22/01/2026
Riscoperti i marmi di Domenico Mazzullo nella chiesa delle Immacolatine di Siderno
Continua ininterrottamente la riscoperta delle opere scultoree dell’artista oppidese Domenico Mazzullo. All’interno della piccola chiesa delle Immacolatine di Siderno, nel quartiere Mirto-Dionisi di Siderno, sono stati identificati lavori marmorei di pregiata fattura commissionati all’artista mamertino nel 1930-31. Ai lati dell’ingresso due voluminose acquasantiere raffigurano dei putti impegnati a reggere delle grosse conchiglie. All’apice delle sculture, campeggia eloquente l’incisione dedicatoria della famiglia benemerita, i Macedonio, committenti di prim’ordine del Mazzullo. L’espressione dei volti, tipicamente intenta a una serena ed estatica contemplazione, assieme alla tecnica del panneggio e la delicatezza fisiognomica, riportano tratti inequivocabili dello scalpello mazzulliano. Proseguendo verso l’altare, ai piedi del tabernacolo si attesta un medaglione marmoreo in altorilievo, simboleggiante un angelo a mani giunte cinto dall’iscrizione dedicatoria: “a devozione dell’avv. Domenico Caridi, 16-7-1930”. L’epigrafe trova riscontro negli appunti dell’artista, che fu inoltre autore del ritratto dal vero (oggi custodito nell’Archivio Privato Mazzullo) del defunto “bambino Caridi”, figlio prematuramente scomparso del committente. A sinistra dell’altare una terza acquasantiera, del tutto analoga alle altre, si affaccia prominente dalla parete, sormontata da una lapide che annuncia: “Lo zio Beniamino Macrì a Lina Lisi, 23 giugno 1931”. Anche questa traccia è contenuta negli scritti dell’autore, che fu incaricato più volte dalla famiglia Macrì di eseguire lavori di varia fattura. Alla luce di queste opere del Mazzullo nella chiesa sidernese, un nuovo significato acquista il Ritratto di suor Brigida Postorino, fondatrice dell’ordine delle Figlie di Maria Immacolata, olio su tela eseguito dal vero dall’artista, nell’autunno del 1950 a Frascati, nel 2015 donato dalla famiglia Mazzullo al Museo Diocesano di Oppido Mamertina. Gazzetta del Sud, 22 gennaio 2026