Frame Ars Artes

Frame Ars Artes Frame Ars Artes è un'associazione culturale nata a Marzo 2014. Sede: corso Vittorio Emanuele, 525.

FRAME ARS ARTES è lo studio aperto e multidisciplinare di presentazione ed incontro con lavori ed interpreti della cultura visiva e contemporanea ed è stato immaginato per riscoprire e ritrovare l'estrema vicinanza tra l'immaginazione del quotidiano e l'esperienza del fare artistico che si rinnova. Lo spazio di Frame ospiterà atelier d'artista, mostre temporanee, installazioni, videoteca, present

azioni e conferenze e sarà aperto a partnerships e collaborazioni con altre associazioni per iniziative di promozione culturale di contenuti condivisi. Il progetto si articola in più capitoli di una gioiosa narrazione del presente, espressa da linee di programma firmate e curate dai diversi esperti, ciascuno secondo un proprio modulo comunicativo: desart, i maestri, tempo al tempo, artegiovane, artepiccola e gli eventi. Per l' ideazione e la conduzione artistica del progetto Frame nel programma di attività 2014/2015, insieme con Paola Pozzi, sono impegnati Bruna Sarno, Oreste Zevola, Marina Vergiani, Giovanna Torcia, Tina Cafasso, Eleonora Puntillo, Claudia Montone, Ornella Pozzi, Maria Riccio, Giuseppe Carmina e Giancarlo Moscato.

Non mancate 🎨🖌️
03/05/2026

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FrameArsArtes on  🗞️❤️
08/04/2026

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Vi aspettiamo venerdì 30 gennaio alle 18:00 in galleriaNon mancate!
28/01/2026

Vi aspettiamo venerdì 30 gennaio alle 18:00 in galleria

Non mancate!

A “Film-Ars, Festival di film d’arte” l’omaggio al cinema popolare con “Melo’ partenopeo”: dai primordi storici del ‘musicarello napoletano alla moderna sceneggiata, con uno dei grandi protagonisti del genere, l’attore Lucio Montanaro.

La mostra “…Di Notte” di Carmine Rezzuti esposta a Frame e raccontata su Juliet Art MagazineBuona lettura ❤️
03/01/2026

La mostra “…Di Notte” di Carmine Rezzuti esposta a Frame e raccontata su Juliet Art Magazine

Buona lettura ❤️

Carmine Rezzuti è un artista che ha saputo raccontarsi, nel tempo, con genio raffinato e una profonda e simbolica narrazione iconografica

Vi aspettiamo mercoledì 17 dicembre 2025 ore 18,30 al vernissage della mostra “…di Notte”  a cura di Paola Pozzi e Brune...
14/12/2025

Vi aspettiamo mercoledì 17 dicembre 2025 ore 18,30 al vernissage della mostra “…di Notte” a cura di Paola Pozzi e Brunello Nardone

A presto ✨

Mercoledì 17 dicembre 2025 ore 18,30 vernissage della mostra “…di Notte”  a cura di Paola Pozzi e Brunello Nardone alla ...
14/12/2025

Mercoledì 17 dicembre 2025 ore 18,30 vernissage della mostra “…di Notte” a cura di Paola Pozzi e Brunello Nardone alla galleria FrameArsArtes di Napoli al corso Vittorio Emanuele 525, dal 17 dicembre 2025 al 14 gennaio 2026.

Contatti: 3334454002 - 3483133470 – 3297005119

MILANO CALIBRO 9: LE ORE DEL DESTINO APRE IL NUOVO CICLO DI “FILM-ARSTorna Film-Ars, rassegna sui film d’arte alla Galle...
06/12/2025

MILANO CALIBRO 9: LE ORE DEL DESTINO APRE IL NUOVO CICLO DI “FILM-ARS

Torna Film-Ars, rassegna sui film d’arte alla Galleria Frame Ars Artes di Napoli, con il primo evento “Milano calibro 9: le ore del destino”, che vedrà la proiezione del film- documentario di M. Deborah Farina, regista e direttrice artistica del festival e l’incontro con il cast. Un evento dedicato al cinema noir di Fernando Di Leo, in cui vi sarà anche l’occasione di ammirare la serie dei quadri ‘Fotogrammi’ di Deborah Farina dedicati al film e memorabilia di Lino Vairetti e gli Osanna, autori della colonna sonora originale con Luis Bacalov

Sabato 13 dicembre, ore 19.00. Galleria Frame Ars Artes, Corso Vittorio Emanuele 525, Napoli

06/12/2025

MILANO CALIBRO 9: LE ORE DEL DESTINO APRE IL NUOVO CICLO DI FILM-ARS

Sabato 13 dicembre, ore 19.00

Vi aspettiamo il 24 giugno alle 19:00 per l’inaugurazione della mostra ❤️
18/06/2025

Vi aspettiamo il 24 giugno alle 19:00 per l’inaugurazione della mostra ❤️

ENRICO BUGLIOPERE FrameArsArtes  Corso Vittorio Emanuele, 525Napoli "Caro Bugli, che tu sia maledetto. Ti odio. Mi hai t...
18/06/2025

ENRICO BUGLI
OPERE

FrameArsArtes
Corso Vittorio Emanuele, 525
Napoli

"Caro Bugli, che tu sia maledetto. Ti odio. Mi hai tolto la pace. Non è una confessione amorosa. Dio mi scampi, è che hai fatto come un personaggio di fantascienza, sei sceso col tuo disco sull'aia della mia fattoria e hai deposto un baccello, poi sei partito. [...]" (Umberto Eco).


OPERE è la mostra antologica di Enrico Bugli, a cura di Paola Pozzi e Brunello Nardone, che inaugura martedì 24 giugno ore 19.00 alla galleria FrameArsArtes a Napoli, in Corso Vittorio Emanuele 525, con testo critico di Domenico Mennillo.
Durante il vernissage verrà presentato anche il libro d’artista Via Carrera 70 di Enrico Bugli e Domenico Mennillo, IL LABORATORIO /le edizioni di Vittorio Avella. Alla presentazione saranno presentigli autori e l’editore.

Con la mostra antologica OPERE, Enrico Bugli ritorna con un’esposizione dopo un silenzio di quaranta anni.
All’interno della mostra OPERE particolare rilievo hanno le pitture di Bugli realizzate ad inizio degli anni ’80, la maggior parte delle quali mai mostrate prima pubblicamente dall’artista; le pitture fanno in particolare riferimento agli interessi di Bugli, nati a partire dalla fine degli anni ’70, alla cultura greco classica antica e all’arte rinascimentale; questo aspetto della mostra è in particolare approfondito nel testo presente in catalogo realizzato da Domenico Mennillo. In mostra trovano altresì spazio alcuni collage degli anni ’60 e ’70, assieme all’iconico Corona di Poeta che accoglie il pubblico all’ingresso alla mostra.

Bugli nasce a Napoli nel 1937, dove attualmente vive e lavora. Esordisce nel 1957 dipingendo opere che si possono ascrivere all’area informale, con particolare attenzione all’esperienza materica di Burri e Kline.
Entra in contatto con Del Pezzo e Di Bello, poi con il Gruppo ‘58 e la rivista” Documento Sud”. Tra il ’58 e il ’59 compaiono sui suoi quadri scritte dedicatorie, con gigantesche firme: primi segnali del graduale distacco dall’eleganza formale delle prime opere.
Dal 1961 comincia a inserire sulla tele oggetti tratti dalla vita quotidiana, come bottiglie, che diventano poi protagoniste del dipinto.
Ma è l’incontro nel 1962 con Mario Persico e Stelio Maria Martini, insieme alla collaborazione con “Linea Sud” a portarlo all’azzeramento completo dell’idea stessa di pittura, di quadro e di arte.
I primi risultati di questa “crisi” sono le tempere e i collage, volutamente sgraziati ed eccessivi di questi anni, come il collage Senza titolo del 1965.
Se le sue ricerche sul segno risentono delle suggestioni della “poesia visiva”, le tesi di Martini sull’arte come “luna park” e quelle di Eco sull’”opera aperta” ispirano le sue prime opere praticabili, strane fantastiche macchine dalla forte carica ironica con le quali prende parte alle mostre del Gruppo 70 di Firenze.
Dopo la fine dell’esperienza editoriale di “Linea Sud”, dalla quale Bugli si era già lentamente distaccato”, rimane in contatto solo con Caruso e Martini, che intanto avevano dato vita al foglio “Continuum”: di questo condivide le tesi sulla fine dell’autore, l’abolizione dell’opera e la fusione delle arti. Così dopo un periodo di meditazione – durato due anni dal ’68 al ’70 - durante il quale decide di non pubblicare ne’ di esporre nulla di “mercificabile”., il gioco sull’arte, la provocazione come sollecitazione al coinvolgimento collettivo saranno alla base della sua attività degli anni ’70.
Le così dette macchine comportamentali approfondiscono in seguito la ricerca sulla prassi della violenza, mente gli scioccanti happening conducono ai limiti estremi sia il discorso sulla crisi dell’artista, sia quella tematica funebre già iniziata con Vera morte di un artista ( evento che ebbe luogo a Venezia nel ’66) proseguita poi con la serie Corone di Poeta del ’74 e culminante con l’Autofunus, anch’esso nel ‘74, in cui Bugli inscena il suo funerale con la bara portata a spalla per le vie di Napoli ( galleria Visual Art Center - Napoli). Intanto, i film e le inchieste realizzate col gruppo Continuum vedono l’artista impegnato in prima linea nel dibattito socio-culturale napoletano di quegli anni.
Celebre, tra le tante, l’azione Operazione Vesuvio alla galleria napoletana il Centro (1972), dove fa scaricare 10 tonnellate di lapilli. Contemporaneamente propone le sue prime “tavole”
assi di legno assemblate casualmente, e le “macchine”.
Dal 1973 lavora alla preparazione del film – mai realizzato - dal titolo Manuale di pederasta celeste che insieme al romanzo Autobiografia d’ignoto del XX secolo, lo impegna fino alla soglia degli anni ’80. Nel 1981, una mostra antologica presso Villa Pignatelli – Napoli- documenta il recente ritorno di Bugli alla tela e, soprattutto, il recupero del mito. Il tema dell’apollineo, ricco di valenze simboliche e culturali- peraltro già preannunciato dalle corone di poeta- ritorna in una delle sue ultime opere: Apollon e Dafne. *

Enrico Bugli è stato titolare della cattedra di Decorazione dell’Accademia di Belle arti fino alla fine degli anni ’90.

* parte del testo biografico del presente comunicato fa riferimento alla scheda biografica stilata a pag. 461 del volume “La Pittura Napoletana del ‘900”, a cura di Mariantonietta Picone Petrusa, Franco Di Mauro Editore.



ENRICO BUGLI – OPERE
24 giugno- 10 settembre 2025
FRAMEARSARTES – Napoli corso Vittorio Emanuele 525
Orario: da Martedì a Venerdì mesi giugno, luglio e settembre dalle 16.00 alle 19.00 su appuntamento
Mese di agosto solo su appuntamento
Riferimenti: Paola Pozzi- 333 4454002; Brunello Nardone - 348 3133470
www.framearsartes.it[email protected][email protected]
Ufficio Stampa: staff di Frame

Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele, 525
Naples
80135

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