01/06/2026
𝐋’𝐈𝐌𝐏𝐎𝐍𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐌𝐎𝐍𝐔𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐈𝐍 𝐁𝐑𝐎𝐍𝐙𝐎 𝐃𝐄𝐃𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐀 𝐏𝐀𝐏𝐀 𝐆𝐈𝐎𝐕𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐗𝐗𝐈𝐈𝐈 (𝟓𝟏 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐟𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐢𝐯𝐚 𝐢𝐧𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨)
opera della Fonderia Artistica Valcamonica e Visigalli di Milano.
Restaurato dal Maestro Cosimo Allera di Gioia Tauro, che ha impreziosito anche la lapide con frasi autentiche e profetiche.
Voglio narrare un episodio curioso su questa splendida statua.
L’indimenticato don Peppino Fondacaro — negoziante e figura caratteristica, benvoluto da tutti i gioiesi — nutriva una vera devozione per Papa Giovanni XXIII. Un giorno stabilì di dar vita a un Comitato per dedicare al Papa Buono una statua.
Una mattina, nella sua bottega, entra una sua comare. Lui, da affabulatore nato, le confida il suo sogno. Non l’avesse mai fatto: alla donna si illuminano gli occhi ed esclama: “Caro compare Peppino, che fortuna! Posso darvi una mano. Mio marito, Pino Sergi — lei è l’indimenticabile signora Speranza, di cui mi sfugge il cognome — ha lavorato fino a qualche mese fa in una fonderia a Milano e so che hanno realizzato delle statue di Papa Giovanni”.
L’indomani Pino Sergi si presenta da don Peppino e avvalora quanto detto dalla moglie. “Adesso chiamo la fonderia,” dice Pino a don Peppino, “con il titolare ho conservato ottimi rapporti e verifico se è rimasta quella statua a cui ho messo mano anch’io”.
Esito favorevole: la statua era ancora lì. Don Peppino trasudava gioia da ogni poro. Dopo le telefonate necessarie, incarica Rocco Rosace di andare a ritirarla con il suo furgoncino.
Rocco la trasporta a Gioia Tauro, ma per questioni logistiche la statua rimane custodita nel suo garage per parecchi anni.
Infine, il 1° giugno 1975, al cospetto di mons. Loris Capovilla — segretario personale di Papa Giovanni — di mons. Santo Bergamo, del parroco mons. Francesco Laruffa, dell’ex parroco mons. Pasquale De Lorenzo, di numerosi prelati e di una folla di fedeli, fu svelato il monumento al Papa “Buono”.
Fonte : Vittorio Savoia