Gruppo Archeologico Terra Di Palma

Gruppo Archeologico Terra Di Palma Associazione di volontariato Siamo un'associazione di volontariato di Palma Campania in provincia di Napoli, aderente ai Gruppi Archeologici d'Italia.

Operiamo al fianco delle istituzioni, come da statuto, per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio archeologico locale e nazionale. L’associazione è iscritta nel Registro del Volontariato con Decreto della Regione Campania n. 05648 del 24/04/1999 e al Centro di Servizi per il Volontariato (CSV) di Napoli.

Visita guidata all'acquedotto augusteo per l'I. S. Striano - Terzigno per il Percorso di Formazione scuola-lavoro.
25/05/2026

Visita guidata all'acquedotto augusteo per l'I. S. Striano - Terzigno per il Percorso di Formazione scuola-lavoro.

14/05/2026
Domenica, 31 maggio Giornata della memoria storica longobarda. Quest’anno l’evento si svolgerà a Pertosa (SA) per una vi...
01/05/2026

Domenica, 31 maggio Giornata della memoria storica longobarda.
Quest’anno l’evento si svolgerà a Pertosa (SA) per una visita pomeridiana alle famose Grotte dell’Angelo, mentre in mattinata, accompagnati dalla prof.ssa Rosanna Alaggio dell’Università degli Studi del Molise, visiteremo l’interessante mostra ‘NELLE TERRE DEI PRINCIPI - Monaci e comunità italo-greche nel Principato Longobardo di Salerno’.

17/04/2026
17/04/2026

Un'iniziativa davvero interessante nella sede di Castrovillari organizzata dal Gruppo Archeologico del Pollino:

Genesi della Calabria antica.
Dalla Prima Italia alla Brettia, il volume di Luigi Michele Perri che sarà presentato Sabato prossimo 18 aprile 2026, alle ore 18,00 nella Sala Didattica “SiMuCCà” del Protoconvento Francescano di Castrovillari

17/04/2026

🏛️📜 Dalla Repubblica al Principato IV: l’età dei Severi 📜🏛️

Si conclude il ciclo 2026 con un corso dedicato alla dinastia dei Severi, tra trasformazioni politiche e grandi protagonisti dell’Impero romano. Dall’anarchia militare al ritorno alla successione dinastica, un percorso per comprendere una fase cruciale della storia imperiale, guidati da Giuseppina Ghini.

📅 Inizio: 20 aprile 2026
🕠 Frequenza: lunedì – ore 17.30
📍 Sede: Via Contessa di Bertinoro, 6 – Roma (oppure da remoto)
👤 Docente: Giuseppina Ghini

💶 Costo:
• € 40,00 in presenza
• € 50,00 da remoto (con registrazioni disponibili)

📌 Prenotazione obbligatoria entro il 17 aprile

Un’occasione per approfondire una fase complessa e affascinante della storia romana, tra politica, religione e trasformazioni dell’Impero.

📧 Info e iscrizioni: [email protected]

17/04/2026

LA NECROPOLI ROMANA DI FARAGNANO
MARANO (NAPOLI)

Il Gruppo Archeologico Napoletano tra il 1990 e il 1992 ha svolto una campagna di ricognizioni nell'area boscosa denominata Faragnano Salandra nel comune di Marano (Na) al fine di elaborare la carta archeologica della zona nota per la presenza dei cosiddetti "ciaurri" (termine con il quale vengono indicati i grandi mausolei romani). Le ricognizioni svolte a tappeto, hanno permesso l'individuazione ed il posizionamento su carta I.G.M. e comunale di aree di affioramento di reperti fittili e/o strutture murarie.
Sulla sommità di una piccola altura (quota 267 m s.l.m.), scavi clandestini hanno messo in luce una piccola necropoli, costituita da tombe a cappuccina.
L'area sepolcrale era probabilmente destinata a ricevere i braccianti o gli schiavi impiegati come mano d'opera nelle aree agricole pertinenti alle strutture di una villa rustica individuata dal GAN a poca distanza dalle tombe. La presenza di una tegola con il bollo di fabbrica "Quinti Lepidi", ben attestato nell'area del golfo di Napoli, consente di datare questo gruppo di sepolture al I° secolo d.C.

1) Una delle tombe distrutte da scavi
clandestini.
2) il bollo di fabbrica "Q. Lepidi" impresso su
una delle tegole
utilizzate per comporre la sepoltura a
"cappuccina".
3) Modello plastico - ricostruzione di una delle
tombe individuate.

foto: salvatore mattozzi - © 1991
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13/04/2026

Il Parco Archeologico di Pompei diventa sede della Fiera Archeo‑Agricola dei Territori del Mediterraneo, in programma dal 15 al 17 aprile 2026, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy. Un evento che intreccia storia millenaria, saperi agricoli e innovazione sostenibile.

L’area verde lungo Viale delle Ginestre si trasformerà, in questi tre giorni, in uno spazio espositivo dedicato ad aziende, enti e organizzazioni che hanno fatto del legame con il territorio e le sue tradizioni il proprio volano di crescita.

La manifestazione si configura come un percorso nel cuore delle culture agricole del Mediterraneo: stand dedicati alla promozione e alla vendita dei prodotti tipici racconteranno come tradizione e innovazione possano dialogare, dando vita a modelli produttivi etici, sostenibili e profondamente radicati nella storia dei luoghi.

Al centro della fiera, la valorizzazione delle pratiche agricole e artigianali che rispettano la stagionalità, tutelano la biodiversità e rafforzano le reti sociali territoriali, dimostrando come il patrimonio culturale e paesaggistico possa diventare una leva concreta di sviluppo economico e sociale.

L’evento si aprirà il 15 aprile con il Convegno inaugurale presso l’Auditorium del Parco. Studiosi e rappresentanti di istituzioni nazionali e locali si confronteranno sul valore del patrimonio immateriale, esplorando i saperi contadini, le pratiche artigianali, la cultura del cibo e la memoria dei gesti. Un’occasione per mostrare come le tradizioni mediterranee possano continuare a vivere e a essere trasmesse alle nuove generazioni.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il partner privato dell’‘Azienza Agricola Pompei’, Agros S.r.l. Società Agricola, che cura la gestione delle aree agricole all’interno del Parco e nei siti limitrofi, occupandosi dell’intera filiera produttiva, dalla coltivazione alla trasformazione fino alla commercializzazione, attraverso tecniche tradizionali e metodi biologici, offrendo un concreto esempio di economia circolare all’interno del Parco Archeologico di Pompei.

La Fiera Archeo‑Agricola dei Territori del Mediterraneo è aperta a tutti i visitatori dell’area archeologica.
Il convegno inaugurale è a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il progetto, coordinato dalla responsabile dell’ufficio “Valorizzazione delle aree verdi” del Parco archeologico di Pompei, Claudia Buonanno, e dal direttore, Gabriel Zuchtriegel, ha coinvolto diversi professionisti, funzionari e collaboratori tecnici del Parco, tra cui il giardiniere d’arte, Maurizio Bartolini, l’archeologa Halinka Di Lorenzo, l’architetto Crescenzo Mazzuoccolo, il responsabile dell’ufficio tecnico, Vincenzo Calvanese, i funzionari amministrativi Marco Rovito, Carlo Coppola, Romina Amitrano, e l’ufficio comunicazione con Marella Brunetto, Antonio Benforte e Giuseppe Barbella. Inoltre, hanno partecipato all’organizzazione dell’evento Giovanni Minucci della Cooperativa sociale “il Tulipano” e Arduino Fratarcangeli di Resmed (Rete di economia solidale del Mediterraneo).

Si ricorda in tema di verde e gestione del patrimonio naturale che nelle stesse date della Fiera, Il 16 e 17 aprile il Parco Archeologico di Pompei ospiterà, presso il proprio Auditorium, anche il Convegno internazionale G.R.E.E.N. – Gardens as Resources for the Enhancement of Environmental and Natural Heritage, dedicato al ruolo del verde nella conservazione e valorizzazione dei contesti archeologici.

https://pompeiisites.org/comunicati/pompei-celebra-il-made-in-italy/

13/04/2026

IL MAUSOLEO ROMANO DI VIA PIGNA (NAPOLI)

Fin dall'antichità l'economia della città di Napoli si è basata in gran parte sull'agricoltura.
A causa dell'espansione edilizia della città poco conosciamo però dell'organizzazione agricola del territorio e dei tipi di produzione nell'età antica, e solo alcuni ritrovamenti hanno permesso di formulare alcune ipotesi.
Il territorio di Neapolis aveva probabilmente un'estensione di circa 17 Km quadrati, la maggior parte dei quali collinari. La costituzione dei suoli e la loro composizione rendevano tali aree fertili e adatte all'impianto di colture più varie.
Tale territorio in età romana, come forse precedentemente in età greca, doveva essere costellato di aziende agricole che producevano derrate alimentari destinate al mercato di Napoli o all'esportazione, come nel caso del "vino Amineo".
Un insediamento agricolo doveva sorgere anche nei pressi della via Pigna, dove più di mezzo secolo fa, fu riscontrata la presenza di strutture di età repubblicana in opera incerta e di cisterne.
Alla detta villa rustica si doveva giungere attraverso una serie di strade di campagna che si collegavano alla "via Antiniana" o "via per colles" che, scavalcando la collina del Vomero, univa la città di Neapolis allo scalo marittimo di Puteoli.
Il monumento funerario in opera reticolata, databile alla prima metà del I° secolo d.C., visibile su un lato di via Pigna, tagliato a metà dalla detta strada, costituiva il luogo di sepoltura per gli abitanti dell'insediamento agricolo.
La tipologia del monumento è una combinazione tra un colombario ed una tomba a camera.
Nella metà conservata, oltre alle nicchiette sulle pareti, destinate ad accogliere le olle con le ceneri dei defunti, fu rilevata, al momento del rinvenimento, anche la presenza di 3 sarcofagi in muratura, addossati alle pareti, che indica la coesistenza di due rituali, quello dell'incinerazione e dell'inumazione.

I RITI FUNERARI
La morte ed il seppellimento dei defunti erano occasione di riti complessi.
Il ca****re veniva lavato ed unto con unguenti, vestito con gli abiti di parata ed esposto nell'atrio di casa su di un letto funebre; sotto la lingua del morto si metteva una moneta, che era la mercede destinata a Caronte, il traghettatore verso il mondo dei morti.
Il ca****re veniva cremato o seppellito, ma tale rito era preceduto da una cerimonia solenne: il funerale
I funerali dei poveri o dei bambini erano sbrigativi e si facevano di notte; di giorno, invece, e con grande p***a si svolgevano quelli di personaggi di grandi famiglie.
Il corteo funebre, preceduto da suonatori di tibia, avanzava al suono di flauti, di corni e di tubae; seguivano i portatori di fiaccole, le praeficae, donne prezzolate levavano altissime grida di dolore. Spesso partecipavano anche dei mimi, che erano soliti danzare e lanciare dei lazzi, canzonando il morto.
Il feretro era preceduto dalla c.d. "processione degli antenati" che avevano rivestito importanti uffici pubblici.
Tali maschere erano custodite in genere negli atri delle case in apposite edicole.
Il corteo sfilava per la città, fino al luogo, fuori le mura, in cui la salma veniva arsa o deposta nel sepolcro; veniva allora pronunciata la laudatio funebris del defunto.
In età repubblicana e nei primi secoli dell'impero il rito più diffuso era quello dell'incinerazione: sulla catasta di legno del rogo veniva deposto il ca****re e quindi un parente o un amico dava fuoco alla pira, le ossa bruciate venivano raccolte, lavate con vino, unte con profumi e deposte infine in un'urna in un colombario o in un monumento dedicato al defunto.
Il rito dell'inumazione, riservato all'inizio ai poveri e agli schiavi, si diffuse sempre di più nell'età imperiale e si impose infine col cristianesimo.

1) Le strutture superstiti del
colombario (foto del 2010)

2) Il Colombarium di Via Pigna come
appariva nel 1886 qui raffigurato in
un dipinto di Giuseppe Casciaro
(1863-1941)

3) Ricostruzione pittorica di un corteo
funebre romano

il testo è tratto dal cartello informativo posto in prossimità della struttura archeologica e redatto a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Provincia di Napoli e Caserta - Progetto Mirabilia - Piano di Comunicazione Nazionale del Patrimonio Culturale

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Indirizzo

Palma

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