Museo Cappella Sansevero

Museo Cappella Sansevero Cristo velato
Gioiello d'arte barocca nel cuore di Napoli
Molto altro da svelare
(1400)

Situato nel cuore del centro antico di Napoli, il Museo Cappella Sansevero è un gioiello del patrimonio artistico internazionale. Creatività barocca e orgoglio dinastico, bellezza e mistero s’intrecciano creando qui un’atmosfera unica, quasi fuori dal tempo. Con capolavori come il celebre Cristo velato, la cui immagine ha fatto il giro del mondo per la prodigiosa “tessitura” del velo marmoreo, mer

aviglie del virtuosismo come il Disinganno ed enigmatiche presenze come le Macchine anatomiche, la Cappella Sansevero rappresenta uno dei più singolari monumenti che l’ingegno umano abbia mai concepito. Un mausoleo nobiliare, un tempio iniziatico in cui è mirabilmente trasfusa la poliedrica personalità del suo geniale ideatore: Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero.

Tra il 1813 e il 1822 fu pubblicata a Napoli un'importante impresa editoriale: la Biografia degli uomini illustri del Re...
02/09/2026

Tra il 1813 e il 1822 fu pubblicata a Napoli un'importante impresa editoriale: la Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli, una raccolta in otto volumi dedicata alle personalità che, dall'età della Magna Grecia fino al XIX secolo, si erano distinte nei territori dell'antico Regno borbonico per il loro contributo alla politica, alla filosofia, alla letteratura, alle scienze e alle arti.

L'intento dichiarato dai compilatori era quello di costruire un «monumento perenne alla gloria della nazione». Nelle pagine dell'opera si incontrano così figure lontanissime nel tempo e nei campi di attività: da Zenone di Elea a Gaetano Filangieri, da Aristosseno di Taranto ad Antonio Genovesi.

In una simile galleria di personalità illustri non poteva mancare Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero.

Il profilo a lui dedicato, firmato da un abate Volo del quale conosciamo poco, è particolarmente interessante perché testimonia come la figura del principe fosse raccontata e interpretata all'inizio dell'Ottocento, alcuni decenni dopo la sua morte. La biografia ripercorre brevemente la sua esistenza, soffermandosi soprattutto sul suo ingegno e sulla sua attività di inventore e sperimentatore.

Tra gli episodi narrati ne emerge uno legato agli anni della formazione romana. Ancora giovane studente, Raimondo avrebbe ideato il modello di un palco mobile destinato a differenti utilizzi. Secondo quanto racconta Volo, l'invenzione gli sarebbe stata suggerita in sogno da un anziano personaggio che si sarebbe presentato con il nome di Archimede.

Il racconto, che sembra essere stato appreso direttamente dall'ambiente familiare del principe, è particolarmente significativo. Il riferimento al grande matematico e inventore dell'antichità contribuisce infatti a costruire una sorta di genealogia simbolica dell'ingegno di Raimondo di Sangro, presentando la sua vocazione per la meccanica e l'invenzione come una qualità manifestatasi fin dalla giovinezza.

L'abate Volo propone inoltre una precisa interpretazione della personalità, rileggendo i suoi interessi, scritti e studi filosofici come strumenti destinati alla conoscenza e alla confutazione delle dottrine ritenute erronee.

Questa prospettiva rivela quanto la figura del principe di Sansevero fosse già oggetto di interpretazioni differenti e quanto fosse complesso, anche per i suoi biografi, ricondurre in un'unica definizione la vastità dei suoi interessi.

La Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli conserva inoltre uno dei pochi ritratti noti di Raimondo di Sangro. Nell'incisione il principe è rappresentato con la fascia a tracolla e la croce sul petto del Real Ordine di San Gennaro, prestigioso cavalierato del quale era stato insignito il 6 settembre 1740.

Come accade per gli altri protagonisti dell'opera, sotto il ritratto compare una breve qualifica destinata a identificare il personaggio. Per Raimondo di Sangro la scelta è eloquente: «Celebre Meccanico e Fisico».

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.

Per il nostro Libro del mese scegliamo Lumen – Cristo velato, il volume dedicato al progetto fotografico di Nino Miglior...
01/09/2026

Per il nostro Libro del mese scegliamo Lumen – Cristo velato, il volume dedicato al progetto fotografico di Nino Migliori ispirato al capolavoro di Giuseppe Sanmartino.

Attraverso la luce delle candele, dettagli e prospettive inattese, la fotografia instaura un nuovo dialogo con la materia scolpita e con la straordinaria trasparenza del velo.

Disponibile nel bookshop del Museo.

«Non so se sia più da ammirare o la bizzarria del soggetto, o il brio con cui è trattato...»Con queste parole, Andrea Al...
31/08/2026

«Non so se sia più da ammirare o la bizzarria del soggetto, o il brio con cui è trattato...»

Con queste parole, Andrea Alamanni descrive al principe Raimondo di Sangro la Lettera Apologetica, dopo averne letto più della metà.

La lettera testimonia l'interesse e l'ammirazione che l'opera suscitava già prima della sua pubblicazione, avvenuta nel 1751. Raimondo di Sangro affronta temi scientifici e filosofici e difende con forza le proprie ricerche, confermando quella curiosità intellettuale e quella tensione verso la conoscenza che caratterizzano la sua figura.

La testimonianza di Alamanni è più di un elogio personale, rappresenta una traccia preziosa della fortuna e dell'autorevolezza che la Lettera Apologetica conquistò fin dalla sua prima diffusione nel panorama culturale del Settecento.

Una pagina della storia del principe di Sansevero che ci aiuta a comprendere ancora meglio la sua straordinaria personalità.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: Haltadefinizione

Riuscite a riconoscere un monumento del Museo Ca****la Sansevero da un dettaglio?Credits ph: 327 Collective
28/08/2026

Riuscite a riconoscere un monumento del Museo Ca****la Sansevero da un dettaglio?

Credits ph: 327 Collective

Dal latino Genius, indica lo spirito tutelare che, secondo la tradizione antica, accompagnava l'uomo dalla nascita alla ...
27/08/2026

Dal latino Genius, indica lo spirito tutelare che, secondo la tradizione antica, accompagnava l'uomo dalla nascita alla morte o proteggeva una famiglia, una città o un popolo. Nel corso dei secoli, la parola genio ha assunto nuovi significati: inclinazione naturale, talento, capacità creativa e, nel linguaggio dell'arte, anche figura allegorica capace di personificare virtù, idee, sentimenti o particolari avvenimenti.
È proprio quest'ultima accezione a collegare la parola al Disinganno di Francesco Queirolo, realizzato tra il 1753 e il 1754 per il progetto iconografico di Raimondo di Sangro all'interno della Ca****la Sansevero.

Al centro del gruppo scultoreo un uomo cerca di liberarsi dalla complessa rete che lo avvolge, simbolo del peccato e degli errori della vita. Ad aiutarlo è proprio un genietto alato, raffigurato con una piccola fiamma sulla fronte: un dettaglio tutt'altro che ornamentale, che rappresenta l'intelletto umano.
Il genietto indica inoltre il globo terrestre ai piedi dell'uomo, simbolo delle passioni e degli attaccamenti mondani dai quali egli deve liberarsi. Il percorso rappresentato è dunque quello dal vincolo alla libertà, dall'errore alla consapevolezza.

Nell'opera, quindi, il genio personifica quella facoltà interiore che, attraverso l'intelletto e la conoscenza, può guidare l'uomo verso la verità.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective

A partire dalla metà degli anni ’30 del Settecento e fino al 1771, la Ca****la Sansevero e la residenza di Raimondo di S...
26/08/2026

A partire dalla metà degli anni ’30 del Settecento e fino al 1771, la Ca****la Sansevero e la residenza di Raimondo di Sangro furono al centro di un articolato e duraturo progetto artistico, culturale e architettonico. Un cantiere in continua attività, alimentato dalla visione di un nobile colto e innovatore, e animato da decine di professionisti: architetti, scultori, pittori, stuccatori, falegnami e perfino cariglionieri.

Il Principe di Sansevero si rivelò un mecenate generoso ma estremamente esigente, attento a ogni dettaglio tecnico e simbolico. Le numerose fonti d’archivio testimoniano contratti precisi, clausole puntuali e, non di rado, contrasti con gli stessi artisti.

Tra i principali collaboratori si ricordano Antonio Corradini, chiamato nel 1750 a dirigere i lavori della Ca****la, seguito da Francesco Queirolo, e infine da Francesco Celebrano, a cui furono affidate le fasi conclusive. Accanto a loro, operarono figure di rilievo come Giuseppe Sanmartino, autore del Cristo velato, Paolo Persico, poi attivo anche alla Reggia di Caserta, e il pittore Francesco Russo, autore della volta affrescata.

Ma al di sopra di ogni intervento artistico si impone la figura del Principe stesso, che guidò con coerenza e visione l’intero programma iconografico e simbolico. Il risultato è un unicum: un’opera d’arte , europea nello spirito, profondamente moderna nell’idea di committenza come atto intellettuale e creativo.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.

Credits ph: 327 Collective

All'interno della Ca****la Sansevero, ogni scultura è parte di un articolato progetto iconografico nel quale immagini, s...
24/08/2026

All'interno della Ca****la Sansevero, ogni scultura è parte di un articolato progetto iconografico nel quale immagini, simboli e riferimenti culturali contribuiscono a costruire molteplici livelli di lettura. È il caso della Sincerità, realizzata da Francesco Queirolo tra il 1754 e il 1755 e dedicata a Carlotta Gaetani, moglie di Raimondo di Sangro.

L'ideazione dell'opera si deve ad Antonio Corradini, che ne aveva realizzato un bozzetto, mentre l'esecuzione del gruppo marmoreo fu affidata al Queirolo.
Lo scultore interpreta il soggetto con un gusto personale, trasformando il modello tradizionale della virtù in una composizione nella quale i simboli assumono significati ulteriori.

Al centro dell'opera si trova una donna dalla serena bellezza, avvolta in un elegante panneggio. Nella mano sinistra tiene un cuore, simbolo di amore e ca**tà; nella destra impugna invece un caduceo, la v***a attorno alla quale si attorcigliano due serpenti. Se nella tradizione classica il caduceo è attributo di Hermes o Mercurio, nel contesto della Ca****la Sansevero richiama la coincidentia oppositorum, l'unione degli opposti, rappresentati simbolicamente dallo zolfo e dal mercurio.

Ai piedi della figura compaiono un putto e due colombe. Queste ultime rimandano a purezza, fedeltà coniugale e fertilità, ma possono essere interpretate anche alla luce del linguaggio alchemico: l'albedo, fase di purificazione della materia.

L'intera composizione mostra come il progetto del principe di Sansevero sappia reinterpretare i modelli dell'iconologia tradizionale, a partire da quella di Cesare Ripa, attraverso l'inserimento di nuovi simboli e allusioni.

La Sincerità di Francesco Queirolo è quindi molto più della rappresentazione di una virtù: è un esempio della straordinaria complessità del programma decorativo della Ca****la Sansevero, dove arte, filosofia, simbolismo danno vita ad un unico racconto.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective

Tra i numerosi dettagli che impreziosiscono le opere del Museo Ca****la Sansevero, anche un semplice oggetto può raccont...
20/08/2026

Tra i numerosi dettagli che impreziosiscono le opere del Museo Ca****la Sansevero, anche un semplice oggetto può raccontare una storia lunga secoli.
È il caso del galèro, termine che deriva dal latino galerus e che, nell'antichità, indicava un copricapo a forma di calotta, generalmente in cuoio, utilizzato da campagnoli, cacciatori e guerrieri. Con il passare del tempo il significato della parola si è evoluto, fino a designare il caratteristico cappello delle alte gerarchie ecclesiastiche, come cardinali e vescovi, riconoscibile per la sua forma e per i cordoni con fiocchi laterali.

Nella Ca****la Sansevero, il galèro compare nella statua di Sant'Oderisio, realizzata da Francesco Queirolo nel 1756. Il santo è raffigurato inginocchiato in un intenso atteggiamento di raccoglimento, mentre il copricapo cardinalizio è deposto accanto a lui, sopra un cuscino. Questo elemento è un dettaglio che ne identifica la dignità ecclesiastica e contribuisce alla lettura dell'opera.

La scultura si distingue per la raffinata resa del panneggio e per la vivacità della modellazione, caratteristiche che testimoniano la straordinaria abilità di Queirolo. Insieme al monumento dedicato a Santa Rosalia, essa ricorda due figure fondamentali della storia della famiglia di Raimondo di Sangro e si inserisce nel più ampio progetto celebrativo concepito dal principe per onorare la propria stirpe.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: 327 Collective

Il monumento funerario dedicato a Paolo di Sangro, quarto principe di Sansevero, rappresenta uno dei vertici della scult...
19/08/2026

Il monumento funerario dedicato a Paolo di Sangro, quarto principe di Sansevero, rappresenta uno dei vertici della scultura napoletana del XVII secolo e testimonia l'alto livello artistico raggiunto dalla Ca****la Sansevero già prima dell'intervento settecentesco di Raimondo di Sangro.

Realizzato nel 1642, il monumento è oggi attribuito allo scultore carrarese Giulio Mencaglia, affiancato dal marmoraio Berardino Landini, grazie ai documenti che hanno consentito di ricostruirne con precisione la genesi. La ricchezza cromatica dei marmi, l'eleganza delle decorazioni, i trofei militari scolpiti a bassorilievo, i mascheroni e la complessa architettura della composizione fanno di quest'opera uno dei più raffinati esempi della cultura figurativa napoletana del Seicento.

La storia del monumento è altrettanto affascinante. Originariamente collocato accanto all'altare maggiore, contribuiva alla perfetta simmetria dei quattro monumenti funerari della famiglia di Sangro. Nel Settecento venne trasferito nella posizione che occupa ancora oggi durante il grande progetto di rinnovamento promosso da Raimondo di Sangro. Successivamente, il crollo di parte della controfacciata della Ca****la nel 1889 causò probabilmente la perdita di alcuni elementi architettonici, modificando in parte l'aspetto originario dell'opera.

Pur avendo attraversato quasi quattro secoli di storia, il monumento conserva intatta la propria forza espressiva. La qualità della scultura e la ricchezza continuano ancora oggi a renderlo una delle opere più significative della Ca****la Sansevero.

Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.
Credits ph: Haltadefinizione

Indirizzo

Via Francesco De Sanctis 19/21
Naples
80134

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 19:00

Telefono

+390815524936

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