16/10/2026
NAPOLI - PORTICI: LA PRIMA FERROVIA D’ITALIA
Il 3 ottobre 1939 una locomotiva partì da NAPOLI diretta a PORTICI, un viaggio di circa 7 km che segnò l’inizio dell’era dei trasporti moderni anche in ITALIA.
Il 25 febbraio 1836 l’ingegnere Armand J. BAYARD de la Vingtrie aveva presentato un progetto a FERDINANDO II per la costruzione di una “strada di ferro”; l’idea era piaciuta al re che ne aveva ordinato la realizzazione.
Ferdinando aveva allora 29 anni ed era sul trono dal 1930; aveva ricevuto un’educazione umanistica ed una formazione politica e militare solida.
Aveva ereditato un regno in un momento molto delicato, con tensioni politiche e sociali e DIFFICILI CONDIZIONI FINANZIARIE.
Il giovane re intervenne subito sull’amministrazione, riorganizzò i ministeri, contenne le spese e iniziò a RISANARE il bilancio, ma i moti rivoluzionari del 1831 lo portarono alla scelta della REPRESSIONE, disattendendo le aspettative di quanti speravano in una svolta DEMOCRATICA.
Nel 1838 il regno dette in MONOPOLIO ad una società francese l’appalto per la commercializzazione dello ZOLFO siciliano, che copriva il 90% del mercato mondiale ed era necessario per la produzione di acido solforico e polvere da sparo.
Questo causò un contrasto con l’INGHILTERRA che minacciò il blocco navale e il sequestro della flotta mercantile napoletana, con conseguente crollo delle esportazioni e crisi economica. Ferdinando fu costretto ad annullare il contratto con i francesi e a pagare un forte INDENNIZZO.
Al tempo le strade erano sterrate e difficili da percorrere, specie con il brutto tempo, spesso infestate da BRIGANTI; i tempi di percorrenza erano lunghi e le condizioni di viaggio oggi inimmaginabili.
In Europa erano già presenti alcune FERROVIE in Inghilterra, in Francia, in Germania, in Austria, ma in Italia il primato spetta al Regno delle Due Sicilie.
Il progetto di BAYARD aveva interessato Ferdinando, ma ragioni economiche frenarono il re dal finanziare l’impresa. Allora Bayard, sicuro del successo dell’impresa, propose di finanziare lui stesso il progetto in cambio della CONCESSIONE esclusiva per 99 anni.
Ferdinando accettò e autorizzò l’intervento per una linea da Napoli a Nocera, con una diramazione verso Castellammare; il tutto nell’ambito di un progetto PIU’ AMPIO che avrebbe incluso anche Brindisi, Foggia e Pescara.
Problemi economici costrinsero poi a limitare il progetto a PORTICI, ma la produzione di una parte del materiale ferroviario venne fatta in zona: i VAGONI a S. Giovanni a Teduccio e le LOCOMOTIVE a Pietrarsa.
A mezzogiorno del 3 ottobre 1839 il re in persona dette il via al PRIMO CONVOGLIO e auspicò: “Questo cammino ferrato gioverà senza dubbio al commercio”.
Le locomotive del primo convoglio si chiamavano BAYARD e VESUVIO ed a ciascuna di loro erano attaccati un tender e 9 carrozze con 250 PASSEGGERI. Il tratto di 7 km fu percorso in 11 minuti tra l’entusiasmo della popolazione.
Nei primi 2 mesi furono trasportate ben 130.000 persone!
Qui ha avuto INIZIO la storia ferroviaria italiana.
Buon vento
Silvano Benedetti
da un articolo di Sara Bellanza