Museo Mangini Bonomi

Museo Mangini Bonomi Una vasta collezione di oggetti testimoni della vita quotidiana e dei divertimenti di un tempo.

Una testa stretta in una morsa. Non è solo arte: è memoria. Il 30 agosto è la Giornata Internazionale delle Vittime di S...
30/08/2026

Una testa stretta in una morsa. Non è solo arte: è memoria.

Il 30 agosto è la Giornata Internazionale delle Vittime di Sparizione Forzata, istituita dalle Nazioni Unite per non dimenticare chi è stato fatto scomparire dalla violenza di Stato.

Al Museo Mangini Bonomi custodiamo un'opera che parla direttamente di questo dolore: Meccanismo (1977-78), scultura in legno e ferro dell'artista argentina Gloria Argelés, acquistata da Giuseppe Mangini nel 1978.

L'idea nasce da un oggetto quotidiano: una pressa per modellare i cappelli, il cui gesto meccanico ha ispirato l'artista a trasformarla in un attrezzo di tortura. Un volto compresso tra le due pareti lignee, azionato da una grande vite: un'immagine potente contro la dittatura argentina di Jorge Rafael Videla, responsabile della scomparsa di circa 30.000 desaparecidos.

Argelés, nata a Córdoba nel 1940 e da anni residente a Roma, ha trasformato il trauma politico in denuncia artistica.

Meccanismo fa parte di un ciclo di quattro opere drammatiche realizzate dall'artista negli stessi anni, tra i primi esperimenti artistici di Argelés in Italia: oltre a questa, altre due sculture Senza titolo e una intitolata Donna che grida, che raffigurano volti umani sofferenti e deformati da strumenti di tortura resi con il filo di ferro.
Un ciclo che testimonia insieme la tensione e la brutalità della politica del terrore — mentre Meccanismo, l'unica del ciclo custodita nella nostra collezione, è esposta dallo scorso febbraio e per tutto il prossimo autunno.

Scopri la storia completa di quest'opera e dell'artista sul nostro sito.
Link nelle stories.

Sembra un cane vero... e invece è un'opera d'arte dell'Ottocento.Lo riconosci? È un Cirneco dell'Etna, una delle razze c...
26/08/2026

Sembra un cane vero... e invece è un'opera d'arte dell'Ottocento.

Lo riconosci? È un Cirneco dell'Etna, una delle razze canine più antiche d'Italia, simbolo della Sicilia da oltre duemila anni. Elegante, agile e dal portamento fiero, era il fedele compagno dei cacciatori e ancora oggi affascina per la sua storia e il suo carattere.

Nel XIX secolo anche gli animali diventavano protagonisti delle arti decorative. Grazie alla maestria degli artigiani, la cartapesta prendeva vita trasformandosi in sculture leggere ma incredibilmente realistiche, capaci di restituire ogni dettaglio: lo sguardo attento, le orecchie erette, la postura elegante.

Tra gli oggetti più sorprendenti della collezione del Museo Mangini Bonomi conserviamo proprio una raffinata scultura in cartapesta di un Cirneco dell'Etna, testimonianza di un'epoca in cui l'arte celebrava anche il profondo legame tra l'uomo e i suoi animali.

Ogni oggetto della nostra casa museo racconta una storia fatta di persone, tradizioni e affetti. Anche questa scultura ci ricorda quanto gli animali abbiano sempre avuto un posto speciale nelle nostre vite.

🗝️ Al Museo Mangini Bonomi crediamo che ogni oggetto custodisca una storia. Questo Cirneco ti ricorda un cane che ha fatto parte della tua famiglia o della tua infanzia? Raccontacelo nei commenti: ci piacerebbe leggere il tuo ricordo.

🌿 Ad agosto il museo si prende una breve pausa estiva, ma le nostre storie continuano qui su Instagram. Ti aspettiamo dal 1° settembre per tornare a scoprire insieme gli oggetti più curiosi e sorprendenti della nostra collezione. Il prossimo potrebbe risvegliare un altro ricordo.

Cirneco dell'Etna
cartapesta
Sicilia, XIX sec.
Primo piano, sala C

Al Museo Mangini Bonomi conserviamo un rampino da assalto in ferro, un oggetto che sembra semplice ma che racchiude seco...
22/08/2026

Al Museo Mangini Bonomi conserviamo un rampino da assalto in ferro, un oggetto che sembra semplice ma che racchiude secoli di storia militare: resistenza, funzionalità e precisione tattica fuse in un unico strumento.

Pensare agli assedi leggendari significa tornare inevitabilmente a T***a. Nell'Odissea, le mura della città di Priamo sembravano inespugnabili: Ulisse le aggirò con l'astuzia del celebre cavallo, ma nella storia militare reale — quella fatta di ferro, corde e uomini — le fortificazioni si superavano anche così, con rampini pensati per scalare le mura e aprire una breccia dove tutto sembrava impossibile.

È lo stesso tipo di oggetto che, siamo certi, Christopher Nolan vorrebbe tra le mani se dovesse girare un film sull'assedio di T***a: niente CGI, ma un rampino forgiato a mano, vero, pesante — perché è la fisica del gesto, non l'effetto speciale, a raccontare davvero la storia.

Un pezzo di artigianato bellico che, dal Museo Mangini Bonomi, continua a raccontare Milano nascosta e le sue storie curiose.

Rampino da assalto
ferro battuto e teste di ariete
Lombardia, XIII sec.
Armeria, piano interrato

***a

Il design pieghevole esisteva già nel Rinascimento. Lo sapevi?Sembra un oggetto moderno, e invece questa elegante sedia ...
18/08/2026

Il design pieghevole esisteva già nel Rinascimento. Lo sapevi?

Sembra un oggetto moderno, e invece questa elegante sedia pieghevole del XVI secolo dimostra che praticità e design erano già protagonisti nelle dimore nobiliari del Rinascimento.

Realizzata in legno intagliato, è conosciuta come sedia ad incàsse o a tenaglia: un arredo raffinato, facile da trasportare e perfetto per accompagnare nobili e cortigiani durante i viaggi o i soggiorni nelle ville di campagna.

Un esempio straordinario di come il design italiano, l'artigianato e l'ingegno abbiano radici profonde nella nostra storia.

📍 Puoi ammirarla dal vivo al Museo Mangini Bonomi, la casa museo nel cuore di Milano che custodisce migliaia di oggetti curiosi e sorprendenti.

🗝️ Al Museo Mangini Bonomi crediamo che ogni oggetto custodisca una storia. Quale ricordo ha risvegliato in te questa sedia? Ti ricorda un mobile di famiglia, una casa antica o un luogo speciale? Raccontacelo nei commenti.

🌿 Ad agosto il museo si prende una breve pausa estiva, ma le nostre storie continuano qui su Instagram. Ti aspettiamo dal 1° settembre per tornare a scoprire insieme gli oggetti più curiosi e sorprendenti della nostra collezione. C'è ancora tanto da raccontare... e il prossimo pezzo ti lascerà a bocca aperta.

Sedia pieghevole
a stecche o incàsse, in legno di rovere con intagli.
Italia, XVI sec.
Secondo piano, studio

Pelle di porcellana e seta preziosa: ecco come si andava in vacanza nel ‘700! ☀️☂️Molto prima dell'invenzione delle crem...
15/08/2026

Pelle di porcellana e seta preziosa: ecco come si andava in vacanza nel ‘700! ☀️☂️

Molto prima dell'invenzione delle creme solari, le dame della nobiltà settecentesca avevano un unico e insostituibile segreto di bellezza estivo: l'ombrellino da passeggio in seta.
Nel Settecento, la pelle abbronzata era sintomo di lavoro nei campi; la pelle chiarissima, invece, era il massimo simbolo di distinzione sociale e nobiltà.
Questo capolavoro della nostra collezione racconta un'epoca di viaggio ed eleganza.

🔒 PAUSA ESTIVA AL MUSEO
Anche la nostra dimora storica si prende una piccola pausa per le vacanze d'agosto! Il Museo Mangini Bonomi riaprirà le sue porte a Settembre con tante novità e tesori nascosti da scoprire nel cuore del centro storico.

Salva questo post tra i preferiti e preparati a pianificare la tua visita al rientro in città!

💬 E voi, quale accessorio "indispensabile" non dimenticate mai di mettere in valigia per le vacanze? Scrivetecelo nei commenti!

Ombrellino
seta e avori0
Italia, XVIII sec.
Primo piano, sala B

Lo suonavi e iniziavano le tue vacanze nel '900. 🔔✨Prima dei check-in digitali e delle chiavi sullo smartphone, l'inizio...
12/08/2026

Lo suonavi e iniziavano le tue vacanze nel '900. 🔔✨

Prima dei check-in digitali e delle chiavi sullo smartphone, l'inizio di ogni viaggio aveva un suono ben preciso: lo squillo metallico di un campanello da reception.

Questo piccolo oggetto in ottone e metallo del XX secolo era il cuore pulsante dei grandi hotel d'epoca. Un dettaglio che racconta la storia del turismo, del collezionismo e del fascino della villeggiatura d'altri tempi.

Hai mai visto dal vivo un oggetto come questo? Diccelo nei commenti!

Campanello
ferro, piede in ottone sbalzato
Italia, XX sec.
Primo piano, sala A

A prima vista sembra solo un vecchio casco consunto. Ma guarda meglio.Questo cappello da minatore del '900 custodisce un...
08/08/2026

A prima vista sembra solo un vecchio casco consunto. Ma guarda meglio.

Questo cappello da minatore del '900 custodisce una delle pagine più drammatiche della storia italiana ed europea.

8 agosto 1956: nella miniera del Bois du Cazier a Marcinelle (Belgio), un incendio a oltre 1.000 metri di profondità spezzò la vita a 262 minatori. 136 erano emigrati italiani.

Questo reperto storico non è solo un oggetto di uso quotidiano del passato: è il simbolo del sacrificio di migliaia di lavoratori e della nascita della moderna consapevolezza sulla sicurezza sul lavoro.

Tra le collezioni del Museo Mangini Bonomi, una casa museo nel centro di Milano, custodiamo oggetti e testimonianze che raccontano la storia reale attraverso la vita di tutti i giorni.

💬 Conoscevi la storia della tragedia di Marcinelle? Raccontacelo nei commenti.
Cappello da minatore
cuoio
Italia, XIX-XX sec.
Primo piano, corridoio

Avete mai pensato a come viaggiavano i turisti di un tempo? i veri protagonisti delle vacanze del passato erano loro: ba...
05/08/2026

Avete mai pensato a come viaggiavano i turisti di un tempo? i veri protagonisti delle vacanze del passato erano loro: bauli e casse da viaggio.
Facendo un giro tra le sale del museo, ci si imbatte in un’incredibile evoluzione di stili, epoche e materiali:
- legno massello e cuoio per i lunghi viaggi in carrozza
- ottone e metallo rinforzato per resistere a viaggi più impegnativi
- tessuti e finiture di lusso tipici di viaggiatori importanti

Ogni baule custodisce storie di esplorazione, desideri e il fascino intramontabile del turismo d'altri tempi.

Qual è il vostro preferito? Ditecelo nei commenti!

Bauli vari
Primo piano, sala C

Al rientro dalle vacanze estive o durante un viaggio, ciascuno di noi ama portare con sé un ricordo dei luoghi visitati....
03/08/2026

Al rientro dalle vacanze estive o durante un viaggio, ciascuno di noi ama portare con sé un ricordo dei luoghi visitati. Ma uno dei souvenir di lusso più desiderati e raffinati nel Settecento durante il Grand Tour era il ventaglio!
Non un semplice accessorio per rinfrescarsi, ma una vera e propria "galleria d’arte portatile".
Questi ventagli venivano realizzati da maestri artigiani ed erano dipinti a mano con meravigliose vedute di Roma, Venezia, Firenze e Napoli. Le immagini si ispiravano alle celebri opere dei grandi vedutisti dell'epoca come Canaletto e Piranesi. Ogniqualvolta il ventaglio veniva aperto, il paesaggio e il racconto del viaggio prendevano vita!
Nelle sale del Museo Mangini Bonomi conserviamo un capolavoro straordinario del 1776: un ventaglio in pergamena e avorio con stecche in tartaruga, realizzato a Napoli. Sul recto raffigura una spettacolare vista del Vesuvio in eruzione in notturna (icona assoluta del Sublime!), la Solfatara di Pozzuoli e il Sepolcro di Virgilio.

Qual è il souvenir più bello o originale che avete portato a casa da uno dei vostri viaggi? Raccontacelo nei commenti!

☀️ Buona Estate a tutti i nostri followers!
Che siate in partenza per un lungo viaggio, al mare o in città, vi auguriamo delle splendide e rilassanti vacanze estive! ✨
La casa museo vi aspetta martedì 1 settembre con i normali orari di apertura.

GIORNATA MONDIALE DELL' AMICIZIA: GROLLA Condividere è il segreto della vera amicizia, e in Valle d'Aosta lo sanno bene!...
30/07/2026

GIORNATA MONDIALE DELL' AMICIZIA: GROLLA

Condividere è il segreto della vera amicizia, e in Valle d'Aosta lo sanno bene!

In occasione della Giornata Mondiale dell'Amicizia, non c'è modo migliore di festeggiare se non con la grolla valdostana. Conosciuta anche come coppa dell'amicizia, questo antico oggetto dell'artigianato valdostano custodisce il tradizionale caffè alla valdostana: una miscela robusta di caffè, grappa, genepì e scorze d'arancia.

Il rito è semplice ma sacro: si beve a turno, senza mai posare la coppa sul tavolo finché non è vuota. Un simbolo perfetto di unione, fiducia e tradizioni alpine.

E tu, con quale amico/a berresti un caffè dalla grolla oggi?
Taggalo nei commenti! 👇

Grolla
ottone
Francia/Valle d'Aosta, XVIII-XIX sec.
Primo piano, sala C

Indirizzo

Via DELL'AMBROSIANA N. 20
Milan
20123

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 17:00
Giovedì 15:00 - 19:00

Telefono

0286451455

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