Le testimonianze dell’attività estrattiva nella zona risalgono all’epoca etrusca, ma la miniera di Camporciano fu intensamente utilizzata soprattutto nell’800, quando arrivò ad essere la miniera di rame più importante d’Europa. Le strutture attualmente visibili e visitabili risalgono proprio a questo periodo, quando, a testimonianza dell’importanza economica del sito, Montecatini fu meta di francesi, tedeschi, russi, belgi giunti qui per lavorare nella miniera e dirigerne le attività. La sala d’ingresso alla miniera, con busti e pietre commemorative, ricorda proprietari, direttori e visitatori illustri. La Miniera, che rimase attiva fino al 1907 fu protagonista di una delle principali tappe dello sviluppo industriale italiano, in quanto proprio qui nacque il grande gruppo della chimica Montedison. La visita guidata dell’area mineraria è un’esperienza da non perdere per adulti e bambini, con tutta la suggestione di un viaggio al centro della terra. Basti pensare che il reticolo delle gallerie si estendeva per circa 35 chilometri, fino a una profondità di 315 metri. I visitatori possono percorrere solo alcune gallerie e osservare le discenderie, con la scalinata che porta a 120 metri sotto terra. Particolare fascino ha la “Pancia della Balena”, una galleria scavata nella roccia in cui è possibile ammirare ancora le centine in ferro utilizzate per mettere in sicurezza il lavoro di scavo. La galleria può essere percorsa fino all’incrocio con il pozzo Alfredo, attraverso il quale venivano portati in superficie i materiali scavati, con un sistema di cestelli alimentati dalla macchina a vapore. Gran parte di questo sistema è ancora visibile sulla sommità del colle, dove, simile a un castelletto, si erge ancora la torre del pozzo.