27/08/2026
✍🏼 Sapevate che per decenni i graffiti delle Carceri dell'Inquisizione rimasero nascosti sotto l'intonaco?
La loro riscoperta si deve a Giuseppe Pitrè, il grande medico, antropologo e studioso delle tradizioni popolari siciliane. Nel 1906, durante alcuni lavori nel palazzo, intuì l'importanza di quei muri apparentemente anonimi e, lavorando personalmente alla rimozione dell'intonaco, riportò alla luce scritte, disegni e incisioni lasciati dai prigionieri del Santo Uffizio. Pitrè li definì «palinsesti del carcere», perché le pareti si presentavano come pagine sulle quali, per secoli, uomini e donne avevano continuato a scrivere, disegnare e incidere le proprie storie.
Oggi quei graffiti rappresentano uno dei più straordinari esempi di scrittura murale dell'Europa moderna: preghiere, poesie, mappe, simboli, navi, santi e figure allegoriche che trasformano le Carceri dell'Inquisizione in un archivio unico della memoria e dell'umanità.
Durante il percorso di visita dello Steri è possibile ammirare da vicino queste straordinarie testimonianze e riscoprire le storie di chi, privato della libertà, trovò nelle pareti della propria cella l'unico spazio in cui lasciare traccia della propria esistenza.
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