C23 Home Gallery

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BACIAMIVivere il proprio tempo!
16/04/2024

BACIAMI
Vivere il proprio tempo!

PIETASFORUM DI CULTURA AUSTRIACO DI ROMA a cura di Alfonso Amendola | Costabile Guariglia.La mostra è visitabile fino al...
11/02/2024

PIETAS
FORUM DI CULTURA AUSTRIACO DI ROMA
a cura di Alfonso Amendola | Costabile Guariglia.
La mostra è visitabile fino al 07 marzo 2024.
Artisti: Karin Pfeifer, Sula Zimmerberger, Gianni Grattacaso, Costabile Guariglia, Maria D'Anna.

PIETAS Una  doppia curatela con Alfonso Amendola e Costabile Guariglia, tra Immaginifico e Visionario.Forum di Cultura A...
18/01/2024

PIETAS
Una doppia curatela con Alfonso Amendola e Costabile Guariglia, tra Immaginifico e Visionario.
Forum di Cultura Austriaco Roma
09 | 02 ● 07 | 03 | 2024
■ Inaugurazione Venerdi 9 Febbraio ore: 18.30 ■
Artisti presenti in mostra: Karin Maria Pfeifer, Sula Zimmeberger, Gianni Grattacaso, Costabile Guariglia, Maria D'Anna.
Al Pianoforte Maestro Paolo Zaumer.

ASTEAS a cura di Rosanna de Cicco |  Ji Shoofeng Milot Dal  17 | 12 □ 31 | 03 | 2024 □ MUSEO ARCHEOLOGICO DEL SANNIO/ MO...
14/12/2023

ASTEAS
a cura di Rosanna de Cicco | Ji Shoofeng Milot
Dal 17 | 12 □ 31 | 03 | 2024 □
MUSEO ARCHEOLOGICO DEL SANNIO/ MONTESARCHIO | BN |
■ INAUGURAZIONE DOMENICA 17 DICEMBRE ORE 10.30
●□●□●□●□
COMUNICATO STAMPA
La mostra, organizzata dall’associazione “Mille Volti” con il patrocinio del Comune di Montesarchio (BN) e
del MIC è ospitata negli spazi del Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino, allestito nel Castello di
Montesarchio, superba struttura di origine longobarda; il titolo e lo spirito che identificano la mostra traggono
ispirazione dal pezzo più celebre e iconico della collezione museale, il vaso di ASSTEAS, splendido cratere del
IV secolo a. C. sul quale è presente una delle più belle raffigurazioni del ratto di Europa.
“ArS STEAS” è, infatti, una mostra che pone in connessione la creatività contemporanea e la riflessione
sull’antico. Un passato ed un presente che cercano e trovano un dialogo non sul piano di una semplice e
immediata riconnessione iconografica o puramente identitaria, quanto sul recupero forte e sicuro dell’ ars
come fare artistico, come presenza della pratica dell’arte nella costruzione sociale, come riattualizzazione e
riaffermazione di quella sapienza antica dell’arte come elemento agente nelle comunità umane; ars
interpretata e offerta alla riflessione degli artisti internazionali (Agron Hoti, Alessandra Carloni, Alfredo
Rapetti Mogol, Alì Nassereddine,
Andreas Luethi,
Antonella Fusha,
Antonio Volpone,
Arturo Casanova,
Campà,
Cathie Brousse,
Costabile Guariglia,
Edoardo Rossi,
Flavio Grasso,
Gabriele Buratti,
German, Miguel Borrachero,
Gianni Grattacaso
Gino De Vita,
Giovanni Ruggiero,
Giuseppe Bertolino,
Juan Carlos De Clares,
Maria D’Anna,
Maya Pacifico,
Michele Stanzione,
Michelle Odelin,
Milot,
Nicola Liberatore,
Odelin Michelle,
Oltsen Gripshi,
Pietro Maietta,
Raf Croce,Sabino Galante,
Sara di Costanzo,
Simon Roche Skripte,
Stefania Sabatino
Tiziana Vanetti,
Valerio Perino,
Viktor Ferraj,
Vladimir Llakaj,
Willow
Xhixha e gli artisti provenienti dalla Cina come Chen Yongjin,
Dai Zengjun, Fang Xin
Huang Qicheng, Huang Tiezhou, Jiang Heng, Lai Junjie, Li Yuwen, Lyu Janfù, Liu Ruowang, Liu Sichong, Liu
Xuguang, Liu Ziqi, Qiang Yong, Ren Jian, Shi Lei, Wang Zhaohui, Xu Yan, Yan Laichao, Yan Yu, Zeng Yi,
Zhang Yan, Zi Zheng, Zhengmin) e il suo significato più antico di cammino, di un “andare oltre”, verso un
altrove che è il luogo di incontro tra la manifestazione della congenialità dei mezzi espressivi e la possibilità
di emersione dell’Idea.
Dunque se la riflessione estetica che ha guidato la costruzione della mostra è l’arte come luogo e strumento
di connessione, questa si articola in almeno tre piani dialogici: Il primo è quello tra l’artista e il suo mezzo
espressivo, il secondo tra l’opera ed il contesto, il terzo, probabilmente quello che più qualifica l’identità della
rassegna, è il dialogo tra tradizioni lontane, non solo tra il passato archeologico del sito e l’attualità delle
proposte artistiche ma anche il confronto tra un occidente ed un oriente. La mostra, infatti, vede la
partecipazione di artisti europei italiani, spagnoli, francesi, albanesi insieme ad un nutrito numero di artisti
cinesi, dunque grandi tradizioni poste in un serrato dialogo guidato sapientemente dalla curatela scientifica,
quest’ultima affidata all’italiana Rosanna De Cicco, al cinese Ji Shoofeng, all’italo-albanese Milot e dalla
direzione artistica di Michele Stanzione. Operazione complessa che è riuscita a porre in un dialogo creativo
sessanta artisti, le cui opere sono approdate alla costruzione di un unico ponte culturale che oggi si presenta
all’occhio del visitatore come una sorta di grande bacino comune di visioni, suggestioni ed evocazioni.
Ecco dunque che la mostra trae ispirazione dal nome da un’opera nella quale è raffigurata una delle più belle
rappresentazioni dell’iconografia greca del ratto di Europa, quasi ne ribalta il senso e quel ratto diventa
accorto, sensibile e amorevole incontro tra mondi che, ben lungi dall’essere lontani, appaiono sempre più
destinati a generare nuove opportunità creative, nuovi spazi di riflessione, arricchimento, crescita e scambio.
ArS STEAS si pone anche come evento che mira, proprio per i contenuti che la guidano, a diventare un
appuntamento periodico. Questo approccio riconferma il carattere della rassegna come urgenza di riportare
il “fare” dell’arte nelle comunità, nei luoghi, per riconfermarne il suo ruolo sociale; l’apertura ad un panorama
artistico internazionale in una cornice storica di primaria importanza e indiscutibile fascino, rispondono alla
necessità di porre con forza l’attenzione sull’ arte come elemento imprescindibile per lo sviluppo culturale ed
economico anche delle aree interne, quelle tradizionalmente avvertite come meno sensibili e più lontane alle
politiche di sviluppo e sostegno alla creatività contemporanea ma che, invece, posta in dialogo con i patrimoni
storici riesce ad attivare ambiziose azioni di osmosi e reciproco sostegno. Nell’idea che ha guidato la direzione
scientifica l’iniziativa potrebbe aprirsi anche ad un premio annuale atto a sostenere nel tempo la durata e il
rafforzamento della rassegna.
La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo 2024; nei tre mesi della sua durata sarà organizzato un calendario
di eventi con convegni, workshop, incontri con gli autori e curatori per la conoscenza dettagliata e ravvicinata
degli artisti presenti e dei loro percorsi creativi.

ISCRIZIONI RESIDENZE D'ARTISTA
12/04/2021

ISCRIZIONI RESIDENZE D'ARTISTA

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07/03/2021

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Via Santa Chiara
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CIVICO 23 GALLERY

La galleria C23HomeGallery, promuove artisti che indagano diversi linguaggi dell’arte spaziando dalla pittura al digitale, alle videoinstallazioni e mix media. Le opere esprimono una sintesi della diversa significazione nella singolare estetica contemporanea elaborata secondo la personale esigenza di percorso.

L’approccio al nostro progetto avvalora e amplifica gli apporti sensibili che si accompagnano abitualmente alle opere di questi artisti emergenti con l’interpretazione delle dinamiche di un ambiente fieristico che si svolge in un‘area e in volume recuperati alla comunicazione del linguaggio dell’arte che spazia dal figurativo al concettuale, da artisti storicizzati a giovani artisti.

Il progetto vede coinvolti gli artisti: Toni Alfano, Evita Andújar, Maria D’Anna, Luca Cecioni, Gianni Grattacaso, Costabile Guariglia, Federica Limongelli,Dasha & Mari, Arianna Matta, Fabio Mariani,Pamela Napoletano, Karin Maria Pfeifer, Sula Zimmerberger, Xia Ying.


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