccoli / visione e coraggio di una Galleria, organizzata in collaborazione con la Fondazione Monteparma presso l’APE Parma Museo.