Museo del Fronte e della Memoria

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02/06/2026
Per non dimenticare…Oggi si celebra l’ottantesimo anniversario della Festa della Repubblica Italiana.Una giornata che ci...
02/06/2026

Per non dimenticare…

Oggi si celebra l’ottantesimo anniversario della Festa della Repubblica Italiana.

Una giornata che ci ricorda il valore della libertà, della partecipazione e del rispetto reciproco.

Dopo anni di guerra che lasciavano ovunque morte e desolazione, ed un Italia fatta a brandelli.
Il due giugno 1946 gli italiani vanno alle urne, e per la prima volta le donne, prendendo in mano il destino del Paese , scegliendo la Repubblica, con il 52% dei voti: 12.718.641 contro 10.718.502.
Da quel giorno è iniziato un lungo
percorso di rinascita, ricostruzione e diritti, guidato dai principi intramontabili della nostra Costituzione.

Con il nostro museo ogni giorno cerchiamo di ricordare chi ha fatto sì che tutto ciò potesse accadere, ma soprattutto divulghiamo il valore di questi ottant'anni ai giovani , affinché siano custodi consapevoli dei valori che ci contraddistinguono , e riponendo nelle loro mani il futuro della nostra splendida Italia.

28/05/2026
Per non dimenticare…Sono passati cento undici anni da quel   lunedì’  ventiquattro maggio , quando alle ore  03:30 dal f...
24/05/2026

Per non dimenticare…

Sono passati cento undici anni da quel lunedì’ ventiquattro maggio , quando alle ore 03:30 dal forte Verena, precedute dai tiri degli obici, le truppe italiane oltrepassarono il confine italo austriaco, puntando verso le «terre irredente» del Trentino, del Friuli, della Venezia Giulia,inizia per noi la Prima Guerra Mondiale.

Non combattiamo per voglia di conquista ma per essere liberi.
Trento, Trieste, l’Istria sono città e terre italiane oppresse dallo straniero.
Quel giorno, un’intera generazione fu chiamata al fronte.
Giovani uomini lasciarono le case, le famiglie, il lavoro, gli affetti, per raggiungere le trincee, le montagne, il fango e la morte.
In tanti avevano vent’anni , ma c’era chi ne aveva anche meno.

Tanti i loro sogni , le speranze per un futuro di vita ma al tempo stesso le paure.
Si ritrovarono all’improvviso catapultati in qualcosa di più grande di loro, in una guerra che nessuno aveva chiesto.
Per via della stessa tutto era cambiato, una madre che li aspettava, una fidanzata da salutare, una vita ancora tutta da vivere, anche se a malincuore partirono.
Partirono per la loro Patria , per l’Italia che non era solo una parola, ma una terra con una storia millenaria , un unico popolo.

Il fronte era lì davanti a loro , c’era poco da fare, vivere o morire !!!

C’era chi appena arrivava prima in linea moriva, molti infatti non rientravano dopo l’attacco , restavano lì immolati per sempre per quel tricolore.
Sul Carso, sull’Isonzo, sull’Ortigara, sul Grappa, lungo il Piave.
Morirono nel freddo delle quote, nel fango delle trincee, sotto il fuoco dell’artiglieria, affrontarono i giorni più duri della nostra storia.
Ma non mollarono mai, anche quando ci fu’ la disfatta, perché non erano loro ad aver sbagliato tutto ma i comandi.
E quando i ragazzi del novantanove furono chiamati a ricucire il fronte , un solo grido unanime si levò verso la vittoria, ‘’ Presente ‘’ .

Sono stati anni di guerra complessi , un intera generazione spazzata via , chi sopravvisse ha tramandato a noi le vicende di quei giorni.
Molti i mutilati, gli scemi di guerra , come venivano chiamati chi restava scioccato dalle vicende vissute al fronte.
Per questi ragazzi la medicina farà passi da gigante, saranno realizzate protesi specifiche , per ogni parte del corpo offesa.

Oggi il loro sacrificio non può essere ridotto a una capitolo di un libro, a una data sul calendario, a un canto ascoltato distrattamente.
Questa giornata deve ricordarci che la Patria non è un concetto astratto, essa è fatta di nomi, volti, sangue, dovere e memoria, ai quali va dato rispetto e gratitudine .
Perché tutti quei soldati sono morti per la stessa bandiera , per difendere il suolo della Patria, quel tricolore che ci distingue in tutto il mondo come italiani.

Ci sarebbe da scrivere tanto , per il centenario abbiamo realizzato una mostra con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri ,con cimeli della sezione del museo dedicata alla Grande Guerra, ricordando tra le tante anche la Brigata Gaeta , dando modo a tutti di toccare con mano le vicende, i personaggi, ma soprattutto gli oggetti appartenuti a quei ragazzi che grazie al loro sacrificio hanno fatto l’Italia.
Perché una Nazione che dimentica i propri caduti, dimentica sé stessa.

Onori !!!

Per non dimenticare…Il diciotto maggio 1944 fu il giorno in cui due gemelle , ebree di origini ungheresi divennero cavie...
21/05/2026

Per non dimenticare…

Il diciotto maggio 1944 fu il giorno in cui due gemelle , ebree di origini ungheresi divennero cavie per esperimenti .

Si chiamavano Judit e Lea Csengeri , avevano sette anni quando entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz Birkenau.
Il fatto che erano gemelle le rendeva particolarmente preziose per Josef Mengele e per gli medici delle SS.
Ai loro occhi infatti , le bambine non erano più bambine, ma soggetti per esperimenti.
Venivano misurate, fotografate, sottoposte a iniezioni e a maltrattamenti medici mascherati da ricerca scientifica.

Judit e Lea erano le figlie di Zvi e Rozalia Csengeri,nate nel 1937 a Szilágysomlyó, vissero in seguito a Budapest.
Dopo l'occupazione tedesca dell'Ungheria, furono deportate ad Auschwitz con la madre, mentre il padre era già stato in precedenza deportato per i lavori forzati.

Nel campo, Rozalia fece tutto il possibile per tenere in vita le figlie, si intrufolava nelle loro baracche, portava loro del pane, le lavava e pettinava i loro capelli, sapendo che anche una malattia o i pidocchi potevano significare la morte.

Una volta, sentendo le ragazze urlare durante uno degli esperimenti di Mengele, si precipitò dentro la stanza in cui avvenivano gli esperimenti e lo implorò di fermarsi.
Fu punita con un'iniezione che la fece ammalare gravemente e le danneggiò l'udito, ma sopravvisse .

In seguito, Rozalia lavorò nell'infermeria del campo, un compito orribile che le permise di stare vicino a Judit e Lea e di condividere con loro il suo pane.
Quando il campo di Auschwitz fu evacuato nel gennaio del 1945, si nascose con le ragazze affinché non fossero costrette a una marcia della morte, fino a quando il ventisette gennaio viene liberato.
La piccola Judit in seguito disse, siamo vive solo grazie alla mamma mentre Lea la definì , la nostra eroina.

L’incredibile storia delle gemelle Csengeri è una storia di crudeltà dell’esercito nazista, ma anche del coraggio di una madre .
Ad Auschwitz, la sopravvivenza poteva dipendere da atti eroici ripetuti giorno dopo giorno, una madre che si rifiutava di abbandonare i propri figli.
E come in tutte le cose l’amore vince sempre, anche nel posto più brutto e crudele del mondo.

Per non dimenticare…La conclusione delle Battaglie di Cassino, lo sfondamento della Linea Gustav e la liberazione del te...
19/05/2026

Per non dimenticare…

La conclusione delle Battaglie di Cassino, lo sfondamento della Linea Gustav e la liberazione del territorio.

La sera dell’undici maggio il fronte era tranquillo più che mai, poi alle 23.00 sulle linee tedesche si scatenò l’inferno , aprirono il fuoco circa mille cannoni alleati.
Il terrificante bombardamento durò più di un’ora e si estese da Cassino fino al Mar Tirreno.
Era l’inizio della Quarta Battaglia per cercare sfondare la Linea Gustav.

La poderosa offensiva alleata fu intrapresa da quattro Corpi d’Armata che attaccarono contemporaneamente su tutto il fronte: rispetto alle prime battaglie, combattute nelle medesime zone, le forze alleate erano più del doppio.
Il settore tirrenico fu affidato al II Corpo Usa che ora comprendeva due divisioni appena giunte dagli Stati Uniti, l’85° e l’88°.

Mentre all’interno , sui Monti Aurunci, fu schierato il Corpo di Spedizione Francese che da due era passato a quattro divisioni.
La Valle del Liri, come negli altri attacchi era il punto focale dell’operazione, era competenza del XIII Corpo Britannico, su tre divisioni.
Al secondo Corpo Polacco, da poco giunto in Italia con due divisioni, gli veniva assegnato il settore più difficile, quello di Monte Cassino.

Durante il primo giorno dell’offensiva, tutti e quattro i corpi d’armata ottennero limitati successi e subirono forti perdite, in particolare i polacchi.
Nei giorni seguenti la situazione si volse lentamente a vantaggio degli Alleati.
Lo sfondamento della Linea Gustav avvenne per opera dei reparti coloniali del Corpo di Spedizione Francese , sul versante di Monte Maio , soldati addestrati per questo impervio scenario di guerra.

Kesselring e il suo stato maggiore furono colti di sorpresa: non si aspettavano un forte attacco in quell’aspro settore, ma non immaginava neanche che i suoi uomini si trovano di fronte a soldati che combattevano con alto sprezzo del pericolo, uomini pronti a tutto purché dí espugnare quei nidi di mitragliatrici che mietevano decine e decine di soldati.

Il tredici maggio i soldati di Juin occuparono finalmente Monte Maio, spaccando in due la linea difensiva tedesca.
Neanche gli Alleati se lo aspettavano, essi puntavano tutto sulla valle del Liri dove il XIII Corpo era riuscito a superare il Fiume Gari, ma incontrava una notevole e massiccia resistenza.

I tedeschi poterono inviare solo limitati rinforzi verso la prima linea: le condizioni meteorologie favorevoli permettevano ai cacciabombardieri alleati di intercettare le colonne di veicoli tedeschi e di colpirle duramente.
Tuttavia, nel quadro generale favorevole che andava delineandosi per gli Alleati vi era una zona d’ombra… Monte Cassino.
Dopo il bombardamento del monastero le macerie erano diventate per i paracadutisti tedeschi un ottimo rifugio, da lì potevano osservare i movimenti dei soldati e le varie evoluzioni del combattimento.

Le due divisioni del Secondo Corpo Polacco del Generale Władysław A. Anders attaccarono le medesime colline ,assalite nelle battaglie precedenti con forze inferiori, ma ebbero perdite spaventose.
Solo il coraggio e l’abnegazione di questi soldati permise il risultato finale.

Dopo alcuni giorni di necessaria riorganizzazione e di attesa degli sviluppi negli altri settori, i polacchi intrapresero un secondo attacco nella notte tra il diciassette e il diciotto maggio, proprio quando i paracadutisti di Heidrich avevano ricevuto l’ordine di ripiegamento a causa dello sfondamento da parte Francese della Linea Gustav .

Il comandante dei Paracadutisti rispose che la sua divisione si sarebbe ritirata solo su ordine di Hi**er; in aggiunta,i suoi uomini dovevano respingere l’attacco polacco in corso prima di qualsiasi ritirata.

Così, all’alba del diciotto maggio, dopo che Kesselring aveva convinto Heidrich a ritirarsi e dopo che i polacchi erano stati di nuovo fermati, i paracadutisti abbandonarono a malincuore Cassino e le rovine dell’Abbazia .

Rapidamente fu subito occupata dai polacchi senza combattere, al loro arrivo al suo interno trovarono soltanto alcuni soldati feriti.
Le battaglie per lo sfondamento della Linea Gustav erano terminate.

Nel frattempo sulla zona tirrenica in particolare nei comuni costieri l’85’ divisione di fanteria americana entrava in Formia il diciotto maggio e il diciannove entravano a Gaeta per poi proseguire verso Sperlonga, mentre l’88’ divisione liberava la cittadina di Itri per poi proseguire per Fondi e così via.

Quei lunghi mesi di lutti e privazioni erano finiti, al rientro gli sfollati, trovarono città devastate quasi del tutto distrutte, i bombardamenti avevano cambiato per sempre il tessuto cittadino.
Molti anche i danni alle vestigia storiche, ma le ferite più profonde nei cuori dei sopravvissuti, grazie ai quali sono pervenute a noi molte testimonianze di quei giorni bui.

Dopo lunghi mesi di aspri combattimenti sul teatro di guerra di Cassino il conto dei caduti e feriti era molto alto per tutti.
I tedeschi circa 80.000 tra morti feriti e dispersi,gli Alleati persero invece circa 105.000 uomini.
E poi c’è da tener conto delle perdite di inermi cittadini coinvolti in quest’immane tragedia , la guerra.

Per non dimenticare ...Oggi ricorre l’ottantaduesimo anniversario della  liberazione della città di Itri da parte dell' ...
19/05/2026

Per non dimenticare ...

Oggi ricorre l’ottantaduesimo anniversario della liberazione della città di Itri da parte dell' 88th Infantry Division " Blue Devil "

Come quasi tutte le città’ del nostro territorio anche Itri subì l'occupazione da parte dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale, i quali costrinsero la popolazione ad abbandonare le proprie case e cercare rifugio tra le montagne .
La città subirà diversi bombardamenti e non va dimenticato il tremendo bombardamento del mulino Mancini, avvenuto il dodici dicembre del 1943 il quale sarà una terribile tragedia ancora oggi viva nella memoria di molti .
I tedeschi nei mesi d' occupazione realizzeranno diverse fortificazioni e cercheranno di ostavolare un eventuale avanzata alleata distruggendo i binari della stazione per interrompere la linea ferroviaria, realizzeranno in oltre diversi bunker per tenere sotto controllo la Via Appia ,ancora oggi presenti e visibili come sentinelle perenni in ricordo di quei lunghi e tristi giorni.
Mentre all'interno di Campello verranno realizzate le batterie della contraerei " Flak " per contrastare gli attacchi aerei alleati.
Ma finalmente dopo mesi di stenti e immani sacrifici il diciannove maggio del 1944 Itri viene finalmente liberata dall' 88' Divisione di fanteria americana.
La città di Itri sarà decorata con la medaglia di bronzo al valor civile.

Per non dimenticare...Oggi ricorre l’82° anniversario della liberazione della città di Gaeta.Il diciannove maggio del 19...
18/05/2026

Per non dimenticare...

Oggi ricorre l’82° anniversario della liberazione della città di Gaeta.

Il diciannove maggio del 1944 Gaeta venne finalmente liberata dall'occupazione tedesca , i soldati oramai fuggiti si lasciavano dietro di loro lutti e macerie .
All'ingresso degli alleati Gaeta si presentava distrutta e deserta, solo un centinaio di persone riuscite a nascondersi in rifugi di fortuna si ritrovarono testimoni di quel giorno tanto atteso da tutti.
Da li a poco la notizia arrivo' nell'entroterra delle campagne di Gaeta dove molte persone da mesi si erano rifugiate, dal giorno in cui venne ordinata l'evacuazione della città per cinque chilometri dal mare, altrimenti chi veniva trovato rischiava la fucilazione.
La città oramai abbandonata al quell'ingiusto destino ed in mano all'invasore veniva saccheggiata e depredata, infatti i tedeschi in previsione di un eventuale sbarco alleato minarono i palazzi del luogo mare al fine di realizzare uno sbarramento , riducendo così gran parte della città in un cumulo di macerie, la restante distribuzione avvenne per via dei numerosi bombardamenti aerei ,cannoneggiamenti navali e terrestri.
Per tali sofferenze Gaeta venne insignita della Medaglia d'Argento al Valore Civile.

A ricordo del sacrificio, di quei giovani soldati che con la loro stessa vita contribuirono
alla causa comune di pace e libertà tra i popoli .
Vogliamo di seguito proporvi alcuni cenni sulle operazioni condotte da questo reparto.

L' 85a Divisione di Fanteria dopo aver ricevuto un addestramento anfibio in Algeria, il ventitre’ febbraio si imbarca alla volta di Napoli, dove sbarcherà il ventisette marzo.
Di lì a poco un selezionato distaccamento avanzato si porta nei pressi di Minturno e Castelforte , il dieci aprile effettuerà operazioni nell’area a nord del fiume Garigliano, di fronte alla linea Gustav, e mantenne la sua posizione per un mese.
L'undici maggio dopo cruenti scontri con il nemico riesce a occupare Solacciano, nei giorni seguenti mentre oramai le truppe tedesche si ritirano verso nord tra le montagne,occupa Castellonorato e Maranola , mentre un altro contingente passando per Scauri e Janula entra a Formia.
Il diciannove maggio l'85° con il supporto di alcuni carri entra a Gaeta oramai ridotta in un cumulo di macerie, un reparto trasmissioni e un reparto sanitario si installerà nella città mentre il resto del contingente prosegue verso Terracina .
Presa e aperta la strada per la testa di ponte di Anzio , la Divisione continua ad inseguire il nemico fino alle colline vicino Sezze .
La Linea Gustav era stata sfondata dopo lunghi mesi di sacrifici , la strada per Roma oramai aperta .
L'85 ‘ entra a Roma il cinque giugno , da lì proseguirà verso la Linea Gotica.

Indirizzo

Gaeta
04204

Telefono

+393293972592

Sito Web

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