Narni costituisce da sempre uno snodo centrale sulla Via Flaminia. Dal centro storico basta alzare gli occhi verso il cielo per notare la Rocca di Albornoz che si erge imponente a controllo del territorio. «E tu sorgi come gigante pensier su’l vertice montan, ciclopea Rocca. Le nuvole ti cingon la fronte merlata, principessa di fati e di tempi» (Gelindo Ceroni). Il Cardinale Egidio Albornoz la fec
e costruire nella seconda metà del XIV secolo su una collina a 332m s.l.m., in una posizione difensiva molto favorevole. Nel 1378 si conclusero i lavori e il Cardinale Philippe d’Alençon partecipò all’inaugurazione. La Rocca di Narni nei secoli successivi subì molti assedi tra cui quello del 1527 da parte dei Lanzichenecchi. Fra le figure più importanti che sono state ospitate alla Rocca ricordiamo il cardinale Duranti Durante, l’arcivescovo e astronomo Alessandro Piccolomini e il conte Francesco Cenci, che soggiornò qui come carcerato. Nel corso del XX secolo e fino al 1972 il castellano proprietario fu un principe russo, fino a quando il comune di Narni non ne rilevò la proprietà. All’interno della struttura è possibile effettuare un suggestivo percorso tra l’interno e l’esterno del castello, tra natura e storia: la Rocca è stata oggetto di un meticoloso restauro eseguito dalla soprintendenza dell’Umbria nel corso degli anni ’80, attualmente si presenta come un luogo di cultura provvisto di diversi servizi come una sala conferenze, un ristorante con bar, una ca****la privata per matrimoni civili, ambienti ai quali si accede dalla corte centrale con pozzo. Ai piani superiori la struttura si articola in diverse stanze che espongono la storia del luogo attraverso plastici 3d, proiezioni, video interviste, luci e suoni che coinvolgono lo spettatore nel racconto visivo e sensoriale del territorio.