Villa Cella - Dimora Storica & Museo dell'Aria

Villa Cella - Dimora Storica & Museo dell'Aria Villa Cella, dimora storica a Milano, è lo scrigno del Museo dell'Aria. Un tributo al genio di Forlanini e all'epopea del volo.

Un luogo dove la storia incontra l'innovazione e la bellezza spicca il volo. ✨ Location per eventi / Museo Enrico Forlanini
Via Novara 89 20153 Milano.

03/09/2026

𝐒𝐚𝐧 𝐒𝐢𝐫𝐨 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞
𝑍𝑜𝑛𝑎 𝑆𝑎𝑛 𝑆𝑖𝑟𝑜 · 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑙𝑢𝑑𝑖𝑜 1 𝑑𝑖 4

Prima di proseguire, uno sguardo al quartiere che dà il nome al primo tratto dell'asse. La San Siro popolare è il Quadrilatero: il quartiere di case popolari nato negli anni Trenta attorno a piazzale Selinunte, con il perimetro che tocca via Paravia, la nostra tappa quattro (Wikipedia, voce «San Siro (Milano)»). Il concorso per progettarlo fu bandito dall'Istituto per le case popolari il primo marzo 1932 (Lombardia Beni Culturali) e in origine contava circa seimila alloggi a canone sociale (rapporto Sicet-Cisl, 2022).
Un dettaglio riguarda tutta la serie: il confine meridionale del quartiere San Siro è proprio Via Novara (Wikipedia). La dorsale che stiamo percorrendo, per un pezzo, è la linea di confine di casa nostra.

𝐈𝐧 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐞:
• Il Quadrilatero nasce negli anni Trenta attorno a piazzale Selinunte
• In origine circa 6.000 alloggi popolari
• Via Novara è il confine sud del quartiere

San Siro: fatti, non voci. 🗞️



Fonti: rilievo «La dorsale di Via Novara», 6 agosto 2026, su dati OpenStreetMap / Overpass API. Wikipedia, voce «San Siro (Milano)»; Lombardia Beni Culturali (concorso 1932); Sicet-Cisl, rapporto sul Quadrilatero, 2022.

✈️ 𝗜𝗹 𝘀𝗮𝗹𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗲𝗹𝗶: 𝗻𝗼𝘃𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝘂𝗰𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗿𝗶𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲𝐷𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙'𝑜𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑛𝑎 𝑑𝑖 𝐵𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑐'𝑒𝑟𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜...
03/09/2026

✈️ 𝗜𝗹 𝘀𝗮𝗹𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗲𝗹𝗶: 𝗻𝗼𝘃𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝘂𝗰𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝗿𝗶𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲
𝐷𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙'𝑜𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑛𝑎 𝑑𝑖 𝐵𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑐'𝑒𝑟𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑎𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑖𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑜, 𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑐𝑢𝑐𝑖𝑟𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑣𝑜𝑙𝑢𝑐𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑒𝑟𝑜𝑛𝑎𝑣𝑖

🧭 Il contesto
Un dirigibile semirigido è, per la maggior parte del suo volume, un enorme sacco di tessuto gommato che deve tenere il gas senza perderlo e senza strapparsi. Cucirlo non è un dettaglio: è il mestiere. E per cucirlo serve una superficie piana grande quanto l'involucro disteso.

🛠️ Cosa ha fatto
Forlanini costruì a Baggio, a partire dalla fine del 1914, uno stabilimento lungo oltre cento metri con reparti specializzati. Al centro c'era il «salone dei teli»: 90 metri per 16, alto 8, con una balconata sospesa di 80 metri per 4 senza alcun sostegno a terra — così il pavimento restava completamente libero. In questa fotografia si vedono le capriate lignee, il parquet lucido e i teli dell'involucro stesi ad asciugare la colla.

🌍 Perché ci riguarda oggi
È architettura industriale progettata attorno a un processo, non attorno a una facciata. Lo stesso ragionamento che oggi si fa per le camere bianche o per i capannoni delle pale eoliche: prima si definisce cosa deve succedere dentro, poi si tira su l'edificio. Nel 1914, a Milano, qualcuno già lo faceva.

💡 Lo sapevi che…
Il taglio e la cucitura si facevano con macchine Singer, e nelle fotografie d'epoca dell'archivio si vedono operaie e operai al lavoro fianco a fianco lungo tutto il salone. Un reparto tessile dentro una fabbrica aeronautica: probabilmente il mestiere meno raccontato di tutta la storia dei dirigibili.

🛩️ L'eredità
Quella sala esiste ancora, restaurata, in via San Giusto 85 a Milano, con la sua balconata sospesa. È uno dei pochissimi luoghi in cui si può stare fisicamente dentro la fabbrica dei dirigibili di Forlanini.

❓ Ti aspettavi che il reparto più grande di una fabbrica di dirigibili fosse quello delle macchine da cucire?

📌 In breve
• Lo stabilimento di Baggio, costruito dalla fine del 1914, era lungo oltre 100 metri.
• Il «salone dei teli» misurava 90 × 16 × 8 metri, con una balconata sospesa di 80 × 4 metri senza sostegni a terra.
• Serviva a tagliare e cucire gli involucri dei dirigibili; l'edificio esiste ancora in via San Giusto 85.



Fonti:
- https://web.archive.org/web/2017*/http://officineleonardo.com/storia/il-protagonista.html
- http://www.viasangiusto85.it/milano/
- https://web.archive.org/web/2016*/http://www.villacella.com/il-museo-enrico-forlanini/

✈️ 𝗘𝘂𝗴𝗲𝗻𝗶𝗼 𝗖𝗮𝘀𝗮𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲, 𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝑂𝑔𝑔𝑖, 3 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒, 𝑛𝑒𝑙 1892 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑣𝑎 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑖𝑙 𝑝𝑖𝑙𝑜𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑖𝑑𝑟𝑜𝑣𝑜𝑙𝑎𝑛...
03/09/2026

✈️ 𝗘𝘂𝗴𝗲𝗻𝗶𝗼 𝗖𝗮𝘀𝗮𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲, 𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮
𝑂𝑔𝑔𝑖, 3 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒, 𝑛𝑒𝑙 1892 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑣𝑎 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑖𝑙 𝑝𝑖𝑙𝑜𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑖𝑑𝑟𝑜𝑣𝑜𝑙𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑢𝑠𝑡𝑟𝑖𝑎𝑐𝑖 𝑣𝑜𝑙𝑒𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖

🧭 Chi era
Uscito dall'Accademia Navale di Livorno, guardiamarina nel 1914, Eugenio Casagrande finisce dove l'Italia aveva più bisogno e meno gloria da distribuire: sugli idrovolanti dell'Adriatico. Non abbatteva aerei nemici. Faceva una cosa più scomoda e più rischiosa: andava a prendere le persone.

🛠️ Cosa ha fatto
Nel novembre 1917 è il primo comandante della 264ª Squadriglia Idrovolanti di Ancona; da fine gennaio 1918 comanda la 253ª. Nell'estate del 1918 porta a termine sedici missioni per recuperare informatori oltre le linee nemiche: ammarare di notte in acque controllate dall'avversario, caricare un uomo, ripartire. Per quelle sedici missioni riceve la Medaglia d'Oro al Valor Militare per motu proprio del Re, e con essa il titolo di Conte di Villaviera — dal tratto di laguna di Caorle dove aveva ammarato tante volte.

🌍 Perché ci riguarda oggi
Il soccorso aereo marittimo, oggi, è una delle cose per cui l'Aeronautica Militare è conosciuta: elicotteri che vanno a prendere qualcuno in mare, spesso di notte, spesso con il tempo sbagliato. Quel mestiere comincia con equipaggi come il suo, su macchine di legno e tela che ammaravano al buio senza radio e senza radar.

💡 Lo sapevi che…
Le sue missioni davano così fastidio che le autorità austriache misero sulla sua testa una taglia di ventimila corone. È il complimento più sinistro che un avversario possa fare. Nel 1919-1920 partecipò poi all'impresa di Fiume con D'Annunzio, e nel 1925 provò a organizzare una traversata atlantica in idrovolante — due anni prima di Lindbergh — che non arrivò mai a decollare.

🛩️ L'eredità
Casagrande vola sull'acqua, e sull'acqua l'Italia ha un antenato preciso: Enrico Forlanini, che dal 1898 sperimentava aliscafi sul Lago Maggiore e tra il 1904 e il 1906 brevettava l'idròttero, un natante a superfici portanti. Da quella radice nascono gli idrovolanti italiani, gli studi di Alessandro Guidoni sul siluro lanciato dall'aria, e la scuola che porterà l'Italia a vincere la Coppa Schneider.

❓ Salvare qualcuno o abbattere un aereo: secondo voi perché la memoria collettiva ricorda molto più i secondi?

📌 In breve
• Eugenio Casagrande, conte di Villaviera (Roma, 3 settembre 1892 – Venezia, 1 dicembre 1957): pioniere dell'aviazione navale italiana.
• Estate 1918: sedici missioni di recupero di informatori oltre le linee nemiche in idrovolante → Medaglia d'Oro al Valor Militare e titolo di Conte di Villaviera.
• Primo comandante della 264ª Squadriglia Idrovolanti di Ancona (novembre 1917), poi della 253ª.
• Gli austriaci offrirono ventimila corone di taglia per catturarlo.



Fonti:
- https://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Casagrande
- https://italianiinguerra.wordpress.com/2019/03/14/20-000-corone-di-taglia-per-il-tenente-di-vascello-pilota-eugenio-casagrande/
- https://www.combattentiliberazione.it/movm-grande-guerra-1915-1918/casagrande-di-villa-viera-eugenio
- https://storia.camera.it/deputato/eugenio-casagrande-di-villaviera-18920903/interventi

Ritratto: Massimop — licenza CC BY-SA 3.0 · fonte Wikimedia Commons

03/09/2026

𝐕𝐢𝐚 𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐏𝐚𝐫𝐚𝐯𝐢𝐚
𝐿𝑎 𝑑𝑜𝑟𝑠𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑉𝑖𝑎 𝑁𝑜𝑣𝑎𝑟𝑎 · 𝑖𝑛𝑛𝑒𝑠𝑡𝑜 4 𝑑𝑖 31

Pier Alessandro Paravia (1797-1857), letterato dalmata. La sua via chiude il gruppo di innesti della San Siro popolare: quattro in meno di trecento metri (rilievo del 6 agosto 2026).

𝐈𝐧 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐞:
• P.A. Paravia (1797–1857), letterato dalmata
• Tratto: San Siro popolare · CAP 20148
• Innesto: 45.46895 N, 9.12719 E

San Siro: fatti, non voci. 🗞️



Fonti: rilievo «La dorsale di Via Novara», 6 agosto 2026, su dati OpenStreetMap / Overpass API.

✈️ 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻 𝗚𝗹𝘂𝘀𝗵𝗸𝗼, 𝗶𝗹 𝗳𝘂𝗼𝗰𝗼 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗼 𝗦𝗽𝘂𝘁𝗻𝗶𝗸𝑂𝑔𝑔𝑖, 2 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒, 𝑛𝑒𝑙 1908 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑣𝑎 𝑎 𝑂𝑑𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑙'𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢ì 𝑖 𝑚𝑜𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑐...
02/09/2026

✈️ 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻 𝗚𝗹𝘂𝘀𝗵𝗸𝗼, 𝗶𝗹 𝗳𝘂𝗼𝗰𝗼 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗼 𝗦𝗽𝘂𝘁𝗻𝗶𝗸
𝑂𝑔𝑔𝑖, 2 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒, 𝑛𝑒𝑙 1908 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑣𝑎 𝑎 𝑂𝑑𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑙'𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢ì 𝑖 𝑚𝑜𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑙'𝑈𝑛𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑆𝑜𝑣𝑖𝑒𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑎𝑟𝑟𝑖𝑣ò 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑝𝑎𝑧𝑖𝑜

🧭 Chi era
A quattordici anni legge Jules Verne e decide che il suo mestiere sarà mandare cose oltre l'atmosfera. È una di quelle biografie in cui la vocazione arriva prestissimo e non cambia mai. Valentin Petrovič Gluško passerà sessant'anni a fare una cosa sola, e a farla meglio di chiunque altro: bruciare propellente liquido in modo controllato.

🛠️ Cosa ha fatto
Fonda la scuola sovietica dei motori a propellente liquido al Gas Dynamics Laboratory di Leningrado, con i primi ORM all'inizio degli anni Trenta. Poi arrivano i motori che contano davvero: gli RD-107 e RD-108 del razzo R-7, quelli che nell'ottobre 1957 spingono in orbita lo Sputnik e nel 1961 Gagarin. Più tardi firma l'RD-170, tra i motori a razzo più potenti mai costruiti, e dal 1974 prende la guida dell'intero programma spaziale sovietico, portando avanti il gigante Energia e la navetta Buran.

🌍 Perché ci riguarda oggi
I discendenti diretti dei suoi motori — l'RD-180, l'RD-191 — hanno spinto lanciatori russi e americani fino a pochi anni fa. Quando si dice che l'accesso allo spazio dipende ancora da scelte tecniche fatte negli anni Cinquanta, si parla di roba come questa: un motore ben progettato sopravvive a chi lo ha progettato e spesso al Paese che lo ha commissionato.

💡 Lo sapevi che…
Negli anni Trenta finì dentro nelle purghe staliniane e continuò a progettare motori da detenuto, in una šaraška, uno di quei laboratori-prigione dove il regime teneva al lavoro gli ingegneri che gli servivano. E per decenni ebbe con Sergej Korolëv — già in archivio — una rivalità tecnica e personale feroce: due uomini che si detestavano e senza i quali, insieme, l'URSS non sarebbe arrivata nello spazio.

🛩️ L'eredità
Il filo che porta a Forlanini passa dai dirigibili. Konstantin Tsiolkovskij, il padre teorico dell'astronautica che nel database celebriamo il 17 settembre, progettava dirigibili interamente metallici quando immaginava i razzi; in Italia Gaetano Arturo Crocco, uomo dei dirigibili, diventa il padre dell'astronautica nazionale. Il volo più leggero dell'aria e la corsa allo spazio sono lo stesso albero, e alla sua base c'è la generazione di Forlanini.

❓ Vi viene in mente un altro caso in cui due rivali che si detestavano hanno prodotto, insieme, qualcosa di storico?

📌 In breve
• Valentin Glushko (Odessa, 2 settembre 1908 – Mosca, 10 gennaio 1989): massimo progettista sovietico di motori a razzo a propellente liquido.
• Motori RD-107 e RD-108 del razzo R-7: portarono in orbita lo Sputnik (1957) e Gagarin (1961).
• RD-170/RD-171: tra i motori a razzo più potenti mai costruiti; dal 1974 diresse NPO Energia (programma Energia-Buran).
• Arrestato nelle purghe staliniane, progettò motori da detenuto in una šaraška.



Fonti:
- https://en.wikipedia.org/wiki/Valentin_Glushko
- https://www.britannica.com/biography/Valentin-Petrovich-Glushko
- https://en.scientificrussia.ru/articles/113-let-so-dna-rozdenia-v-p-glusko-osnovopoloznika-otecestvennogo-zidkostnogo-raketnogo-dvigatelestroenia

✈️ A settembre le Frecce Tricolori tornano a colorare i cieli d'Italia.Ma prima dei grandi piloti, qualcuno insegnò all'...
02/09/2026

✈️ A settembre le Frecce Tricolori tornano a colorare i cieli d'Italia.

Ma prima dei grandi piloti, qualcuno insegnò all'Italia a volare. Quel qualcuno fu Enrico Forlanini, ingegnere milanese e pioniere del volo: nel 1877 costruì un elicottero a vapore capace di sollevarsi da terra, poi i dirigibili che dal 1909 solcarono i cieli di Milano, e infine gli idrotteri, gli antenati degli aliscafi, sperimentati sull'acqua.

Proprio per questo l'esibizione del 5 settembre a Desenzano, sul Garda, ha un sapore speciale: dove oggi le Frecce disegnano scie sopra il lago, un secolo fa Forlanini studiava come far "volare" le barche sull'acqua.

👉 Scorri il carosello per scoprire tutti gli appuntamenti del mese e la storia del genio che rese possibile tutto questo.

📅 Gli eventi di settembre 2026:
🔹 05.09 — Desenzano del Garda · Esibizione
🔹 06.09 — Monza · Sorvolo (GP F1)
🔹 12.09 — Jesolo · Esibizione
🔹 18.09 — Gardone Val Trompia · Sorvolo (500 anni Beretta)
🔹 27.09 — Salerno · Esibizione

(Programma soggetto a variazioni: fai riferimento ai canali ufficiali dell'Aeronautica Militare.)

Per maggiori informazioni visita anche www.villacella.it

✈️ 𝗟𝗮 𝗳𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶 𝗱𝗶 𝗕𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝑁𝑒𝑙 1907 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒 𝑙𝑎 𝑆𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡à 𝐿𝑒𝑜𝑛𝑎𝑟𝑑𝑜 𝑑𝑎 𝑉𝑖𝑛𝑐𝑖: 𝑎 𝑜𝑣𝑒𝑠𝑡 𝑑𝑖 𝑀𝑖𝑙𝑎𝑛𝑜,...
01/09/2026

✈️ 𝗟𝗮 𝗳𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝗴𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗶 𝗱𝗶 𝗕𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼
𝑁𝑒𝑙 1907 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒 𝑙𝑎 𝑆𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡à 𝐿𝑒𝑜𝑛𝑎𝑟𝑑𝑜 𝑑𝑎 𝑉𝑖𝑛𝑐𝑖: 𝑎 𝑜𝑣𝑒𝑠𝑡 𝑑𝑖 𝑀𝑖𝑙𝑎𝑛𝑜, 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑐'𝑒𝑟𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑎𝑔𝑛𝑎, 𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑖𝑛𝑐𝑖𝑎 𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑒𝑟𝑜𝑛𝑎𝑣𝑖

🧭 Il contesto
Il catalogo che Forlanini stampò nel novembre 1916 lo dice con parole sue: «La Società Leonardo da Vinci è stata fondata nel 1907». Alcune ricostruzioni divulgative anticipano al 1906 l'avvio delle officine sul sito di Baggio; noi seguiamo il documento aziendale. In ogni caso siamo a Milano ovest, dove allora c'erano cascine, fontanili e la Piazza d'Armi Nuova.

🛠️ Cosa ha fatto
Le Officine Leonardo da Vinci sorsero su un terreno di quasi mezzo chilometro quadrato, delimitato dalle attuali via Novara — che allora era la strada per Vercelli — e via delle Forze Armate. Hangar e officina stavano a nord-ovest, all'incrocio tra le odierne via San Giusto e via Domokos, alle spalle di quello che oggi è l'ospedale San Carlo Borromeo. Nel luglio 1914 Forlanini firmò con l'Amministrazione Militare l'accordo per l'uso del cantiere aeronautico di Baggio, con facoltà di erigere hangar sul suolo demaniale, e dalla fine di quell'anno costruì lo stabilimento.

🌍 Perché ci riguarda oggi
Quella campagna oggi è città. Il Museo dell'Aria di Villa Cella sta esattamente lì, in via Novara: agli inizi del Novecento Villa Cella e le Officine Leonardo da Vinci erano le due sole grandi costruzioni di quel territorio agricolo. Camminare in quelle strade significa attraversare, senza accorgersene, il primo distretto aeronautico milanese.

💡 Lo sapevi che…
Le «Officine Leonardo da Vinci» di Forlanini non hanno nulla a che vedere con l'odierna Leonardo S.p.A., l'ex Finmeccanica ridenominata nel 2016: è pura omonimia, e il nostro archivio lo registra proprio per evitare l'equivoco. Il riferimento di Forlanini era il Leonardo dei codici e della vite aerea, non un gruppo industriale.

🛩️ L'eredità
Il campo di volo di Baggio prese il nome di aerodromo «Remo La Valle», dal capitano dirigibilista caduto il 23 luglio 1917, e con quel nome compare ancora nelle schede dell'Istituto Luce del 1931. La pista non c'è più. L'edificio dell'officina, invece, è ancora in piedi.

❓ Sapevi che a Milano ovest, dove oggi passi in auto, si costruivano dirigibili?

📌 In breve
• La Società Leonardo da Vinci fu fondata nel 1907, secondo il catalogo aziendale del novembre 1916.
• Le officine sorgevano a Baggio, tra le attuali via Novara e via delle Forze Armate, presso la Piazza d'Armi Nuova.
• Il campo di volo fu intitolato «Remo La Valle», capitano dirigibilista caduto il 23 luglio 1917.



Fonti:
- https://web.archive.org/web/2017*/http://officineleonardo.com/storia/
- https://www.giorgiouberti.com/storia-baggio/
- https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_d%27Armi_(Milano)
- https://www.milanocittastato.it/evergreen/dirigibili-baggio-storia-eccellenza-completamente-dimenticata/

01/09/2026

Aprire una sede a Milano non deve per forza voler dire firmare un affitto lungo anni.

In un business centre gli spazi sono già pronti e la gestione dell’immobile è inclusa. Se l’attività cresce prendi più spazio, se cambia ti adatti: niente traslochi, niente pensieri.

Per una PMI, un professionista o un’azienda che apre una filiale in città, spesso è semplicemente la strada più comoda.

Vuoi capire se fa al caso tuo? Scrivici dal modulo contatti su vianovara89.it.

01/09/2026

𝐕𝐢𝐚 𝐕𝐚𝐥 𝐁𝐫𝐞𝐠𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚
𝐿𝑎 𝑑𝑜𝑟𝑠𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑉𝑖𝑎 𝑁𝑜𝑣𝑎𝑟𝑎 · 𝑖𝑛𝑛𝑒𝑠𝑡𝑜 3 𝑑𝑖 31

Il nome arriva dalla Val Bregaglia, la valle che scende dai Grigioni verso Chiavenna. Siamo ancora nel tratto della San Siro popolare. Nella toponomastica di questa parte dell'asse le valli e le acque tornano spesso: ne riparleremo (rilievo del 6 agosto 2026).

𝐈𝐧 𝐛𝐫𝐞𝐯𝐞:
• La Val Bregaglia, fra i Grigioni e Chiavenna
• Tratto: San Siro popolare · CAP 20147
• Innesto: 45.46828 N, 9.12868 E

San Siro: fatti, non voci. 🗞️



Fonti: rilievo «La dorsale di Via Novara», 6 agosto 2026, su dati OpenStreetMap / Overpass API.

✈️ 𝗘𝗻𝗴𝗲𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁 𝗭𝗮𝘀𝗰𝗵𝗸𝗮, 𝗹'𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗼𝗹𝗲𝘃𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗹𝗲𝘃𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗴𝗶𝗿𝗼𝘀𝗰𝗼𝗽𝗶𝗼𝑂𝑔𝑔𝑖, 1 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒, 𝑛𝑒𝑙 1895 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑣𝑎 𝑎 𝐹𝑟𝑖𝑏𝑢𝑟𝑔𝑜 𝑖𝑛 𝐵𝑟...
01/09/2026

✈️ 𝗘𝗻𝗴𝗲𝗹𝗯𝗲𝗿𝘁 𝗭𝗮𝘀𝗰𝗵𝗸𝗮, 𝗹'𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗼𝗹𝗲𝘃𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗹𝗲𝘃𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗴𝗶𝗿𝗼𝘀𝗰𝗼𝗽𝗶𝗼
𝑂𝑔𝑔𝑖, 1 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒, 𝑛𝑒𝑙 1895 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑣𝑎 𝑎 𝐹𝑟𝑖𝑏𝑢𝑟𝑔𝑜 𝑖𝑛 𝐵𝑟𝑖𝑠𝑔𝑜𝑣𝑖𝑎 𝑙'𝑖𝑛𝑔𝑒𝑔𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑣ò 𝑎 𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑒𝑙𝑖𝑐𝑜𝑡𝑡𝑒𝑟𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙'𝑖𝑛𝑒𝑟𝑧𝑖𝑎, 𝑚𝑒𝑧𝑧𝑜 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑖𝑐𝑟𝑜𝑐ℎ𝑖𝑝

🧭 Chi era
Engelbert Zaschka lavorava come si lavorava allora: da solo, in officina, con le mani. Nato a Friburgo in Brisgovia nel 1895, non aveva un'azienda dietro, non aveva commesse militari, non aveva un ufficio tecnico. Aveva un problema che lo ossessionava — come si tiene ferma in aria una macchina che si solleva con dei rotori — e la testardaggine per continuare a girargli attorno per trent'anni.

🛠️ Cosa ha fatto
Il 19 giugno 1926 deposita il brevetto DE 573961: lo chiama Hubschraubenflugzeug, letteralmente «aeroplano a elica portante». Due rotori, e un giroscopio che serve a due cose insieme: stabilizzare la macchina e accumulare energia per accompagnare la discesa se il motore si ferma. L'anno dopo, a Berlino, lo costruisce davvero. La macchina pesa circa 360 chili e il rotore gira intorno ai cento giri al minuto: si stacca da terra. Non è un elicottero come lo intendiamo oggi, ma non è più un disegno.

🌍 Perché ci riguarda oggi
Il problema che Zaschka affrontava nel 1926 è esattamente quello che ogni drone risolve oggi mentre lo tiriamo fuori dalla custodia: un velivolo a rotori è instabile per natura, e qualcosa deve correggerlo cento volte al secondo. Noi ci mettiamo una piattaforma inerziale e un algoritmo. Lui ci mise dell'acciaio che girava.

💡 Lo sapevi che…
Nel 1929, sempre a Berlino, progettò un'automobile a tre ruote che si smontava in tre sezioni in venti minuti — pensata per stare in uno spazio dove un'auto non entra. Quel progetto influenzò la Dymaxion di Buckminster Fuller. E l'11 luglio 1934, all'aeroporto di Tempelhof, volò per una ventina di metri a forza di gambe, senza aiuto al decollo, su un monoplano con un'apertura alare di venti metri. Il volo muscolare tornerà a essere preso sul serio soltanto nel 1977, con il Gossamer Condor.

🛩️ L'eredità
Il volo verticale ha un albero genealogico che parte da lontano: nel 1877, a Milano, Enrico Forlanini fa alzare da terra il suo modello di elicottero a vapore, il primo a riuscirci. Da lì la corsa passa per Cornu, Breguet, D'Ascanio, e arriva ai tedeschi come Zaschka e Focke. Quello che accomuna Forlanini e Zaschka non è solo il rotore: è il modo di lavorare. Un ingegnere, un'officina, nessuno a cui rendere conto.

❓ Meglio il genio solitario in officina o la squadra con il budget? Nella storia del volo hanno vinto entrambi, a turno — voi da che parte state?

📌 In breve
• Engelbert Zaschka (Friburgo in Brisgovia, 1 settembre 1895 – 26 giugno 1955): ingegnere tedesco, pioniere dell'elicottero e del volo a propulsione muscolare.
• 19 giugno 1926: brevetto DE 573961 dell'Hubschraubenflugzeug, due rotori più giroscopio stabilizzatore; prototipo costruito e sollevato da terra nel 1927 a Berlino.
• 1929: automobile a tre ruote smontabile in venti minuti, che influenzò la Dymaxion di Buckminster Fuller.
• 11 luglio 1934: circa venti metri di volo a propulsione muscolare a Tempelhof, senza decollo assistito.



Fonti:
- https://en.wikipedia.org/wiki/Engelbert_Zaschka
- https://handwiki.org/wiki/Biography:Engelbert_Zaschka
- http://scihi.org/rotary-plane-engelbert-zaschka/
- https://www.wikidata.org/wiki/Q62498

Indirizzo

Via Novara 89
Milan
20153

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