Gilda Contemporary Art

Gilda Contemporary Art Galleria d’arte contemporanea che promuove mostre, happening, incontri, workshop, rassegne di vide Una nuova galleria d’arte.

Una piattaforma per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea nazionale e internazionale dove si terranno mostre, happening, incontri, workshop, rassegne di videoarte e presentazioni di libri e riviste. Tutto questo è Gilda Contemporary Art, la nuova realtà culturale di Milano situata nel cuore più antico della città, in via San Maurilio 14, nel quartiere delle 5 Vie.

ɪᴛ | Una mostra nata dalle ferite del presente, dove memoria, materia e trasformazione si intrecciano in un racconto int...
26/08/2026

ɪᴛ | Una mostra nata dalle ferite del presente, dove memoria, materia e trasformazione si intrecciano in un racconto intimo e collettivo.

Florencia Martinez porta negli spazi di Gilda Contemporary Art un universo fatto di tessuti, stratificazioni e tracce: ciò che è stato scartato torna a vivere, diventando memoria, fragilità e possibilità di ricomposizione.

Un invito a fermarsi, osservare e attraversare le immagini del nostro tempo con uno sguardo nuovo.

I Diari del Cigno Nero di Florencia Martinez
24 settembre – 24 novembre 2026
Gilda Contemporary Art · Via San Maurilio 14, Milano

ᴜᴋ | A show born from the wounds of the present, where memory, matter, and transformation intertwine in an intimate and collective narrative.

Florencia Martinez brings to the spaces of Gilda Contemporary Art a universe shaped by fabrics, layers, and traces: what has been discarded comes back to life, becoming memory, fragility, and the possibility of reassembly.

An invitation to pause, observe, and experience the images of our time through a new lens.

The Black Swan Diaries / I Diari del Cigno Nero by Florencia Martinez
24 September – 24 November 2026
Gilda Contemporary Art · Via San Maurilio 14, Milano

ɪᴛ | Sulle note di “The Way We Were” di Barbra Streisand, abbiamo ripercorso la stagione 2025/26 della galleria. Una sta...
25/08/2026

ɪᴛ | Sulle note di “The Way We Were” di Barbra Streisand, abbiamo ripercorso la stagione 2025/26 della galleria. Una stagione dalle mille sfaccettature, capace di riempire le sale di linguaggi e forme d’arte diverse, e di restituirci, ancora una volta, il senso più profondo dell’arte: la sua diversità, nella grandezza che la rende unica.

Ora è tempo di una nuova stagione, di nuove visioni e di nuova arte da vivere insieme a Gilda Contemporary Art.

ᴜᴋ | To the notes of “The Way We Were” by Barbra Streisand, we looked back on Gilda Contemporary Art’s 2025/26 season. A season of countless facets, bringing together different artistic languages and forms, and reminding us once again of the deepest meaning of art: its diversity, and the greatness that makes it unique.

Now it is time for a new season, new visions, and new art to experience together with Gilda Contemporary Art.

ɪᴛ | L’ultimo allestimento di Gilda Contemporary Art è stato dedicato alle due mostre “Antigone” e “A corredo”, un’occas...
23/08/2026

ɪᴛ | L’ultimo allestimento di Gilda Contemporary Art è stato dedicato alle due mostre “Antigone” e “A corredo”, un’occasione per riempire ogni spazio della galleria.

Al piano terra, “Antigone” di Ilaria Margutti ha portato nella galleria una riflessione sul femminile come forza generativa e sul ricamo come pratica di pensiero, relazione e trasformazione.

Attraverso il filo, l’artista ha costruito un percorso sospeso tra visibile e invisibile, presenza e assenza, in cui la lentezza diventa una condizione necessaria per lasciare emergere nuove forme di senso.

Al primo piano, “A corredo” di Silvia Trappa si sviluppa come una riflessione sulla memoria, sulla lentezza e sulla capacità della materia di custodire ciò che il tempo lascia dietro di sé.

Ceramica, tessuto ed elementi naturali diventano superfici porose, capaci di assorbire e restituire esperienza. L’oggetto perde la propria funzione originaria e si avvicina alla dimensione della reliquia: una presenza che trattiene, resiste e conserva.

ᴜᴋ | The latest exhibition installation at Gilda Contemporary Art was dedicated to the two exhibitions “Antigone” and “A corredo”, an opportunity to fill every space of the gallery.

On the ground floor, “Antigone” by Ilaria Margutti brought into the gallery a reflection on the feminine as a generative force and on embroidery as a practice of thought, connection, and transformation.

Through thread, the artist created a path suspended between the visible and the invisible, presence and absence, in which slowness becomes a necessary condition for allowing new forms of meaning to emerge.

On the first floor, “A corredo” by Silvia Trappa unfolds as a reflection on memory, slowness, and the ability of matter to preserve what time leaves behind.

ph Vincenzo Pagliuca

ɪᴛ | La Milano Design Week 2026 ha trasformato la Galleria in un luogo di arte partecipativa, incontro e attraversamento...
20/08/2026

ɪᴛ | La Milano Design Week 2026 ha trasformato la Galleria in un luogo di arte partecipativa, incontro e attraversamento.

Con “Puertas y Paredes”, Florencia Martinez ha portato nella Galleria una soglia da vivere e non soltanto da osservare: un via vai di curiosi, giovani e visitatori ha attraversato la struttura, diventando parte dell’opera e della sua trasformazione.

Mani, braccia e sguardi hanno attivato la performance, mentre le fotografie, stampate in tempo reale su acetato, hanno trovato posto all’interno della struttura, componendo progressivamente un archivio visivo collettivo.

Così, ciò che inizialmente appariva come un muro ha perso la sua natura di barriera per diventare spazio di possibilità, dialogo e incontro. Ogni immagine ha custodito la traccia di un gesto, ogni attraversamento ha lasciato un segno.

“Puertas y Paredes” non è stata quindi un’opera da guardare soltanto, ma un’opera da attraversare e costruire insieme: un’esperienza in cui il pubblico è diventato parte della soglia e, attraverso la propria presenza, parte della sua storia.

ᴜᴋ | Milan Design Week 2026 transformed the gallery into a space for participatory art, encounter, and crossing.

With “Puertas y Paredes”, Florencia Martinez brought a threshold into the gallery to be experienced rather than simply observed: a continuous flow of curious visitors, young people, and passers-by crossed the structure, becoming part of the work and its transformation.

Hands, arms, and gazes activated the performance, while photographs, printed in real time on acetate, found their place within the structure, progressively forming a collective visual archive.

In this way, what initially appeared to be a wall lost its nature as a barrier and became a space for possibility, dialogue, and encounter. Each image preserved the trace of a gesture; each crossing left its mark.

“Puertas y Paredes” was therefore not simply a work to be observed, but a work to be crossed and created together: an experience in which the audience became part of the threshold and, through their presence, part of its story.

ɪᴛ | Dopo Roberto Ghezzi e la sua mostra “Il segreto delle montagne”, la galleria cambia luce e si accende dei colori in...
16/08/2026

ɪᴛ | Dopo Roberto Ghezzi e la sua mostra “Il segreto delle montagne”, la galleria cambia luce e si accende dei colori intensi di Mauro De Carli con “Guardare con gli occhi del sole – Una lunga giornata”.

Un nuovo paesaggio prende forma: non più quello delle montagne, ma uno spazio sospeso tra luce, materia e percezione. Le opere seguono il ritmo di una giornata, dall’alba al tramonto, attraverso paesaggi interiorizzati e atmosfere metafisiche in cui il colore diventa esperienza.

Accanto alla pittura, piccole sculture in ceramica introducono una presenza concreta, quasi che le forme dipinte sentissero il bisogno di uscire dalla superficie e farsi materia. Pittura e ceramica si incontrano così in un dialogo tra apparizione e incarnazione, visione e presenza.

“Guardare con gli occhi del sole” è un invito a cambiare prospettiva: attraversare la luce senza temerne l’intensità e lasciarsi accompagnare verso una realtà più profonda, dove il paesaggio diventa forma del pensiero.

ᴜᴋ | After Roberto Ghezzi and his exhibition “Il segreto delle montagne”, the gallery shifts its light and comes alive with the intense colours of Mauro De Carli in “Guardare con gli occhi del sole – Una lunga giornata”.

A new landscape takes shape: no longer one of mountains, but a space suspended between light, matter and perception. The works follow the rhythm of a day, from dawn to sunset, through internalised landscapes and metaphysical atmospheres in which colour becomes an experience.

Alongside the paintings, small ceramic sculptures introduce a tangible presence, as if the painted forms felt the need to emerge from the surface and become matter. Painting and ceramics thus meet in a dialogue between apparition and embodiment, vision and presence.

“Guardare con gli occhi del sole” is an invitation to change perspective: to move through the light without fearing its intensity and allow oneself to be guided towards a deeper reality, where the landscape becomes a form of thought.

ɪᴛ | Roberto Ghezzi ha accompagnato Gilda Contemporary Art verso la fine del 2025. “Il segreto delle montagne” ha portat...
13/08/2026

ɪᴛ | Roberto Ghezzi ha accompagnato Gilda Contemporary Art verso la fine del 2025. “Il segreto delle montagne” ha portato nello spazio espositivo un modo diverso di guardare il paesaggio: non come immagine da rappresentare, ma come realtà da attraversare, ascoltare e lasciare agire.

Attraverso processi di esposizione, attesa e registrazione, le opere di Ghezzi hanno costruito un dialogo tra l’artista e la natura, tra gesto e materia, tra ciò che viene predisposto e ciò che il paesaggio restituisce.

Un percorso in cui la montagna non è stata soltanto soggetto, ma presenza: un organismo irriducibile, capace di mettere in discussione la misura umana e di aprire nuove possibilità di percezione.

Un percorso che continua ancora oggi attraverso le pagine del catalogo “Il segreto delle montagne è che esistono, semplicemente come me”, dove immagini, processi e fotografie restituiscono la traccia di quei mesi trascorsi in galleria.

ᴜᴋ | Roberto Ghezzi accompanied Gilda Contemporary Art toward the end of 2025. “Il segreto delle montagne” brought a different way of looking at the landscape into the exhibition space: not as an image to be represented, but as a reality to be traversed, listened to, and allowed to act.

Through processes of exposure, waiting, and recording, Ghezzi’s works created a dialogue between the artist and nature, between gesture and matter, between what is deliberately set in motion and what the landscape gives back.

A journey in which the mountain was not merely a subject, but a presence: an irreducible organism, capable of challenging the human scale and opening up new possibilities for perception.

A journey that continues today through the pages of the catalogue “Il segreto delle montagne è che esistono, semplicemente come me”, where images, processes, and photographs preserve traces of those months spent in the gallery.

ɪᴛ | Sulle note di “The Way We Were”, ripercorriamo la stagione 2025/26, tornando là dove tutto ha avuto inizio: Cunabul...
11/08/2026

ɪᴛ | Sulle note di “The Way We Were”, ripercorriamo la stagione 2025/26, tornando là dove tutto ha avuto inizio: Cunabula di Monica Gorini.

Da settembre a ottobre, Monica Gorini ha trasformato le sale della galleria in un percorso immersivo e sensoriale, dove pietra, vetro, fumo e immagini montane hanno dato forma a una riflessione sulla natura come origine, rifugio e materia vivente.

Cunabula, dal latino “culla”, è stata una mostra intima e monumentale allo stesso tempo: una meditazione sulla fragilità della natura e sul legame profondo che ci unisce ad essa.

Tra la culla e la montagna, tra la materia e lo spirito, le opere di Gorini ci hanno invitato a fermarci, osservare e riconoscerci parte di un paesaggio più grande di noi.

È da qui che scegliamo di cominciare il nostro racconto della stagione.

ᴜᴋ | To the sound of “The Way We Were”, we look back on the 2025/26 season, returning to where it all began: Cunabula by Monica Gorini.

From September to October, Monica Gorini transformed the gallery’s spaces into an immersive and sensory journey, where stone, glass, smoke and mountain imagery became the language of a reflection on nature as origin, shelter and living matter.

Cunabula, Latin for “cradle”, was both intimate and monumental: a meditation on the fragility of nature and on the profound connection that binds us to it.

Between cradle and mountain, matter and spirit, Gorini’s works invited us to pause, to observe, and to recognise ourselves as part of a landscape greater than ourselves.

This is where we choose to begin our journey through the season.

ɪᴛ | Le sale del piano terra salutano “Antigone” di Ilaria Margutti dopo tre mesi in cui la mano dell’artista ci ha acco...
31/07/2026

ɪᴛ | Le sale del piano terra salutano “Antigone” di Ilaria Margutti dopo tre mesi in cui la mano dell’artista ci ha accompagnati in un tempo diverso: quello della lentezza, dell’ascolto e della cura.

Punto dopo punto, il ricamo ha costruito uno spazio in cui memoria e materia, presenza e assenza, gesto e pensiero hanno trovato un equilibrio silenzioso.

“Antigone” ci lascia con la consapevolezza che anche ciò che appare fragile può custodire una forza trasformativa, e che il tempo dedicato allo sguardo è, oggi più che mai, un gesto di resistenza.

Grazie a Ilaria Margutti per aver condiviso con noi una ricerca capace di intrecciare arte, memoria e relazione.

ᴜᴋ | The ground floor galleries bid farewell to “Antigone” by Ilaria Margutti after three months in which the artist’s hand accompanied us through a different experience of time: one of slowness, listening, and care.

Stitch by stitch, embroidery created a space where memory and matter, presence and absence, gesture and thought found a quiet balance.

“Antigone” leaves us with the awareness that what appears fragile can hold a transformative strength, and that dedicating time to looking is, now more than ever, an act of resistance.

Our thanks to Ilaria Margutti for sharing with us a practice capable of weaving together art, memory, and human connection.

ph Vincenzo Pagliuca

ɪᴛ | La galleria si avvia verso la chiusura estiva di agosto, pronta a salutare definitivamente le mostre “Antigone” di ...
24/07/2026

ɪᴛ | La galleria si avvia verso la chiusura estiva di agosto, pronta a salutare definitivamente le mostre “Antigone” di Ilaria Margutti e “A corredo” di Silvia Trappa, eccezionalmente prorogate di un mese.

A settembre, gli spazi di Gilda Contemporary Art torneranno ad animarsi con nuovi progetti e nuove visioni.

Vi aspettiamo per ritrovare insieme l’arte nel cuore delle Cinque Vie di Milano.

ᴜᴋ | As the gallery prepares for its August summer closure, we bid a final farewell to “Antigone” by Ilaria Margutti and “A corredo” by Silvia Trappa, both exceptionally extended by one month.

In September, Gilda Contemporary Art will come back to life with new projects and fresh perspectives.

We look forward to welcoming you back to experience art together in the heart of Milan’s Cinque Vie district.

18/07/2026

ɪᴛ | “A corredo” nasce da una riflessione su ciò che accompagna i passaggi della vita.
Il corredo non è soltanto un insieme di oggetti, ma un archivio di gesti, attese e memorie che attraversano il tempo.

Silvia Trappa trasforma questa tradizione in un linguaggio contemporaneo, dove la materia diventa custode di ciò che non può essere raccontato interamente.
Ceramica, tessuto ed elementi naturali si fanno superfici sensibili, attraversate da tracce che parlano di permanenza e trasformazione.

Le opere non chiedono di essere semplicemente osservate, ma di essere abitate con lo sguardo.
Ogni frammento apre uno spazio di relazione, invitando a sostare tra ciò che è stato e ciò che continua a generare significato.

“A corredo” di Silvia Trappa, in mostra insieme ad “Antigone” di Ilaria Margutti presso Gilda Contemporary Art fino al 31 luglio.

𝘋𝘶𝘦 𝘮𝘰𝘴𝘵𝘳𝘦, 𝘥𝘶𝘦 𝘱𝘳𝘢𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦, 𝘶𝘯’𝘶𝘯𝘪𝘤𝘢 𝘵𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦.

ᴜᴋ | “A Corredo” stems from a reflection on what accompanies life’s passages.

“A corredo” is more than a collection of objects—it is an archive of gestures, expectations, and memories carried across generations.

Silvia Trappa reinterprets this tradition through a contemporary visual language, where material becomes the keeper of what cannot be fully told.
Ceramic, textile, and natural elements become sensitive surfaces, marked by traces that speak of permanence and transformation.

These works ask not simply to be observed, but to be inhabited through the gaze.
Each fragment opens a space for connection, inviting us to linger between what has been and what continues to generate meaning.

“A corredo” by Silvia Trappa, exhibited alongside “Antigone” by Ilaria Margutti at Gilda Contemporary Art through July 31.

𝘛𝘸𝘰 𝘦𝘹𝘩𝘪𝘣𝘪𝘵𝘪𝘰𝘯𝘴, 𝘵𝘸𝘰 𝘱𝘳𝘢𝘤𝘵𝘪𝘤𝘦𝘴, 𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘩𝘢𝘳𝘦𝘥 𝘵𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯.

Indirizzo

Via San Maurilio, 14
Milan
20123

Orario di apertura

Mercoledì 17:00 - 20:00
Venerdì 17:00 - 20:00

Telefono

+390236559254

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