MAGA - Museo Arte Gallarate

MAGA - Museo Arte Gallarate Il Museo d’arte moderna e contemporanea di Gallarate ospita opere d’arte dalla metà del Novecento ad oggi.
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Promuove mostre temporanee, eventi, incontri, percorsi di formazione didattica per adulti e bambini. Fondato nel 1966, in seguito alle acquisizioni del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate istituito nel 1950, il museo MAGA, per ricchezza della collezione permanente, attività e sede espositiva, è una delle più importanti istituzioni dedicate all’arte contemporanea presenti sul territori

o nazionale all’interno di AMACI. Gestito dalla Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella, partecipata da Comune di Gallarate, dal MIBAC, dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Varese) il MAGA ha inaugurato nel marzo del 2010 una nuova e prestigiosa sede espositiva in un complesso architettonico di grande prestigio di oltre 5 mila metri quadri. Dalla sua fondazione il museo MAGA ha cura di accompagnare il pubblico alla scoperta dell’arte, nella convinzione che il confronto con l’opera sia occasione di crescita e formazione rispetto alle domande più urgenti o curiose della contemporaneità. Per questa ragione il museo si è sempre impegnato nella progettazione di mostre e attività culturali, sviluppando e approfondendo principalmente due direzioni: la rilettura storico – critica del XX secolo e il sostegno alle ricerche più attuali. Il museo infatti valorizza e promuove il patrimonio storico attraverso la realizzazione di progetti espositivi su autori e percorsi che hanno profondamente segnato il nostro più recente passato e che dialogano con temi e autori della collezione permanente. Dall’altro lato offre uno sguardo verso le ricerche più attuali, invitando giovani artisti, organizzando convegni, incontri, workshop e laboratori didattici rivolti a un pubblico ampio e differenziato, nella convinzione che il museo sia un luogo aperto di cultura, di incontro e di scambio.

Quando tutto viene tolto, cosa resta? Jago. Corpi esposti 15.11.2026 Museo MA*GA, Gallarate
02/09/2026

Quando tutto viene tolto, cosa resta?

Jago. Corpi esposti
15.11.2026
Museo MA*GA, Gallarate

Un anello, una mano, una traccia.Due opere che parlano di memoria, attraversamenti e possibilità.In Ring Ring Ring (2016...
31/08/2026

Un anello, una mano, una traccia.
Due opere che parlano di memoria, attraversamenti e possibilità.

In Ring Ring Ring (2016), un anello di ottone poggia su una base di sale: il richiamo è al mare e alle traversate di chi, ieri come oggi, lascia un paese per cercare altrove una nuova possibilità. L’anello diventa così pegno, promessa e memoria di rotte migratorie che continuano a trasformare vite e geografie.

In Hand 1-2-3 (2023), tre palmi fotografati diventano invece mappe aperte sul futuro. Le linee delle mani, rielaborate dall’artista, evocano linguaggi, identità e possibilità ancora da decifrare.

Opere nate in momenti diversi, ma continuamente riattivate da Francesca Grilli attraverso nuovi contesti e nuovi sguardi: perché una storia, quando incontra il presente, può ancora cambiare significato.

Francesca Grilli è una dei protagonisti della XXVIII edizione del Premio Gallarate Arte Viva. Processi performativi e partecipativi come pratica.

28/08/2026

Ilaria Bignotti curatrice scientifica dell’Associazione Archivio Paolo Scheggi e curatrice della mostra “Qui e altrove. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964 – 1971”, introduce all’opera 6profetiper6geometrie.

«6profetiper6geometrie è un’installazione scultoria formata da sei basi di metallo esili che sorreggono sei scatole nere. Sono sei piccole tombe che contengono in negativo, ciascuna, la forma di un solido geometrico.

Ogni solido geometrico è realizzato in un particolare materiale che Scheggi sceglie sulla base di una rispondenza segreta che l’Archivio ancora non è riuscito pienamente a decrittare, e ogni solido, realizzato in un particolare materiale, ha associato il nome di un profeta proprio per unire questo qui e altrove, questa ragionevolezza, questa geometria e questa metafisica, questa spiritualità

Il cubo è in oro, la piramide in marmo nero, la sfera in marmo bianco, il parallelepipedo in argento, il cono in pietra serena, il cilindro in bronzo.

È l’ultima opera realizzata dall’artista che condensa, come un messaggio consegnato all’umanità del futuro, tutte le sue ricerche, in particolar modo l’ultimo biennio concettuale 1970-1971.»

Mostra realizzata in collaborazione con l’Associazione Paolo Scheggi, con il sostegno di  nell’ambito del PAC - Piano per l’Arte Contemporanea 2025.

Fino al 11 ottobre.
Info al link in bio

       

Autunno/Inverno 1968: l'esplosione dello zigzag e del bianco e nero ⚡Un viaggio nel cuore del metodo creativo Missoni at...
27/08/2026

Autunno/Inverno 1968: l'esplosione dello zigzag e del bianco e nero ⚡

Un viaggio nel cuore del metodo creativo Missoni attraverso un capitolo d'archivio in cui dominano i temi delle righe e del bianco e nero. Si parte dall'ispirazione ai modelli fin-de-siècle di Aubrey Beardsley, fotografati anche da Oliviero Toscani per la rivista Linea Italiana.

Nel 1968 lo zigzag diviene poi protagonista della moda Missoni e Brunetta raffigura alcuni mini abiti in maglia rashel, capi di punta della collezione autunno-inverno. Il tratto nero che precede il colore evidenzia il metodo di lavoro di Rosita Missoni nel realizzare le sue creazioni di moda, subito colto dall'intuito di Brunetta.

Le illustrazioni vengono innovativamente presentate sotto forma di "cartelli vetrina", espositori pubblicitari tridimensionali in cartone rigido, veri e propri elementi d'arte e comunicazione visiva del tempo.

Un'unione perfetta tra moda, visual design e intuizione stilistica.

Scopri Il vizio del vestire. Le illustrazioni di Brunetta per Missoni, a cura di Archivio Missoni.

Il MA*GA riapre oggi al pubblico! ✨Dopo la pausa estiva, da oggi 25 agosto vi aspettiamo al Museo con le mostre da visit...
25/08/2026

Il MA*GA riapre oggi al pubblico! ✨

Dopo la pausa estiva, da oggi 25 agosto vi aspettiamo al Museo con le mostre da visitare e scoprire:

📍 Qui e altrove. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964–1971
📍 Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche
📍 Giovanni Ferrario. Stato di Quiete
📍 ARTE VIVA. Processi performativi e partecipativi come pratica – XXVIII Premio Gallarate
📍 Il vizio del vestire. Le illustrazioni di Brunetta per Missoni

Vi aspettiamo al MA*GA!

21/08/2026

Una lecture performance che dà voce al bisogno umano di connettersi, raccontarsi e appartenere. Attraverso parole, immagini e memorie, Allison Grimaldi Donahue esplora la comunicazione come spazio di relazione tra dimensione intima e collettiva.

Willing to Collaborate nasce in relazione all'omonima installazione dedicata alla Mail Art come pratica artistica fondata sull’incontro, sullo scambio e sulla possibilità di creare legami oltre i confini. L'artista, protagonista della XXVIII edizione del Premio Gallarate, intreccia il proprio archivio personale — fotografie e la collezione di cartoline del padre — con le suggestioni raccolte dalle cartoline scritte dal pubblico del Museo, nello spazio dedicato in mostra.

Un viaggio tra memoria e appartenenza, in cui ogni scambio diventa un gesto di connessione e ogni voce partecipa alla costruzione di una comunità.

I still have a voice for you di Martina Rota è un’opera da attraversare lentamente, uno spazio di ascolto e riflessione....
19/08/2026

I still have a voice for you di Martina Rota è un’opera da attraversare lentamente, uno spazio di ascolto e riflessione.

Per la XXVIII edizione del Premio Gallarate, l’artista presenta un ambiente sonoro e visivo in cui l’acqua non è un simbolo, ma una presenza viva: materia instabile, corpo vulnerabile, memoria in trasformazione.

Una teca orizzontale, posta a terra, custodisce una sottile quantità d’acqua e il particolare di un volto che appare quasi in dissoluzione, continuamente modificata dai riflessi e dal movimento dell’acqua.

Per incontrare l’opera il pubblico è invitato a rallentare, ad avvicinarsi, ad abbassarsi. Lo sguardo si fa intimo, l’ascolto diventa esperienza. Due voci – una femminile e una maschile – emergono in momenti diversi, alternate a lunghi silenzi: nessuno può cogliere l’opera nella sua totalità, ogni incontro è unico, parziale, irripetibile.

ARTE VIVA. Processi performativi e partecipativi come pratica, a cura di Lorenzo Balbi, Eva Fabbris e Caterina Riva, in mostra fino all'11 ottobre.

Tra le opere che aprono la mostra dedicata a Vincenzo Agnetti, vi è un misterioso trono nero. Si tratta di un'opera real...
17/08/2026

Tra le opere che aprono la mostra dedicata a Vincenzo Agnetti, vi è un misterioso trono nero. Si tratta di un'opera realizzata a quattro mani con Paolo Scheggi nel 1970.

L'opera racchiude alcune delle questioni cruciali del dialogo tra i due artisti, in particolare il rapporto con lo spazio e l'architettura.
È un oggetto- linguistico che riflette sul potere, la sua verticalità e una certa valenza funebre, l'opera infatti formalmente trae ispirazione dal monumento funebre ad Antonio Canova.

Con ironia, questo trono vuoto esprime un’assenza di potere. La sua vacanza o il suo vuoto si caricano dei significati come scrivono gli stessi artisti: “Entreremo in un ambiente senza pareti dove il punto di riferimento sarà ancora il trono o meglio l’ineluttabile sistema sospeso fra passato e futuro. Entreremo uscendo come si fa in ogni momento e in ogni spazio ricordando, senza saperlo, che dal periodo polidemoniaco arcaico a quello scientifico c’è sempre stato un nuovo presente sistematicamente voluto; per una libertà costrittiva che ci sviasse dagli istinti naturali, dalle ingenuità, dalle foreste, dai mari, dalle liberazioni. Allora, sospesi e incoronati dai presenti che si susseguono in un divenire di prese e riprese di coscienza, ci allontaneremo dalla storia del nulla – quando l’oggetto e la parola non erano tanto importanti – per metterci a disposizione del freddo ordine.”

Le strade terminano prima di cominciare. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche.
A cura di Alessandro Castiglioni, in collaborazione con Archivio Vincenzo Agnetti.
Il progetto è sostenuto da nell’ambito di Strategia Fotografia 2025.

14/08/2026

Eva Fabbris, curatrice con Lorenzo Balbi e Caterina Riva di ARTE VIVA. Processi performativi e partecipativi come pratica, presenta il XXVIII Premio Gallarate:

«Arte Viva è la mostra in cui si declina il XXVIII Premio Gallarate. Attribuito da una commissione di cui ho fatto parte anche io insieme a Caterina Riva e Lorenzo Balbi, il Premio presenta un gruppo di artisti che introducono nelle sale espositive concetti come la performance, l’interattività, l’idea di comunità e di raccolta.

La mostra invita lo spettatore a essere partecipe e compartecipe dell’esperienza estetica, rappresentando una sfida significativa per la collezione del Museo MA*GA.
Nell’allestimento l’opera sollecita l’aspetto contemplativo del visitatore attraverso un’idea di incontro nuovo e diverso. I cinque protagonisti della giovane arte italiana coinvolti interpretano in modo originale vari linguaggi e diverse dimensioni dell’identità»

La mostra è realizzata con il contributo di Regione Lombardia nell’ambito del bando Olimpiadi della Cultura.

Info al link in bio ⬆️

1968: Missoni conquista il mondo! 🔥L'anno della consacrazione internazionale. Quando Elle France pubblica l'iconico outf...
12/08/2026

1968: Missoni conquista il mondo! 🔥

L'anno della consacrazione internazionale. Quando Elle France pubblica l'iconico outfit "bianco lana", il brand entra definitivamente nell'Olimpo della moda.

Nei disegni di Brunetta, l'ironia diventa stile: persino le modelle si flettono nell'inconfondibile posa a zigzag, il segno grafico che segnerà un'epoca.

Scopri Il vizio del vestire. Le illustrazioni di Brunetta per Missoni, a cura dell'Archivio Missoni.

Indirizzo

Via De Magri 1
Gallarate
21013

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 20:00
Mercoledì 10:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 20:00
Venerdì 10:00 - 18:00
Sabato 11:00 - 20:00
Domenica 11:00 - 20:00

Telefono

+390331706011

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