29/07/2026
Non c’è nulla da fare: per certi amministratori il porto turistico è una mucca da mungere. Da quella mucca si prende il latte ogni volta che serve. Ma quando si ammala e bisogna portarla dal veterinario, il conto non lo paga chi l’ha munta: lo paga sempre il popolo di Lacco Ameno, l’intera comunità.
Cambiano le amministrazioni, cambiano alcuni protagonisti, ma il copione resta sempre lo stesso.
Il porto turistico continua a essere il centro di ogni manovra politica, economica e di consenso elettorale per i soliti noti.
Sembra quasi che, per qualcuno, sia diventato il “Colosseo” di Lacco Ameno: tutto ruota intorno al porto, mentre il resto del paese passa in secondo piano.
Eppure oggi sarebbe stato il momento di restituire qualcosa alla comunità, non solo simbolicamente.
Invece, questa amministrazione ha scelto di destinare le maggiori entrate derivanti dal porto turistico a eventi, feste e sagre, sostenendo che porteranno benefici al turismo e all’economia del territorio.
Una domanda, però, è inevitabile: se gli eventi devono essere finanziati con i proventi del porto, a cosa serve allora la tassa di soggiorno? Non è stata istituita proprio per sostenere la promozione turistica e gli eventi? Evidentemente da sola non basta per i tanti appetiti e per le cambiali elettorali da pagare.
Il problema è che, ad oggi, non si vede una concreta capacità di intercettare finanziamenti esterni, partecipare a bandi o reperire risorse regionali, nazionali ed europee dedicate al turismo e alla cultura. È molto più semplice continuare ad attingere alla stessa “mucca”.
Del resto cosa aspettarsi da chi il comune lo ha portato al fallimento più volte negli anni passati.
Così il porto continua a essere utilizzato come un bancomat: si preleva quando serve, ma quando c’è da investire, risanare o affrontare i problemi strutturali, il conto viene presentato ai cittadini.
Per qualcuno questa sarà una “scelta politica”; tra l’altro già sapete, che qui da noi, le più grandi nefandezze le chiamano … “politica” (tipo quella di tagliare le teste delle Dottoresse Galano e Chiocca o quella che a giorni si consumerà all’UTC o quella, ancora, di comprare o denunciare consiglieri comunali per sfiduciare il Sindaco e commissariare il comune).
Per me, invece è l’ennesima occasione persa per restituire davvero qualcosa alla comunità.
Tra l’altro se riflettete sulle chiacchiere delle strisce blu all’ospedale, o al decreto di nomina dei “consiglieri onorari” , che veramente commuovono le persone sensibili, piuttosto che alla riorganizzazione degli uffici : cambiando i Responsabili senza giusta causa, senza spiegazioni, senza tener conto dei titoli, del merito e delle qualifiche professionali, vanificando loro le carriere nei singoli settori, e senza tener conto neppure delle direttive ARAN e ANAC, allora si comprende che siamo tornati (non si offenda il consigliere Buonocore) agli anni 80 !
Alla peggiore politica degli anni 80 che pensavamo fosse definitivamente archiviata.
Keste !!