28/07/2026
Il concetto di equilibrio tra clima e ghiacciai è spesso difficile da comprendere, le temperature negli ultimi decenni sono salite ad un ritmo talmente elevato che i ghiacciai non sono riusciti a tenere il passo, si sono ritirati moltissimo ma non hanno minimamente raggiunto le dimensioni che il clima di oggi gli consentirebbe di avere, ovvero molto più piccoli di come li osserviamo.
Lo capiamo bene da questo confronto fotografico effettuato dalla vetta del Monte Vioz verso il Ghiacciaio dei Forni in Valfurva e altri ghiacciai trentini monitorati dalla Glaciologica SAT. Si vedono praticamente tutte le vette che vengono raggiunte dalla rinomata “traversata delle 13 cime” dal Tresero (a sinistra) al Cevedale (a destra).
La sella pianeggiante che collega Il Vioz a Cima Linke, visibile in primo piano, si trova a 3600 m di quota, siamo nella porzione più elevata del ghiacciaio, in pieno bacino di accumulo, eppure non c’è quasi più traccia di neve già oggi al 28 luglio. Se osserviamo la comparazione con le immagini del 2008 notiamo che il ghiacciaio ha perso metri se non decine di metri di spessore in alcuni punti. Significa che questa porzione del ghiacciaio non è affatto in equilibrio con il clima e perde massa fino in vetta.
In questo particolare settore l’aumento delle temperature estive è un fattore ancora più importante che in altre zone di pari quota, qui infatti il vento non permette di raccogliere grandi spessori di neve nei mesi invernali, accumuli che garantirebbero una protezione più prolungata del ghiaccio nei mesi estivi. Tale condizione esisteva anche un tempo e ne consegue che il ghiacciaio storicamente prosperava essenzialmente grazie a temperature quasi sempre sottozero e frequenti nevicate estive che annullavano quasi completamente i processi di fusione. Condizioni che letteralmente non esistono più.