Museo Pontificio Santa Casa

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Museo Pontificio Santa Casa Pagina Ufficiale del Museo Pontificio Santa Casa
📍Loreto (AN)
🕰️tutti i giorni 10-13 e 15-18
Visite guidate al Camminamento: 10-11-12 / 15-16-17

Oggi si festeggia San Luca Evangelista📖🐂, e qui al Museo Pontificio vogliamo celebrarlo ammirando da vicino il magnifico...
18/10/2026

Oggi si festeggia San Luca Evangelista📖🐂, e qui al Museo Pontificio vogliamo celebrarlo ammirando da vicino il magnifico affresco staccato che lo raffigura.

L'opera fa parte dei grandi cicli pittorici realizzati per il Santuario lauretano tra il 1610 e il 1615 da Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio (pittore ufficiale di Clemente VIII), che decoravano originariamente la Cupola.

A causa di problemi di conservazione, tra il 1889 e il 1891 gli affreschi furono staccati e riportati su tela. Oggi, nella Sala degli Evangelisti, i visitatori possono ammirare la gigantesca figura di San Luca - ritratto con i suoi tradizionali attributi iconografici - insieme agli altri Evangelisti, salvati e restituiti alla fruizione del pubblico.

Un'occasione speciale per osservare a tu per tu un capolavoro d'arte sacra che un tempo dominava la cupola del Santuario!✨🎨

📍 Vi aspettiamo al Museo Pontificio Santa Casa.

🔎Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio, San Luca, 1610-1615, affresco staccato

Oggi ricordiamo San Giovanni XXIII, un Papa che ha profondamente segnato la storia della Chiesa e anche quella del nostr...
11/10/2026

Oggi ricordiamo San Giovanni XXIII, un Papa che ha profondamente segnato la storia della Chiesa e anche quella del nostro museo!🕊️

All'interno della Sala 10, nota come la Sala dei Papi, è custodito l'affascinante corredo della stanza che ha ospitato i pontefici in pellegrinaggio a Loreto, come Pio VII, Gregorio XVI e Pio IX e, nel 1962, Papa Giovanni XXIII.

Forse non tutti sanno che... Papa Roncalli non dormì effettivamente in quella stanza, partendo subito dopo per Assisi. Fu proprio lui, colpito dalla magnificenza dell'ambiente, a dichiarare che nessun papa avrebbe più dovuto dormire lì perché "troppo sfarzosa", desiderando invece che la stanza fosse allestita e aperta al pubblico esattamente come lui l'aveva vista.

Grazie alla sua intuizione, oggi i visitatori del museo possono ammirare questo straordinario spaccato di storia pontificia!✨

📍 Vi aspettiamo nella Sala 10 del Museo Pontificio Santa Casa per scoprire da vicino questo e tanti altri tesori.

🌿Oggi celebriamo San Francesco d’Assisi!Patrono d’Italia e simbolo universale di umiltà, pace e amore per il creato, San...
04/10/2026

🌿Oggi celebriamo San Francesco d’Assisi!

Patrono d’Italia e simbolo universale di umiltà, pace e amore per il creato, San Francesco ha lasciato un’impronta indelebile nella storia e nella spiritualità. La sua scelta di povertà e il suo profondo legame con la gente lo hanno reso uno dei santi più amati di sempre, faro di speranza per migliaia di fedeli in cammino.

E a proposito di "impronte indelebili" e cammini di fede, oggi vogliamo mostrarvi un legame speciale tra il Santo e la storia del nostro Santuario.

Nelle immagini di questo post potete ammirare 3 antiche matrici per tatuaggi lauretani che raffigurano proprio San Francesco. Ma cos'era esattamente il tatuaggio lauretano? 🖋️

Per secoli, i pellegrini che giungevano a Loreto (soprattutto dall'Abruzzo) sceglievano di farsi tatuare per testimoniare per sempre la loro devozione e la partecipazione ai riti religiosi del Santuario.

La serie completa che custodiamo qui al Museo è composta da ben 63 tavole di legno di bosso incise con simboli devozionali, la Madonna, il Crocifisso e i Santi più venerati. Attribuite a un abile artigiano locale del XVI secolo, queste tavolette venivano usate come "stampini" per il tatuaggio.

L'arte veniva tramandata da poche famiglie locali. Il procedimento? Veniva iniettata sotto la pelle una sostanza di colore turchino usando la "picchetta", un rozzo strumento di legno con tre aghi legati in cima. Un'usanza nata intorno alla fine del '500, sotto Sisto V, diffusasi per tutto l'Ottocento e scomparsa definitivamente solo verso la metà del Novecento.

Un segno blu sulla pelle, per portare il Santuario, e santi come Francesco, sempre con sé💙

Voi conoscevate questa antica tradizione legata ai pellegrinaggi? Vi aspettiamo al Museo Pontificio della Santa Casa per scoprire dal vivo queste straordinarie tavolette! 🏛️

Oggi, in occasione della ricorrenza di San Girolamo, vogliamo farvi scoprire un'opera custodita all'interno dei nostri d...
30/09/2026

Oggi, in occasione della ricorrenza di San Girolamo, vogliamo farvi scoprire un'opera custodita all'interno dei nostri depositi: San Girolamo penitente attribuito alla scuola romana📜💀

Di questo dipinto si hanno poche notizie storiche e documentarie, ma la tela colpisce per la forza espressiva e la ricchezza dei dettagli iconografici tradizionali. La figura del santo domina la scena in un momento di profonda contemplazione: il drappo rosso, il teschio e il libro richiamano il rigoroso impegno ascetico e la straordinaria erudizione di una delle figure più affascinanti della cristianità.
San Girolamo è celebre soprattutto per aver tradotto la Bibbia in latino (la Vulgata), unendo la passione per gli studi filologici a una radicale scelta di penitenza e solitudine, trascorsa per lunghi anni nel deserto.

🔎 Scuola romana, S. Girolamo penitente, sec. XVII, olio su tela

Oggi, 29 settembre, celebriamo San Michele Arcangelo ammirando uno dei capolavori più affascinanti della nostra collezio...
29/09/2026

Oggi, 29 settembre, celebriamo San Michele Arcangelo ammirando uno dei capolavori più affascinanti della nostra collezione: il San Michele Arcangelo che caccia Lucifero di Lorenzo Lotto (1545 ca.)🗡️✨

In questa tela straordinaria, Lotto si distacca dalla tradizione. Non dipinge un mostro, ma un Lucifero dalle forme efebiche, quasi uno specchio dell'Arcangelo stesso. Più che una battaglia fisica, sembra svolgersi una lotta interiore tra luce e tenebra, in cui la mano di Michele pare quasi tendersi in un estremo, misterioso gesto di carità.

La profondità di quest'opera continua a ispirare nuove indagini. Ringraziamo la Dott.ssa Lucrezia Tenebri () per aver recentemente dedicato a questo capolavoro la sua tesi magistrale dal titolo: "Il San Michele Arcangelo che caccia Lucifero di Lorenzo Lotto. Fortuna critica, iconografia e restauri". Un lavoro preziosissimo che ha sistematizzato tutta la critica passata e recente, unita ai dati degli ultimi restauri📖🔎

🏛️ Il Museo Pontificio Santa Casa è da sempre un luogo vivo di conoscenza. Siamo profondamente lieti di aprire le nostre porte a studiosi, ricercatori e studenti universitari che desiderino studiare e valorizzare le innumerevoli opere del nostro patrimonio.

Vi aspettiamo a Loreto per ammirare da vicino la luce e i segreti di questo capolavoro lottesco!💙

🔎Lorenzo Lotto, San Michele che scaccia Lucifero, 1545 ca., olio su tela

Oggi, 21 settembre, celebriamo San Matteo Apostolo ed Evangelista🖋️📖 Per l'occasione, vi raccontiamo un'affascinante sto...
21/09/2026

Oggi, 21 settembre, celebriamo San Matteo Apostolo ed Evangelista🖋️📖
Per l'occasione, vi raccontiamo un'affascinante storia di arte, fragilità e salvataggio che ci tocca molto da vicino.

Alzando gli occhi verso la cupola della Basilica, oggi vediamo i meravigliosi affreschi di Cesare Maccari, ma un tempo quello spazio brillava dei colori di un altro grande maestro: Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio.

Tra il 1610 e il 1615, su incarico del cardinale Antonio Maria Gallo, il Pomarancio decorò la cupola con un ciclo grandioso: nella calotta un trionfo d'oro con l'incoronazione della Vergine tra angeli musicanti, nel tamburo le virtù di Maria, e, maestosi sopra gli archi, i quattro Evangelisti✨

Purtroppo, il tempo e le pesanti infiltrazioni d'acqua minacciarono irrimediabilmente l'opera. A fine Ottocento si dovette prendere una decisione drastica: preservare i dipinti sulla cupola era ormai impossibile. Così, tra il 1889 e il 1891, grazie al delicato intervento di Ottaviano Ottaviani, cinque porzioni di questi affreschi vennero "strappate", riportate su tela e salvate per le generazioni future.

Oggi, nella nostra Sala Evangelisti, custodiamo queste memorie. Possiamo ancora ammirare le tre gigantesche e magnifiche figure di San Marco, San Luca e San Giovanni. Ma San Matteo? Del suo maestoso ritratto originario, purtroppo perduto a causa dei danni del tempo, ci è rimasto un unico, preziosissimo frammento: l'Angelo, il suo storico attributo iconografico🪽

Un piccolo lacerto scampato alla distruzione, che oggi ci parla non solo di fede e grande arte, ma anche dell'inestimabile valore della tutela del nostro patrimonio.

Vi aspettiamo al Museo Pontificio Santa Casa per ammirare da vicino l'Angelo di San Matteo e le altre memorie salvate del Pomarancio! 🏛️💙

Oggi la Chiesa celebra San Nicola da Tolentino, figura cardine della spiritualità agostiniana e profondamente legata all...
10/09/2026

Oggi la Chiesa celebra San Nicola da Tolentino, figura cardine della spiritualità agostiniana e profondamente legata alla nostra terra marchigiana. Per l'occasione vi portiamo alla scoperta di un tesoro custodito nei nostri depositi: una preziosa tela attribuita a Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino (Cento, 1591 – Bologna, 1666).

L'opera ritrae il santo in un momento di intima devozione, con lo sguardo abbassato e circondato dai suoi attributi tradizionali: il crocifisso sormontato dal giglio, simbolo di purezza, e il caratteristico sole raggiato rosso sul petto. Tra le mani regge un libro usato e sgualcito, sul quale spiccano le parole di San Bernardo (ispirate al Vangelo di Giovanni e alla regola agostiniana): «Praecepta patris mei servavi, ideo maneo in eius dilectione» ("Ho osservato i precetti del Padre mio e rimango nel suo amore"), un vero compendio di dedizione spirituale.

Dettagli dell'opera e curiosità storiche🕵️‍♀️
▪️Il dipinto riflette la maturità del maestro centese, successiva al soggiorno romano. Il pittore qui abbandona i contrasti più accesi del primo Barocco per abbracciare un classicismo più misurato, memore della tradizione bolognese.
▪️La tela fu commissionata dal tolentinate Benadduce Benadduci, illustre giurista attivo tra Bologna e Ferrara. L'acquisto è documentato con precisione: nel celebre Libro dei conti del Guercino è infatti registrato il compenso di 40 scudi sotto l'anno 1636.
▪️Il rigore e la semplicità mistica della tela contrastano con la sontuosa cornice barocca dorata (fine Seicento – inizi Settecento), finemente intagliata con motivi vegetali, volute e mascheroni.

🔎Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino, San Nicola da Tolentino, ante 1636, olio su tela, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto in deposito presso il Museo Pontificio

✨8 Settembre, Festa della Natività della Beata Vergine Maria✨Per celebrare la nascita della Vergine, "aurora di salvezza...
08/09/2026

✨8 Settembre, Festa della Natività della Beata Vergine Maria✨

Per celebrare la nascita della Vergine, "aurora di salvezza" per il mondo intero, vi proponiamo questa Natività di Maria custodita nei depositi del nostro Museo, attribuita a Giovanni Baglione (1573–1644).

La scena unisce il piano divino a un'atmosfera intima e calorosa:
🔸In primo piano: tre donne accudiscono la neonata Maria. A sinistra, spicca una figura seduta con un simpatico cagnolino sulle ginocchia e un orcio di rame a terra, dai realistici riflessi metallici.
🔸Sullo sfondo: Sant’Anna riposa sul letto assistita da una giovane, mentre in alto l’Eterno Padre osserva tra le nubi la nascita della Vergine con gesto di benedizione e benevolenza.
🔸L'attenzione ai dettagli quotidiani e il realismo degli affetti mostrano il Baglione vicino alle suggestioni della pittura caravaggesca del suo tempo.

🏛️ La tela era conservata in origine nella Sala del Tesoro della Basilica (oggi Ca****la dei Santi Pellegrini, del "Pomarancio")

Buona festa della Natività di Maria a tutti i fedeli e visitatori!🕊️✨

‼️Oggi il Museo sarà aperto esclusivamente dalle ore 15.00 fino alle ore 18.00‼️

🔎 Giovanni Baglione (attr.), Natività di Maria Vergine, olio su tela, deposito Museo

Un dialogo d’eccezione tra pittura e arte vascolare, nel segno del grande Rinascimento urbinate🏺✨Custodite permanentemen...
03/09/2026

Un dialogo d’eccezione tra pittura e arte vascolare, nel segno del grande Rinascimento urbinate🏺✨

Custodite permanentemente nel nostro Museo Pontificio, le celebri maioliche da farmacia della Santa Casa sono attualmente inserite nel percorso della mostra "L'Annunciazione di Federico Barocci dei Musei Vaticani".

Una scelta espositiva naturale: questi capolavori condividono infatti con Federico Barocci la stessa straordinaria terra d’origine, Urbino, e gli stessi decenni di massimo splendore artistico tra la seconda metà del Cinquecento e i primi del Seicento.

La collezione, nata per l’antica Spezieria del Palazzo Apostolico, vanta i 350 preziosi pezzi istoriati della celebre bottega di Orazio Fontana, donati dal Cardinale Giulio Feltrio Della Rovere con scene bibliche e mitologiche, e le 111 raffinate ceramiche della bottega dei Patanazzi, decorate con motivi di ispirazione raffaellesca, mitologica e storica.

Un’occasione unica per immergersi nella cultura figurativa di Urbino, riscoprendo come la bellezza e il racconto per immagini prendessero vita tanto sulle tele del Barocci quanto sulle superfici lucenti delle maioliche da farmacia.

📍 Museo Pontificio Santa Casa di Loreto
🗓️Mostra: "L'Annunciazione di Federico Barocci dei Musei Vaticani" (fino al 25 ottobre 2026)
⏱️Orari: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00

🔎Bottega dei Patanazzi, Draghi per fontana, sec. XVII, ceramica invetriata
🔎Bottega dei Patanazzi, Grande vaso con anse figurate e coperchio sormontato da grifo raffigurante la scena "Mosè fa scaturire l'acqua", sec. XVII, ceramica invetriata

29 agosto, Memoria del Martirio di San Giovanni Battista🕊️In occasione della ricorrenza liturgica del martirio del Precu...
29/08/2026

29 agosto, Memoria del Martirio di San Giovanni Battista🕊️

In occasione della ricorrenza liturgica del martirio del Precursore, vi portiamo alla scoperta di un tesoro custodito nei nostri depositi: la straordinaria Decollazione del Battista di Pellegrino Tibaldi (1527–1596).

L’opera - un imponente affresco staccato e riportato su tela - faceva originariamente parte della decorazione dell'antica Ca****la di San Giovanni Battista (oggi Ca****la dell’Assunta o Americana) all'interno della Basilica della Santa Casa.

Fu commissionata tra il 1553 e il 1555 dal cardinale di Augusta, Ottone di Truchsess di Waldburg, tra i più illustri mecenati del tempo a Loreto.

Descritto già da Giorgio Vasari nelle sue Vite, il dipinto testimonia il momento di massimo splendore giovanile del Tibaldi: reduce dalla feconda esperienza romana, l'artista reinterpreta la lezione di Michelangelo con un linguaggio potente, dinamico e drammatico.

Come sottolineato dallo storico dell'arte Pietro Zampetti, si tratta di «una delle opere più significative della pittura italiana a metà secolo», capace di trasmettere tensione e solennità attraverso la monumentalità dei corpi e la complessa architettura scenica.

L'affresco, insieme alla scena della Predica del Battista, è stato salvato e staccato a fine Ottocento durante gli interventi del Sacconi per il rifacimento delle cappelle in Basilica e restaurato negli anni Ottanta.

🔎Pellegrino Tibaldi, Decollazione del Battista, 1553-1555, affresco staccato e riportato su tela, depositi Museo Pontificio

Indirizzo

PIAZZA DELLA MADONNA 1
Loreto
60025

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 13:00
15:00 - 18:00

Telefono

+390719747198

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