14/10/2026
👑 Giulia la Bella, la terza protagonista della nostra rubrica dedicata alle donne di Casa Farnese.
👉 Per conoscere più da vicino la sua storia, vi rimandiamo al post originale. Vedi meno
💊 PILLOLE DI APPROFONDIMENTO 💊
𝐋𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞. 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚 𝐅𝐚𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞, 𝐨𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 «𝐁𝐞𝐥𝐥𝐚»
🌿 𝐋𝐞 𝐨𝐫𝐢𝐠𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐮𝐧 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐈𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨
Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle donne di Casa Farnese. Dopo Lella Orsini e Girolama Farnese, incontriamo una delle figure femminili più celebri e discusse del Rinascimento italiano: Giulia Farnese, passata alla storia con l'appellativo di «Giulia la Bella».
La sua vita fu segnata dall'incontro con uno degli uomini più potenti del tempo, papa Alessandro VI Borgia. Ma dietro la fama della sua bellezza e le cronache della corte pontificia emerge una vicenda più complessa, fatta di legami familiari, scelte difficili e ricerca di autonomia.
Figlia di Pier Luigi Farnese il Seniore e di Giovannella Caetani di Sermoneta, Giulia nacque probabilmente tra il 1474 e il 1475 nella rocca di Capodimonte, sul lago di Bolsena.
Era sorella, tra gli altri, di Angelo, di Girolama e di Alessandro Farnese, destinato a diventare papa Paolo III.
Un particolare della sua infanzia ci riporta direttamente a Ischia di Castro. Secondo la ricostruzione di Bonaventura Caprio, autore di uno dei volumi consigliati in lettura, Giulia crebbe anche sotto le cure di Agnese, una balia originaria di Ischia di Castro, alla quale rimase profondamente legata.
Questo rapporto non appartenne soltanto agli anni dell'infanzia: ritroveremo infatti Agnese accanto a Giulia anche molto tempo dopo, negli anni della maturità.
💍 𝐔𝐧 𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐅𝐚𝐫𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐫𝐬𝐢𝐧𝐢
Come accadeva frequentemente nelle grandi famiglie aristocratiche, anche il futuro matrimoniale di Giulia fu deciso nell'ambito di una strategia di alleanze.
Il 20 maggio 1489 furono stabiliti gli accordi per le nozze con Orsino Orsini, appartenente al ramo degli Orsini di Bassanello e figlio di Ludovico Orsini e di Adriana de Mila.
Il matrimonio venne celebrato il 9 maggio 1490 a Roma, nel palazzo del cardinale Rodrigo Borgia, parente di Adriana de Mila.
Giulia era ancora giovanissima. Dopo le nozze si trasferì con il marito nel castello di Bassanello, in un ambiente molto diverso da quello della vivace società romana.
L'unione rafforzava i rapporti tra i Farnese e gli Orsini, ma introduceva anche Giulia in una rete di relazioni destinata a cambiare profondamente la sua esistenza.
👑 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐕𝐈
Durante le cerimonie matrimoniali, la bellezza della giovane Farnese attirò l'attenzione degli ambienti aristocratici romani e, secondo la ricostruzione storica, dello stesso cardinale Rodrigo Borgia.
Tra i due nacque una relazione destinata a diventare una delle vicende più note e commentate della Roma rinascimentale.
L'11 agosto 1492 Rodrigo Borgia venne eletto pontefice con il nome di Alessandro VI. Giulia si ritrovò così al centro di un mondo dominato da cerimonie, diplomazia, favori e delicate trattative politiche.
Nelle cronache e nelle ricostruzioni dedicate a quegli anni compare anche il soprannome di «Venere papale», espressione che testimonia quanto la sua figura fosse associata alla bellezza e alla vicinanza al pontefice.
La presenza di Giulia alla corte pontificia si intrecciò con la crescente influenza della famiglia Farnese. Il 20 settembre 1493 il fratello Alessandro ottenne la porpora cardinalizia, una nomina che alimentò commenti e sospetti sul ruolo esercitato dalla giovane presso Alessandro VI.
Le vicende personali di Giulia erano ormai strettamente legate agli interessi dinastici e alle ambizioni politiche della sua famiglia.
👶 𝐋𝐚 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐮𝐫𝐚
Il 30 novembre 1492 Giulia diede alla luce la sua unica figlia, Laura Orsini.
La nascita della bambina alimentò discussioni sulla sua paternità. Ufficialmente Laura era figlia di Orsino Orsini, ma alcuni contemporanei e diversi storici successivi avanzarono l'ipotesi che il padre fosse Alessandro VI.
La questione rimane controversa e non può essere considerata definitivamente risolta.
Al di là delle dispute sulla paternità, Laura rappresentò una presenza fondamentale nella vita di Giulia, che si impegnò per assicurarle una posizione prestigiosa.
🕯️ 𝐈𝐥 𝟏𝟒𝟗𝟒: 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐢, 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐞 𝐮𝐧 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐨𝐝𝐢𝐦𝐨𝐧𝐭𝐞
Il 1494 fu un anno decisivo per Giulia.
Durante un soggiorno a Pesaro, dove si trovava insieme ad Adriana de Mila e a Lucrezia Borgia, apprese delle gravi condizioni di salute del fratello Angelo Farnese.
Giulia raggiunse Capodimonte, ma vi arrivò quando Angelo era già morto.
Il ritorno nella rocca familiare, in un momento così doloroso, segnò una fase di cambiamento. La permanenza lontano dalla corte romana le offrì anche l'occasione di riflettere sulla propria situazione e sui rapporti con il pontefice.
Nello stesso anno, la discesa in Italia del re francese Carlo VIII rese ancora più instabile il quadro politico.
Durante il viaggio di ritorno verso Roma, Giulia, la sorella Girolama e Adriana de Mila furono fermate da soldati francesi e condotte a Montefiascone. La loro liberazione avvenne dietro il pagamento di un riscatto.
È un episodio che abbiamo già incontrato nella precedente puntata dedicata a Girolama Farnese: due sorelle coinvolte direttamente nelle tensioni di una delle stagioni più turbolente della storia italiana.
🏰 𝐂𝐚𝐫𝐛𝐨𝐠𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚
Negli anni successivi, le notizie sulla vita di Giulia diventano più frammentarie e la sua presenza nelle cronache della corte pontificia si riduce progressivamente.
Un documento importante risale al 19 giugno 1497: un atto notarile con il quale Orsino Orsini dispose a favore di Giulia la donazione del castello di Carbognano, definendo anche condizioni relative al possesso del bene e alla successione.
Il 31 luglio 1500 Orsino morì tragicamente nel castello di Bassanello, a causa del crollo improvviso di un solaio.
Giulia rimase vedova e cominciò a guardare con crescente interesse ai propri possedimenti.
Il 18 agosto 1503 morì anche Alessandro VI Borgia. Con la fine del suo pontificato si chiudeva una stagione politica e personale che aveva profondamente condizionato la giovinezza della Farnese.
La vita di Giulia, tuttavia, era tutt'altro che conclusa.
🌹 𝐌𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐚𝐠𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐚𝐧𝐳𝐞
Giulia continuò a seguire con attenzione il futuro della figlia Laura.
Il 15 novembre 1505 Laura sposò Niccolò della Rovere, nipote di papa Giulio II. Il matrimonio rappresentò un'importante alleanza tra gli Orsini, i Farnese e la famiglia del pontefice.
Per Giulia fu anche un'occasione di rinnovata presenza negli ambienti della corte romana, ormai profondamente mutati rispetto agli anni di Alessandro VI.
Ma i suoi interessi si stavano orientando sempre più verso la gestione delle proprietà e la ricerca di una maggiore autonomia.
🏡 𝐔𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐦𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐞 𝐮𝐧 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨
Il 20 febbraio 1509 Giulia si sposò in seconde nozze con Giovanni Maria Capece Bozzuto, appartenente a una famiglia della piccola nobiltà napoletana.
Il matrimonio ebbe luogo a Carbognano, dove Giulia trascorse una parte importante degli anni successivi.
Qui la Farnese assunse un ruolo attivo nell'amministrazione dei propri beni e nella gestione della piccola comunità.
Seguì i lavori di sistemazione del castello, si occupò delle proprietà, delle controversie sui confini e delle attività economiche, cercando di favorire il miglioramento delle condizioni di vita del territorio.
Emerse così una Giulia molto diversa dall'immagine tramandata dalle cronache della corte pontificia: una donna impegnata a prendere decisioni concrete, amministrare e costruire.
Nel 1517 morì anche Giovanni Maria Capece Bozzuto, lasciandola nuovamente vedova.
Accanto a lei rimase, fra le persone più care, proprio Agnese, la balia di Ischia di Castro, che si era trasferita a vivere con Giulia.
Un legame iniziato nell'infanzia continuava dunque ad accompagnarla anche negli ultimi anni della vita.
📜 𝐈𝐥 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚
Nel marzo del 1524 Giulia si ammalò gravemente. Trasferita a Roma, il 14 marzo dettò il proprio testamento.
Il documento restituisce il ritratto di una donna attenta non soltanto ai propri beni, ma anche alle persone che l'avevano accompagnata durante la vita.
Giulia destinò infatti aiuti economici e materiali a collaboratori e persone di fiducia, ricordandosi anche delle giovani donne povere di Carbognano.
Dispose inoltre che venissero distribuiti settimanalmente pane, vino e carne a sette poveri del paese.
Non dimenticò la fedele Agnese, alla quale riservò denaro e beni necessari al sostentamento.
Giulia morì pochi giorni dopo, nel marzo 1524. La data esatta del decesso non è documentata con assoluta certezza: gli storici indicano generalmente il 22 o il 23 marzo.
Nel testamento aveva chiesto di essere sepolta nella chiesa dell'isola Bisentina, nel lago di Bolsena, accanto ai propri antenati.
Non sappiamo, tuttavia, se questa volontà sia stata effettivamente rispettata. Il luogo della sua sepoltura rimane ancora oggi incerto.
🎨 𝐈𝐥 𝐦𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨
Nonostante la straordinaria fama della sua bellezza, non possediamo un ritratto di Giulia Farnese che possa essere identificato con assoluta certezza.
Nel corso dei secoli il suo nome è stato collegato a numerosi dipinti e raffigurazioni femminili del Rinascimento, comprese opere nelle quali compare l'unicorno, motivo presente anche nelle decorazioni del castello di Carbognano.
Le identificazioni proposte rimangono però ipotesi e non possono essere considerate prove definitive del suo aspetto.
Per comprendere chi fosse Giulia Farnese, del resto, è importante guardare anche oltre le immagini che la tradizione ha associato al suo nome.
La sua storia attraversa la rocca di Capodimonte, la corte pontificia, le alleanze familiari e l'amministrazione di Carbognano, fino alle ultime disposizioni testamentarie.
Una vicenda che ci invita a guardare oltre la bellezza e oltre la leggenda, riconoscendo in Giulia una protagonista del proprio tempo, segnata dai vincoli della famiglia e della politica, ma capace, nella maturità, di ritagliarsi uno spazio personale.
🎨 Dama con unicorno, dipinto attribuito a Luca Longhi (1540–1560 circa). Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, Roma.
L'opera è tradizionalmente associata a Giulia Farnese, ma l'identificazione della donna raffigurata non è storicamente certa. Il dipinto è inoltre successivo alla sua morte.
📷 Fotografia: Rainer Halama (Wuselig) — Wikimedia Commons, CC0 1.0.
🔗 Fonte e condizioni di utilizzo: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:La_Dame_et_la_licorne_(Luca_Longhi)-WUS02301.jpg
📚🧐 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚
• B. Caprio, Le donne di casa Farnese
• B. Caprio, Giulia Farnese. Il volto scomparso
• G. Drei, I Farnese. Grandezza e decadenza di una dinastia italiana
• F. M. Annibali, Notizie storiche della casa Farnese
• F. Giurleo, Il ducato di Castro fra storia e leggenda
• E. Nasalli Rocca, I Farnese
• G. Rabbi Solari, Storie di Casa Farnese
✍️ A cura dell'Amministrazione Comunale di Ischia di Castro