Museo delle Navi Romane di Nemi

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Museo delle Navi Romane di Nemi Pagina ufficale del Museo delle Navi Romane di Nemi. recuperate nelle acque del lago tra il 1929 e il 1931.

Il Museo venne costruito tra il 1933 e il 1939 per ospitare due gigantesche navi appartenute all'imperatore Caligola (37-41 d.C.)

🏛️ Cambiare la prospettiva per salvare la storia: la lezione di Vittorio MalfattiPrima di lui, l'esplorazione dei relitt...
20/10/2026

🏛️ Cambiare la prospettiva per salvare la storia: la lezione di Vittorio Malfatti

Prima di lui, l'esplorazione dei relitti di Nemi era guidata dal tentativo di sollevare le strutture dal fondo. Un approccio devastante per legnami rimasti immersi per duemila anni.

Nel 1895, il Tenente Colonnello del Genio Navale Vittorio Malfatti ribalta completamente la prospettiva: per preservare l'integrità delle navi di Caligola non bisognava strapparle all'acqua, ma restituire il bacino del lago alla sua anatomia originaria, riattivando l'ingegneria dell'antico emissario romano.

Con i suoi rilievi rigore-scientifici e la storica monografia “Le navi romane del lago di Nemi”, Malfatti non solo documentò per la prima volta la reale consistenza dei relitti, ma tracciò la rotta metodologica che avrebbe guidato la grande impresa di recupero degli anni '30.

Un passaggio fondamentale nella storia dell’archeologia navale, le cui intuizioni continuano a guidare la visione di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio: un impegno che prosegue ancora oggi, anche durante l'attuale chiusura del Museo per i complessi lavori di ristrutturazione ed efficientamento che stanno restituendo nuovo futuro al complesso espositivo.

💬 Diteci la vostra:
Conoscevate già la figura del Tenente Colonnello Malfatti e il suo ruolo decisivo nell'impresa di Nemi? Aspettiamo i vostri commenti!

📷 Crediti fotografici: Fondo Fotografico INASA Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte)

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Lo stesso uomo che progettò l'impenetrabile labirinto di Creta fu capace di costruire, tra piume e cera, le ali della li...
29/09/2026

Lo stesso uomo che progettò l'impenetrabile labirinto di Creta fu capace di costruire, tra piume e cera, le ali della libertà. 🪶

È il mito di e , raffigurato in una terracotta custodita nelle sale del Museo delle Navi Romane di Nemi.

Il museo è temporaneamente chiuso per interventi di valorizzazione e riallestimento, ma i nostri reperti continuano a raccontare le loro storie anche online, in attesa di riaccogliervi.

E ora la curiosità è nostra: se siete già venuti a trovarci, l'avevate notata? Raccontatecelo nei commenti! 👇

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La chiusura del museo è prorogata. Ci scusiamo per il disagio e vi invitiamo a seguire i nostri canali social per i pros...
22/09/2026

La chiusura del museo è prorogata.
Ci scusiamo per il disagio e vi invitiamo a seguire i nostri canali social per i prossimi aggiornamenti.

La trasformazione del Museo delle Navi Romane prosegue!Dietro le porte chiuse, il nostro museo sta cambiando volto per a...
07/09/2026

La trasformazione del Museo delle Navi Romane prosegue!

Dietro le porte chiuse, il nostro museo sta cambiando volto per accogliervi al meglio. Per completare gli ultimi interventi strutturali e allestire i nuovi percorsi di visita, la riapertura è stata programmata per il 3 ottobre.

Ci scusiamo per questo ulteriore rinvio: prolungare i tempi non è mai una scelta semplice, ma è indispensabile per garantirvi un’esperienza di visita moderna, inclusiva e ricca di novità.

Continuate a seguirci per scoprire in anteprima i dettagli del nuovo allestimento. Vi aspettiamo il 3 ottobre!

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04/09/2026

𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐍𝐚𝐯𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐍𝐞𝐦𝐢: ultimi "ritocchi" in vista della riapertura.

Ultimati i lavori di riqualificazione e valorizzazione del 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐍𝐚𝐯𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐍𝐞𝐦𝐢, realizzati nell’ambito degli interventi finanziati dal 𝐏𝐍𝐑𝐑.

Il progetto ha previsto un importante rinnovamento degli spazi e degli allestimenti, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’esperienza di visita e rendere ancora più accessibile e coinvolgente la conoscenza di uno dei patrimoni archeologici più importanti del territorio.

Vi aspetta un museo rinnovato, con 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐢 𝐬𝐮𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐟𝐫𝐮𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢, pensati per accompagnare il pubblico nella scoperta delle straordinarie testimonianze delle navi romane e della storia del lago di Nemi.

Il video racconta la storia del museo e il percorso di trasformazione che ha portato alla restituzione di un sito 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐨, 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, nel pieno rispetto del suo valore storico e culturale.

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Museo delle Navi Romane di Nemi
ANTICAE VIAE

Nel 1895, il mercato antiquario romano si muove verso i Castelli Romani. Eliseo Borghi, noto e intraprendente antiquario...
25/07/2026

Nel 1895, il mercato antiquario romano si muove verso i Castelli Romani. Eliseo Borghi, noto e intraprendente antiquario, stringe un accordo privato con i principi Orsini, proprietari del lago, ottenendo l'autorizzazione ministeriale per avviare nuove esplorazioni sui relitti imperiali.

Borghi introduce una novità tecnologica fondamentale: basta con i distruttivi pontoni ad ancora dei secoli passati. Incarica un palombaro professionista munito di scafandro per scendere sul fondale e toccare con mano le strutture millenarie.

I ritrovamenti sono tra i più incredibili nella storia dell'archeologia. Dall'acqua riemergono elementi eccezionali: le famose protomi bronzee a forma di testa di leone, lupa e pantera, insieme a tubi in piombo (fistulae), cerniere in bronzo e preziosi frammenti di mosaici in opus sectile.

Ma che fine fecero questi capolavori appena ritrovati? Borghi, da buon antiquario, li espose nel suo studio a Roma con l'intenzione di venderli al miglior offerente, attirando subito l'interesse dei grandi musei stranieri.

Per evitare la perdita di questo patrimonio nazionale, lo Stato italiano intervenne e nel 1896 il Ministero acquistò l'intera collezione per l'altissima cifra all'epoca di 35.000 lire, salvando i reperti.

La bellezza dei bronzi svela al mondo l'opulenza della flotta di Caligola, ma il metodo "a strappo" del palombaro danneggia il legno degli scafi. Il Ministero della Pubblica Istruzione interviene prontamente bloccando i lavori per tutelare il sito, segnando il passaggio dalle ricerche private alla tutela dello Stato.

Ormai è chiaro: per salvare le navi senza distruggerle non bastano i palombari. Serve un'opera ingegneristica titanica.
Bisogna svuotare il lago...

🏛 Fonte immagine: Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte INASA

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23/07/2026
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23/07/2026

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I lavori di manutenzione straordinaria e rinnovo del percorso di visita al Museo delle Navi Romane di Nemi proseguiranno...
09/07/2026

I lavori di manutenzione straordinaria e rinnovo del percorso di visita al Museo delle Navi Romane di Nemi proseguiranno ancora per qualche settimana. La riapertura è programmata per l'8 settembre.

Ci scusiamo sinceramente per questo ulteriore rinvio e per il disagio arrecato. L'attesa si sta prolungando, ma siamo certi che gli interventi in corso renderanno la riapertura un'esperienza davvero unica e completamente nuova.

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01/07/2026

🎬😮

Queste immagini provengono da una versione inedita della pellicola Il recupero delle navi romane nel lago di Nemi (1928) che documenta una delle più importanti imprese archeologiche del Novecento: tra il 1928 e il 1932 furono riportate alla luce due grandi navi imperiali romane risalenti all’epoca di Caligola che da secoli giacevano sul fondo del piccolo lago di Nemi, vicino Roma.
La pellicola, oggi disponibile online e liberamente accessibile, fa parte del fondo di cinematografia del Museo, recentemente catalogato e digitalizzato dal CSC-Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea.
Questa storia ci riguarda molto da vicino: tra i protagonisti c’è anche il fondatore del nostro Museo, Guido Ucelli.
Per poter raggiungere le navi, fu necessario svuotare parzialmente il lago grazie alle idrovore della ditta Riva e Calzoni, di cui Ucelli era amministratore delegato.
Furono ritrovati bronzi, marmi, mosaici, armi e monete, ma a colpire gli esperti furono soprattutto le sofisticate soluzioni adottate nella costruzione delle navi, che rivoluzionarono le conoscenze sull’ingegneria navale romana.
Ma perché si trovavano proprio lì due navi così grandi?
Erano lunghe circa 100 metri, decisamente sproporzionate rispetto all’estensione del lago.
Con ogni probabilità si trattava quindi di imbarcazioni cerimoniali, in linea con il carattere sacro del luogo che ospitava un santuario dedicato a Diana Aricina.
Purtroppo, le navi andarono completamente distrutte in un incendio nel 1944.
Ciò che resta di questa straordinaria impresa sono le fotografie, le pubblicazioni e i preziosi documenti custoditi nell’archivio del Museo, tra cui la versione inedita della pellicola Il recupero delle navi romane nel lago di Nemi (1928), girata presumibilmente dallo stesso Guido Ucelli e da suoi stretti collaboratori, da cui sono tratte le immagini pubblicate in questo post.
Guarda qui il video completo dal link nei commenti.

Indirizzo

Via Diana 13
Genzano Di Roma

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 19:00

Telefono

+39069398040

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