Goccerosa

Goccerosa Benvenuti nel mondo di goccerosa!

29/05/2023
Non ho vogliadi tuffarmiin un gomitolodi stradeHo tantastanchezzasulle spalleLasciatemi cosìcome unacosaposatain unangol...
28/03/2023

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

Non vedevo l’ora che finissi perché da quando sto di nuovo bene, davvero bene, sono stanca di appartenerti mio devastant...
23/12/2022

Non vedevo l’ora che finissi perché da quando sto di nuovo bene, davvero bene, sono stanca di appartenerti mio devastante 2022.
Sono stanca di doverti scrivere accanto al giorno, al mese; di saperti ancora nel mio tempo.
Voglio che tu vada via.
Voglio che tu vada via e smetta di contaminare l’aria del mio cielo. La terra dei miei passi.
Voglio che tu vada via e non mi abbia più nella tua poesia. Non faccio più parte di te, apparterrai solo a lei. Ma in lei, io non esisto più. Ho cambiato pelle, suono. Non striscio più sui monti, io vivo nel vento. Io non vivo più in superficie.
Io sono libera, come in quel sogno che mi perseguitava di notte. Quel sogno in cui ero solo una voce che batteva sulle piante, sulle strade, sui tetti. Ero solo una voce che prendeva a schiaffi il mondo, che ci si schiantava sopra. E rideva pazza, e rideva allegra. Una voce irrompente e scomoda.
Io sono me stessa; io mi vedo la mattina, il pomeriggio, la sera. Io mi vedo in ogni frammento del mio tempo, io non mi dimentico più.. ma ti dimentico, come tutte le cose nocive.
Quello che sono ora, non ha più spazio per il veleno. Io stessa sono l’antidoto di ogni sua specie. Niente può avvelenarmi l’anima, niente più.
Io sono i miei occhi vivi, i miei gesti veloci, le cose che mi ardono dentro e che aspettano di ardere anche sul mondo.
E tu sarai sempre i suoi occhi spenti, la sua lentezza, la sua atarassia. Il suo distacco dal mondo. La sua ansia, la sua depressione. La preoccupazione dei suoi cari, la preoccupazione sua. La notte che non passa, il giorno che non corre. I chili che scendono, i capelli che cadono, gli occhi che si scavano. I fogli pieni del nome. I fogli pieni di lei. L’iPad spento da mesi, le tele bianche, le pareti pulite. La lettera in capsula che galleggia sul mare fino ad affondare con il suo amore dentro; non l’aprirai più tra dieci anni come promesso. Il caffè evitato, il vino pure. Il piacere. Il cuore che corre, il respiro che manca. Il tremolio delle mani, dell’occhio, della bocca; il mollettone nei capelli. Il colore nero. Le dediche coperte, i libri bruciati.
Capisci ora perché non possiamo più vivere insieme?
Io sono altrove.
Io sono felice.
Parentesi chiusa.

Al crepuscolo bruceremo perché nessun cieloè in grado di accogliere ciò che siamo. So different, so needed.             ...
11/12/2022

Al crepuscolo
bruceremo
perché
nessun cielo
è in grado
di accogliere
ciò che siamo.
So different, so needed.

Ogni incontro prevede due incidenti: uno contro la magia dell’altro e l’altro contro le sue oscurità.Entrare a contatto ...
03/12/2022

Ogni incontro prevede due incidenti: uno contro la magia dell’altro e l’altro contro le sue oscurità.

Entrare a contatto con il mondo di un altro non è mai un fatto semplice. Anzi “conoscere” è un fatto complicatissimo.
All’inizio sei acceso dalla curiosità, da quella fame irrefrenabile del sapere ed entri freneticamente nell’altro, scorrazzando con gioia in ogni punto di quello spazio messo a disposizione per te.
Dopo un po’ però inizi a ba***re contro porte, finestre, muri che non avevi intravisto prima. Il tuo corpo inizia a riempirsi di lividi perché batti contro le oscurità dell’altro.
Un modo di fare che non ti piace, un discorso che non condividi. Tutte quelle piccole imperfezioni che non potevi prevedere, e che arrivano a te come un incoraggiamento all’arresa, all’interruzione di quella corsa.
E allora che si fa?
Si sta.
E piano piano si bucano le finestre, si abbattono i muri, si rompono le porte.
Perché conoscere significa addentrarsi nell’altro ma piano, rispettando ogni fragilità, accogliendo ogni oscurità e godendo di ogni forma di luce.
Conoscere non significa interrompere la corsa ma proseguirla proprio quando le gambe ti fanno male. E stare, conoscere è stare.
Anche quando tutto quello che ha da offrire l’altro è un cumulo di macerie che non si muovo neanche col vento.

La mano che mi ha promesso la pace è stata la mano che ha scoccato la freccia
27/11/2022

La mano
che mi ha promesso
la pace
è stata
la mano
che ha scoccato la freccia

Il mio sangueoro colatoche mi ri-assemblerà la pelle. Kintsugidegli strati morti. ✍️📲💫•••Tutte le mie illustrazioni part...
23/11/2022

Il mio sangue
oro colato
che mi ri-assemblerà
la pelle.
Kintsugi
degli strati
morti.
✍️📲💫
•••
Tutte le mie illustrazioni partono da quello che scrivo.
Disegnare mi aiuta a dare a quelle parole un’immagine chiara, riconoscibile.

Rileggere il mito di Medusa mi ha fatto comprendere diverse cose. In primis è da considerarsi forse uno dei primi casi d...
21/11/2022

Rileggere il mito di Medusa mi ha fatto comprendere diverse cose.
In primis è da considerarsi forse uno dei primi casi di Victim blaming nella letteratura classica. Poseidone STUPRA Medusa ma nelle narrazioni contemporanee, non si pone l’accento sulla violenza ma sulla tentazione: “Medusa ha tentato con la sua bellezza il dio”, “Medusa con la sua chioma attrae”.
Facendo così passare il concetto che se sei bella, sicura, indossi abiti scollati.. sei una tentatrice e quindi meriti di essere stuprata, legittimi la violenza nei tuoi confronti.
E ciò che rende tutto questo vomitevole, oltre al fatto che questo mito sia propagato in questi termini da secoli così, è che nella nostra società succede esattamente questo. Prima di guardare alla violenza si guarda sempre a cosa indossava la vittima.
Ma la violenza resta violenza e non va mai giustificata.
In secundis la narrazione della figura femminile. Ogni donna di potere viene sempre paragonata ad un mostro nocivo per l’uomo..che va punito, maltrattato, ucciso. E non solo in questo mito.
Quando dico che alla base della violenza c’è un problema culturale, lo dico per questo. Basta guardare al passato per renderci conto di quanto le fondamenta della nostra società siano poggiate su pilastri malsani e nocivi.
E pure se è vero, come sosteneva la Wolf, che è assai più facile uccidere un fantasma che una realtà, iniziare ad attuare un dialogo su queste cose, a fare luce su tutte le ombre del passato, fa sì che le cose col tempo inizino a cambiare, che prendano un nome ed un significato.

15/11/2022

GocciaBag is out!!!
Ordina la tua e colora il mondo con Goccerosa!🌸🌸

Prima illustrazione per inaugurare questa pagina. Ho scelto quella legata ad una poesia che ho scritto in passato. Spero...
12/11/2022

Prima illustrazione per inaugurare questa pagina. Ho scelto quella legata ad una poesia che ho scritto in passato. Spero vi piaccia.

Al ventre spezzato
che avrebbe dovuto ospitare
i miei figli
e che invece ospita
le mie rovine.
✍️💔

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!❤️
Bacini, gocce

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