Museo Cappella Sansevero

Museo Cappella Sansevero Cristo velato
Gioiello d'arte barocca nel cuore di Napoli
Molto altro da svelare
(1402)

Situato nel cuore del centro antico di Napoli, il Museo Cappella Sansevero è un gioiello del patrimonio artistico internazionale. Creatività barocca e orgoglio dinastico, bellezza e mistero s’intrecciano creando qui un’atmosfera unica, quasi fuori dal tempo. Con capolavori come il celebre Cristo velato, la cui immagine ha fatto il giro del mondo per la prodigiosa “tessitura” del velo marmoreo, mer

aviglie del virtuosismo come il Disinganno ed enigmatiche presenze come le Macchine anatomiche, la Cappella Sansevero rappresenta uno dei più singolari monumenti che l’ingegno umano abbia mai concepito. Un mausoleo nobiliare, un tempio iniziatico in cui è mirabilmente trasfusa la poliedrica personalità del suo geniale ideatore: Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero.

In pochi, visitando il Museo Ca****la Sansevero oggi, pensano a Raimondo di Sangro come a un inventore di armi. Eppure n...
03/06/2026

In pochi, visitando il Museo Ca****la Sansevero oggi, pensano a Raimondo di Sangro come a un inventore di armi. Eppure nel 1739, negli stessi anni in cui progettava uno dei complessi scultorei più affascinanti d'Europa, il principe di Sansevero ideò un archibugio che non aveva precedenti.

L'arma, infatti, era capace di sparare, a scelta di chi la impugnava, sia a polvere da sparo che ad aria compressa. Ciò che la rendeva davvero straordinaria era era il fatto che tutto questo avveniva con una sola canna, un solo cane, una sola martellina e un unico focone. Nessun meccanismo doppio, nessuna soluzione di compromesso. Un congegno solo, due funzionalità distinte.

A realizzarla materialmente fu l'artigiano Matteo Algaria, su progetto del principe.
Il risultato fu talmente notevole da non restare a lungo tra le mura di palazzo Sansevero: l'archibugio venne donato a Carlo di Borbone, sovrano del Regno di Napoli.

Un episodio che racconta chi fosse davvero Raimondo di Sangro: non solo il committente visionario di capolavori come il Cristo velato o il Disinganno, ma uno sperimentatore instancabile, che si muoveva con la stessa curiosità tra la scultura, la chimica, la meccanica e persino l'arte militare. Un ingegno settecentesco per il quale i confini tra le discipline non esistevano.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits img: Antonio Sebastiani, Ritratto di Carlo di Borbone in abiti da cacciatore, prima metà del XVIII secolo, Museo nazionale di Capodimonte, Napoli.

Il Libro del mese del Museo Ca****la Sansevero è "In casa del principe di Sansevero" di Sergio Attanasio, un volume dedi...
01/06/2026

Il Libro del mese del Museo Ca****la Sansevero è "In casa del principe di Sansevero" di Sergio Attanasio, un volume dedicato alla storia del palazzo, della Ca****la e delle invenzioni di Raimondo di Sangro.

Attraverso documenti, inventari e approfondimenti storici, il libro restituisce il fascino di uno dei protagonisti più straordinari del Settecento napoletano.

Disponibile nel bookshop del museo.

****laSansevero

Tra le più prestigiose istituzioni cavalleresche del Settecento europeo, il Real Ordine di San Gennaro rappresentava la ...
29/05/2026

Tra le più prestigiose istituzioni cavalleresche del Settecento europeo, il Real Ordine di San Gennaro rappresentava la più alta onorificenza del Regno di Napoli. Fondato nel 1738 da re Carlo di Borbone in occasione delle nozze con la principessa Maria Amalia di Sassonia, l'Ordine nasceva come simbolo di fedeltà alla monarchia borbonica e di appartenenza all’élite politica e aristocratica del Regno.

Ordine di collare e considerato di rango pari al Toson d'Oro dei Borbone di Spagna e all'Ordine dello Spirito Santo dei Borbone di Francia, il Real Ordine di San Gennaro aveva come motto "In sanguine foedus", espressione latina che richiama il legame di sangue e di lealtà tra i suoi membri.

Il principe Raimondo di Sangro entrò a far parte dell'Ordine il 6 settembre 1740, ricevendo il titolo di Cavaliere. Un riconoscimento di grande prestigio, che il principe volle rendere evidente anche nella propria iconografia ufficiale: nei suoi ritratti compare infatti con la fascia da cavaliere e con la placca dell'Ordine, simboli della dignità ottenuta presso la corte borbonica, visibili anche nel ritratto realizzato da Francesco De Mura nella metà del XVIII secolo.

L'importanza attribuita a questa onorificenza emerge inoltre dal testamento del 7 agosto 1770, nel quale Raimondo dispose che il collare e le insegne del Real Ordine di San Gennaro fossero restituiti all'Ordine stesso, a testimonianza del profondo valore simbolico e istituzionale che esso continuava a rappresentare.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: Haltadefinizione

Il Monumento a Giovan Francesco di Sangro, primo principe di Sansevero, custodisce la memoria del fondatore del primo nu...
28/05/2026

Il Monumento a Giovan Francesco di Sangro, primo principe di Sansevero, custodisce la memoria del fondatore del primo nucleo della Ca****la Sansevero e rappresenta una delle più importanti testimonianze della storia dinastica della famiglia di Sangro.

Secondo il racconto di Cesare d'Engenio Caracciolo nella celebre Napoli sacra del 1623, fu proprio Giovan Francesco a edificare intorno al 1590 un piccolo sacello destinato, nei secoli successivi, a trasformarsi nella straordinaria Ca****la Sansevero.

Raffigurato in armatura e con atteggiamento severo e solenne, il principe viene celebrato come uomo d'armi e figura di prestigio del panorama militare europeo del suo tempo. Partecipò infatti a numerose campagne in Africa e in Europa e combatté anche nella storica battaglia di Lepanto del 1571.

Attribuito a Giacomo Lazzari e realizzato nella prima metà del XVII secolo, il monumento si distingue per la sobria eleganza dell'impianto compositivo, impreziosito da marmi policromi e pilastri decorati. Un linguaggio monumentale che restituisce il senso di autorevolezza e continuità della dinastia dei principi di Sansevero.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective

Tra le figure che hanno segnato la storia della Ca****la Sansevero, Alessandro di Sangro occupa sicuramente un ruolo cen...
27/05/2026

Tra le figure che hanno segnato la storia della Ca****la Sansevero, Alessandro di Sangro occupa sicuramente un ruolo centrale.

Già cameriere segreto di Papa Gregorio XIV, Alessandro di Sangro intraprende un importante percorso ecclesiastico che lo porta, nel 1604, alla nomina di Patriarca titolare di Alessandria durante il pontificato di Papa Clemente VIII. In seguito viene consacrato vescovo dal Cardinale Camillo Borghese, futuro Papa Paolo V. Proprio sotto il pontificato di Paolo V, il 2 maggio 1616, Alessandro viene nominato Arcivescovo di Benevento, incarico che manterrà fino alla morte, avvenuta il 18 febbraio 1633.

Il suo nome però è legato soprattutto alla trasformazione della Ca****la Sansevero. Come ricorda l'iscrizione posta all'ingresso principale del complesso monumentale, Alessandro di Sangro ricostruisce dalle fondamenta e amplia la "picciola ca****la" fatta edificare dai suoi genitori, Giovan Francesco di Sangro, primo principe di Sansevero, e Adriana Carafa della Spina.

Nel 1608, all'interno della ca****la rinnovata, viene celebrata la prima messa. Da quel momento il luogo assume la funzione di sepolcro destinato ad Alessandro e ai suoi discendenti, diventando il fulcro della memoria familiare della dinastia di Sangro.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective

25 maggio 1753In una lettera pubblicata nelle Novelle letterarie, indirizzata a Giovanni Giraldi, membro dell'Accademia ...
25/05/2026

25 maggio 1753

In una lettera pubblicata nelle Novelle letterarie, indirizzata a Giovanni Giraldi, membro dell'Accademia della Crusca, Raimondo di Sangro descrive per la prima volta il completamento della straordinaria scultura realizzata da Giuseppe Sanmartino.

Il principe racconta la futura collocazione dell'opera al centro del "tempietto" della Ca****la e si sofferma sul dettaglio che più avrebbe meravigliato intere generazioni: il velo trasparente scolpito nello stesso marmo della statua, realizzato con una tale maestria da "ingannare gli occhi de' più accurati osservatori".

La lettera testimonia non solo l'eccezionale talento di Giuseppe Sanmartino, definito da Raimondo "giovine nostro napolitano", ma anche il ruolo centrale del principe nella progettazione iconografica della Ca****la Sansevero.

Questa testimonianza ci permette di comprendere lo stupore che il Cristo velato suscitò già nei suoi contemporanei e contribuisce a raccontare la nascita del mito di uno dei più celebri capolavori della scultura mondiale.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective

Il Monumento a Giovan Francesco di Sangro, quinto Principe di Sansevero, custodisce nel marmo il racconto di una memoria...
21/05/2026

Il Monumento a Giovan Francesco di Sangro, quinto Principe di Sansevero, custodisce nel marmo il racconto di una memoria familiare, politica e spirituale che attraversa la storia del Regno di Napoli.

Realizzato intorno al 1756 e attribuito dalla critica a Francesco Celebrano, il monumento fu voluto da Raimondo di Sangro per onorare il proprio bisnonno, ricordandone la fedeltà alla corona sp****la e il ruolo militare svolto nella difesa di Salerno contro i Francesi e nella repressione di rivolte nel Regno.

L'opera si distingue per l'armonia compositiva e per il forte valore simbolico dei suoi elementi decorativi. Al centro della composizione emerge l'angelo dal volto accorato che sorregge una fiaccola abbassata, tradizionale simbolo funerario che allude alla fine della vita terrena e al dolore della perdita. I motivi arborei e la conchiglia dell'acquasantiera contribuiscono invece a creare un dialogo visivo con l'intero programma iconografico della Ca****la, concepito da Raimondo di Sangro come un complesso racconto dinastico e spirituale.

Dopo la morte della moglie, Giovan Francesco di Sangro scelse infine la vita religiosa, prendendo i voti ecclesiastici in tarda età: una decisione che aggiunge ulteriore profondità umana alla figura celebrata dal monumento.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective

Tra i numerosi intellettuali che, nel corso dell'Ottocento, si confrontarono con la figura di Raimondo di Sangro e con i...
20/05/2026

Tra i numerosi intellettuali che, nel corso dell'Ottocento, si confrontarono con la figura di Raimondo di Sangro e con il fascino della Ca****la Sansevero, vi fu anche Luigi Settembrini, protagonista del Risorgimento italiano e autore delle celebri Lezioni di letteratura italiana.

Patriota democratico, incarcerato per dieci anni dopo i moti del 1848 e successivamente docente presso l'Università di Napoli, Settembrini dedicò alcune pagine della sua opera alla personalità del settimo principe di Sansevero, osservandone con interesse tanto le invenzioni scientifiche quanto il ruolo di mecenate delle arti.

Nelle sue riflessioni compare anche un curioso riferimento alla vita culturale del palazzo dei di Sangro: grazie alla testimonianza relativa al librettista Giambattista Lorenzi, apprendiamo infatti che nelle sale della dimora principesca venivano rappresentate commedie e spettacoli teatrali improvvisati. Un ambiente dinamico e raffinato, in cui arte, sperimentazione e spettacolo convivevano sotto il segno della creatività.

Il giudizio di Settembrini sulla Ca****la Sansevero, tuttavia, si rivela invece molto più articolato. Di fronte al Cristo velato, alla Pudicizia e al Disinganno, il letterato riconosce la straordinaria abilità tecnica degli scultori, ma si interroga sul rapporto tra perfezione formale ed espressione artistica. Secondo la sua sensibilità neoclassica, il virtuosismo del velo marmoreo e della rete scolpita rischiava infatti di prevalere sull'emozione delle figure rappresentate.

Queste osservazioni riflettono pienamente il clima culturale dell'Ottocento e l'ammirazione di Settembrini per Antonio Canova, interprete di un ideale di "semplicità" e armonia ispirato all'antico, contrapposto alla spettacolarità e alla tensione emotiva dell'arte barocca custodita nella Ca****la Sansevero.

Eppure, proprio quelle opere che Settembrini considerava talvolta "artifiziose" continuarono a suscitare meraviglia anche tra i grandi artisti del suo tempo. La tradizione racconta infatti che Canova stesso rimase profondamente colpito dal Cristo velato, tanto da desiderare di poterlo portare con sé.

Le pagine di Luigi Settembrini testimoniano ancora oggi quanto la Ca****la Sansevero sia stata, nei secoli, non soltanto luogo di contemplazione artistica, ma anche spazio di confronto culturale, di interpretazione critica e di continuo dialogo tra epoche, sensibilità e visioni dell’arte.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.

Indirizzo

Via Francesco De Sanctis 19/21
Naples
80134

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 19:00

Telefono

+390815524936

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Museo Cappella Sansevero pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Museo

Invia un messaggio a Museo Cappella Sansevero:

Condividi

Digitare