05/07/2026
Visita del Papa Leone XIV
4 luglio 2026 – Un giorno che porto nel cuore
Ci sono giornate che passano e altre che restano impresse per sempre. La visita di Papa Leone XIV a Lampedusa appartiene senza dubbio a queste ultime.
Quando mi è stato comunicato che avrei preso parte al servizio di Protezione Civile in occasione della visita del Santo Padre, ho provato un misto di entusiasmo e responsabilità. Sapevo che non sarebbe stato un servizio come gli altri: sarebbe stato un evento storico, il primo viaggio apostolico di Papa Leone XIV, scelto proprio a Lampedusa, simbolo di speranza ma anche di tante tragedie del mare.
Fin dalle prime ore del mattino l'isola era diversa. Si respirava un'atmosfera fatta di attesa, emozione e partecipazione. Ognuno di noi conosceva il proprio compito, ma ciò che mi ha colpito più di tutto è stato lo spirito con cui lavoravamo. Non c'erano divise che ci separavano, ma persone unite da un unico obiettivo: offrire il meglio di noi stessi per garantire sicurezza, assistenza e serenità a tutti.
Ricordo con grande piacere la collaborazione tra le diverse associazioni di volontariato. Protezione Civile, Croce Rossa, Misericordia, ANPAS e tanti altri volontari hanno lavorato fianco a fianco con professionalità, rispetto e disponibilità reciproca. È stata una vera dimostrazione di quanto il volontariato sappia fare squadra quando c'è un obiettivo comune. In quei momenti non contava il nome dell'associazione che portavamo sulla divisa, ma il desiderio condiviso di essere utili agli altri. Ho sentito una forte sinergia, fatta di gesti semplici, di sguardi d'intesa, di aiuti spontanei e di quella fiducia che nasce solo quando si lavora insieme con lo stesso spirito di servizio.
Vedere arrivare Papa Leone XIV è stato un momento che difficilmente riuscirò a descrivere con le parole. La sua semplicità, il suo sorriso, il modo in cui si è avvicinato alle persone hanno trasmesso un senso di umanità autentica. Ma ciò che mi ha colpito più profondamente è stato il significato della sua presenza a Lampedusa. Non era una visita di protocollo: era un abbraccio rivolto a un'isola che conosce il dolore, l'accoglienza e la speranza.
Guardando quel mare, ho ripensato alle tante storie di sofferenza che avevano attraversato quelle acque e ho sentito un nodo alla gola. In quel momento ho capito ancora di più il valore del nostro essere volontari: non siamo lì soltanto per organizzare un servizio o garantire la sicurezza, ma per essere una presenza concreta accanto alle persone, soprattutto nei momenti più delicati.
Alla fine della giornata la stanchezza si faceva sentire, ma era una stanchezza diversa, quella che lascia spazio alla soddisfazione. Tornando a casa, ripensavo ai volti incontrati, ai colleghi volontari, alle forze dell'ordine, agli operatori sanitari e a tutte le persone che avevano contribuito, ciascuna con il proprio ruolo, alla riuscita di quella giornata. Mi sentivo parte di qualcosa di grande.
Quando ripenso a questi giorni, non ricordo soltanto la visita del Papa. Ricordo soprattutto il senso di appartenenza, la forza del lavoro di squadra e l'orgoglio di aver indossato la divisa della Protezione Civile. Quell'esperienza mi ha insegnato che il volontariato è molto più di un servizio: è una scelta di vita, fatta di disponibilità, umiltà e solidarietà.
Essere stato presente quel giorno è un ricordo che custodisco con gratitudine. Grazie!
SALVATORE RESTIFO PECORELLA