28/08/2026
AUGURI ALL’ARSENALE DELLA SPEZIA
Il 28 giugno 1869, alle ore 13.45, venne inaugurato l’Arsenale Militare della Spezia con la cerimonia di allagamento della darsena interna e l’attivazione del bacino n. 4.
Dopo soli 7 anni dall’inizio dei lavori, su progetto di Domenico Chiodo, erano già attive alcune officine e molti magazzini e l’arsenale iniziò la sua opera di stabilimento di progettazione, costruzione, allestimento e armamento delle navi della Regia Marina.
La costruzione dell'arsenale, iniziata il 14 aprile 1862, ebbe un impatto socio-culturale vasto e rapidissimo sul borgo della Spezia, un’area ancora rurale che in dieci anni passò da zappa, mulini ad acqua e telai a mano direttamente alla draga a vapore, con un enorme impatto emotivo ma anche ambientale e sociale.
L’arsenale occupava un’area dieci volte superiore a quella dell’abitato, ancora quasi completamente all’interno delle mura medievali: tutta la piana di San Vito tra i borghi di Spezia, Pegazzano e Marola.
La Spezia divenne piazzaforte marittima di prima classe, con compiti di difesa dello Stato da una eventuale invasione da Nord e furono realizzate polveriere, depositi di armamenti e di munizioni, difesi da una corona di 42 fortificazioni che rendevano il golfo impenetrabile da terra e da mare.
L'unico settore economico che ne risentì negativamente fu il turismo: il panorama che si presentava al visitatore non era più quello del piccolo tranquillo borgo di mare con sullo sfondo un golfo incontaminato, ma quello di un immenso cantiere in pianura e in collina che imponeva una serie di scoraggianti divieti e restrizioni.
Ma, mentre nel resto d’Italia si viveva un'emigrazione epocale verso le Americhe e il nord Europa, Spezia dal 1862 divenne la nuova frontiera, il far west italiano, con un incremento della popolazione paragonabile per rapidità solo alle città del Nuovo Mondo.
Questa situazione addirittura costrinse le autorità a ridurre gli afflussi dalle valli vicine, Val di Vara, Lunigiana e Garfagnana in testa, la cui popolazione più giovane, per la forte incertezza economica, si stava trasferendo in massa nel golfo.
Il Comune crebbe di pari passo con l’arsenale, passando in soli venti anni dagli 11.000 abitanti del 1861 ai 31.000 del 1881 e continuò a crescere allo stesso ritmo per molti decenni ancora, fino ai 100.000 abitanti del 1915.
Seguì uno sviluppo repentino dell’agglomerato urbano che provocò non pochi disagi sociali e sanitari. Una crescita simile toccò anche gli altri paesi del golfo, segno che l'arsenale aveva modificato le prospettive economiche in tutta l'area.
I tempi di costruzione furono molto serrati, direi oggi utopistici: nel 1869 l'inaugurazione dell'arsenale, nel 1885 il completamento delle 42 fortificazioni, delle mura cittadine e la diga foranea subacquea che consentì l'ampliamento del porto commerciale.
Nell'immaginario collettivo nazionale La Spezia era un sogno che si avverava: il riscatto del Bel Paese, per secoli colonizzato e ridicolizzato dalle potenze straniere! Una base navale di livello internazionale, moderna e dotata della tecnologia più avanzata.
La cittadina p***e presto il suo carattere rurale e con la fine dei lavori della base navale e della piazzaforte riprese la vocazione turistica; come ogni città di mare, Spezia aveva spiagge, passeggiata ed il mare era parte integrante del paesaggio e della vita.
Buon vento
Silvano Benedetti
per approfondire: La Spezia 1856 – 1925 – Edizioni del Tridente – 1979; S. Poli e S. Benedetti – La Sala Polene del Museo Tecnico Navale della Spezia – Edizioni Brain – 2018; S. Benedetti e A. Pavan, ARSENALE Storia Tecnica Persone, 2019