23/06/2026
𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢
𝑺𝒂𝒏 𝒁𝒗𝒂̀𝒏
È la notte più magica dell’anno, quella che accompagna il giorno più lungo: la rugiada di San Giovanni ricopre erbe, campi e case con la sua promessa di buona sorte, e attorno al solstizio si raccolgono riti antichi, erbe salvifiche, tortelli e nocino.
Quest’anno, però, San Giovanni lo raccontiamo a partire da un oggetto piccolissimo.
𝐋𝐚 𝐬𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐧𝐨
Nelle raccolte del Museo ci sono alcuni esemplari di fascellina: la formella minuta che dava forma a un formaggino fatto apposta piccolo, non più grande di un palmo. A custodirne la storia è una delle schede di Ettore, che raccoglie la testimonianza della signora Trombi, moglie del bidello delle elementari a Collecchio:
✍️ «Nel cornigliese c’era usanza di fare la sfida col formaggino, il mattino di San Giovanni. Erano i ragazzi pastori, cioè quelli che portavano gli animali al pascolo, che si riunivano sopra un pendio ciascuno col suo formaggino, gareggiando a chi lo faceva rotolare più lontano. Se li beccava tutti chi vinceva la gara. Naturalmente eran fatti apposta, così piccoli.»
Un formaggino modellato per rotolare lungo l’erba, una gara di pochi minuti sul filo di un pendio, un vincitore che se li portava via tutti. Dentro un oggetto da nulla c’è una mattina di festa intera: il lavoro dei pastori, la stagione del latte, l’allegria di una sfida tra ragazzi.
È questo che amiamo cercare e rimettere in circolo: le piccole storie ritrovate che anche gli oggetti più umili continuano a custodire.