MAVI - Museo Antropologico Visivo Irpino

MAVI - Museo Antropologico Visivo Irpino Il MAVI, Museo Antropologico Visivo Irpino, ha sede a Lacedonia (Av) E ci raccontano le loro credenze, i loro sentimenti, i loro valori, le loro idee.
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Il MAVI, Museo Antropologico Visivo Irpino, ha sede in un edificio dell'Ottocento situato al centro di Lacedonia (AV). Adibito in passato a carcere circondariale e a pretura mandamentale, è stato ristrutturato dopo il sisma del 1980 con diversi ambienti, ampi e ben distribuiti su tre piani. Quello del museo è un progetto ideato dopo la pubblicazione del libro di Frank Cancian "Lacedonia, un paese

italiano, 1957". Libro che sollecitava la conoscenza di un periodo storico molto importante per il nostro territorio e che trova ora risposta nella realizzazione del museo. Elemento fondante del museo è costituito da 1801 foto che Frank Cancian, professore emerito dell'Università della California Irvine, con grande generosità ha messo a disposizione dei visitatori. Le foto scattate tra gennaio e luglio del 1957 dall'allora ancora giovane studente sono preziosissime, perché ci restituiscono con vivace immediatezza e con forte impatto visivo ed emotivo lo spirito di quel tempo e quel mondo contadino ormai scomparso a seguito dell'emigrazione, dovuta alle grandi trasformazioni economiche e sociali del secondo dopoguerra. Esse ritraggono le persone nella loro quotidianità: a lavoro, a scuola, in casa, nelle masserie, in processione, nelle feste religiose, in piazza, al bar, lungo le strade, durante le cerimonie. In queste foto i volti di quelle persone affiorano con un'evidenza e un'incisività che non sempre sono presenti nei documenti scritti.

Happy birthday, Frank, wherever you are ❤
14/08/2026

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14/08/2026

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08/08/2026
Inaugurazione alle 18.00
08/08/2026

Inaugurazione alle 18.00

𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟴 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟬𝟬, presso il MAVI - Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia, sarà inaugurata la mostra 𝘼𝙣𝙩𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙪𝙣 𝙨𝙚𝙣𝙩𝙞𝙚𝙧𝙤 𝙘𝙤𝙨𝙢𝙞𝙘𝙤, una personale dell'artista avellinese 𝗟𝘂𝗰𝗮 𝗣𝘂𝗴𝗹𝗶𝗲𝘀𝗲.

L'esposizione propone una selezione di opere realizzate nell'arco di quasi trent'anni di ricerca artistica. Saranno esposti lavori paradigmatici del percorso pittorico di Pugliese, composto fino a ora da nove filoni a cui lo stesso artista ha dato i nomi.

Appartengono al primo decennio di attività (2000-2010) i filoni "Cosmico", "Storico cosmico", "Irpinia cosmica", "Generatrici cosmiche" e "Cosmo sonoro"; quest'ultimo ha condotto l'artista alla Triennale di Milano nel 2010.
Nel 2016 prende forma "Cosmo mistico", presentato insieme allo storico e critico d'arte Vittorio Sgarbi presso l'Abbazia del Goleto. Subito dopo, nel 2017, nascono i "Pesci di montagna", una peculiare sintesi tra natura e arte in cui Pugliese dà vita a inermi tavole di legno in disuso; tra "Cosmo mistico" e "Pesci di montagna" si inseriscono i "Buchi neri".
Nel 2020, durante la pandemia, nasce l'attuale ciclo "Rivoluzione", composto da opere realizzate su tavole di legno massello. Attraverso la rappresentazione del paesaggio e delle sue trasformazioni stagionali l'artista riflette sui cambiamenti ambientali e sui paradossi del riscaldamento globale.

La mostra sarà inaugurata da un vernissage, dai saluti del Sindaco 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗗𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘇𝗮 e dagli interventi di ospiti del mondo del giornalismo, della cultura e dell'impresa.

𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟴 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟬𝟬, presso il 𝗠𝗔𝗩𝗜 - 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗜𝗿𝗽𝗶𝗻𝗼 di Lacedonia (Av), sarà inaugur...
06/08/2026

𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟴 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟬𝟬, presso il 𝗠𝗔𝗩𝗜 - 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗜𝗿𝗽𝗶𝗻𝗼 di Lacedonia (Av), sarà inaugurata la mostra 𝘼𝙣𝙩𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙪𝙣 𝙨𝙚𝙣𝙩𝙞𝙚𝙧𝙤 𝙘𝙤𝙨𝙢𝙞𝙘𝙤, una personale dell'artista avellinese 𝗟𝘂𝗰𝗮 𝗣𝘂𝗴𝗹𝗶𝗲𝘀𝗲.

L'esposizione propone una selezione di opere realizzate nell'arco di quasi trent'anni di ricerca artistica. Saranno esposti lavori paradigmatici del percorso pittorico di Pugliese, composto fino a ora da nove filoni a cui lo stesso artista ha dato i nomi.

Appartengono al primo decennio di attività (2000-2010) i filoni "Cosmico", "Storico cosmico", "Irpinia cosmica", "Generatrici cosmiche" e "Cosmo sonoro"; quest'ultimo ha condotto l'artista alla Triennale di Milano nel 2010.
Nel 2016 prende forma "Cosmo mistico", presentato insieme allo storico e critico d'arte Vittorio Sgarbi presso l'Abbazia del Goleto. Subito dopo, nel 2017, nascono i "Pesci di montagna", una peculiare sintesi tra natura e arte in cui Pugliese dà vita a inermi tavole di legno in disuso; tra "Cosmo mistico" e "Pesci di montagna" si inseriscono i "Buchi neri".
Nel 2020, durante la pandemia, nasce l'attuale ciclo "Rivoluzione", composto da opere realizzate su tavole di legno massello. Attraverso la rappresentazione del paesaggio e delle sue trasformazioni stagionali l'artista riflette sui cambiamenti ambientali e sui paradossi del riscaldamento globale.

La mostra sarà inaugurata da un vernissage, dai saluti del Sindaco di Lacedonia 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗗𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘇𝗮 e dagli interventi di ospiti del mondo del giornalismo, della cultura e dell'impresa.

𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟴 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟬𝟬, presso il MAVI - Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia, sarà inaugurata l...
06/08/2026

𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟴 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟴.𝟬𝟬, presso il MAVI - Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia, sarà inaugurata la mostra 𝘼𝙣𝙩𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙪𝙣 𝙨𝙚𝙣𝙩𝙞𝙚𝙧𝙤 𝙘𝙤𝙨𝙢𝙞𝙘𝙤, una personale dell'artista avellinese 𝗟𝘂𝗰𝗮 𝗣𝘂𝗴𝗹𝗶𝗲𝘀𝗲.

L'esposizione propone una selezione di opere realizzate nell'arco di quasi trent'anni di ricerca artistica. Saranno esposti lavori paradigmatici del percorso pittorico di Pugliese, composto fino a ora da nove filoni a cui lo stesso artista ha dato i nomi.

Appartengono al primo decennio di attività (2000-2010) i filoni "Cosmico", "Storico cosmico", "Irpinia cosmica", "Generatrici cosmiche" e "Cosmo sonoro"; quest'ultimo ha condotto l'artista alla Triennale di Milano nel 2010.
Nel 2016 prende forma "Cosmo mistico", presentato insieme allo storico e critico d'arte Vittorio Sgarbi presso l'Abbazia del Goleto. Subito dopo, nel 2017, nascono i "Pesci di montagna", una peculiare sintesi tra natura e arte in cui Pugliese dà vita a inermi tavole di legno in disuso; tra "Cosmo mistico" e "Pesci di montagna" si inseriscono i "Buchi neri".
Nel 2020, durante la pandemia, nasce l'attuale ciclo "Rivoluzione", composto da opere realizzate su tavole di legno massello. Attraverso la rappresentazione del paesaggio e delle sue trasformazioni stagionali l'artista riflette sui cambiamenti ambientali e sui paradossi del riscaldamento globale.

La mostra sarà inaugurata da un vernissage, dai saluti del Sindaco 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗗𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘇𝗮 e dagli interventi di ospiti del mondo del giornalismo, della cultura e dell'impresa.

La musicista irpina Filomena D'Andrea, in arte Makardìa, si presenta in una intervista: «I primi spettacoli portavano in...
13/07/2026

La musicista irpina Filomena D'Andrea, in arte Makardìa, si presenta in una intervista: «I primi spettacoli portavano in giro anche cover di musica popolare e world, canzoni napoletane, siciliane, pugliesi, fino ai repertori tzigani, spagnoli, russi. Poi ho sentito il bisogno di costruire uno spettacolo interamente mio, anche perché mettevo in piedi altre canzoni e vivevo la necessità di esprimere me stessa con la mia scrittura e le rivisitazioni della tradizione. Negli anni ho capito che mi interessa costruire canzoni che sappiano parlare delle persone, dei margini, dei paesi, delle contraddizioni del nostro tempo. Scrivo in italiano e in dialetto perché entrambe sono lingue della mia casa e della mia memoria, e continuo a cercare una musica che tenga insieme tradizione e contemporaneità».

Per BelvedereNews abbiamo intervistato Filomena d'Andrea. Chi è Filomena D’Andrea? Filomena D’Andrea, in arte Makardìa, è una cantautrice irpina che

Non poteva mancare il 𝗠𝗔𝗩𝗜 - 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗜𝗿𝗽𝗶𝗻𝗼 di Lacedonia (Av) nell'atlante 𝙁𝙖𝙧𝙚 𝙎𝙪𝙙, in uscita a sett...
01/07/2026

Non poteva mancare il 𝗠𝗔𝗩𝗜 - 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗜𝗿𝗽𝗶𝗻𝗼 di Lacedonia (Av) nell'atlante 𝙁𝙖𝙧𝙚 𝙎𝙪𝙙, in uscita a settembre.
Il libro, curato da Gianluca Palma, nasce dalla chiamata civica di La Scatola di Latta e raccoglie oltre duecento esperienze sui territori: cooperative, educatori, amministratori, cittadini che ogni giorno costruiscono comunità, custodiscono memorie e immaginano possibilità. Il racconto di un Meridione vivo e generativo, lontano dalle narrazioni dominanti.

Approfondimenti su Orticalab, link nei commenti.

Michele Citoni Giuseppe Bianco Elisa Giammarino Giovanna Silvestri Antonio Di Conza Sindaco Comune di Lacedonia Liliana Graniero

14/06/2026

Giornata di presentazione del Fondo Cirese

Cirese 105. L'antropologo e i suoi materiali. Il fondo archivistico e bibliotecario a 105 anni dalla nascita di Alberto Mario Cirese

Venerdì 19 giugno,
Piazza Guglielmo Marconi, 10, ICPI - Sala Carpitella

ore 9:30 – 17:45

Anche online: https://teams.microsoft.com/meet/364849203264285?p=LvreF01sMj3CmJBSjZ

Storia e consistenza dell'archivio e della biblioteca appartenuti ad Alberto Mario Cirese ora aperti alla fruizione pubblica presso l'Istituto Centrale per il Patrimonio immateriale

Il fondo archivistico e quello bibliotecario documentano l’intensa attività di ricerca, studio e conservazione svolta nel corso della sua carriera accademica. A questo patrimonio si affiancano i materiali e documenti di lavoro appartenuti alla madre, Aida Ruscitti (1894-1993) e l’archivio del padre, Eugenio Cirese (1884-1955), poeta, saggista e studioso delle tradizioni popolari italiane, dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio il 24 marzo 1993. Il complesso archivistico raccoglie l’eterogenea documentazione prodotta dagli autori e si distingue per la varietà dei materiali conservati, espressione della ricchezza dei loro interessi culturali e scientifici. In particolare, il nucleo riferibile ad Alberto Mario Cirese, il più consistente, comprende oltre cinquant’anni di attività, dagli anni Cinquanta del Novecento ai primi anni Duemila, e conserva appunti, progetti di ricerca, dati di campo, documentazione fotografica e sonora, nonché corrispondenza con importanti figure del panorama intellettuale. Tale documentazione consente di ricostruire l’evoluzione del suo percorso scientifico e il contributo fornito agli studi demoetnoantropologici italiani. L’archivio è stato sistematizzato dallo stesso Cirese, che ne ha definito l’organizzazione e i criteri classificatori. Dopo essere stati affidati in comodato d’uso all’Archivio di Stato di Rieti e successivamente alla Fondazione Varrone, l’archivio e la biblioteca sono stati donati nel 2021 all’ICPI dall’erede Eugenio Cirese, trovando qui la loro sede definitiva. L'archivio è oggetto di un progetto di ordinamento, inventariazione, catalogazione e digitalizzazione condotto dall'ICPI.

Indirizzo

Via Tribuni 61
Lacedonia
83046

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 12:30
16:00 - 18:00
Martedì 09:30 - 12:30
16:00 - 18:00
Mercoledì 09:30 - 12:30
Giovedì 09:30 - 12:30
Venerdì 09:30 - 12:30
16:00 - 18:00
Sabato 09:30 - 12:30
16:00 - 18:00

Telefono

3381930832

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