Museo Archeologico di Pithecusae - Villa Arbusto

Museo Archeologico di Pithecusae - Villa Arbusto Il Museo custodisce i reperti del più antico insediamento greco del Mediterraneo Occidentale: Pithecusae (in latino) Pithecussai (in greco), ad oggi Ischia.

E' situato nel complesso della settecentesca Villa Arbusto a Lacco Ameno

A volte la storia si nasconde nei dettagli.Questi frammenti di terrecotte architettoniche decoravano gli edifici dell’an...
26/05/2026

A volte la storia si nasconde nei dettagli.
Questi frammenti di terrecotte architettoniche decoravano gli edifici dell’antica Pithecusae: un insediamento in cui anche gli elementi dell’architettura raccontavano un linguaggio fatto di arte, tecnica e bellezza.

GLI INCUNABOLIDELLA SCRITTURA ALFABETICA GRECAMadre di tutte le scritture alfabetiche oggi in uso, delle scritture cioè ...
10/05/2026

GLI INCUNABOLI
DELLA SCRITTURA ALFABETICA GRECA

Madre di tutte le scritture alfabetiche oggi in uso, delle scritture cioè nelle quali ogni suono di una determinata lingua è rappresentato da un unico segno, è la scrittura fenicia, le cui origini, nel Libano e in Palestina, si fanno risalire al XII sec. a. C.

L’aspetto esteriore dei segni, nel corso dei secoli, si è tuttavia tanto discostato dal modello originario che questo è oggi spesso a prima vista irriconoscibile. Dall’alfabeto fenicio derivano, infatti, tanto quello arabo ed ebraico quanto quello greco, dal quale a sua volta deriva il nostro alfabeto latino.

Secondo l’opinione oggi più accreditata, i Greci adottarono l’alfabeto fenicio nel corso del IX sec. a. C., apportandovi notevoli miglioramenti ed adattamenti alla propria lingua, ossia i segni complementari per i suoni (fonemi) phi (Φ), chi (Χ), e psi (Ψ).

Fin dalle prime attestazioni la scrittura greca alfabetica appare differenziata in varietà locali nella forma e nella funzione dei vari segni. La variante che avrebbe avuto più vasta portata fu quella in uso nell’isola di Eubea: da essa, infatti, deriva l’alfabeto latino.

Non erano isolati.Gli abitanti di Pithecusae erano al centro di una rete di scambi che attraversava tutta l’Italia.Dalla...
06/05/2026

Non erano isolati.
Gli abitanti di Pithecusae erano al centro di una rete di scambi che attraversava tutta l’Italia.

Dalla Puglia alla Calabria ionica, dalla Sardegna fino all’Etruria e al Lazio, passando naturalmente per la vicina Campania: merci, stili e culture viaggiavano continuamente, lasciando tracce concrete nei reperti che oggi possiamo osservare.

I vasi decorati in stile geometrico provenienti dalla Daunia raccontano un linguaggio artistico condiviso, mentre forme particolari, come l’askos della Calabria ionica, testimoniano produzioni locali ben definite.
Dall’Etruria e dal Lazio arrivano invece piccole anfore scure, lavorate a mano e decorate con eleganti spirali incise.

Ogni oggetto non è solo un manufatto, ma la prova di un Mediterraneo già connesso, fatto di scambi, influenze e incontri.

TOMBA 1181, Corinzio(fine VII sec. a. C.) Inumazione a fossaIl corredo di questa sepoltura di bambino, con pochi oggetti...
03/05/2026

TOMBA 1181, Corinzio
(fine VII sec. a. C.) Inumazione a fossa

Il corredo di questa sepoltura di bambino, con pochi oggetti di ceramica di importazione e di fabbrica locale, comprende uno scarabeo egiziano riferibile a Psammetico I (664-610 a.C.), fondatore della XXVI dinastia, il quale favorì la concentrazione di mercanti greci a Naucrati, nel delta del Nilo, a breve distanza da Sais, allora capitale del regno (Erodoto, II 178 s.).

Lo scarabeo, prodotto probabilmente proprio a Naucrati, ben documenta il riattivarsi delle relazioni tra il mondo occidentale e il delta, a seguito dello stanziarsi dell’emporio greco a Naucrati.

Piccoli dischetti di piombo.Un dettaglio apparentemente semplice… che racconta una storia millenaria.Già oltre 2.500 ann...
19/04/2026

Piccoli dischetti di piombo.
Un dettaglio apparentemente semplice… che racconta una storia millenaria.

Già oltre 2.500 anni fa, i Greci utilizzavano il tramaglio: una rete complessa, fatta di equilibri tra galleggianti e pesi, capace di catturare il pesce con un sistema ancora oggi in uso.

👉 La storia non è poi così lontana dal presente.

Ischia, oltre 2.700 anni fa, era già al centro del Mediterraneo.Gli scavi raccontano una realtà sorprendente:oggetti pro...
16/04/2026

Ischia, oltre 2.700 anni fa, era già al centro del Mediterraneo.

Gli scavi raccontano una realtà sorprendente:
oggetti provenienti dall’Egitto, dal Vicino Oriente e dal mondo fenicio arrivavano fino a Pithecusae.

Scarabei, statuine e sigilli incisi – come quelli del “suonatore di lira” – circolavano tra culture diverse, spesso indossati come amuleti contro il malocchio e le malattie.

Tra i ritrovamenti più importanti, la tomba 325:
al suo interno uno scarabeo egizio con il nome del faraone Bocchoris e vasi protocorinzi che oggi rappresentano un punto di riferimento fondamentale per datare la ceramica greca.

E non solo.
La ceramica “red slip”, dal tipico colore rosso lucido, rinvenuta a Ischia, è stata attribuita alla produzione cartaginese.
Allo stesso modo, ceramiche pithecusane sono state ritrovate a Cartagine.

👉 Un sistema di scambi, contatti e influenze che dimostra come Ischia fosse già allora un nodo strategico nel Mediterraneo.

11/04/2026

Where history lives…
scopri dove tutto è iniziato.
Pithecusae, Ischia.

Dalla tomba 94: oggetti di uso quotidiano:🏺 Pelike attica a figure rosseLa pelike è un vaso utilizzato per contenere liq...
31/03/2026

Dalla tomba 94: oggetti di uso quotidiano:

🏺 Pelike attica a figure rosse
La pelike è un vaso utilizzato per contenere liquidi, in particolare vino e olio.
La sua forma stabile, con corpo ampio e base larga, la rendeva adatta alla conservazione. Le decorazioni a figure rosse, tipiche della produzione attica, raffigurano spesso scene di vita quotidiana o mitologica. (foto 1)

🏺 Oinochoe attica a figura nere
L’oinochoe (in greco antico οἰνοχόη oinokhòē, da οἶνος òinos “vino” e χέω khèō “versare”) è un vaso simile alla brocca, utilizzato per versare il vino o l’acqua.
Nella Grecia antica accompagnava i momenti conviviali, ma anche rituali e libagioni, diventando un elemento centrale nella vita quotidiana e religiosa. (foto 2)

🏺 Lekythos attica a corpo netto
La lekythos è un vaso slanciato utilizzato principalmente per contenere oli profumati.
Diffusa anche in ambito funerario, veniva deposta nelle tombe come offerta, legata ai rituali di commemorazione dei defunti.
La forma elegante e il collo stretto ne facilitavano l’uso controllato del contenuto. (foto 3 in alto)

🏺 Alabastron in alabastro
L’alabastron è un piccolo contenitore destinato a profumi e unguenti.
Realizzato in alabastro, materiale prezioso e raffinato, era legato alla cura del corpo e alla sfera personale. La sua presenza nei corredi funerari richiama pratiche rituali e simboliche legate al mondo dell’aldilà. (foto 3 in basso)

27/03/2026
Un oggetto, una storia.Cratere a colonnette attico a figure rosseTomba 94 (V secolo a.C.)Il cratere a colonnette attico ...
24/03/2026

Un oggetto, una storia.
Cratere a colonnette attico a figure rosse
Tomba 94 (V secolo a.C.)

Il cratere a colonnette attico è un grande vaso in ceramica greca (VI-V secolo a.C.) usato nei simposi per mescolare acqua e vino. Si distingue per le anse a forma di colonnetta che collegano l'orlo alla spalla. Oltre all'uso conviviale, questi vasi erano spesso impiegati come preziosi doni o corredi funerari, decorati con scene mitologiche o di vita quotidiana

Indirizzo

Corso Angelo Rizzoli
Lacco Ameno
80076

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00
Domenica 09:00 - 13:00

Telefono

+39081996103

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