Artenazionale

Artenazionale Arte relazionale, mostre ed esposizioni: il nostro compito è quello di riportare i principali eventi in Italia. Ciao! Sono Federica, la creatrice di Mostre Oggi.

Mi occupo di arte. Nel senso passionale del termine: il nostro compito è quello di raccogliere tutti gli eventi e le mostre attive nei musei italiani e non solo.

Bellini e Mantegna tornano a “parlarsi” alla Ca’ d’Oro.Un incontro che non avveniva da oltre settant’anni: la Pietà di G...
11/12/2025

Bellini e Mantegna tornano a “parlarsi” alla Ca’ d’Oro.
Un incontro che non avveniva da oltre settant’anni: la Pietà di Giovanni Bellini, appena restaurata, dialoga finalmente con il San Sebastiano di Andrea Mantegna nella Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro.

Due capolavori, due modi opposti di raccontare il dolore.
Bellini lavora sulla luce, sulla delicatezza degli angeli, su una malinconia che scende lenta come un velo.
Mantegna scolpisce il martirio in un corpo teso, eroico, immerso tra rovine antiche.

✨ Mostra dossier dal 21 novembre 2025 al 6 gennaio 2026
👉 Un percorso che proseguirà poi a New York e a Rimini.

Un’occasione irripetibile per vedere da vicino la rinascita della Pietà e riscoprire la potenza drammatica del San Sebastiano.



Alla Ca’ d’Oro di Venezia va in scena un dialogo straordinario tra la Pietà di Giovanni Bellini e il San Sebastiano di Andrea Mantegna.

Roma non è mai stata la città “di marmo bianco” che l’immaginario collettivo tramanda.La mostra “I Colori dell’Antico. M...
10/12/2025

Roma non è mai stata la città “di marmo bianco” che l’immaginario collettivo tramanda.
La mostra “I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini” lo dimostra con un percorso affascinante allestito nelle sale di Palazzo Clementino.

🔸 Oltre 660 campioni di marmi policromi
🔸 Frammenti architettonici, sculture composte e campionari storici
🔸 Strumenti antichi che raccontano il lavoro dei marmorari
🔸 Un documentario dedicato alle cave, alle rotte commerciali e alla politica del colore

Un vero viaggio dall’età romana al Novecento che permette di scoprire come il marmo fosse simbolo di potere, economia e stile.
Una mostra perfetta per chi ama l’archeologia, la storia dell’arte o semplicemente vuole vedere Roma da un’altra prospettiva.

📍 Musei Capitolini – Palazzo Clementino
🕰️ Orari e info su museicapitolini.org


https://www.artenazionale.it/mostre/roma/mostra-colori-antico-marmi-santarelli-musei-capitolini-1442

Un viaggio nei marmi policromi della collezione Santarelli ai Musei Capitolini: oltre 660 campioni, sculture composte, strumenti antichi e percorsi didattici che rivelano il vero colore dell’arte romana. Scopri storia, tecnica e significato dei materiali che hanno costruito l’Impero

✨ Un’idea nata tra i filari di una vigna è diventata uno degli orologi più sorprendenti del nostro tempo.Nel 2012, duran...
10/12/2025

✨ Un’idea nata tra i filari di una vigna è diventata uno degli orologi più sorprendenti del nostro tempo.

Nel 2012, durante una serata nella tenuta di Francis Ford Coppola, una semplice domanda ha acceso la scintilla: “Si può leggere l’ora attraverso una mano meccanica?”
François-Paul Journe non solo ha accettato la sfida, ma l’ha trasformata in un capolavoro.
Nasce così l’FFC Prototype, un orologio che non usa lancette ma un automa articolato che “interpreta” ogni ora con un gesto.

Dopo sette anni di sviluppo, questo pezzo unico ha raggiunto un risultato incredibile all’asta Phillips di New York:
👉 aggiudicato per oltre 10,7 milioni di dollari, il più alto prezzo mai ottenuto da un orologiaio indipendente.

Ma dietro il record c’è una storia complessa: le difficoltà economiche di Coppola dopo il flop di Megalopolis e la decisione di mettere in vendita parte del suo patrimonio, compresi sette orologi da collezione.

L’FFC Prototype non è un semplice oggetto, ma la prova concreta di cosa succede quando cinema, tecnica e immaginazione si fondono.

Un prototipo unico firmato F.P. Journe e ideato con Francis Ford Coppola conquista l’asta di New York raggiungendo oltre 10,7 milioni di dollari

È andata così. Abbiamo visto lo spot in tv e in un lampo aperto la sezione di design e lighting su Artenazionale, speran...
08/12/2025

È andata così. Abbiamo visto lo spot in tv e in un lampo aperto la sezione di design e lighting su Artenazionale, sperando di fare cosa gradita. Oggi partiamo quindi dalla Poldina (e da chi sennò?).

Dalla base a contatto alla regolazione touch, ogni dettaglio di Poldina trasforma la tecnologia in un rituale semplice e naturale

Un evento atteso dagli appassionati di storia dell’arte e collezionismo: il ciclo delle Quattro Stagioni attribuito alla...
07/12/2025

Un evento atteso dagli appassionati di storia dell’arte e collezionismo: il ciclo delle Quattro Stagioni attribuito alla bottega di Giuseppe Arcimboldo è stato venduto da Christie’s per 1,5 milioni di sterline.

Realizzate nel 1573, queste quattro tavole non sono solo esercizi di virtuosismo: incarnano l’immaginario della corte asburgica, dove natura, allegorie e politica formavano un linguaggio visivo unico. Primavera, Estate, Autunno e Inverno diventano volti costruiti con fiori, frutti e rami, metafora delle fasi dell’anno e della vita.

La loro ricomparsa sul mercato internazionale riaccende l’interesse per uno dei progetti artistici più affascinanti del Cinquecento.

👉 Quale stagione racconta meglio l’universo di Arcimboldo secondo te?



Le Quattro Stagioni di Arcimboldo tornano sul mercato: il ciclo della bottega, datato 1573, è stato aggiudicato da Christie’s per 1,5 milioni di sterline

Pantone 2026, il nuovo bianco “Cloud Dancer”, per qualcuno scelta coraggiosa, per altri semplice — comunque una «mezza d...
07/12/2025

Pantone 2026, il nuovo bianco “Cloud Dancer”, per qualcuno scelta coraggiosa, per altri semplice — comunque una «mezza delusione». Minimalismo, silenzio, una tela bianca che divide le opinioni. E tu da che parte stai? 🤍

Per molti è stato nominato un colore senza colore, con il pensiero comune che da Pantone abbiano terminato la tavolozza dei colori. Per altri sarà l’anno di un colore che non vuole farsi vedere e che invece diventa protagonista

Il 5 dicembre 1766 James Christie tenne a Londra la sua prima vendita ufficiale. Non c’erano dipinti da record né gioiel...
06/12/2025

Il 5 dicembre 1766 James Christie tenne a Londra la sua prima vendita ufficiale. Non c’erano dipinti da record né gioielli scintillanti, ma oggetti di uso quotidiano: lenzuola, vasi da notte, ferri da stiro. Un inizio umile, ben lontano dal glamour che oggi associamo al nome Christie’s.

Eppure proprio quel giorno diede il via a una trasformazione sorprendente. Pochi mesi dopo, infatti, Christie organizzò la sua prima asta dedicata interamente ai dipinti, attirando collezionisti, aristocratici e figure della vita culturale londinese. Le sue vendite divennero presto eventi mondani, luoghi in cui arte e società si incontravano.

La storia non è così lineare come sembra: documenti dell’epoca mostrano che Christie operava già prima del 1766, con tracce che risalgono al 1762 e perfino al 1759. Tuttavia, la vendita del 5 dicembre resta la prima con un catalogo ufficiale conservato, per questo è considerata la vera data di fondazione.

Dopo la morte del fondatore nel 1803, l’attività passò al figlio e nel 1823 venne spostata nella sede di King Street, ancora oggi cuore pulsante delle aste londinesi. Con il tempo la società crebbe, cambiò struttura e superò i confini britannici fino a diventare il colosso globale che conosciamo, presente oggi in decine di Paesi.

Quella piccola asta di oggetti domestici si è trasformata, nei secoli, in un punto di riferimento del mercato dell’arte internazionale. Una prova che anche le storie più monumentali spesso iniziano con passi piccoli e silenziosi.

🖼️ Da un lotto di lenzuola a un impero culturale: ecco perché vale la pena ricordare il 5 dicembre.

https://www.artenazionale.it/storia/5-dicembre-data-significativa-christies-1109

Siamo felici di annunciare che il Palazzo Ducale di Mantova arricchisce le sue collezioni con un’opera di grande valore:...
06/12/2025

Siamo felici di annunciare che il Palazzo Ducale di Mantova arricchisce le sue collezioni con un’opera di grande valore: Il Suicidio di Didone di Giuseppe Bottani. Il dipinto, fino a oggi fuori dai circuiti ufficiali, ora torna a far parte del patrimonio museale cittadino, offrendo un tassello fondamentale per conoscere meglio la produzione di Bottani e il percorso artistico di Mantova.

La tela sarà visibile a partire da gennaio 2026 in uno spazio recentemente riallestito: un’occasione da non perdere per gli amanti dell’arte e della storia.

L’opera restituita alla città offre un tassello mancante nella rappresentazione dell’attività di Bottani a Mantova e aggiunge peso al percorso neoclassico del territorio

Roma alla fine del Cinquecento: una città in cerca di rinnovamento, dove due geni della pittura — Michelangelo Merisi da...
06/12/2025

Roma alla fine del Cinquecento: una città in cerca di rinnovamento, dove due geni della pittura — Michelangelo Merisi da e Annibale Carracci — imprimono due direzioni opposte alla storia dell’arte. Da un lato Caravaggio, che con un realismo crudo e teatrale porta sulle tele la vita quotidiana: la luce è tagliente, le ombre profonde, i santi diventano volti reali e imperfetti. Dall’altro , che recupera la grande tradizione rinascimentale con equilibrio, armonia e compostezza, restaurando un’idea di bellezza ideale e stabile. Il loro confronto — spirituale e stilistico — non decreta un vincitore, ma inaugura l’arte barocca, mostrando quanto la pittura possa crescere attraverso la tensione tra ordine e verità.

Due visioni opposte e senza un netto vincitore trasformarono la pittura europea. Caravaggio e Annibale Carracci rivoluzionarono il Seicento con stili contrastanti tra realismo drammatico e classicismo armonico

Nel museo moderno dovremmo ripensare l’accessibilità (non facendone soltanto una questione di barriere). Riflettendoci, ...
03/12/2025

Nel museo moderno dovremmo ripensare l’accessibilità (non facendone soltanto una questione di barriere). Riflettendoci, mi colpisce come la discussione sull’“accessibilità museale” stia finalmente uscend o da un approccio tecnico‑marginale per trasformarsi in una questione culturale e sociale. Non si tratta solo di rampe o ascensori, ma di ripensare come rendere l’arte e la conoscenza davvero fruibili a persone con sensibilità, bisogni e percorsi di vita differenti.

L’articolo cita due esempi virtuosi in Italia: il Museo Egizio di Torino, che ha attivato percorsi multisensoriali, pannelli tattili, audiodescrizioni, lingue dei segni, comunicazione semplificata; e il Museo Omero di Ancona, che da sempre promuove un’esperienza tattile dell’arte, pensando l’opera come corpo da esplorare con mani, tatto, percezione.

Questi modelli dimostrano che l’accessibilità non è un “plus” opzionale per pochi, ma un diritto culturale che può essere realizzato concretamente — con progettualità, creatività e volontà.

⚠️ Allo stesso tempo resta chiaro che l’accessibilità va intesa a 360°, non solo come abbattimento di barriere fisiche. Serve immaginare comunicazione inclusiva, mediazione culturale, pluralità di linguaggi, percorsi diversificati per rispondere alla varietà di bisogni reali.
Per chi lavora nella cultura, nell’arte, nella progettazione di spazi pubblici, questo significa porre al centro una responsabilità nuova: fare dell’accessibilità non un optional, ma un principio fondante.

👉 E tu cosa pensi? Quanto è radicata nel nostro sistema museale — e culturale in generale — una concezione inclusiva dell’accessibilità?

hashtag


https://www.artenazionale.it/news/musei/museo-moderno-ripensare-accessibilita-barriere-984

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