Una Vetrina

Una Vetrina Uno spazio incessante di visioni ad occhi aperti, estraneo alle competenze del mondo, senza relazion

Nella pratica giornaliera dell’arte e dei suoi campi d’azione la galleria è divenuto uno strumento troppo lento per l’avventura. Il nostro sia un posto incessante, per il consumo di pensieri e di visioni a occhi aperti, un luogo di trasmissione, diffusione e adempimento gratuito, votato all’inanità e allo spreco di immagini, diciture, atti, dimostrazioni. Non diversamente da un satellite o da una

stazione radio la cui luce insonne generi e scandisca, giorno e notte e senza tregua, sogni e veglie, questo luogo operi urgentemente: provvisorietà e precarietà sono sintomi di una scadenza in cui non sono possibili ripensamenti, indugi e precisazioni. Le esposizioni capiteranno senza avvertire e senza chiedersi chi le vedrà. Lo spazio, ridotto al raggio critico di visione di una vetrina, si nega alla partecipazione e al coinvolgimento, non prevede alcuna convocazione festiva, solo avventori feriali, non ricerca alcun legame, prescinde dalle relazioni, per certi versi non ritiene più possibile generare ancora rapporti con un pubblico. Estraneo alle competenze del mondo, in questo senso è un posto stolto e non affidabile: luogo senza via d’uscita, eppure perseverante, sempre vivo, predilige una fruizione solitaria, casuale, senza alcuna convocazione, alcuna chiamata, alcun protocollo, né inviti, ma solo un palinsesto orientativo dei programmi. Lavori e contributi vengono messi in vetrina come alla gogna, alla berlina e all’indifferenza o all'attenzione di chi passa, e tutto ciò che accade e viene accolto nella vetrina è la sua arte ed è già il suo museo.

Indirizzo

Magnano In Riviera

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