26/05/2025
, viaggio nella luce del mare e dell’intelligenza.
Con il suo consueto passo lieve ma profondo, Enrica Simonetti ci accompagna in un viaggio dentro la luce di Molfetta, quel chiarore cangiante che il mare restituisce ogni giorno come uno specchio d’anima, difficile da catturare ma impossibile da dimenticare. Un viaggio che non è solo geografico, ma soprattutto interiore, fatto di storia, scienza e memorie intrecciate.
Enrica ha scelto di raccontare la figura di Giuseppe Saverio Poli, scienziato e intellettuale del Settecento, molfettese di nascita ma cittadino del mondo, che studiava le conchiglie come se fossero frammenti di un universo più vasto. Nella sua casa affacciata sul porto, oggi recuperata grazie all’impegno della sua famiglia, Poli accumulava saperi, ceramiche, reperti, testi e mappe. Oggi quel patrimonio ritorna alla luce grazie a una nuova consapevolezza culturale e alla ristampa del suo prezioso manuale di malacologia dalla Biblioteca Nazionale di Parigi.
Ma nel racconto evocato da Simonetti, che attraversa la scienza e la poesia marina, si inseriscono naturalmente anche altri elementi. Molfetta è una città che ha pianto e vissuto con il mare: lacrime e sangue sparsi per gli oceani del mondo, uomini partiti e mai tornati, storie di tragedie, guerre e migrazioni. Da Salvemini a Don Tonino Bello, fino a Riccardo Muti e alle bande musicali delle processioni, la città ha sempre generato visioni e vocazioni che andavano oltre l’orizzonte.
Eppure, accanto a questo filo eterno che lega la città all’acqua, va ricordata anche la terraferma, quella che oggi regge una solida economia fatta di ingegno e innovazione. Se l’anima è nel mare, il corpo produttivo della Molfetta moderna si espande grazie a un sistema imprenditoriale che si è affermato a livello internazionale. E qui spicca Exprivia, azienda di punta nel settore IT, simbolo di una nuova rete di imprese capaci di dialogare con il mondo senza dimenticare le proprie radici.
Non si può parlare di Molfetta senza menzionare la sua grande ospitalità: uomini e donne che all’alba scrutano ancora il mare, che lo salutano come si fa con un parente lontano. Vecchi marinai diventati sapienti commentatori da banchina, testimoni silenziosi di storie che il vento porta via, ma che restano impresse negli occhi di chi sa ascoltare.
Il viaggio che ci propone Enrica è un invito a fermarsi, a guardare indietro per capire come andare avanti. E allora anche noi lo continuiamo, aggiungendo voci e sfumature: quelle di una città viva, forte, complessa, che ha il mare negli occhi e il futuro nelle mani.
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