Paula Seegy Gallery

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Paula Seegy Gallery Galleria d'arte nel cuore di Milano, inserita nel circuito delle 5Vie.

In occasione della mostra "Il corpo del suono. Ritratti Jazz nella fotografia di Fabrizio Garghetti", a cura di Alberto ...
14/10/2026

In occasione della mostra "Il corpo del suono. Ritratti Jazz nella fotografia di Fabrizio Garghetti", a cura di Alberto Barranco di Valdivieso, la Paula Seegy Gallery ha il piacere di invitarvi a un incontro speciale con l'artista e il curatore. Un'occasione unica per approfondire e addentrarsi nel percorso creativo del fotografo.
Save the date: Paula Seegy Gallery, martedi 20 ottobre 2026, ore 18:00

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On the occasion of the exhibition "The Body of Sound: Jazz portraits in the photography of Fabrizio Garghetti" curated by Alberto Barranco di Valdivieso, the Paula Seegy Gallery is pleased to invite you to a special event with the artist and the curator.
A unique opportunity to explore and delve into the photographer's creative journey.
Save the date: Paula Seegy Gallery, Tuesday October 20, 2026, 6:00 p.m.

In una Milano primaverile del 1961 l'universo misurato e silenzioso di Giorgio Morandi si scontra inaspettatamente con i...
14/10/2026

In una Milano primaverile del 1961 l'universo misurato e silenzioso di Giorgio Morandi si scontra inaspettatamente con il jazz spigoloso e geniale di Thelonious Monk. Dalle parole dell'artista bolognese emerge la folgorazione per un timbro musicale "preciso e disarticolato allo stesso tempo", in grado di produrre melodie solide e maestose come le rocce dell'Appennino.
Morandi osserva affascinato quelle dita tese sulla tastiera che scolpiscono il ritmo con una sorprendente economia di note ritrovando nella musica di Monk la medesima tensione verso l'essenziale che muove le sue celebri opere.
É in questo preciso punto di contatto tra discipline che si innesta la fotografia di Fabrizio Garghetti, completando un cortocircuito visivo ed emotivo unico.

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In Milan one spring in 1961, Giorgio Morandi's measured and silent universe unexpectedly collided with the edgy and brilliant jazz of Thelonious Monk. The bolognese artist's words reveal his fascination with a musical timbre that is "precise and disjointed at the same time", capable of crafting melodies as solid and majestic as the rocks of the Apennines.
Morandi watches, fascinated, as those fingers stretch across the keyboard, sculpting the rhythm with a surprising economy of notes, finding in Monk's music the same drive toward the essential that animates his famous works. It is at this precise point of contact between disciplines that Fabrizio Garghetti's photography comes into play, completing a unique visual and emotional short circuit.

La mostra "il corpo del suono" a cura di Alberto Barranco di Valdivieso, sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026, dal martedí al sabato, dalle 12:00 alle 19:00.

in Photo: Thelonious Monk Quartet- Teatro Lirico, Milano, 1961. Thelonious Monk (pianoforte), Charlie Rouse (sax), John Ore (contrabbasso), Frankie Dunlop (batteria). PH: Fabrizio Garghetti.

Nel lavoro di Fabrizio Garghetti, lo sguardo fotografico oltrepassa la semplice documentazione visiva peer farsi narrazi...
06/10/2026

Nel lavoro di Fabrizio Garghetti, lo sguardo fotografico oltrepassa la semplice documentazione visiva peer farsi narrazione dinamica del movimento sonoro. Garghetti riesce a cristallizzare l'effimero della musica in un'architettura visiva rigorosa, dove il suono non si ascolta soltanto, ma si rivela attraverso la geometria del corpo. Sequenziale come un vero e proprio trittico del gesto e dell'azione musicale, le tre immagini restituiscono con forza la natura corporea e viscerale della musica Jazz: a sinistra Miles Davis, al centro Buddy Rich e a destra Bill Evans.

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In Fabrizio Garghetti's work, the photographic gaze goes beyond simple visual documentation to become a dynamic narrative of sound in motion. Garghetti succeeds in crystallising the ephemeral nature of music within a rigorous visual architecture, where sound is not merely heard but revealed through the geometry of the body. Arranged as a true triptych of musical gesture and action, the three images powerfully convey the physical and visceral of jazz music: Miles Davis on the left, Buddy Rich in center and Bill Evans on the right.

Ph. Fabio Enrico Viganò

Nella sala dedicata ai fiati, spicca il ritratto di John Birks Gillespie, da tutti conosciuto come "Dizzy" Gillespie. Me...
30/09/2026

Nella sala dedicata ai fiati, spicca il ritratto di John Birks Gillespie, da tutti conosciuto come "Dizzy" Gillespie. Mente rivoluzionaria del jazz, è stato uno dei pionieri più influenti nella storia di questo genere, trasformandolo in uno dei pilastri culturali del movimento afroamericano. Oltre all'immenso talento, Gillespie è entrato nel mito anche per i suoi dettagli inconfondibili: la tromba con la campana piegata verso l'alto e le guance che si gonfiavano a dismisura ogni volta che suonava nel suo strumento.

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In the room dedicated to wind instruments, the portrait of John Birks Gillespie, known to everyone as Dizzy Gillespie, stands out. A revolutionary figure in jazz, he was one of the most influential pioneers in the history of the genre, transforming it into one of the cultural pillars of the African American movement. In addiction to his immense talent Gillespie became a legend for his unmistakable traits: his trumpet with the bell bent upward and his cheeks puffing out enormously every time he blew into his instrument.

in Photo: "Dizzy Gillespie, Teatro Lirico, Milano", 1968. 30 x 40 cm, Fabrizio Garghetti.

Negli anni Sessanta, Milano si affermò come un vitale e dinamico epicentro di fermento culturale, un crocevia internazio...
26/09/2026

Negli anni Sessanta, Milano si affermò come un vitale e dinamico epicentro di fermento culturale, un crocevia internazionale dove il teatro e la musica si contaminavano a vicenda. Questo scatto di Fabrizio Garghetti ne restituisce l'essenza più autentica, immortalando l'incontro al Teatro Lirico tra due icone del jazz americano, Duke Ellington ed Ella Fitzgerald, e il gigante del teatro italiano Vittorio Gassman, riuniti per una registrazione di uno storico speciale RAI.
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In the 1960s Milan established itself as a vibrant and dynamic epicentre of cultural ferment, an international crossroads where theatre and music influenced one another. This photography by Fabrizio Garghetti captures its truest essence, immortalizing the meeting at Teatro Lirico between two icons of American jazz, Duke Ellington and Ella Fitzgerald, and the giant of Italian theatre, Vittorio Gassman, who came together to record an historic RAI special.

La mostra "il corpo del suono" a cura di Alberto Barranco di Valdivieso, sarà visitabile fino al 22 ottobre 2026, dal martedì al sabato, dalle 12:00 alle 19:00.

In Photo: "Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Vittorio Gassman- Teatro Lirico, Milano", Fabrizio Garghetti. 1966, 30 x 40 cm.

Ph: Fabio Enrico Viganò

Un grazie di cuore a tutti coloro che ieri hanno affollato la Paula Seegy Gallery, rendendo davvero speciale l'inauguraz...
25/09/2026

Un grazie di cuore a tutti coloro che ieri hanno affollato la Paula Seegy Gallery, rendendo davvero speciale l'inaugurazione della nuova stagione espositiva.
Un sentito ringraziamento all'artista Fabrizio Garghetti, per aver condiviso con noi il suo sguardo unico sulla storia della musica e al curatore Alberto Barranco di Valdivieso, per la competenza e passione con cui ha guidato questo progetto.

La mostra "Il corpo del suono. Ritratti jazz nella fotografia di Fabrizio Garghetti" sarà aperta al pubblico fino al 22 ottobre 2026. Un percorso che celebra il centenario della nascita di Miles Davis e i grandi interpreti della scena internazionale attraverso una trentina di scatti storici, prevalentemente in bianco e nero, capace di immortalare l'energia e l'essenza stessa del jazz.

PH: Fabio Enrico Viganò

Opening 24 settembre ore 18.00: un’imperdibile selezione di scatti di Fabrizio Garghetti per celebrare il centenario del...
22/09/2026

Opening 24 settembre ore 18.00: un’imperdibile selezione di scatti di Fabrizio Garghetti per celebrare il centenario della nascita di Miles Davis e i grandi musicisti jazz! Mostra a cura di Alberto Barranco di Valdivieso. Con musica dalla collezione di vinili di Guido Desigis Seegy Gallery

Grazie al mio tirocinio presso la Paula Seegy Gallery, ho compreso l'importanza delle figure del curatore, del gallerist...
16/07/2026

Grazie al mio tirocinio presso la Paula Seegy Gallery, ho compreso l'importanza delle figure del curatore, del gallerista, dell'artista e dello storico o critico d'arte; l'arte, infatti, va oltre la semplice espressione creativa: può raccontare il contesto politico e sociale, creare un filo conduttore tra le persone e farsi veicolo di relazioni commerciali e collaborazioni.

Ho acquisito una visione più approfondita dell'arte contemporanea attraverso la lente della cultura italiana, pur considerandola nel suo contesto di influenza globale. Molte delle opere che ho visto qui nascono dall'esplorazione del mondo compiuta dagli artisti stessi, un percorso che sto intraprendendo anch'io.

Ciò rafforza il mio apprezzamento per l'arte e conferma che essa è il linguaggio fondamentale attraverso cui mi esprimo. È una forma di dialogo che supera i confini nazionali, capace di farsi comprendere senza bisogno di parole. Può essere vista o ascoltata da ogni parte del mondo e percepita intuitivamente, al di là del background culturale di ciascuno. Il linguaggio artistico possiede una malleabilità che lo rende quasi segreto, eppure accessibile; proprio come l'arte contemporanea di cui mi sono innamorato qui, capace di apparire al contempo lontana e vicina.

Pietro Coletta mi ha ispirato a rendere visibile l'invisibile, a dare concretezza fisica all'intangibile e ad apprezzare la magia nell'aria e lo spirito insito nella forma.

Gabriella Benedini mi ricorda i numeri cosmici che scandiscono le nostre vite e che il tempo è solo un altro strumento attraverso cui percepiamo la realtà.

Salvatore Cuschera mi ha insegnato a lavorare con la stessa tenacia del ferro che plasmava, a comprendere meglio la struttura nell'arte contemporanea e ad abbandonare schemi mentali rigidi nell'osservarla.

Oki Izumi mi ha insegnato che anche le cose più fragili possono acquisire disciplina e nuova forma; che una natura delicata può generare una potente dualità, capace di resistere agli ostacoli.

Riccardo De Marchi ha dimostrato che l'arte può diventare un linguaggio personale: esprimendosi, si scopre che esistono altre persone capaci di provare le stesse emozioni.

Armando Ahumada
University of Iowa
School of Journalism and Mass Communications
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Following my internship at Paula Seegy Gallery, I’ve learned the importance of the curator, the gallerist, the artist, and the historian/critic-- as art can encompass more than creative
expression, rather it can also speak of political and social time, of a common thread amongst people, and of business and collaboration.

I have a better understanding of what contemporary art looks like through the lens of Italian culture, while also in the context of global influence. A lot of the art I’ve seen here has taken from the artist's own exploration of the world, just as I am doing now.

This ties into my appreciation for art and how it’s confirmation that it is the central language from which I speak. It is a reminder that it is a form of dialogue that translates across countries, without having to be spoken to be understood. It can be seen or heard from across the world and intuitively felt despite the culture from which we grew up in. There’s a malleability to language that makes it feel almost secretive, yet still accessible. Just like the contemporary art I fell in love with here– where everything has felt distant and close at the same time.

Pietro Coletta has inspired me to make the invisible visible. To make the intangible physical. And to appreciate the magic in our air and the spirit in form.

Gabriella Benedini reminds me of the cosmic numbers that detail our lives, and that time is just another instrument from which we perceive things.

Salvatore Cuschera taught me to work just as hard as the iron he melded, to better understand structure in contemporary art and to move past a rigid mindset when perceiving it.

Oki Izumi taught me that even the most fragile things can become disciplined and reformulated. That having a soft quality can bring forth a strong duality that can withstand obstruction.

Riccardo De Marchi demonstrated that art can be your own language, and as long as you express yourself you will find there are people who feel just as you do.

Armando Ahumada
University of Iowa
School of Journalism and Mass Communications

Con la conclusione della nostra terza stagione espositiva, la Paula Seegy Gallery desidera esprimere un sincero ringrazi...
13/07/2026

Con la conclusione della nostra terza stagione espositiva, la Paula Seegy Gallery desidera esprimere un sincero ringraziamento ai visitatori, collezionisti, artisti e a tutti i partner che ci hanno fatto visita nel prestigioso circuito delle 5Vie di Milano.
In attesa dei nuovi appuntamenti autunnali, che riprenderanno a fine settembre, vogliamo ripercorrere insieme le mostre che hanno preso vita in questi mesi.

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As our third exhibition season comes to a close, the Paula Seegy Gallery
would like to express its sincere gratitude to the visitors, collectors, artists,
and all our partners who visited us in Milan’s prestigious 5Vie district.
As we look forward to our new fall events, which will resume in late September,
we’d like to take a moment to look back together at the exhibitions that have taken place over the past few months:

Maria Cristina Carlini "Materia, composizione, architettura" (settembre/novembre 2025)

Gillo Dorfles "Ibridi e personaggi" (novembre 2025/gennaio 2026)

Benedini, Coletta, Cuschera, De Marchi, Ōki "Cinque artisti per cinque materiali" (febbraio/marzo 2026)

Mario Trimarchi "Nuvole come preghiere" (aprile/maggio 2026)

Benedini, Coletta, Cuschera, De Marchi, Ōki "Dialoghi di materia"(maggio/giugno 2026)

ph: Fabio Enrico Viganò

Si avvia alla conclusione il viaggio espressivo di "Dialoghi di materia". La mostra collettiva, che ha presentato una ra...
27/06/2026

Si avvia alla conclusione il viaggio espressivo di "Dialoghi di materia". La mostra collettiva, che ha presentato una raffinata selezione di lavori in piccolo formato degli artisti Benedini, Coletta, Cuschera, De Marchi, Ōki, con la curatela di Luigi Sansone, terminerà ufficialmente il 30 giugno 2026.

Non lasciatevi sfuggire l'occasione di arricchire la vostra collezione o di dare inizio a un nuovo percorso d'arte con un'opera d'autore in piccolo formato.

La galleria resta a disposizione per assistervi nella scelta della vostra opera preferita. Saremo aperti su appuntamento fino al 15 luglio 2026 e raggiungibili via email all'indirizzo: [email protected]

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The artistic journey of “Dialoghi di materia” is drawing to a close. The group exhibition, which presented a refined selection of small-format works by artists Benedini, Coletta, Cuschera, De Marchi, and Ōki, curated by Luigi Sansone, will officially end on June 30, 2026.

Don’t miss this opportunity to enrich your collection or embark on a new artistic journey with a small-format work by a renowned artist.

The gallery is here to assist you in choosing your favorite piece. We will be open by appointment through July 15, 2026, and can be reached via email at:
[email protected]

ph: Fabio Enrico Viganò

Indirizzo

Via San Maurilio 14
Milan
20123

Orario di apertura

Martedì 12:00 - 19:00
Mercoledì 12:00 - 19:00
Giovedì 12:00 - 19:00
Venerdì 12:00 - 19:00
Sabato 12:00 - 19:00

Telefono

+393404215312

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