29/05/2026
Nell’ambito del ciclo Notizie da Capodimonte, promosso da Amici di Capodimonte di Ets al Museo e Real Bosco di Capodimonte, il professore Francesco Caglioti ci ha parlato di una scultura poco nota del Museo.
Nel 2004 l’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha acquistato per il Museo di Capodimonte, sul mercato antiquario, un bel busto marmoreo di un uomo nella sua prima maturità, con attribuzione al maggiore scultore napoletano di primo Cinquecento, Girolamo Santacroce, e un’ipotesi di identificazione del soggetto con il patrizio napoletano Francesco Poderico.
Il professore Caglioti attraverso l’analisi stilistica, i documenti e la ricostruzione dei contesti ha invece dimostrato che il soggetto è Giampietro Crivelli, orafo lombardo attivo a Roma nel Cinquecento.
Il busto proviene dalla sua tomba, che è tuttora preservata nel complesso romano della chiesa di Santa Lucia del Gonfalone ed è opera dello scultore Matteo Pellizzone da Milano, noto ai suoi giorni come Matteo Lombardo.
Questo scultore è autore di un importante corpus di lavori monumentali in marmo (sepolcri, altari, busti) realizzati prima a Roma e poi a Napoli nel primo quarto del Cinquecento.
Fra di essi spicca la celebre effigie inginocchiata del cardinale Oliviero Carafa, protagonista figurativo del Succorpo nel Duomo di Napoli.