01/08/2026
Giovedì 20 agosto alle 20,30, presso la nostra Pinacoteca si terrà un laboratorio gratuito dal titolo "ABITARE L’INCERTEZZA" a cura di Caterina Trerotola.
Il laboratorio è un dispositivo di ricerca e sperimentazione etnografica che invita i partecipanti a interrogare il proprio rapporto con l'incertezza attraverso immagini, memoria, narrazione e pratiche quotidiane. Pensato come un progetto itinerante, sarà attivato in diversi contesti per raccogliere una pluralità di esperienze e costruire un archivio collettivo.
Il percorso si ispira all'antropologia di Ernesto de Martino e, in particolare, al concetto di presenza: la capacità di mantenersi attivamente nel mondo grazie a pratiche culturali che aiutano ad attraversare momenti di precarietà, perdita e trasformazione. Il laboratorio non propone finalità terapeutiche né risposte predefinite, ma favorisce una riflessione condivisa sulle strategie quotidiane con cui ciascuno affronta l'incertezza.
LA PARTECIPAZIONE È GRATUITA E RIVOLTA A TUTTE E TUTTI DAI 15 ANNI IN SU.
La scelta di coinvolgere persone di età e provenienze differenti nasce dal desiderio di favorire un confronto tra esperienze eterogenee e di costruire uno spazio realmente inclusivo.
Il workshop costituisce la parte di ricerca attiva e indagine sul campo per la tesi di laurea magistrale di Caterina Trerotola in Visual Culture – Didattica dell’arte, per il corso di Antropologia culturale e dell’arte, presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze.
Relatrice: Prof.ssa Marina Brancato
Relatore laboratoriale: Prof. Simone Derai
Struttura del laboratorio:
1. MEMORIA E NARRAZIONE
Il laboratorio si apre con un momento di condivisione dedicato ai ricordi d'infanzia legati a paure, rituali, regole e consigli ricevuti: fiabe, credenze familiari, pratiche religiose o scolastiche. La memoria diventa un accesso indiretto all'esperienza dell'incertezza e apre uno spazio di confronto senza richiedere confessioni personali immediate.
2. FIGURAZIONE DELLA PAURA
Ogni partecipante è invitato a dare forma alla propria paura senza utilizzare parole. Non è richiesto un disegno realistico: la paura può manifestarsi come un colore, un animale, un paesaggio, una macchia, un simbolo o una figura indefinita. L'immagine diventa un primo gesto di esternalizzazione dell'esperienza: ciò che era indistinto assume una forma osservabile e condivisibile. Chi lo desidera può presentare il proprio disegno al gruppo.
3. PRATICHE DI ORIENTAMENTO
In un secondo momento, su un foglio separato e in forma anonima, ciascun partecipante annota un gesto, un'abitudine o una pratica che utilizza per affrontare momenti di incertezza. Immagine e scrittura rimangono volutamente distinte: la prima restituisce la forma della paura, la seconda raccoglie le strategie con cui le persone costruiscono continuità nella propria esperienza.
4. MAPPATURA COLLETTIVA
I materiali prodotti vengono disposti nello spazio e progressivamente raggruppati dal gruppo secondo affinità spontanee, senza categorie prestabilite. Attraverso il dialogo prende forma una mappa relazionale in cui paure, immagini e pratiche rivelano connessioni inattese e mostrano la dimensione collettiva di esperienze spesso percepite come individuali.
Per info e prenotazioni: 3887585483
Caterina Trerotola (2000) si forma in Didattica e Comunicazione dell’Arte tra Napoli e Firenze, dove è laureanda magistrale in Visual Culture presso l’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca unisce la progettazione educativa allo sguardo antropologico, con un'attenzione specifica alle pratiche partecipative, alla mediazione dei linguaggi contemporanei e alla creazione di spazi di confronto orizzontali. Ha collaborato, nell'ambito di percorsi di tirocinio, con il Dipartimento Educazione delle Gallerie degli Uffizi e il Murate Art District, oltre a operare in contesti di supporto sociale e scolastico.