Museo Navale - non istituzionale

Indicazioni

Museo Navale - non istituzionale Orario: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30
chiuso 1/ 1, 15/ 08 e 25/ 12 e la domenica Il Museo Navale più antico del mondo!

Questa non è la pagina ufficiale del Museo Navale.

NAPOLI - PORTICI: LA PRIMA FERROVIA D’ITALIAIl 3 ottobre 1939 una locomotiva partì da NAPOLI diretta a PORTICI, un viagg...
16/10/2026

NAPOLI - PORTICI: LA PRIMA FERROVIA D’ITALIA

Il 3 ottobre 1939 una locomotiva partì da NAPOLI diretta a PORTICI, un viaggio di circa 7 km che segnò l’inizio dell’era dei trasporti moderni anche in ITALIA.

Il 25 febbraio 1836 l’ingegnere Armand J. BAYARD de la Vingtrie aveva presentato un progetto a FERDINANDO II per la costruzione di una “strada di ferro”; l’idea era piaciuta al re che ne aveva ordinato la realizzazione.

Ferdinando aveva allora 29 anni ed era sul trono dal 1930; aveva ricevuto un’educazione umanistica ed una formazione politica e militare solida.

Aveva ereditato un regno in un momento molto delicato, con tensioni politiche e sociali e DIFFICILI CONDIZIONI FINANZIARIE.

Il giovane re intervenne subito sull’amministrazione, riorganizzò i ministeri, contenne le spese e iniziò a RISANARE il bilancio, ma i moti rivoluzionari del 1831 lo portarono alla scelta della REPRESSIONE, disattendendo le aspettative di quanti speravano in una svolta DEMOCRATICA.

Nel 1838 il regno dette in MONOPOLIO ad una società francese l’appalto per la commercializzazione dello ZOLFO siciliano, che copriva il 90% del mercato mondiale ed era necessario per la produzione di acido solforico e polvere da sparo.

Questo causò un contrasto con l’INGHILTERRA che minacciò il blocco navale e il sequestro della flotta mercantile napoletana, con conseguente crollo delle esportazioni e crisi economica. Ferdinando fu costretto ad annullare il contratto con i francesi e a pagare un forte INDENNIZZO.

Al tempo le strade erano sterrate e difficili da percorrere, specie con il brutto tempo, spesso infestate da BRIGANTI; i tempi di percorrenza erano lunghi e le condizioni di viaggio oggi inimmaginabili.

In Europa erano già presenti alcune FERROVIE in Inghilterra, in Francia, in Germania, in Austria, ma in Italia il primato spetta al Regno delle Due Sicilie.

Il progetto di BAYARD aveva interessato Ferdinando, ma ragioni economiche frenarono il re dal finanziare l’impresa. Allora Bayard, sicuro del successo dell’impresa, propose di finanziare lui stesso il progetto in cambio della CONCESSIONE esclusiva per 99 anni.

Ferdinando accettò e autorizzò l’intervento per una linea da Napoli a Nocera, con una diramazione verso Castellammare; il tutto nell’ambito di un progetto PIU’ AMPIO che avrebbe incluso anche Brindisi, Foggia e Pescara.

Problemi economici costrinsero poi a limitare il progetto a PORTICI, ma la produzione di una parte del materiale ferroviario venne fatta in zona: i VAGONI a S. Giovanni a Teduccio e le LOCOMOTIVE a Pietrarsa.

A mezzogiorno del 3 ottobre 1839 il re in persona dette il via al PRIMO CONVOGLIO e auspicò: “Questo cammino ferrato gioverà senza dubbio al commercio”.

Le locomotive del primo convoglio si chiamavano BAYARD e VESUVIO ed a ciascuna di loro erano attaccati un tender e 9 carrozze con 250 PASSEGGERI. Il tratto di 7 km fu percorso in 11 minuti tra l’entusiasmo della popolazione.

Nei primi 2 mesi furono trasportate ben 130.000 persone!
Qui ha avuto INIZIO la storia ferroviaria italiana.

Buon vento
Silvano Benedetti

da un articolo di Sara Bellanza

SAN FRANCESCO E IL MAREIl 4 ottobre si celebra san FRANCESCO e quest’anno ricorre l’800° anniversario della morte, avven...
04/10/2026

SAN FRANCESCO E IL MARE

Il 4 ottobre si celebra san FRANCESCO e quest’anno ricorre l’800° anniversario della morte, avvenuta ad ASSISI il 3 ottobre 1226.

Il rapporto tra FRANCESCO ed il mare è legato alla sua intenzione di portare la predicazione del VANGELO in Terrasanta, nel XIII secolo occupata dai MUSULMANI.

Le cronache raccontano che fece un primo tentativo nel 1212 via mare, partendo da ANCONA, ma una tempesta gli impedì di compiere il viaggio.

Un secondo tentativo lo fece verso il MAROCCO, dove intendeva incontrare il SULTANO Muhammad al Nasir, ma anche questo viaggio non arrivò a destinazione per un peggioramento della salute del santo.

Nel 1219 FRANCESCO e un confratello, fra ILLUMINATO di Rieti, si presentarono al legato pontificio che guidava la quinta crociata e gli comunicarono la loro intenzione di recarsi in TERRASANTA per predicare ai musulmani e, malgrado le resistenze dell’incaricato, riuscirono ad imbarcarsi.

La nave partì da ANCONA ed arrivò a S. GIOVANNI D'ACRI, da dove FRANCESCO e Illuminato si recarono al campo dei crociati, a Damietta, in EGITTO.

Durante una delle tregue d’armi della crociata, oltrepassarono disarmati le linee nemiche e riuscirono ad incontrare il SULTANO d’Egitto, Al Malik al Kamil, nipote del SALADINO, che li ascoltò e, dopo un paio di settimane, li fece tornare incolumi all’accampamento cristiano.

I Francescani erano già presenti in Terrasanta da qualche anno, proprio per volere di FRANCESCO, che rientrò in Italia via mare con una nuova idea di “martirio”: non la morte per mano di un infedele, ma il SACRIFICIO quotidiano di sé.

Il CANTICO DELLE CREATURE, forse l’opera più conosciuta di Francesco, cita il sole, la luna, le stelle, il vento, l’aria, le nuvole, il cielo, l’ACQUA, il fuoco e la terra ma non specificatamente il MARE, comprensibile se pensiamo che il santo viveva in Umbria e non aveva familiarità con questo ambiente…

Nel 2019, in occasione dell’800° anniversario della visita di Francesco in Terrasanta, papa Francesco si è recato in visita nella pen*sola arabica dove ha firmato, con il GRANDE IMAM di Al Azhar, un documento sulla fratellanza umana.

Inoltre, in questa ricorrenza:
- si celebrano i valori di PACE, fraternità e rispetto per il creato professati da Francesco;
- si celebra la giornata mondiale degli ANIMALI, in omaggio all’amore di Francesco verso tutte le creature;
- si celebra san Francesco Patrono d’ITALIA.

Buon vento
Silvano Benedetti

PIRATI O CORSARI? UNA QUESTIONE DI BANDIERETra XVI e XVIII secolo i mari erano un campo di battaglia... simbolico. Una s...
03/10/2026

PIRATI O CORSARI? UNA QUESTIONE DI BANDIERE

Tra XVI e XVIII secolo i mari erano un campo di battaglia... simbolico.
Una stessa nave poteva essere "eroica" o "criminale" a seconda di quale vessillo sventolasse Inghilterra — pragmatismo puro: le “patenti di corsa” si concedevano e revocavano a seconda della convenienza politica.

Francis Drake ed Henry Morgan, eroi nazionali... con metodi che altrove sarebbero stati pirateria.

Spagna — il mare come estensione del dominio divino: chi navigava senza licenza reale era trattato da nemico della Corona, senza troppi processi.

Francia — burocrazia marittima al massimo livello: ogni lettera di corsa era regolamentata nei minimi dettagli, i corsari celebrati come "patrioti del mare".

E poi c'era il Jolly Roger, l'anti-bandiera per eccellenza.

Non un simbolo di nazione ma di rifiuto: caos contro ordine, un patto implicito con il nemico ("arrenditi e forse vivrai").

Prima ancora di essere violenza, era terrore psicologico.

Il teschio e le tibie incrociate che oggi conosciamo tutti sono nati da lì — e sono diventati il simbolo universale del pericolo.

La vera domanda dunque non era mai "chi sei", ma "sotto quale bandiera navighi".

Francesco Caldari

Per saperne di più: https://www.tuttostoria.net/storia-moderna.aspx?code=1961

Carissimi Soci e carissime Socie,con la fine della calura estiva riprendono le nostre attività culturali con un programm...
23/09/2026

Carissimi Soci e carissime Socie,
con la fine della calura estiva riprendono le nostre attività culturali con un programma pieno di interessanti iniziative, di cui al programma allegato.

Il primo appuntamento è per giovedì 24 settembre alle ore 17.30 con la presentazione dell'interessante libro della nostra Socia e Consigliera Mara Borzone, dal titolo Brigantini e samovar, pubblicato da DE FERRARI, nel quale la storia della sua famiglia di armatori e capitani chiavaresi si intreccia con la Storia mondiale e con personaggi famosi; il tutto condito con la splendida ironia che caratterizza l'autrice. La presentazione si svolgerà presso la Sala Soci della COOP di via Saffi, dove sarà possibile l'acquisto del volume e il firmacopie dell'autrice. La Sala si trova al piano superiore dell'edificio e dispone di ampio parcheggio esterno e coperto.

Sarà anche l'occasione per ritrovarci e salutarci di persona dopo tre mesi di caldo soffocante e per ascoltare dal nostro Presidente le importanti novità che vedono la nostra associazione ancora una volta attiva nei confronti del Museo Navale.

Ricordiamo, inoltre, che a primavera 2027 terminerà il mandato del presente Consiglio Direttivo e dovremo procedere a nuove elezioni. Invitiamo pertanto tutti e tutte a candidarsi, secondo le modalità previste dallo Statuto e dal Regolamento, in modo da dare la giusta continuità e alternanza alla guida dell'associazione. Gli interessati possono rivolgersi al CD attuale per avere informazioni di dettaglio sulla procedura elettiva.

In attesa di incontrarci di persona, rivolgiamo a tutte e tutti un abbraccio ed un saluto affettuoso
il Consiglio Direttivo

9 SETTEMBRE 1943: AFFONDAMENTO DELLA CORAZZATA ROMALa corazzata ROMA era una delle migliori produzioni belliche dell'epo...
08/09/2026

9 SETTEMBRE 1943: AFFONDAMENTO DELLA CORAZZATA ROMA

La corazzata ROMA era una delle migliori produzioni belliche dell'epoca, terza unità della classe Littorio, costruita a Trieste e consegnata un anno prima alla Marina italiana.

L’ 8 settembre del 1943, alla notizia dell'armistizio e della resa incondizionata stabiliti segretamente dal re e dal governo, le navi della Marina, tra le quali il ROMA, lasciarono i porti di Genova e La Spezia agli ordini dell’Ammiraglio Bergamini per far rotta verso l’isola della Maddalena.

Scopo della partenza improvvisa e notturna era di evitare che il naviglio fosse requisito dai tedeschi, i quali stavano velocemente occupando il territorio, le postazioni e gli stabilimenti militari italiani infischiandosene della resa.

Durante il trasferimento giunse la notizia che La Maddalena era stata occupata dalle truppe tedesche e le navi cambiarono rotta.

Nel primo pomeriggio del 9 settembre un ricognitore tedesco segnalò la presenza del gruppo navale italiano al largo dell'Asinara e alle 15.10 iniziarono alcune ondate di 28 bombardieri, partiti da Marsiglia, che avevano come obiettivo le corazzate italiane.

Questi aerei erano armati di bombe radioguidate tipo Ruhrstahl SD1400, cosiddette Fritz X, che avevano una elevatissima forza di penetrazione grazie all'altezza da cui venivano sganciate, superiore ai 5000 m.

La corazzata ROMA venne colpita ed affondò rapidamente, trascinando con sé 1.393 marinai.

L’ incrociatore Attilio Regolo e i tre cacciatorpediniere Carabiniere, Fuciliere e Mitragliere raccolsero 25 vittime e 624 superstiti e proseguirono per PORT MAHON sull' Isola di Minorca, territorio neutrale spagnolo.

A Mahon viveva FORTUNA NOVELLA, allora l’unica cittadina italiana del luogo, nata in Sardegna a Carloforte ma di origini liguri (Santa Margherita): i nonni di Fortuna erano armatori di barche per la pesca del corallo. Fortuna viveva in una casa sul mare dopo essere rimasta vedova e senza figli.

Il 10 settembre arrivarono le navi italiane, con a bordo morti e feriti. La situazione degli equipaggi era disperata, perché la neutralità sp****la imponeva, secondo il diritto internazionale, che gli oltre 1.800 marinai dovessero lasciare il porto entro 48 ore senza far rifornimento.

Fortuna seppe della situazione e aprì la sua casa curando i feriti, dando loro da mangiare e offrendo sepoltura ai 25 marinai deceduti. Per il suo titolo di “vice console onorario d’Italia”, ottenne gli aiuti necessari e il permesso, per i marinai, di rimanere sulle navi.

Per 16 mesi la sua casa divenne un pezzo di Italia, come rifugio dei bisognosi di assistenza: “Mamma Fortuna” o “Mamma Mahon”, come ormai la chiamavano, diventó il punto di riferimento per l’intera comunità. Dopo la partenza degli equipaggi Fortuna continuò a occuparsi dei defunti in modo che a nessuno mancasse una croce con il nome e un fiore.

Nel 1950 la Marina italiana fece costruire a Minorca un mausoleo in ricordo delle vittime della corazzata Roma e all'inaugurazione Fortuna fu ospite d’onore. Mamma Mahon non venne dimenticata: dopo il conflitto fu invitata in Italia dalla Marina Militare, fu ricevuta in udienza dal Papa e ricevette molti riconoscimenti incontrando i parenti dei caduti e fu insignita dal Presidente della Repubblica della “Stella di Solidarietà Italiana di prima classe”.

Morì nel 1969 all' età di 89 anni e la generosità di FORTUNA NOVELLA è anche ricordata in una targa nel porto di CARLOFORTE. Sulla sua tomba c'è scritto: "Che il suo Spirito possa essere sempre conservato ai nostri giovani."

Il 28 giugno 2012 il relitto della corazzata è stato rinvenuto a circa 1000 metri di profondità e a 16 miglia dalla costa nel Golfo dell'Asinara.

Buon vento
Silvano Benedetti

AUGURI ALL’ARSENALE DELLA SPEZIAIl 28 giugno 1869, alle ore 13.45, venne inaugurato l’Arsenale Militare della Spezia con...
28/08/2026

AUGURI ALL’ARSENALE DELLA SPEZIA

Il 28 giugno 1869, alle ore 13.45, venne inaugurato l’Arsenale Militare della Spezia con la cerimonia di allagamento della darsena interna e l’attivazione del bacino n. 4.

Dopo soli 7 anni dall’inizio dei lavori, su progetto di Domenico Chiodo, erano già attive alcune officine e molti magazzini e l’arsenale iniziò la sua opera di stabilimento di progettazione, costruzione, allestimento e armamento delle navi della Regia Marina.

La costruzione dell'arsenale, iniziata il 14 aprile 1862, ebbe un impatto socio-culturale vasto e rapidissimo sul borgo della Spezia, un’area ancora rurale che in dieci anni passò da zappa, mulini ad acqua e telai a mano direttamente alla draga a vapore, con un enorme impatto emotivo ma anche ambientale e sociale.

L’arsenale occupava un’area dieci volte superiore a quella dell’abitato, ancora quasi completamente all’interno delle mura medievali: tutta la piana di San Vito tra i borghi di Spezia, Pegazzano e Marola.

La Spezia divenne piazzaforte marittima di prima classe, con compiti di difesa dello Stato da una eventuale invasione da Nord e furono realizzate polveriere, depositi di armamenti e di munizioni, difesi da una corona di 42 fortificazioni che rendevano il golfo impenetrabile da terra e da mare.

L'unico settore economico che ne risentì negativamente fu il turismo: il panorama che si presentava al visitatore non era più quello del piccolo tranquillo borgo di mare con sullo sfondo un golfo incontaminato, ma quello di un immenso cantiere in pianura e in collina che imponeva una serie di scoraggianti divieti e restrizioni.

Ma, mentre nel resto d’Italia si viveva un'emigrazione epocale verso le Americhe e il nord Europa, Spezia dal 1862 divenne la nuova frontiera, il far west italiano, con un incremento della popolazione paragonabile per rapidità solo alle città del Nuovo Mondo.

Questa situazione addirittura costrinse le autorità a ridurre gli afflussi dalle valli vicine, Val di Vara, Lunigiana e Garfagnana in testa, la cui popolazione più giovane, per la forte incertezza economica, si stava trasferendo in massa nel golfo.

Il Comune crebbe di pari passo con l’arsenale, passando in soli venti anni dagli 11.000 abitanti del 1861 ai 31.000 del 1881 e continuò a crescere allo stesso ritmo per molti decenni ancora, fino ai 100.000 abitanti del 1915.

Seguì uno sviluppo repentino dell’agglomerato urbano che provocò non pochi disagi sociali e sanitari. Una crescita simile toccò anche gli altri paesi del golfo, segno che l'arsenale aveva modificato le prospettive economiche in tutta l'area.

I tempi di costruzione furono molto serrati, direi oggi utopistici: nel 1869 l'inaugurazione dell'arsenale, nel 1885 il completamento delle 42 fortificazioni, delle mura cittadine e la diga foranea subacquea che consentì l'ampliamento del porto commerciale.

Nell'immaginario collettivo nazionale La Spezia era un sogno che si avverava: il riscatto del Bel Paese, per secoli colonizzato e ridicolizzato dalle potenze straniere! Una base navale di livello internazionale, moderna e dotata della tecnologia più avanzata.

La cittadina p***e presto il suo carattere rurale e con la fine dei lavori della base navale e della piazzaforte riprese la vocazione turistica; come ogni città di mare, Spezia aveva spiagge, passeggiata ed il mare era parte integrante del paesaggio e della vita.

Buon vento
Silvano Benedetti

per approfondire: La Spezia 1856 – 1925 – Edizioni del Tridente – 1979; S. Poli e S. Benedetti – La Sala Polene del Museo Tecnico Navale della Spezia – Edizioni Brain – 2018; S. Benedetti e A. Pavan, ARSENALE Storia Tecnica Persone, 2019

FERDINANDO MAGELLANO: L’UOMO CHE RESE IL MONDO "PIÙ PICCOLO" E INTERCONNESSOFerdinando Magellano, un navigatore portoghe...
19/08/2026

FERDINANDO MAGELLANO: L’UOMO CHE RESE IL MONDO "PIÙ PICCOLO" E INTERCONNESSO

Ferdinando Magellano, un navigatore portoghese al servizio della Spagna, non avrebbe mai immaginato che la sua ricerca di una nuova rotta commerciale verso le Isole delle Spezie (le Molucche) avrebbe rivoluzionato la storia dell’umanità.

Il suo obiettivo era pragmatico: trovare un passaggio a ovest per evitare il monopolio portoghese sulle spezie, stabilito dal Trattato di Tordesillas (1494).

Ma il suo viaggio finì per cambiare per sempre la nostra comprensione del mondo.

Una sfida contro ogni previsione
Magellano era convinto che le Molucche si trovassero nell’area di influenza sp****la.

Con 5 navi e 239 uomini, partì da Sanlúcar de Barrameda il 20 settembre 1519 e dopo mesi di navigazione tra tempeste, ammutinamenti e la scoperta di ogni angolo delle coste sudamericane, il 1° novembre 1520 trovò finalmente lo Stretto che avrebbe preso il suo nome, il passaggio che collegava l’Atlantico al Pacifico.

Fu un momento di gioia pura: lo chiamò "Estrecho de Todos los Santos" (Stretto di Ognissanti) e, vedendo l’oceano calmo e immenso davanti a sé, lo battezzò "Mare Pacifico".

Un viaggio epico, ma tragico
Purtroppo, Magellano non vide la fine della sua impresa. Morì il 27 aprile 1521 nell’isola di Mactan (Filippine), ucciso in uno scontro con le tribù locali guidate dal capo Lapu-Lapu.

Ma la sua spedizione non si fermò e fu raccontata da Antonio Pigafetta, “criado” (uomo di fiducia) dell’ammiraglio: sotto la guida di Juan Sebastián Elcano, i 18 superstiti completarono la prima circumnavigazione del globo, tornando in Spagna l’8 settembre 1522 dopo quasi 3 anni di viaggio.

L’eredità di Magellano
La sua impresa fece la storia e dimostrò che:
- la Terra è una sfera (e più grande del previsto)
- l’America poteva essere circumnavigata
- il mondo era interconnesso: per la prima volta, l’umanità ebbe una visione completa del pianeta.

Oggi, a 500 anni di distanza, la sua storia ci ricorda che le grandi scoperte nascono da coraggio e determinazione.

E se Magellano cercava una rotta alternativa per le spezie, oggi il mondo cerca nuove strade geopolitiche ed economiche, in un’epoca in cui il potere non è più concentrato in un’unica civiltà, ma distribuito in un mondo multipolare.

Francesco Caldari

Per saperne di più: https://www.tuttostoria.net/storia-moderna.aspx?code=1800

NAVE ALCIONE – F544Fu una delle prime unità di SCORTA costruite in Italia dopo la 2^GM ed apparteneva alla classe PCE-16...
04/08/2026

NAVE ALCIONE – F544

Fu una delle prime unità di SCORTA costruite in Italia dopo la 2^GM ed apparteneva alla classe PCE-1620, costituita da 8 navi di una commessa NATO nell’ambito del programma MDAP (Mutual Defence Assistance Program) per Italia (3), Danimarca (4) e Paesi Bassi (1).

L’Italia acquisì inizialmente 3 unità nel 1955, Albatros, ALCIONE e Airone, e nel 1961 l’Aquila, resa disponibile dai Paesi Bassi in quanto non idonea all’Atlantico.

Concepita per la lotta A/S, aveva scafo simile alla classe CENTAURO, con ponte continuo, prora a cutter e tuga centrale con la plancia.

Propulsione con 2 motori DIESEL e due eliche, velocità di 20 nodi, e scarichi dei fumi laterali all’albero orientati a poppa. L’armamento era costituito da 2 mitragliere binate BOFORS da 40mm solidali allo scafo, che nel 1962 avevano sostituito 2 cannoni 76/62, e due lanciasiluri A/S trinati.

Nave Alcione fu varata a Castellammare di Stabia il 19 settembre 1954 e consegnata alla M.M. 23 ottobre 1955; aveva un dislocamento di 950 tonn, lunghezza 76,3 m, larghezza 9,6 m, immersione 2,8 m, per un equipaggio di 117 uomini.

Fu prevalentemente impiegata in attività addestrativa di squadra, pattugliamento, vigilanza pesca e scuola di comando navale.

Il suo indicativo ottico era F544, il suo motto NIHIL ME DEFLECTIT, il suo nominativo IHPN.

L'equipaggio era molto giovane (il Comandante aveva poco più di 30 anni) e l'ambiente poco formale.

Non c'era possibilità di panificare a bordo o di dissalare l'acqua di mare, per cui dopo pochi giorni di mare il pane era immangiabile e la doccia si faceva all'aperto con acqua salata.

Era una nave dove si imparava presto a conoscere il mare e a rispettarlo e dove non c'era personale "anziano" che potesse insegnare ai più giovani.

Nave Alcione è andata in disarmo nel 1992, dopo 37 anni di servizio attivo.

Buon vento
Silvano Benedetti

TESEO TESEI: 85 ANNI FA SPOLETTO' A ZERONato sull’Isola d’Elba nel 1909, dopo il liceo classico entrò in Accademia Naval...
26/07/2026

TESEO TESEI: 85 ANNI FA SPOLETTO' A ZERO

Nato sull’Isola d’Elba nel 1909, dopo il liceo classico entrò in Accademia Navale di Livorno nel Corpo del GENIO NAVALE e si laureò a pieni voti in Ingegneria Navale presso l’ateneo di Napoli.

Durante gli studi cominciò a pensare, insieme con l'amico Italo PICCAGLI, a come si potesse ammodernare e rinnovare il progetto della “MIGNATTA” realizzata da Raffaele ROSSETTI durante la Prima Guerra Mondiale.

Nel 1934 ottenne il brevetto da PALOMBARO presso la scuola della Spezia, dove fu assegnato alla 1^ Flottiglia sommergibili.

Nel 1935, con l'ausilio dell'ingegnere navale Elios TOSCHI, ideò un siluro a lenta corsa, SLC, che consentisse a due operatori, muniti di autorespiratori, di pilotarlo navigando sott'acqua ed attaccare navi nemici.

Insieme a Angelo BELLONI modificò l’autorespiratore ad ossigeno “Davis” per dargli una maggiore autonomia e affidabilità, passando da 20 minuti ad alcune ore.

Partecipò come volontario alla guerra civile sp****la e nel 1940 fu assegnato alla 1^ Flottiglia MAS, dove ricevette la Medaglia d’Oro di 1^ classe per aver realizzato invenzioni utili alla M.M..

Sempre nel 1940 partecipò alle operazioni di recupero dell’equipaggio del sommergibile IRIDE, affondato da aerosiluranti inglesi nel Golfo di BOMBA, e per l’ardimento dimostrato fu insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare e promosso al grado di Maggiore G.N..

La sera del 25 luglio 1941 prese parte all’Operazione MALTA DUE per il forzamento della base navale britannica della VALLETTA da parte di 2 SLC che dovevano far saltare le reti di ostruzione del porto per consentire il passaggio di 6 barchini esplosivi che avrebbero attaccato le navi in rada.

L’eccessivo ritardo accumulato dall’altro SLC rischiava di far saltare l’operazione, quindi al mattino del 26 luglio Tesei decise di “SPOLETTARE A ZERO” la propria carica esplosiva sotto l’obiettivo, rinunciando in questo modo alla possibilità di mettersi in salvo.

Aveva infatti scritto: "Occorre che tutto il mondo sappia che ci sono degli italiani che si recano a Malta nel modo più temerario. Se affonderemo qualche nave o no poco importa; quel che conta è che si sia capaci di saltare in aria con il nostro apparecchio sotto gli occhi degli inglesi, avremo indicato ai nostri figli e alle future generazioni a prezzo di quali sacrifici si serva il proprio ideale e per quali vie si pervenga al successo... Alle quattro e mezzo la rete deve saltare e salterà. Se sarà tardi spoletterò al minuto."

Il vicegovernatore di Malta, Edward Jackson, ricordando l'episodio il 4 ottobre 1941 scrisse: "Nel luglio scorso gli italiani hanno condotto un attacco con grande decisione per penetrare nel porto, impiegando MAS e siluri umani armati da squadre SU***DE."

Questa impresa ha richiesto le più alte doti di coraggio personale.
Per questo atto Tesei fu insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria e l’Università di Padova gli conferì la laurea “ad honorem”.

A Teseo Tesei sono stati intitolati l'aeroporto e la scuola elementare a Marina di Campo, una scuola media a Livorno, il Comando subacquei e incursori del Varignano ed una caserma all’interno della base navale della Spezia.

Buon vento
Silvano Benedetti

Operazione MINCEMEAT: l'inganno militare perfettoL'Operazione MINCEMEAT (1943) rappresenta uno degli inganni militari pi...
24/07/2026

Operazione MINCEMEAT: l'inganno militare perfetto

L'Operazione MINCEMEAT (1943) rappresenta uno degli inganni militari più spettacolari della storia, fondamentale per il successo dello sbarco alleato in Sicilia.

Dopo la vittoria in Nord Africa, gli Alleati pianificarono l'invasione della Sicilia (Operazione Husky). Churchill temeva che i tedeschi, consapevoli dell'importanza dell'isola, avrebbero rafforzato le difese.

Era necessario fortificare la convinzione di Hi**er che l'attacco principale sarebbe avvenuto altrove (Grecia, Sardegna o Balcani) e che lo sbarco in Sicilia fosse solo un diversivo. Come? Con un ca****re, documenti falsi e una messinscena degna di un film di spionaggio.

Un soldato che non è mai esistito, il maggiore William Martin, fu creato da zero.

Il suo corpo (in realtà quello di un senzatetto gallese morto di stenti a Londra, Glyndwr Michael) fu vestito con una divisa militare, dotato di lettere d’amore, una fattura di un anello di fidanzamento, biglietti del teatro e persino un avviso della banca per un debito non pagato. Tutto per renderlo credibile agli occhi dei tedeschi.

Furono inseriti in una valigetta ammanettata al polso documenti falsi che indicavano la Sicilia come diversivo per un attacco a Grecia e Sardegna.

Il 30 aprile 1943, il sottomarino HMS Seraph rilasciò il corpo al largo di Huelva, Spagna. I tedeschi – avvisati dai “neutrali” spagnoli - ci cascarono.

Spostarono truppe e risorse lontano dalla Sicilia, che fu conquistata dagli Alleati in soli 38 giorni invece dei 90 previsti. Un inganno che salvò decine di migliaia di vite e aprì la strada alla liberazione dell’Italia.

Questa storia è stata raccontata in libri, film (2021 con Colin Firth e Matthew Macfadyen) e persino in un musical!

L'identità di Glyndwr Michael rimase segreta fino al 1996. Oggi è commemorato come "l'uomo che non è mai stato" e riconosciuto per aver contribuito in modo decisivo alla vittoria alleata nel Mediterraneo.

Il suo corpo riposa ancora in Spagna, con una lapide che ne ricorda il ruolo segreto.

Francesco Caldari

Per saperne di più: https://www.fattiperlastoria.it/operazione-mincemeat/

Indirizzo

La Spezia

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 19:00

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Museo Navale - non istituzionale pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Categoria