Memoriale della Shoah Milano

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Memoriale della Shoah Milano Attorno al Binario 21, luogo simbolo della Shoah in Italia, si sviluppa il progetto del Memoriale
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21/10/2026

L’uso della polizia in tempi di guerra: alcuni elementi per conoscere la storia della Gestapo in 30 secondi

20/10/2026

LE TEORIE DEL COMPLOTTO: DALLA STORIA ALLA RETE

Perché le teorie del complotto continuano a diffondersi? Dalla propaganda del Novecento ai social media, un ciclo di incontri per esplorare le radici storiche e le trasformazioni del complottismo, tra antisemitismo, disinformazione e politica.

📅 20 ottobre 2026, ore 18.00

Primo incontro – Le teorie del complotto nella Storia contemporanea: dai Savi di Sion a oggi

Con Marco Cuzzi, Giulia Maria Isabella Lami, Germano Maifreda (Università degli Studi di Milano) e Milena Santerini (Vicepresidente del Memoriale della Shoah di Milano).

🔗 Scopri il programma completo: https://www.memorialeshoah.it/notizia/alle-radici-delle-teorie-del-complotto-tra-contemporaneita-web-e-umberto-eco/

16/10/2026

16 ottobre 1943, siamo nel centro di Roma, e oltre 1200 persone spariscono nel nulla in soli 20 minuti. Quel rastrellamento, noto come “La Razzia”, segna una ferita per la città.

Accadde oggi - 16 ottobre 1943 | Il ghetto di Roma viene rastrellato. Storia di Enzo Camerino, il superstite più giovane...
16/10/2026

Accadde oggi - 16 ottobre 1943 | Il ghetto di Roma viene rastrellato. Storia di Enzo Camerino, il superstite più giovane: «Da allora dico “ja” anziché “sì”»

16 ottobre 1943, alle ore 5:30 circa del mattino la storia della capitale viene stravolta per sempre: truppe scelte dalle SS e ORPO (la polizia d’ordine nazista) - in diretta collaborazione con la Repubblica Sociale Italiana - invadono le vie del ghetto ebraico, seminando terrore e violenza per quasi nove ore. Agli arresti seguirà, appena quarantotto ore dopo, la deportazione per 1023 innocenti. Solo una minima percentuale tra loro potrà fare ritorno a casa, il più giovane è Enzo Camerino.
Enzo ha solo quattordici anni durante il “sabato nero”, nome col quale viene tutt’oggi ricordata questa giornata, ma è già un lavoratore – le leggi razziste italiane del 1938 sono costate al padre l’allontanamento dal suo impiego, il ragazzo perciò - lasciata la scuola - trova un incarico in barberia. La “razzia” del ‘43 colpisce tutta la sua famiglia, che viene catturata in viale delle Milizie. Deportato, sopravviverà a Birkenau, Buchenwald e alle punizioni corporali nel sottocampo di Jawischowitz. Dei suoi cari, solamente suo fratello riuscirà faticosamente a fare ritorno a Roma insieme a lui. La sua preziosa attività da testimone, condotta con coraggio e forza fino agli ultimi giorni di vita, come ha più volte ricordato, è rivolta in particolar modo alle generazioni più giovani perché «Ciò che ci è successo potrebbe ancora succedere». Di seguito, un estratto del suo straziante intervento a La7 a settant’anni dal rastrellamento: «Appena sceso dal treno, ho visto i tedeschi con i cani. Ci hanno diviso e marchiato con un numero, da lì abbiamo smesso di essere persone [...] Quando mio padre un giorno è caduto a terra, un nazista, invece di aiutarlo, lo ha ucciso a calci [...] Dico ancora “ja” anziché “sì”, avendo dovuto imparare il tedesco nel campo, nonostante un giorno mi sia detto “basta col tedesco, adesso imparo l’inglese”».

© Fotografia di Gianni Pinnizzotto, da Associazione Graffiti APS

Accadde oggi | “Se questo è un uomo” viene (con difficoltà) pubblicato: «Fate di non subire nelle vostre case ciò che a ...
11/10/2026

Accadde oggi | “Se questo è un uomo” viene (con difficoltà) pubblicato: «Fate di non subire nelle vostre case ciò che a noi viene inflitto qui»

“Se questo è un uomo” di Primo Levi rappresenta non solo uno dei capitoli fondamentali della trasmissione della memoria della Shoah in Italia ma anche uno dei classici della letteratura internazionale dell’intero Novecento – come conferma l’inserimento nella prestigiosa selezione “I 100 libri del secolo” a cura di Le Monde. Un testo necessario, citato molte volte dalla Senatrice a vita Liliana Segre, tutt’oggi lettissimo e parte dei programmi scolastici del Paese ma che non tutti conoscono per la sua complessa vicenda editoriale.

È l'11 ottobre 1947 quando l’opera viene pubblicata dalla casa editrice torinese Francesco Da Silva, fondata e diretta dall’autore (e partigiano) Franco Antonicelli. Sarà solo nel 1958, dopo due clamorosi rifiuti, che Giulio Einaudi Editore deciderà di inserirla nella sua celebre collana “I Coralli”. Si tratta di un ritardo che ancora oggi stride, considerato lo storico impegno dell’azienda per la promozione di scrittrici e scrittori legati all’antifascismo come Ada Gobetti, Renata Viganò e Italo Calvino. Dietro questa decisione, riporta il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, si celerebbe l’ambizione «a pubblicare libri che guardassero al futuro di un Paese da ricostruire» e un «pregiudizio contro le memorie di lager».

Fortunatamente, il tempo ha dato ragione alla visione di Antonicelli e nel corso dei decenni “Se questo è un uomo” si è confermato un capolavoro decisivo per il racconto di ciò che Sami Modiano, anch’egli superstite di Auschwitz, ha più volte ha definito «ciò che gli occhi non dovrebbero mai vedere».

Accadde oggi | Muore Oskar Schindler, il “salvatore indimenticabile”: «Me l’ha chiesto la coscienza e l’ho fatto. Tutto ...
09/10/2026

Accadde oggi | Muore Oskar Schindler, il “salvatore indimenticabile”: «Me l’ha chiesto la coscienza e l’ho fatto. Tutto qui»

Moriva oggi, 9 ottobre 1974, Oskar Schindler: imprenditore tedesco e Giusto tra le nazioni. La sua storia di coraggio e integrità, a difesa degli ebrei e delle ebree perseguitate dal nazismo, diviene nota al grande pubblico attraverso la pubblicazione del romanzo vincitore del Booker Prize “La Lista” (Hodder and Stoughton, 1982) di Thomas Keneally ma soprattutto tramite l’adattamento cinematografico “Schindler’s List” di Steven Spielberg – pellicola vincitrice di sette premi Oscar nel 1993, anno d’uscita nelle sale.

Sono più di mille le persone da lui salvate, impiegate - per sottrarle alle deportazioni - come proprie lavoratrici in fabbrica: prima nella D.E.F. - Deutsche Emailwarenfabrik in Polonia e poi nella Arbeitslager Brünnlitz in Repubblica Ceca. Ben 220 tra di loro lo accoglieranno nel 1962 - per ringraziarlo - all’aeroporto di Lydda, un momento storico e carico di umanità. La stessa che emerge da una delle dichiarazioni più semplici e schiette di Schindler: «Odiavo la brutalità, il sadismo e la follia del nazismo. Non potevo restare a guardare mentre delle persone venivano distrutte. Ho fatto ciò che potevo, ciò che dovevo fare, ciò che la mia coscienza mi imponeva di fare. Tutto qui».

Per approfondire la persona dietro l’eroe, vi consigliamo la lettura di “Una voce dal silenzio” (Barbès, 2008) di Emilie Pelzl - collaboratrice dell’imprenditore nello straordinario «salvataggio di oltre 1300 ebrei», come lei stessa scrive.

08/10/2026

Parliamo di… teorie del complotto! Un ciclo di incontri pensato per analizzarle e raccontarle - trovate i dettagli sul nostro sito, vi aspettiamo per il primo appuntamento martedì 20 ottobre alle 18.00.

Le teorie del complotto: dalla storia alla retePerché le teorie del complotto continuano a diffondersi? Da dove nascono ...
06/10/2026

Le teorie del complotto: dalla storia alla rete

Perché le teorie del complotto continuano a diffondersi? Da dove nascono e come cambiano nell’epoca di internet e dei social?

Il Memoriale della Shoah di Milano propone tre incontri per ripercorrere la storia della mentalità complottista, dalle sue radici nel Novecento alle forme contemporanee, fino al rapporto tra complotto, linguaggio e letteratura. Un percorso tra storia, informazione e cultura per capire come nascono e si diffondono queste narrazioni e come orientarsi di fronte alla disinformazione.

📌 20 ottobre, ore 18.00
Le teorie del complotto nella Storia contemporanea: dai Savi di Sion ad oggi
Con Marco Cuzzi, Giulia Maria Isabella Lami, Germano Maifreda e Milena Santerini.

📌 9 novembre, ore 18.00
Tra internet e cappellini di alluminio: le teorie del complotto nella rete
Modera Simone Disegni. Intervengono Leonardo Bianchi, Lorenzo Montali e Milena Santerini.

📌 2 dicembre, ore 18.00
Complotti, linguaggio e letteratura: sulle tracce di Umberto Eco
Con Stefano Bartezzaghi e Anna Maria Lorusso.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Prenotazione consigliata: [email protected]

Maggiori informazioni: https://www.memorialeshoah.it/notizia/alle-radici-delle-teorie-del-complotto-tra-contemporaneita-web-e-umberto-eco/

Lo sapevi che? | L’Italia invade l’Etiopia, saranno più di 50.000 le uccisioni. Storia del vescovo-partigiano Abuna Petr...
05/10/2026

Lo sapevi che? | L’Italia invade l’Etiopia, saranno più di 50.000 le uccisioni.
Storia del vescovo-partigiano Abuna Petros

L’Italia fascista si macchia in Etiopia di atroci crimini di guerra, come l’impiego di armi chimiche - tra le quali l’iprite e il fosgene. Il saggio “I gas di Mussolini” (Editori Riuniti, 1996) dello storico Angelo Del Boca, del quale ricorrono quest’anno cinque anni dalla sua scomparsa, rappresenta una lettura necessaria per comprendere il colonialismo del regime e decostruire il falso mito (lungamente creduto) degli «italiani brava gente». É il 3 ottobre del 1935 quando gli uomini di Emilio del Bono, già quadrumviro della marcia su Roma, attaccano sul fronte nord; a sud le truppe sono invece capitanate da Rodolfo Graziani, mandante dell’ignobile bombardamento dell’ospedale di Dolo - al confine con la Somalia. All’offensiva, durata 8 mesi, segue l’occupazione dello Stato - che durerà fino al 1941. I tentativi di resistenza della popolazione, condotti dagli Arbegnuoc (traducibile dall’amarico con “patrioti”), saranno costantemente spenti nel sangue ma neppure la popolazione civile verrà risparmiata dalle stragi.

Oggi trasmettiamo la memoria di Abuna Petros, vescovo-partigiano ed eroe nazionale etiope – presente nei territori sotto assedio, per soccorrere i feriti, già a inizio invasione. Il suo attivismo, al fianco dei resistenti, gli costerà l’arresto nel 1936: un processo lampo lo condanna alla fucilazione - eseguita, per umiliarlo, all’esterno della Cattedrale di Addis Abeba. I discorsi di Petros non saranno però mai dimenticati dalla popolazione, come la sua storia: quella di un uomo che non augurava la risposta violenta contro il fuoco nemico ma il dialogo e l’incontro per riscoprire la pace.

Indirizzo

Piazza Edmond Safra 1 (già Via Ferrante Aporti 3)
Milan
20127

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