Palazzo Chiaromonte, noto come lo “Steri”, è uno dei luoghi simbolo della città di Palermo. La sua costruzione fu voluta da Giovanni I Chiaromonte nella prima metà del XIV secolo e fu poi dimora della nobile e potente famiglia fino al 1392. Il casato raggiunse l’apogeo del potere, con Manfredi III, ammiraglio, vicario e duca di Gerba, che tra gli anni Settanta e Ottanta del XIV secolo fece adornar
e l'edificio con uno straordinario soffitto ligneo, definito un vero e proprio trattato di storia medioevale, che ancora oggi è possibile ammirare all'interno della maestosa Sala dei Baroni. Durante la dominazione sp****la in Sicilia, l'edificio divenne dapprima sede vicereale e tra il XVII e XVIII secolo fu poi trasformato in sede dell’Inquisizione. In questo periodo vennero costruite, quasi a ridosso dell'antico palazzo quattrocentesco, le carceri dell'Inquisizione dotate di celle, ambienti per le torture e gli interrogatori. L'intero complesso delle antiche carceri, dal 2010, diventa un vero e proprio "Museo dell'Inquisizione". All'interno delle celle è ancora oggi possibile osservare i graffiti lasciati dai prigionieri durante il periodo della loro permanenza in quegli ambienti; un'importante e toccante testimonianza di quel terribile periodo storico. Dopo l'abolizione dell'Inqusizione sp****la in Sicilia, Palazzo Chiaromonte divenne sede della Dogana, dei Tribunali del Regno, del Tribunale Civile di Palermo e della procura generale fino agli anni cinquanta del '900, per poi essere acquisito nel 1967, dall’Università di Palermo diventandone sino ad oggi sede del Rettorato. L'Università nel 1972 affida il restauro dell'edificio ad un'equipe di architetti formata da Roberto Calandra, Camillo Filangeri e Nino Vicari, sotto la direzione dell'architetto veneto Carlo Scarpa. Gli interventi operati in quegli anni, hanno permesso un recupero moderno e soprattutto conservativo del complesso monumentale, con l'utilizzo di materiali riconoscibili e compatibili con l’epoca storica, volti anche ad integrare e recuperare i danni avvenuti, nei secoli passati, da inappropriati interventi di restauro precedenti. Il percorso di visita di Palazzo Chiaromonte è oggi arricchito dalla nuova esposizione de "La Vucciria" di Renato Guttuso, opera simbolo ed emblema della città di Palermo, realizzata negli anni 70 dal pittore bagherese e da lui stesso donata al Rettorato dell’Università di Palermo prima della sua scomparsa. Inoltre, presso l'antica Sala delle Armi dell'edificio, è possibile ammirare una collezione di antichi oggetti di diverso uso e materiale, appartenuti alla famiglia Chiaromonte e di pertinenza del periodo spagnolo. Gli utensili, emersi durante gli scavi effettuati nel 1973, sono stati per lo più rinvenuti in due piccoli vani presso l'aerea sud e l'area est del palazzo.