16/10/2026
Accadde oggi - 16 ottobre 1943 | Il ghetto di Roma viene rastrellato. Storia di Enzo Camerino, il superstite più giovane: «Da allora dico “ja” anziché “sì”»
16 ottobre 1943, alle ore 5:30 circa del mattino la storia della capitale viene stravolta per sempre: truppe scelte dalle SS e ORPO (la polizia d’ordine nazista) - in diretta collaborazione con la Repubblica Sociale Italiana - invadono le vie del ghetto ebraico, seminando terrore e violenza per quasi nove ore. Agli arresti seguirà, appena quarantotto ore dopo, la deportazione per 1023 innocenti. Solo una minima percentuale tra loro potrà fare ritorno a casa, il più giovane è Enzo Camerino.
Enzo ha solo quattordici anni durante il “sabato nero”, nome col quale viene tutt’oggi ricordata questa giornata, ma è già un lavoratore – le leggi razziste italiane del 1938 sono costate al padre l’allontanamento dal suo impiego, il ragazzo perciò - lasciata la scuola - trova un incarico in barberia. La “razzia” del ‘43 colpisce tutta la sua famiglia, che viene catturata in viale delle Milizie. Deportato, sopravviverà a Birkenau, Buchenwald e alle punizioni corporali nel sottocampo di Jawischowitz. Dei suoi cari, solamente suo fratello riuscirà faticosamente a fare ritorno a Roma insieme a lui. La sua preziosa attività da testimone, condotta con coraggio e forza fino agli ultimi giorni di vita, come ha più volte ricordato, è rivolta in particolar modo alle generazioni più giovani perché «Ciò che ci è successo potrebbe ancora succedere». Di seguito, un estratto del suo straziante intervento a La7 a settant’anni dal rastrellamento: «Appena sceso dal treno, ho visto i tedeschi con i cani. Ci hanno diviso e marchiato con un numero, da lì abbiamo smesso di essere persone [...] Quando mio padre un giorno è caduto a terra, un nazista, invece di aiutarlo, lo ha ucciso a calci [...] Dico ancora “ja” anziché “sì”, avendo dovuto imparare il tedesco nel campo, nonostante un giorno mi sia detto “basta col tedesco, adesso imparo l’inglese”».
© Fotografia di Gianni Pinnizzotto, da Associazione Graffiti APS