Museo Antica Civiltà Contadina Piedelpoggio

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Museo Antica Civiltà Contadina Piedelpoggio Il museo dell'antica civiltà contadina è stato fondato per raccogliere e tramandare le tradizioni popolari per la loro importanza storica e affettiva.

13/10/2026

EMIDIO: CASANOVA- "LA STRAVA"- UN RICORDO CHE VIENE DA LONTANO.
Ci sono storie che non si trovano sui libri ma sopravvivono nei racconti degli anziani , tramandati da generazione in generazione. Emidio ha ascoltato questo racconto dai suoi genitori : Sua madre" Nazzarena" aveva dei parenti a Casanova e , come tante altre volte, un giorno (fine ottocento - primi anni novecento) , si mise in cammino da Piedelpoggio per andare a trovarli. Non sapeva che in paese era scoppiata un'epidemia di colera. Arrivata nei pressi dell'abitato le fu intimato di tornare indietro perche' avvicinarsi sarebbe stato troppo rischioso. Passo' del tempo. Allora non avevano possibilita' di avere notizie immediate . L'attesa poteva durare giorni o settimane. Solo quando torno' a Casanova apprese che nella borgata di " Strava" , dove sorgeva una chiesa ormai dismessa, era stato allestito un lazzaretto, un luogo destinato a raccogliere e isolare i malati .Vi furono ricoverate molte persone e, secondo il racconto, i morti furono numerosi anche perche' mancavano le condizioni igieniche necessarie per contrastare efficacemente l'epidemia. Raccogliere queste testimonianze , a nostro avviso, significa salvare dell'oblio non soltanto gli avvenimenti ma anche la vita, le paure, le emozioni di chi ci ha preceduti.

Non soltanto una festa. Un paese che si anima, una comunita' che si ritrova e un territorio che si fa ancora riconoscere...
10/10/2026

Non soltanto una festa. Un paese che si anima, una comunita' che si ritrova e un territorio che si fa ancora riconoscere. Grazie agli organizzatori, a tutti i volontari e a chi continua a credere nella bellezza di Leonessa.

Ci sono momenti dell'anno in cui la natura sembra voler superare se stessa. I boschi e le montagne si accendono di  sfum...
06/10/2026

Ci sono momenti dell'anno in cui la natura sembra voler superare se stessa. I boschi e le montagne si accendono di sfumature incredibili, ogni scorcio sembra un dipinto . Lassu', in cima al palo, quasi a sorvegliare questo spettacolo, si intravede il falchetto stanziale, ormai famigliare .Cosi', mentre il paese celebra i frutti della terra con una attesa sagra , la montagna offre uno degli spettacoli piu' belli dell'anno.

DALLA PATATA AMERICANA ALLA PATATA LEONESSANA.C'e' un odore che in autunno racconta Leonessa piu' di tante parole: quell...
04/10/2026

DALLA PATATA AMERICANA ALLA PATATA LEONESSANA.
C'e' un odore che in autunno racconta Leonessa piu' di tante parole: quello delle patate appena cotte che richiamano le cucine di un tempo, le famiglie riunite. La patata di Leonessa non e' soltanto una festa del gusto , e' un appuntamento che custodisce una parte della nostra storia contadina .Leonessa con il suo territorio, il suo clima, la sua altitudine , ha dato alla patata caratteristiche particolari: soprattutto una pasta consistente e la capacita' di non assorbire acqua durante la cottura , facendone nel tempo il prodotto piu' conosciuto del nostro territorio.Forse e' proprio questo il valore maggiore della sagra, consolidare quei sapori e quelle tradizioni che fanno parte della nostra memoria. Il primo scritto che menziona la patata nell'altopiano risale al 1869 ed e' citato in Leonessa e il suo Santo nel luglio 2018 da Luigi Nicoli in un articolo in cui riporta l'ottava della Pastoral Siringa in cui Maccheroni scrive: " Per un istante estatico rimane come al presto sia venuta al fine la provvista che fa con voglie umane di legumi, patate e di farine ."(parlando delle provviste compaiono quindi : legumi, patate, farina) Nel 1879 la produzione media era di 4230 quintali. Nel 1921 era arrivata a 14.400 quintali diventando il principale prodotto dell'agricoltura leonessana . Il clima delle nostre montagne e' cosi' diventato sapore.

S. NICOLA, QUELLO CHE RESTA NEL TEMPO.Oggi entriamo nell'atrio ricavato dalla chiesa di S. Nicola di Bari per una cosa d...
02/10/2026

S. NICOLA, QUELLO CHE RESTA NEL TEMPO.
Oggi entriamo nell'atrio ricavato dalla chiesa di S. Nicola di Bari per una cosa diversa da quella per cui, secoli fa, entravano i leonessani. Nell'atrio infatti c'e' uno sportello bancario (speriamo duri) e si puo' prelevare denaro . Ma quelle mura raccontano un 'altra storia . Questa era la chiesa di S. Nicola di Bari affacciata sul corso principale di Leonessa. Il suo bellissimo portale rosso con le caratteristiche protomi leonine e' ancora li a ricordarci la sua antica identita' e dentro si poteva ammirare fino a poco tempo fa , tra le opere documentate, un patrimonio piu' prezioso: Un affresco della crocifissione risalente all'epoca 1539 con la Madonna e S. Nicola.La chiesa oggi non e' piu' un luogo di culto: fu dismessa , prima affittata poi venduta a un istituto bancario ma ogni volta che varchiamo quel portale per una necessita' quotidiana vale la pena di fermarsi un istante. A Leonessa puo' capitare di trovarsi, quasi senza accorgercene dentro un pezzo di storia. Le prime tre foto sono illustrate nel libro : "Leonessa Sacra a pag. 160.

SONO IO, LEONESSA NEL 1593quando  Sebastiano Marchesi su richiesta di Ranucci I Farnese , dopo la morte della duchessa M...
30/09/2026

SONO IO, LEONESSA NEL 1593
quando Sebastiano Marchesi su richiesta di Ranucci I Farnese , dopo la morte della duchessa Margherita D'Austria disegno' una mia veduta prospettica (disegno riprodotto a pag 279 n 844 del volume: "La Sabina, il territorio di carta" 1994) per documentare i possedimenti Farnesiani.
E' una mia veduta esterna e sopraelevata del lato nord- ovest della valle . Sono ancora dentro le mura. Le mie porte, come si puo' leggere nella didascalia in basso segnano gli importanti ingressi , le mie strade attraversano l'abitato e piu'in alto l'antica "Ripa di C***o", sul monte Tilia oltre i 1200 mt di quota , mi guarda e mi protegge (dove oggi svettano i ruderi della medievale "Torre Angioina). Rafforzata gia' nel 1278 Ripa di C***o indica una fortezza, un territorio da difendere, un abitato che lentamente prende forma , il nucleo originario in cui venni fondata .
Intorno a me scorre il paesaggio , il fiume che da sempre mi accompagna. Dentro le mie case vive una comunita': Ci sono voci , passi , lavoro(tanto) campane che suonano, persone che oggi non conoscete piu' ma che per me erano il presente. Sono passati piu' di quattro secoli e quel disegno e' rimasto, testimonianza importante del mio passato.

PORTA SPOLETINA , SE POTESSE PARLARE..." Da secoli sono qui a fare la mia parte a guardia di Leonessa. Ho visto arrivare...
28/09/2026

PORTA SPOLETINA , SE POTESSE PARLARE...
" Da secoli sono qui a fare la mia parte a guardia di Leonessa. Ho visto arrivare e partire tanta gente con la polvere della strada sulle scarpe. Un tempo attraversarmi non era un gesto qualunque. IO ERO LA SOGLIA. Oltre me cominciava la strada verso Spoleto e verso i territori della chiesa. Nel 1456 fui ricostruita sostituendomi a una porta piu' antica e piu' ampia. Mi chiamavano anche " Porta dello Stato". Ho conosciuto guerre, terremoti, feste, processioni. Mentre io rimanevo al mio posto ho visto cambiare l'aspetto di Leonessa , fin dal 1500 , quando il borgo fu ristrutturato ed anche intorno alla porta sorsero palazzi e nuove forme urbane. La merlatura quella che vedete sulla porta fu ricostruita nella prima meta' del 1900 ma il mio aspetto merlato era gia' raffigurato secoli fa nel sigillo dell'antica Universita' di Leonessa. E i due leoni che mi custodiscono? Uno e' antico (quello a sinistra guardandoli di fronte) l'altro e' arrivato molto piu' tardi (opera di Antonio Bonanni) e continuano a ricordare la forza e l'identita' di questa citta'. Ho perso una parte delle immagini che mi decoravano: l'antico affresco votivo all'interno della porta dedicato a S. Giuseppe e alla Madonna . Fu distaccato nel 1965 e cio' che rimase fu ricollocato negli anni 90. Anche la Madonna sopra l'arco e' cambiata, sostituita nel 1962 da un mosaico della scuola Vaticana. Oggi comunque , sono ancora un monumento molto fotografato e ammirato."

Quando Roasler Franz (1845-1907) arrivo' a Leonessa  dipinse dal vero , con la visuale da Porta Aquilana,  la nostra bel...
26/09/2026

Quando Roasler Franz (1845-1907) arrivo' a Leonessa dipinse dal vero , con la visuale da Porta Aquilana, la nostra bella piazza. Possiamo immaginare : si mise davanti a quel paesaggio, osservo' le case, l'architettura, la vita che animava la piazza lasciando che le sue mani e i suoi acquarelli conservassero l'immagine del bel fontanile di porta Aquilana e della fontana Farnesiana. E allora questo dipinto e' piu' di un'opera d'arte. E' una finestra aperta sulla Leonessa di un altro tempo. Guardandola oggi possiamo cercare cio" che e' rimasto, riconoscere cio' che e' cambiato. Roasler Franz e' un artista che ha fatto della memoria la sua missione (soprattutto con "Roma sparita" )e ha lasciato cosi' , anche a Leonessa, una preziosa testimonianza. A volte la storia di un paese e' custodita nello sguardo di chi, arrivando da lontano ha saputo accorgersi della sua bellezza.

LEONESSA: PORTA AQUILANA(Sec. XIII) SENTINELLA DELLA STORIA.Si chiamava un tempo "Porta del regno" o "Porta di Napoli" p...
24/09/2026

LEONESSA: PORTA AQUILANA(Sec. XIII) SENTINELLA DELLA STORIA.
Si chiamava un tempo "Porta del regno" o "Porta di Napoli" perche' era al confine con il regno delle due Sicilie e poi con il regno di Napoli. Nel fornice ribassato e' ancora visibile un particolare dell'antica saracinesca in ferro, uno dei pochi meccanismi difensivi originali conservati nel Lazio.Racconta una Leonessa diversa, una citta' di confine fortificata e attenta a difendere il proprio territorio. Oggi l'attraversiamo ,spesso ,quasi senza accorgercene ma chissa' quante persone l'hanno attraversata nei secoli: mercanti, pastori, pellegrini, soldati, contadini...Ognuno portava con sé la sua storia. Immaginiamo un leonessano nel 1500.Usciva da Porta Aquilana e si trovava davanti la strada per il territorio aquilano , una delle vie di comunicazione piu' importanti del regno , ma fuori porta non c'erano solo strada e campagna. Di fronte alla porta c'era la chiesa di S. Maria extra et prope portam (letteralmente : fuori e vicino alla porta)costruita nel 1352 . Nel 1844 Edward Lear disegno' la chiesa (foto sotto)sul posto, quando gia' era in condizioni di rovina . La sua testimonianza e' particolarmente preziosa perche' mostra com'era la chiesa poco prima della demolizione voluta proprio per favorire l'accesso alla porta. Il portale gotico venne salvato e collocato all'interno della chiesa di S. Francesco. Nei pressi c'era anche una locanda per accogliere i viandanti e gli edifici della gabella (un luogo di passaggio e di controllo). Varcare oggi questa porta e' un po' come entrare nella storia di Leonessa

23 SETTEMBRE: EQUINOZIO D'AUTUNNO. Domani la luce e il buio si incontreranno in  perfetto equilibrio.C'e' qualcosa di do...
22/09/2026

23 SETTEMBRE: EQUINOZIO D'AUTUNNO. Domani la luce e il buio si incontreranno in perfetto equilibrio.
C'e' qualcosa di dolce e malinconico nel vedere l'estate andar via mentre lascia spazio a una nuova bellezza.

Indirizzo

Piazza Del Museo
Piè Del Poggio
02016

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