02/09/2026
Tra il 1813 e il 1822 fu pubblicata a Napoli un'importante impresa editoriale: la Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli, una raccolta in otto volumi dedicata alle personalità che, dall'età della Magna Grecia fino al XIX secolo, si erano distinte nei territori dell'antico Regno borbonico per il loro contributo alla politica, alla filosofia, alla letteratura, alle scienze e alle arti.
L'intento dichiarato dai compilatori era quello di costruire un «monumento perenne alla gloria della nazione». Nelle pagine dell'opera si incontrano così figure lontanissime nel tempo e nei campi di attività: da Zenone di Elea a Gaetano Filangieri, da Aristosseno di Taranto ad Antonio Genovesi.
In una simile galleria di personalità illustri non poteva mancare Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero.
Il profilo a lui dedicato, firmato da un abate Volo del quale conosciamo poco, è particolarmente interessante perché testimonia come la figura del principe fosse raccontata e interpretata all'inizio dell'Ottocento, alcuni decenni dopo la sua morte. La biografia ripercorre brevemente la sua esistenza, soffermandosi soprattutto sul suo ingegno e sulla sua attività di inventore e sperimentatore.
Tra gli episodi narrati ne emerge uno legato agli anni della formazione romana. Ancora giovane studente, Raimondo avrebbe ideato il modello di un palco mobile destinato a differenti utilizzi. Secondo quanto racconta Volo, l'invenzione gli sarebbe stata suggerita in sogno da un anziano personaggio che si sarebbe presentato con il nome di Archimede.
Il racconto, che sembra essere stato appreso direttamente dall'ambiente familiare del principe, è particolarmente significativo. Il riferimento al grande matematico e inventore dell'antichità contribuisce infatti a costruire una sorta di genealogia simbolica dell'ingegno di Raimondo di Sangro, presentando la sua vocazione per la meccanica e l'invenzione come una qualità manifestatasi fin dalla giovinezza.
L'abate Volo propone inoltre una precisa interpretazione della personalità, rileggendo i suoi interessi, scritti e studi filosofici come strumenti destinati alla conoscenza e alla confutazione delle dottrine ritenute erronee.
Questa prospettiva rivela quanto la figura del principe di Sansevero fosse già oggetto di interpretazioni differenti e quanto fosse complesso, anche per i suoi biografi, ricondurre in un'unica definizione la vastità dei suoi interessi.
La Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli conserva inoltre uno dei pochi ritratti noti di Raimondo di Sangro. Nell'incisione il principe è rappresentato con la fascia a tracolla e la croce sul petto del Real Ordine di San Gennaro, prestigioso cavalierato del quale era stato insignito il 6 settembre 1740.
Come accade per gli altri protagonisti dell'opera, sotto il ritratto compare una breve qualifica destinata a identificare il personaggio. Per Raimondo di Sangro la scelta è eloquente: «Celebre Meccanico e Fisico».
Museo Ca****la Sansevero, molto altro da svelare.