Museo della Resistenza Gian Paolo Larini di Valmozzola

Museo della Resistenza Gian Paolo Larini di Valmozzola Un contenitore della memoria storica del territorio con documenti, testimonianze e reperti storici

2 giugno 1946 - 2 giugno 2026: 80 anni di voto alle donne 🇮🇹Quest'anno celebriamo una data doppia: la nascita della Repu...
01/06/2026

2 giugno 1946 - 2 giugno 2026: 80 anni di voto alle donne 🇮🇹

Quest'anno celebriamo una data doppia: la nascita della Repubblica e l’anniversario del primo voto alle donne in Italia.

Al Museo della Resistenza di Valmozzola custodiamo anche la loro storia. La storia di partigiane, di staffette, ma anche di famiglie al femminile che ospitavano partigiani e inglesi. Esse tra il ’43 e il ’45, hanno scelto di lottare per la libertà quando ancora non avevano il diritto di scegliere chi le rappresentava.

Portavano messaggi, armi, viveri. Combattevano. Curavano i feriti. Sorvegliavano, avvisavano. Rischiavano ogni giorno.

Le loro storie sono parte del nostro percorso espositivo.

L’80° anniversario del voto femminile non è solo memoria. È responsabilità. È il ricordo che ogni diritto conquistato nasce dal sacrificio di chi è venuto prima.

Perché la libertà non è mai scontata. E la memoria non è mai al femminile o al maschile: è di tutti.

Oggi alle ore 18 presso l'ISREC ci sarà la presentazione del libro dedicato ad "Annibale", Luigi Rastelli. Lo ricordiamo...
09/05/2026

Oggi alle ore 18 presso l'ISREC ci sarà la presentazione del libro dedicato ad "Annibale", Luigi Rastelli. Lo ricordiamo sempre presente in prima fila alle nostre iniziative, con i suoi interventi accalorati, la memoria nitidita e il suo modo di esprimersi così chiaro e dettagliato. Eccolo ritratto all'inaugurazione del nostro Museo nel 2011.

🇮🇹Ricordare per costruire il futuro. Una settimana significativa quella intorno alla "Liberazione". 22 aprile: visita cl...
01/05/2026

🇮🇹Ricordare per costruire il futuro. Una settimana significativa quella intorno alla "Liberazione".
22 aprile: visita classi terze dell'IC Malpeli (plessi di Solignano e Berceto)
25 aprile: omaggio floreale alle "nostre" lapidi e Museo aperto con tanti visitatori
26 aprile: celebrazioni del Comune di Valmozzola con scopertura targa in ricordo di Giuseppe Tinti.

Mariano di Valmozzola 26 aprile 2026
01/05/2026

Mariano di Valmozzola 26 aprile 2026

25/04/2026
25/04/2026

L’Associazione Amici del Museo della Resistenza esprime le più sentite condoglianze al Sindaco Claudio Alzapiedi e a tutti i Suoi cari per la perdita del caro padre Agostino.

"In questo Museo si respira aria di libertà"Grazie ai bambini e alle bambine delle classi 4 e 5 della scuola primaria di...
25/03/2026

"In questo Museo si respira aria di libertà"

Grazie ai bambini e alle bambine delle classi 4 e 5 della scuola primaria di Solignano e alle loro insegnanti per l'interesse e la sensibilità dimostrata durante la visita al Museo. Porteremo nel cuore questo incontro guardando al futuro con fiducia.

15/11/2025

La presero. La torturarono. La bruciarono viva.
E lei, fino all’ultimo respiro, non fece ciò che loro volevano: non tradì nessuno.

Si chiamava Virginia Tonelli, e fu una delle donne più indomabili della Resistenza italiana.
Non era un’eroina per vocazione.
Era una sarta friulana, una donna qualunque, una che lavorava con le mani e viveva con onestà.
Ma quando il fascismo decise che gli italiani dovevano obbedire e tacere, lei scelse la sola strada che le sembrava giusta: disobbedire.

Nacque nel 1903 a Castelnovo del Friuli, in una famiglia operaia.
Cresciuta tra stoffe e aghi, sviluppò presto un dono raro: una ferma gentilezza, capace però di trasformarsi in ferro quando serviva.
Quando il regime cominciò a perseguitare dissidenti e antifascisti, Virginia non si girò dall’altra parte.
Distribuiva volantini, nascondeva compagni ricercati, organizzava aiuti.

Dopo l’8 settembre 1943, quando l’Italia sprofondò nel caos, entrò nella Resistenza.
Nome di battaglia: “Luisa.”
Ruolo: una delle più importanti staffette partigiane del Friuli.
Attraversava paesi e montagne in bicicletta, portando documenti, armi e ordini tra le brigate.
Lo faceva con una calma che spiazzava anche i compagni.
Dicevano di lei: “Non si sbaglia, non si spezza.”

Nel settembre 1944 venne arrestata.
Prima dai fascisti, poi consegnata ai tedeschi e trasferita alla Risiera di San Sabba, a Trieste.
Lì cominciò l’inferno.
Le offrirono la vita in cambio di un nome.
Le offrirono la fine della sofferenza in cambio di un indirizzo.
Le offrirono tutto ciò che poteva desiderare una persona terrorizzata.

Virginia non accettò niente.
Non parlò.
Non fece un solo nome.
Non tradì nessuno.

Quando capirono che da lei non avrebbero ottenuto nulla, decisero di eliminarla nel modo più feroce.
Il 29 settembre 1944, la bruciarono viva nel forno crematorio della Risiera.
Aveva quasi 41 anni.

Pensavano di cancellarla.
Invece la resero immortale.

Dopo la Liberazione, i sopravvissuti raccontarono il suo coraggio: una donna minuta, silenziosa, dagli occhi che non abbassava mai lo sguardo.
Nel 1971 lo Stato italiano le assegnò la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Parole scolpite per sempre:

“Rendeva olocausto la sua vita per la causa della libertà.”

Virginia Tonelli non lasciò discorsi né memorie, solo un esempio.
Un esempio che dice una cosa semplice e luminosa:
che la libertà non si difende con la forza,
ma con la coscienza.
E che ci sono persone che preferiscono morire…
piuttosto che vivere tradendo chi amano.

15/11/2025

Una cavità naturale che si è fatta paese, sotto il cielo del Trapanese.

La Grotta Mangiapane è una delle poche grotte abitate al mondo diventate borgo vivente, incastonata nel territorio di Trapani.

Questa gigantesca cavità naturale è alta più di 70 metri e profonda oltre 50.

Fu usata come rifugio fin dalla preistoria, molto prima che qualcuno immaginasse di trasformarla in paese in miniatura.

A partire dall’Ottocento, infatti, la grotta cominciò a cambiare volto.

Abitazioni, stalle e persino un forno vennero ricavati direttamente nella roccia di calcarenite.

Così nacque un borgo rurale in miniatura, raccolto interamente dentro la cavità.

Per secoli non fu solo un riparo temporaneo, ma una vera comunità autosufficiente.

Le famiglie scavavano stanze nella roccia, erigevano muretti e costruivano case affacciate su una piccola piazzetta interna.

Quella piazzetta diventò una via centrale dove si svolgeva la vita collettiva.

Qui si cuoceva il pane, si produceva il vino, si lavorava nelle officine e si curavano gli allevamenti.

In estate i bambini giocavano all’ombra della cavità, al riparo dal sole.

In inverno la grotta offriva una temperatura costante e protezione dai venti.

Così lo spazio naturale si intrecciava alla vita quotidiana, creando un ambiente abitato completo.

Oggi la Grotta Mangiapane si trova all’interno della Riserva Naturale di Monte Cofano.

Ogni anno, al suo interno, viene allestito uno dei presepi viventi più scenografici d’Italia.

Durante l’evento natalizio, la grotta si anima di artigiani, forni accesi e antiche botteghe.

Tutto è pensato per far rivivere la vita contadina di fine Ottocento dentro il borgo scavato nella roccia.

In questo modo passato e natura si fondono, come in un grande palcoscenico di pietra.

I visitatori non attraversano soltanto un allestimento, ma camminano letteralmente dentro la storia.

La Grotta Mangiapane è l’unica in Sicilia in cui un intero borgo rurale è stato scavato, abitato e viene ancora celebrato oggi.

È considerata memoria viva di un modello abitativo unico nel Mediterraneo.

Questa è Trapani: dove persino una cavità naturale, sotto mani sapienti, diventa casa, villaggio e teatro di memorie condivise.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Grotta Mangiapane è una cavità naturale del Trapanese trasformata in borgo vivente.
👉 Fu rifugio fin dalla preistoria e, dall’Ottocento, paese in miniatura scavato nella calcarenite.
👉 Per secoli vi si è sviluppata una comunità quasi autosufficiente, con piazzetta interna e vita rurale completa.
👉 Oggi, nella Riserva Naturale di Monte Cofano, ospita un presepe vivente che rievoca la vita contadina di fine Ottocento.
👉 È l’unica grotta in Sicilia con un intero borgo rurale scavato e ancora celebrato come memoria viva nel Mediterraneo.

Indirizzo

Via Provinciale 2 Mormorola
Parma
43050

Orario di apertura

Sabato 15:00 - 18:00
Domenica 15:00 - 18:00

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