Museo civico archeologico Pietro e Turiddo Lotti di Ischia di Castro

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Museo civico archeologico Pietro e Turiddo Lotti di Ischia di Castro Museo civico Comune Ischia di Castro

👑 Giulia la Bella, la terza protagonista della nostra rubrica dedicata alle donne di Casa Farnese.👉 Per conoscere più da...
14/10/2026

👑 Giulia la Bella, la terza protagonista della nostra rubrica dedicata alle donne di Casa Farnese.

👉 Per conoscere più da vicino la sua storia, vi rimandiamo al post originale. Vedi meno

💊 PILLOLE DI APPROFONDIMENTO 💊

𝐋𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞. 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 «𝐁𝐞𝐥𝐥𝐚»

🌿 𝐋𝐞 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐮𝐧 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐈𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle donne di Casa Farnese. Dopo Lella Orsini e Girolama Farnese, incontriamo una delle figure femminili più celebri e discusse del Rinascimento italiano: Giulia Farnese, passata alla storia con l'appellativo di «Giulia la Bella».

La sua vita fu segnata dall'incontro con uno degli uomini più potenti del tempo, papa Alessandro VI Borgia. Ma dietro la fama della sua bellezza e le cronache della corte pontificia emerge una vicenda più complessa, fatta di legami familiari, scelte difficili e ricerca di autonomia.

Figlia di Pier Luigi Farnese il Seniore e di Giovannella Caetani di Sermoneta, Giulia nacque probabilmente tra il 1474 e il 1475 nella rocca di Capodimonte, sul lago di Bolsena.

Era sorella, tra gli altri, di Angelo, di Girolama e di Alessandro Farnese, destinato a diventare papa Paolo III.

Un particolare della sua infanzia ci riporta direttamente a Ischia di Castro. Secondo la ricostruzione di Bonaventura Caprio, autore di uno dei volumi consigliati in lettura, Giulia crebbe anche sotto le cure di Agnese, una balia originaria di Ischia di Castro, alla quale rimase profondamente legata.

Questo rapporto non appartenne soltanto agli anni dell'infanzia: ritroveremo infatti Agnese accanto a Giulia anche molto tempo dopo, negli anni della maturità.

💍 𝐔𝐧 𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐅𝐚𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐫𝐬𝐢𝐧𝐢

Come accadeva frequentemente nelle grandi famiglie aristocratiche, anche il futuro matrimoniale di Giulia fu deciso nell'ambito di una strategia di alleanze.

Il 20 maggio 1489 furono stabiliti gli accordi per le nozze con Orsino Orsini, appartenente al ramo degli Orsini di Bassanello e figlio di Ludovico Orsini e di Adriana de Mila.

Il matrimonio venne celebrato il 9 maggio 1490 a Roma, nel palazzo del cardinale Rodrigo Borgia, parente di Adriana de Mila.

Giulia era ancora giovanissima. Dopo le nozze si trasferì con il marito nel castello di Bassanello, in un ambiente molto diverso da quello della vivace società romana.

L'unione rafforzava i rapporti tra i Farnese e gli Orsini, ma introduceva anche Giulia in una rete di relazioni destinata a cambiare profondamente la sua esistenza.

👑 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐕𝐈

Durante le cerimonie matrimoniali, la bellezza della giovane Farnese attirò l'attenzione degli ambienti aristocratici romani e, secondo la ricostruzione storica, dello stesso cardinale Rodrigo Borgia.

Tra i due nacque una relazione destinata a diventare una delle vicende più note e commentate della Roma rinascimentale.

L'11 agosto 1492 Rodrigo Borgia venne eletto pontefice con il nome di Alessandro VI. Giulia si ritrovò così al centro di un mondo dominato da cerimonie, diplomazia, favori e delicate trattative politiche.

Nelle cronache e nelle ricostruzioni dedicate a quegli anni compare anche il soprannome di «Venere papale», espressione che testimonia quanto la sua figura fosse associata alla bellezza e alla vicinanza al pontefice.

La presenza di Giulia alla corte pontificia si intrecciò con la crescente influenza della famiglia Farnese. Il 20 settembre 1493 il fratello Alessandro ottenne la porpora cardinalizia, una nomina che alimentò commenti e sospetti sul ruolo esercitato dalla giovane presso Alessandro VI.

Le vicende personali di Giulia erano ormai strettamente legate agli interessi dinastici e alle ambizioni politiche della sua famiglia.

👶 𝐋𝐚 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐚

Il 30 novembre 1492 Giulia diede alla luce la sua unica figlia, Laura Orsini.

La nascita della bambina alimentò discussioni sulla sua paternità. Ufficialmente Laura era figlia di Orsino Orsini, ma alcuni contemporanei e diversi storici successivi avanzarono l'ipotesi che il padre fosse Alessandro VI.

La questione rimane controversa e non può essere considerata definitivamente risolta.

Al di là delle dispute sulla paternità, Laura rappresentò una presenza fondamentale nella vita di Giulia, che si impegnò per assicurarle una posizione prestigiosa.

🕯️ 𝐈𝐥 𝟏𝟒𝟗𝟒: 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐢, 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐞 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐨𝐝𝐢𝐦𝐨𝐧𝐭𝐞

Il 1494 fu un anno decisivo per Giulia.

Durante un soggiorno a Pesaro, dove si trovava insieme ad Adriana de Mila e a Lucrezia Borgia, apprese delle gravi condizioni di salute del fratello Angelo Farnese.

Giulia raggiunse Capodimonte, ma vi arrivò quando Angelo era già morto.

Il ritorno nella rocca familiare, in un momento così doloroso, segnò una fase di cambiamento. La permanenza lontano dalla corte romana le offrì anche l'occasione di riflettere sulla propria situazione e sui rapporti con il pontefice.

Nello stesso anno, la discesa in Italia del re francese Carlo VIII rese ancora più instabile il quadro politico.

Durante il viaggio di ritorno verso Roma, Giulia, la sorella Girolama e Adriana de Mila furono fermate da soldati francesi e condotte a Montefiascone. La loro liberazione avvenne dietro il pagamento di un riscatto.

È un episodio che abbiamo già incontrato nella precedente puntata dedicata a Girolama Farnese: due sorelle coinvolte direttamente nelle tensioni di una delle stagioni più turbolente della storia italiana.

🏰 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚

Negli anni successivi, le notizie sulla vita di Giulia diventano più frammentarie e la sua presenza nelle cronache della corte pontificia si riduce progressivamente.

Un documento importante risale al 19 giugno 1497: un atto notarile con il quale Orsino Orsini dispose a favore di Giulia la donazione del castello di Carbognano, definendo anche condizioni relative al possesso del bene e alla successione.

Il 31 luglio 1500 Orsino morì tragicamente nel castello di Bassanello, a causa del crollo improvviso di un solaio.

Giulia rimase vedova e cominciò a guardare con crescente interesse ai propri possedimenti.

Il 18 agosto 1503 morì anche Alessandro VI Borgia. Con la fine del suo pontificato si chiudeva una stagione politica e personale che aveva profondamente condizionato la giovinezza della Farnese.

La vita di Giulia, tuttavia, era tutt'altro che conclusa.

🌹 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐚𝐧𝐳𝐞

Giulia continuò a seguire con attenzione il futuro della figlia Laura.

Il 15 novembre 1505 Laura sposò Niccolò della Rovere, nipote di papa Giulio II. Il matrimonio rappresentò un'importante alleanza tra gli Orsini, i Farnese e la famiglia del pontefice.

Per Giulia fu anche un'occasione di rinnovata presenza negli ambienti della corte romana, ormai profondamente mutati rispetto agli anni di Alessandro VI.

Ma i suoi interessi si stavano orientando sempre più verso la gestione delle proprietà e la ricerca di una maggiore autonomia.

🏡 𝐔𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐞 𝐮𝐧 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨

Il 20 febbraio 1509 Giulia si sposò in seconde nozze con Giovanni Maria Capece Bozzuto, appartenente a una famiglia della piccola nobiltà napoletana.

Il matrimonio ebbe luogo a Carbognano, dove Giulia trascorse una parte importante degli anni successivi.

Qui la Farnese assunse un ruolo attivo nell'amministrazione dei propri beni e nella gestione della piccola comunità.

Seguì i lavori di sistemazione del castello, si occupò delle proprietà, delle controversie sui confini e delle attività economiche, cercando di favorire il miglioramento delle condizioni di vita del territorio.

Emerse così una Giulia molto diversa dall'immagine tramandata dalle cronache della corte pontificia: una donna impegnata a prendere decisioni concrete, amministrare e costruire.

Nel 1517 morì anche Giovanni Maria Capece Bozzuto, lasciandola nuovamente vedova.

Accanto a lei rimase, fra le persone più care, proprio Agnese, la balia di Ischia di Castro, che si era trasferita a vivere con Giulia.

Un legame iniziato nell'infanzia continuava dunque ad accompagnarla anche negli ultimi anni della vita.

📜 𝐈𝐥 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚

Nel marzo del 1524 Giulia si ammalò gravemente. Trasferita a Roma, il 14 marzo dettò il proprio testamento.

Il documento restituisce il ritratto di una donna attenta non soltanto ai propri beni, ma anche alle persone che l'avevano accompagnata durante la vita.

Giulia destinò infatti aiuti economici e materiali a collaboratori e persone di fiducia, ricordandosi anche delle giovani donne povere di Carbognano.

Dispose inoltre che venissero distribuiti settimanalmente pane, vino e carne a sette poveri del paese.

Non dimenticò la fedele Agnese, alla quale riservò denaro e beni necessari al sostentamento.

Giulia morì pochi giorni dopo, nel marzo 1524. La data esatta del decesso non è documentata con assoluta certezza: gli storici indicano generalmente il 22 o il 23 marzo.

Nel testamento aveva chiesto di essere sepolta nella chiesa dell'isola Bisentina, nel lago di Bolsena, accanto ai propri antenati.

Non sappiamo, tuttavia, se questa volontà sia stata effettivamente rispettata. Il luogo della sua sepoltura rimane ancora oggi incerto.

🎨 𝐈𝐥 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨

Nonostante la straordinaria fama della sua bellezza, non possediamo un ritratto di Giulia Farnese che possa essere identificato con assoluta certezza.

Nel corso dei secoli il suo nome è stato collegato a numerosi dipinti e raffigurazioni femminili del Rinascimento, comprese opere nelle quali compare l'unicorno, motivo presente anche nelle decorazioni del castello di Carbognano.

Le identificazioni proposte rimangono però ipotesi e non possono essere considerate prove definitive del suo aspetto.

Per comprendere chi fosse Giulia Farnese, del resto, è importante guardare anche oltre le immagini che la tradizione ha associato al suo nome.

La sua storia attraversa la rocca di Capodimonte, la corte pontificia, le alleanze familiari e l'amministrazione di Carbognano, fino alle ultime disposizioni testamentarie.

Una vicenda che ci invita a guardare oltre la bellezza e oltre la leggenda, riconoscendo in Giulia una protagonista del proprio tempo, segnata dai vincoli della famiglia e della politica, ma capace, nella maturità, di ritagliarsi uno spazio personale.

🎨 Dama con unicorno, dipinto attribuito a Luca Longhi (1540–1560 circa). Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, Roma.
L'opera è tradizionalmente associata a Giulia Farnese, ma l'identificazione della donna raffigurata non è storicamente certa. Il dipinto è inoltre successivo alla sua morte.
📷 Fotografia: Rainer Halama (Wuselig) — Wikimedia Commons, CC0 1.0.
🔗 Fonte e condizioni di utilizzo: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:La_Dame_et_la_licorne_(Luca_Longhi)-WUS02301.jpg

📚🧐 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚

• B. Caprio, Le donne di casa Farnese
• B. Caprio, Giulia Farnese. Il volto scomparso
• G. Drei, I Farnese. Grandezza e decadenza di una dinastia italiana
• F. M. Annibali, Notizie storiche della casa Farnese
• F. Giurleo, Il ducato di Castro fra storia e leggenda
• E. Nasalli Rocca, I Farnese
• G. Rabbi Solari, Storie di Casa Farnese

✍️ A cura dell'Amministrazione Comunale di Ischia di Castro

📚 Il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 “𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗧𝘂𝗿𝗶𝗱𝗱𝗼 𝗟𝗼𝘁𝘁𝗶” ospiterà domani, sabato 𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 alle ore 𝟭𝟴:𝟬𝟬, lo spettacolo ...
02/10/2026

📚 Il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 “𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗧𝘂𝗿𝗶𝗱𝗱𝗼 𝗟𝗼𝘁𝘁𝗶” ospiterà domani, sabato 𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 alle ore 𝟭𝟴:𝟬𝟬, lo spettacolo “Il cavaliere inesistente”, con la compagnia teatrale Teatro Studio.

L’iniziativa rientra nella rassegna 𝗦𝗶𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 – Il Festival delle biblioteche.

📌 𝗜𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗼.

📚 𝗣𝗥𝗢𝗠𝗘𝗠𝗢𝗥𝗜𝗔 – 𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟯 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘

Nell’ambito di 𝗦𝗶𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 – 𝗜𝗹 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗵𝗲, sabato 𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 alle ore 𝟭𝟴:𝟬𝟬 si terrà lo spettacolo “Il cavaliere inesistente”, con la compagnia teatrale Teatro Studio.

L’iniziativa, a cura della 𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗜𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗿𝗼, avrà luogo presso il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 “𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗧𝘂𝗿𝗶𝗱𝗱𝗼 𝗟𝗼𝘁𝘁𝗶”.

📌 𝗜𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗼

📚 Il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 “𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗧𝘂𝗿𝗶𝗱𝗱𝗼 𝗟𝗼𝘁𝘁𝗶” è lieto di ospitare, sabato 𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 alle ore 𝟭𝟴:𝟬𝟬, lo spettac...
29/09/2026

📚 Il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 “𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗧𝘂𝗿𝗶𝗱𝗱𝗼 𝗟𝗼𝘁𝘁𝗶” è lieto di ospitare, sabato 𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 alle ore 𝟭𝟴:𝟬𝟬, lo spettacolo 𝗜𝗹 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲, a cura di Teatro Studio.

Una lettura scenica animata rivolta ad 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶 𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶, nell’ambito di 𝗦𝗶𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 – Il Festival delle biblioteche.

📌 Ingresso libero.

📚 Nell’ambito di 𝗦𝗶𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 – 𝗜𝗹 𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗯𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗵𝗲, sabato 𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 alle ore 𝟭𝟴:𝟬𝟬, presso il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 “𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗧𝘂𝗿𝗶𝗱𝗱𝗼 𝗟𝗼𝘁𝘁𝗶” di Ischia di Castro, sarà rappresentato lo spettacolo 𝗜𝗹 𝗰𝗮𝘃𝗮𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲, a cura di Teatro Studio.

Una lettura scenica animata rivolta ad 𝗮𝗱𝘂𝗹𝘁𝗶 𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶, nell’ambito della rassegna del Sistema Bibliotecario del Lago di Bolsena.

📌 Ingresso libero.

Per la rubrica  📷🏛  DENTRO IL MUSEO, leggete il post qui sotto 👇🏼
29/09/2026

Per la rubrica 📷🏛 DENTRO IL MUSEO, leggete il post qui sotto 👇🏼

🌿 Il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 “𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗧𝘂𝗿𝗶𝗱𝗱𝗼 𝗟𝗼𝘁𝘁𝗶” di Ischia di Castro sarà tra i musei coinvolti nell’appuntamento...
23/09/2026

🌿 Il 𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗖𝗶𝘃𝗶𝗰𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 “𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗧𝘂𝗿𝗶𝗱𝗱𝗼 𝗟𝗼𝘁𝘁𝗶” di Ischia di Castro sarà tra i musei coinvolti nell’appuntamento di 𝗔𝗚𝗘𝗥 𝟯.𝟬 in programma domenica 𝟮𝟳 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲.

“Dove passavano le greggi” sarà un percorso nella Selva del Lamone alla scoperta della storia della pastorizia e del suo legame con il territorio.

📌 Tutte le informazioni nel post condiviso.

🌿 𝗔𝗚𝗘𝗥 𝟯.𝟬 | 𝟮𝟳 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 🌿
𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗴𝗿𝗲𝗴𝗴𝗶
𝘋𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘦𝘪𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘳𝘢𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘢𝘴𝘵𝘰𝘳𝘢𝘭𝘪 𝘥𝘪 𝘰𝘨𝘨𝘪 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘚𝘦𝘭𝘷𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘓𝘢𝘮𝘰𝘯𝘦

𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟮𝟳 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 torna 𝗔𝗚𝗘𝗥 𝟯.𝟬 con il secondo dei sei percorsi esperienziali tra i musei e i paesaggi del Sistema Museale del Lago di Bolsena.

🥾 𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗴𝗿𝗲𝗴𝗴𝗶 sarà un trekking nella Selva del Lamone dedicato alla pastorizia e alla lunga relazione tra comunità umane e ambiente, dalle testimonianze del Neolitico alle pratiche ancora presenti nel territorio.

📍 Il ritrovo è alle 𝗼𝗿𝗲 𝟵.𝟬𝟬 nel centro di 𝗙𝗮𝗿𝗻𝗲𝘀𝗲. Da qui il gruppo si sposterà all’interno della 𝗥𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮 𝗡𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗦𝗲𝗹𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗟𝗮𝗺𝗼𝗻𝗲, dove prenderà avvio l’escursione. L’itinerario ad anello, di circa 6 km, seguirà 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘥𝘦 𝘣𝘪𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦, 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘦𝘳𝘪 𝘯𝘦𝘭 𝘣𝘰𝘴𝘤𝘰 𝘦 𝘢𝘯𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘶𝘭𝘢𝘵𝘵𝘪𝘦𝘳𝘦.

🏛️ Il cammino offrirà l’occasione di osservare come la pastorizia abbia attraversato nel tempo questo territorio, mettendo in relazione la vita dei pastori, le attività produttive e il ruolo della riserva.

Ad accompagnare il gruppo saranno i direttori dei musei coinvolti, che lungo il percorso offriranno approfondimenti e chiavi di lettura sui luoghi e sui temi incontrati, arricchendo così l’esperienza. Con loro in questa occasione 𝗔𝗱𝗼𝗹𝗳𝗼 𝗧𝗲𝗱𝗲𝘀𝗰𝘂𝗰𝗰𝗶 e 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗕𝗮𝗿𝗮𝗴𝗹𝗶𝘂.

Il trekking metterà in relazione il Museo della Terra di Latera, il Museo Civico Ferrante Rittatore Vonwiller 𝗱𝗶 𝗙𝗮𝗿𝗻𝗲𝘀𝗲 e il Museo civico archeologico Pietro e Turiddo Lotti di Ischia di Castro e sarà condotto da Elena Ronca - Guida Turistica & Ambientale, guida di Percorsi Etruschi.

🌱 𝗨𝗻 𝗮𝗹𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
AGER 3.0 aderisce al progetto 𝘐𝘯 𝘤𝘢𝘮𝘮𝘪𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘣𝘦𝘳𝘪, a cura di Damiano Fabbri di Associazione Freedom APs : ad ogni appuntamento verrà messa a dimora un’essenza arborea, scelta in relazione ai luoghi attraversati, grazie al contributo dei 𝗩𝗶𝘃𝗮𝗶 𝗩𝗶𝗴𝗻𝗼𝗹𝗶𝗻𝗶, che accompagnano il progetto fornendo le piante.
In questa occasione, nei pressi della 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗮 𝗙𝗮𝗿𝗻𝗲𝘀𝗲 verrà messa a dimora una 𝗾𝘂𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗮 𝘀𝘂𝗴𝗵𝗲𝗿𝗼.

👣 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗲𝗰𝗶𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮, 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗱𝗲𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗶 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶.

📍 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 Ore 9.00
Corso Vittorio Emanuele III n. 395
Farnese (VT)

📞 𝗜𝗻𝗳𝗼 𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶
320 314 9587 – 391 310 3629
✉️ [email protected]

🌐 Tutti gli appuntamenti di 𝗔𝗚𝗘𝗥 𝟯.𝟬 e le informazioni di dettaglio sui singoli percorsi sono pubblicati sul sito del 𝗦𝗜𝗠𝗨𝗟𝗔𝗕𝗢, nella sezione 𝗘𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶:
https://www.simulabo.it/eventi/

𝘈𝘎𝘌𝘙 3.0 𝘦̀ 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘢 𝘤𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘴𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘢𝘭𝘦 Comunità narranti, 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘗𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘴𝘪 𝘌𝘵𝘳𝘶𝘴𝘤𝘩𝘪, 𝘚𝘵𝘢𝘺 𝘍𝘳𝘦𝘦𝘥𝘰𝘮 𝘈𝘗𝘚 𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘊𝘰𝘯𝘴𝘰𝘳𝘻𝘪𝘰 𝘊𝘢𝘮𝘮𝘪𝘯𝘢𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘐𝘯𝘥𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘵𝘪.

𝗜𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗟𝗮𝘇𝗶𝗼 – 𝗟.𝗥. 𝟮𝟰/𝟮𝟬𝟭𝟵 – 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗮𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱

👑 Lella Orsini, la prima protagonista della nostra rubrica dedicata alle donne di Casa Farnese.👉 Per conoscere più da vi...
01/09/2026

👑 Lella Orsini, la prima protagonista della nostra rubrica dedicata alle donne di Casa Farnese.

👉 Per conoscere più da vicino la sua storia e il suo legame con Angelo Farnese, vi rimandiamo al post originale.

💊 𝐏𝐈𝐋𝐋𝐎𝐋𝐄 𝐃𝐈 𝐀𝐏𝐏𝐑𝐎𝐅𝐎𝐍𝐃𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 💊

𝐋𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞. 𝐋𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐎𝐫𝐬𝐢𝐧𝐢, 𝐮𝐧 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐮𝐧 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨

🌹 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞

La storia delle grandi dinastie è stata raccontata per lungo tempo soprattutto attraverso papi, duchi, cardinali, condottieri e uomini di governo. Accanto a loro, tuttavia, vissero donne le cui vicende personali si intrecciarono profondamente con quelle delle famiglie alle quali appartenevano.

Con 𝐋𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐎𝐫𝐬𝐢𝐧𝐢 iniziamo il nostro viaggio alla scoperta delle donne legate a Casa Farnese: figure talvolta meno conosciute, ma capaci di restituirci un volto diverso e più intimo della storia della dinastia.

👑 𝐓𝐫𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐫𝐬𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐢 𝐅𝐚𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞

Lella era la primogenita di Elena Conti di Montelanico e di Niccolò III Orsini, conte di Pitigliano e di Nola e celebre condottiero del suo tempo.

Angelo Farnese era invece il figlio maggiore di Pier Luigi Farnese, detto il Seniore, e di Giovannella Caetani. Apparteneva a una famiglia che, nella seconda metà del Quattrocento, stava progressivamente consolidando possedimenti, prestigio e relazioni nell’area dell’Alto Lazio.

Il matrimonio tra i due giovani si inseriva quindi in una precisa strategia familiare: Farnese e Orsini possedevano territori vicini e l’unione consentiva di rafforzare rapporti politici e patrimoniali tra due importanti casate.

💍 𝐔𝐧 𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐨, 𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨

Nel maggio del 1488 Lella Orsini sposò Angelo Farnese.

Come accadeva frequentemente nell’aristocrazia dell’epoca, il matrimonio era stato concordato dalle rispettive famiglie. Eppure, secondo la ricostruzione tramandata dalle fonti e ripresa dagli studi, quella che avrebbe potuto essere soltanto un’unione di interesse si trasformò in un rapporto caratterizzato da grande intesa, rispetto e profondo affetto.

Una circostanza non così scontata in un’epoca nella quale le scelte matrimoniali delle giovani donne erano spesso subordinate alle esigenze politiche ed economiche della famiglia d’origine.

🏛️ 𝐈𝐥 “𝐂𝐨𝐫𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐝’𝐀𝐦𝐨𝐫𝐞”

Una delle testimonianze più suggestive legate alle loro nozze è ancora oggi conservata nella Rocca Farnese di Valentano.

In occasione del matrimonio venne infatti realizzato quello che oggi è conosciuto come 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐝’𝐀𝐦𝐨𝐫𝐞: un elegante spazio porticato i cui capitelli conservano un ricco apparato simbolico.

🌹 La rosa degli Orsini e i gigli dei Farnese si incontrano nelle decorazioni, quasi a tradurre nella pietra l’unione tra le due famiglie. Motivi vegetali, frutti e simboli di prosperità arricchiscono ulteriormente un luogo che, a distanza di oltre cinque secoli, continua a ricordare quelle nozze.

🙏 𝐔𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐞𝐝𝐞

Tra le promesse matrimoniali di Angelo e Lella ve ne sarebbe stata una particolarmente significativa: se uno dei due fosse morto, il coniuge superstite avrebbe abbandonato la vita secolare per dedicarsi alla religione.

Angelo avrebbe vestito l’abito francescano; Lella avrebbe scelto la clausura.

La loro vita coniugale fu segnata anche da una profonda religiosità. Nel 1491 papa Innocenzo VIII concesse alla coppia il privilegio di possedere un altare portatile, così da poter assistere alla celebrazione della messa anche durante i propri spostamenti.

Dal matrimonio nacquero due figli, Gabriello e Francesca.

🕯️ 𝐔𝐧 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨

La loro storia ebbe però una durata breve.

Secondo la maggior parte delle fonti richiamate dagli studi, nel 1494 Angelo morì prematuramente a Capodimonte, durante un’epidemia che colpì il territorio viterbese. Aveva appena ventinove anni.

Lella, rimasta vedova ancora giovane, decise di mantenere la promessa fatta al marito.

A trentaquattro anni lasciò la vita secolare e si ritirò volontariamente nel monastero delle cosiddette “Murate” di Firenze, assumendo il nome di 𝐬𝐮𝐨𝐫 𝐄𝐥𝐞𝐧𝐚, lo stesso della madre.

Da quel momento le sue tracce nella documentazione diventano estremamente labili.

🖼️ 𝐔𝐧 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨

Anche l’immagine di Lella sembra essersi quasi dissolta nel tempo.

Nel Palazzo Orsini di Pitigliano è conservato un affresco raffigurante una giovane donna, sovrastato da uno stemma farnesiano, che è stato proposto come possibile ritratto di Lella.

L’identificazione, tuttavia, non è sostenuta da una documentazione certa e deve quindi rimanere nel campo delle ipotesi. Un volto possibile, suggestivo, ma che la prudenza storica non consente ancora di attribuire con sicurezza.

🌹 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐋𝐞𝐥𝐥𝐚

Di Lella Orsini rimangono poche tracce documentarie. Rimangono però i luoghi, gli stemmi, le testimonianze familiari e soprattutto il ricordo di una vicenda che permette di osservare la storia dei Farnese da una prospettiva diversa.

Una donna entrata nella casata attraverso un matrimonio pensato secondo le logiche dinastiche del suo tempo, ma protagonista di una storia personale segnata dall’affetto, dalla fede e da una promessa mantenuta fino alle conseguenze più profonde.

È anche attraverso storie come la sua che possiamo restituire spazio alle donne che, per secoli, sono rimaste ai margini della grande narrazione dinastica.

🎨 Figura femminile proposta come possibile ritratto di Lella Orsini, Palazzo Orsini, Pitigliano. L’identificazione non è documentata con certezza.
📷 Foto: Sailko, “Pitigliano, palazzo orsini, interno, primo piano, salone con affreschi frammentari del 1470-1490 ca. 04”, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons.
✂️ Immagine ritagliata rispetto all’originale.
🔗 Fotografia originale: Wikimedia Commons
🔗 Licenza: Creative Commons Attribution 3.0 Unported

📚🧐 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚
• B. Caprio, Le donne di casa Farnese
• G. Drei, I Farnese. Grandezza e decadenza di una dinastia italiana
• F. M. Annibali, Notizie storiche della casa Farnese
• F. Giurleo, Il ducato di Castro fra storia e leggenda
• E. Nasalli Rocca, I Farnese
• G. Rabbi Solari, Storie di Casa Farnese

✍️ A cura dell’Amministrazione Comunale di Ischia di Castro

Una novità per la rubrica 💊 PILLOLE DI APPROFONDIMENTO 💊
08/07/2026

Una novità per la rubrica 💊 PILLOLE DI APPROFONDIMENTO 💊

💊 PILLOLE DI APPROFONDIMENTO 💊

𝐋𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞. 𝐔𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐬𝐭𝐢𝐚

🏛️ 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢 𝐝𝐮𝐜𝐡𝐢, 𝐢 𝐩𝐚𝐩𝐢 𝐞 𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐥𝐢

Dopo aver raccontato la vicenda del Ducato di Castro, la sua distruzione e la memoria dell’antica città farnesiana, la nostra rubrica prosegue allargando lo sguardo alla storia di Casa Farnese.

Quando si parla dei Farnese, il pensiero corre spesso ai papi, ai duchi, ai cardinali, ai condottieri e ai grandi protagonisti della politica italiana ed europea. Eppure, accanto a queste figure, vi furono anche donne che ebbero un ruolo importante nella costruzione del prestigio, delle alleanze e della memoria della famiglia.

👑 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨

Le donne di Casa Farnese furono figlie, mogli, madri, duchesse, regine, religiose, educatrici e committenti. Alcune nacquero all’interno della famiglia, altre vi entrarono attraverso matrimoni e alleanze dinastiche.

Le loro vite si intrecciarono con le corti, con la politica, con la diplomazia, con la religione e con l’arte. Attraverso matrimoni, relazioni familiari, committenze culturali e scelte personali, contribuirono a rafforzare legami, consolidare poteri e trasmettere il prestigio della casata.

📜 𝐌𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢, 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐞 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚

Nel mondo delle grandi famiglie nobiliari, i matrimoni non erano soltanto vicende private: rappresentavano strumenti politici, occasioni di alleanza e momenti decisivi per l’equilibrio tra casate, territori e corti.

Anche per i Farnese, le figure femminili furono spesso al centro di questi rapporti. Attraverso di loro, la famiglia entrò in relazione con altre dinastie italiane ed europee, rafforzando la propria presenza ben oltre i confini dei territori direttamente governati.

🎨 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Le donne della casata non furono soltanto protagoniste di strategie familiari e dinastiche. In molti casi, furono anche legate alla promozione delle arti, alla vita religiosa, alla cura dell’educazione e alla trasmissione della memoria familiare.

Attraverso ritratti, residenze, monasteri, lettere, documenti e testimonianze artistiche, è ancora possibile cogliere tracce della loro presenza e del loro ruolo nella storia farnesiana.

🕯️ 𝐑𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐚 𝐮𝐧’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐚𝐧𝐠𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Questa nuova serie di approfondimenti nasce con l’obiettivo di osservare la storia dei Farnese da una prospettiva diversa.

Non si tratta di raccontare una storia separata, ma di completare il quadro: accanto alle vicende politiche, militari e territoriali, vi sono infatti percorsi personali e familiari che aiutano a comprendere meglio la forza, la complessità e la durata di una delle più importanti dinastie italiane dell’età moderna.

📚 Nelle prossime puntate proveremo quindi a conoscere più da vicino alcune figure femminili legate a Casa Farnese, restituendo spazio a storie spesso meno note, ma fondamentali per comprendere la vicenda della famiglia e il suo ruolo nella storia.

🎨 Immagine evocativa ispirata all’iconografia femminile farnesiana
📷 Immagine creata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo

✍️ A cura dell’Amministrazione Comunale di Ischia di Castro

Per la rubrica 📷🏛DENTRO IL MUSEO, leggete il post qui sotto 👇🏼
26/05/2026

Per la rubrica 📷🏛DENTRO IL MUSEO, leggete il post qui sotto 👇🏼

📷🏛 DENTRO IL MUSEO
Per la nostra rubrica fotografica vi presentiamo un oggetto di uso comune, proveniente dalla villa romana della Selvicciola e databile a partire dal IV secolo d.C.

📆 Periodo del reperto: IV secolo d.C.
🧱 Materiale del reperto: bronzo
🛠️ Scavi della villa: 1982-1999 / 2005-in corso

Gli scavi in località Selvicciola, avviati nel 1982 a seguito di una segnalazione della Guardia di Finanza, sono stati condotti dalla Soprintendenza Archeologica con il contributo dei volontari del GAR (Gruppo Archeologico Romano) e dei Gruppi Archeologici d’Italia. Le indagini hanno restituito un vasto complesso rurale articolato in più fasi, dalle testimonianze di età preromana fino alle trasformazioni in età augustea, quando la villa viene organizzata in 𝑝𝑎𝑟𝑠 𝑑𝑜𝑚𝑖𝑛𝑖𝑐𝑎 e 𝑝𝑎𝑟𝑠 𝑟𝑢𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 (rispettivamente l'area destinata alla vita del proprietario e l'area adibita ad alloggio per gli schiavi).
A questa fase appartengono l’atrio con la cisterna e la vasca serbatoio. Proprio dagli ambienti della cisterna, colmata dopo l’abbandono del complesso nel V secolo d.C., proviene la brocca in bronzo in fotografia.

Brocca in bronzo di pregevole fattura, caratterizzata da un corpo armoniosamente espanso e da un collo slanciato, che si apre in un orlo leggermente svasato. L’elemento distintivo dell’opera è l’ansa, arricchita da una decorazione a rilievo raffigurante una figura antropomorfa, espressione di una raffinata ricerca ornamentale. Due differenti ipotesi identificano la figura come la dea Minerva oppure come la raffigurazione dell'eroe Ercole, che indossa il tipico attributo della 𝑙𝑒𝑜𝑛𝑡𝑒́ (la pelle del leone di Nemea) intorno al collo.

Il manufatto testimonia l’elevato livello tecnico e artistico raggiunto nella lavorazione dei metalli, unendo funzionalità d’uso e sensibilità estetica. Le tracce di ossidazione e la patina superficiale, ancora ben visibili, contribuiscono a restituire il fascino del tempo e la storia dell’oggetto.

Si tratta di un bene di particolare interesse storico-artistico, esposto presso il nostro Museo, che documenta aspetti significativi della produzione artigianale e del gusto decorativo dell’epoca.

Vuoi vedere i nostri capolavori dal vivo?

🎟 Vieni a trovarci!

📍 Visita il Museo Civico Archeologico di Ischia di Castro negli orari indicati al seguente link:
🔗https://museoarcheologicoischiadicastro.it/informazioni.../

📷 Fotografia Eleonora Dottorini
✍️ A cura dell’Amministrazione Comunale di Ischia di Castro

Per la rubrica 💊 PILLOLE DI APPROFONDIMENTO 💊 si parla delle conseguenze della distruzione della città di Castro 👇🏼
14/05/2026

Per la rubrica 💊 PILLOLE DI APPROFONDIMENTO 💊 si parla delle conseguenze della distruzione della città di Castro 👇🏼

💊 PILLOLE DI APPROFONDIMENTO 💊
La distruzione di Castro. Le conseguenze della fine del ducato

🕯️ 𝐔𝐧 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀
La distruzione di Castro nel 1649 non segnò soltanto la fine materiale della città, ma aprì una fase di profonde trasformazioni politiche, sociali ed economiche per l’intero territorio. Con la demolizione degli edifici, delle mura e delle istituzioni ducali, cessò di esistere uno dei principali centri del potere farnesiano nell’Italia centrale.

🏛️ 𝐋𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐮𝐜𝐚𝐭𝐨
Con la distruzione della città scomparve definitivamente anche il Ducato di Castro. Il papa incorporò il territorio nello Stato Pontificio, ponendo fine all’autonomia politica esercitata per oltre un secolo dai Farnese. Quella che era stata capitale amministrativa e simbolo del potere ducale cessò di avere qualsiasi funzione istituzionale.

📜 La decisione pontificia fu chiara e irrevocabile: non permettere mai più la ricostruzione della città. L’eliminazione di Castro doveva rappresentare un monito politico e un’affermazione concreta dell’autorità papale sul territorio.

🚶 𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐚𝐬𝐩𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢
Dopo la distruzione, gli abitanti furono costretti ad abbandonare la città e a trasferirsi nei centri vicini. Molte famiglie trovarono rifugio nei paesi del territorio circostante, contribuendo alla crescita di comunità già esistenti e modificando progressivamente gli equilibri demografici della zona.

🏘️ Le cronache raccontano di una popolazione dispersa, privata non solo delle proprie case, ma anche dei riferimenti politici, religiosi e sociali che avevano caratterizzato la vita della città per generazioni. La fine della città rappresentò quindi anche una profonda frattura umana e collettiva.

🌾 𝐋𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨
Con la scomparsa del centro urbano, il territorio andò incontro a un progressivo cambiamento. Le aree un tempo occupate dagli edifici e dalle attività cittadine tornarono gradualmente a una dimensione rurale, mentre le strutture superstiti vennero riutilizzate o lasciate al degrado.

🌿 Nei decenni successivi, la memoria di Castro sopravvisse soprattutto attraverso le rovine, i racconti tramandati e le testimonianze documentarie. La città divenne così il simbolo di un luogo perduto, la cui vicenda continuò a suscitare interesse e riflessione nei secoli successivi.

🪨 𝐋𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨
Nonostante la distruzione, il ricordo della città non scomparve mai del tutto. Le rovine ancora presenti e le fonti storiche hanno permesso di mantenere viva la memoria della sua storia. Ancora oggi, il nome di Castro richiama uno degli episodi più significativi e drammatici della storia dell’Alto Lazio.

📜 Emblematica rimase la celebre iscrizione posta dopo la distruzione della città:
«QUI FU CASTRO»
Una frase breve ma potente, destinata a tramandare nei secoli il ricordo di una città cancellata dal territorio, ma mai completamente dimenticata.

📚 La vicenda di Castro continua ancora oggi a rappresentare un importante caso storico di conflitto tra autonomie locali e potere centrale, oltre che un esempio della fragilità degli equilibri politici nell’Italia del Seicento.

👉 Nel prossimo post approfondiremo la riscoperta archeologica di Castro e ciò che oggi resta dell’antica città farnesiana.

🎨 Gli abitanti della città di Castro sono costretti a lasciare la città. Immagine creata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.

📚🧐 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚
G. Drei, I Farnese. Grandezza e decadenza di una dinastia italiana
F. M. Annibali, Notizie storiche della casa Farnese
F. Giurleo, Il ducato di Castro fra storia e leggenda
E. Nasalli Rocca, I Farnese
G. Rabbi Solari, Storie di Casa Farnese

✍️ A cura dell’Amministrazione Comunale di Ischia di Castro

Indirizzo

Piazza Cavalieri Vittorio Veneto S. N. C
Ischia Di Castro
01010

Orario di apertura

Martedì 16:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
Giovedì 16:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
Sabato 08:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 13:00

Telefono

+390761425455

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