Fondazione Montanelli Bassi

Fondazione Montanelli Bassi La Fondazione Montanelli è stata istituita per volontà di Indro Montanelli nel 1987.
(1)

Ha lo scopo di conservare e valorizzare il suo patrimonio nonché promuovere iniziative e ricerche su storia e cultura del territorio di Fucecchio e su Indro Montanelli. Oltre allo studio e alla promozione della figura di Indro Montanelli e a numerose iniziative culturali in ambito locale, la Fondazione si è impegnata nel restauro di edifici storici e di opere d'arte, sia mediante contributi finanziari diretti, sia collaborando con soggetti privati e con pubbliche istituzioni

“𝑆𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑢𝑠𝑐𝑖𝑡𝑒𝑟𝑜̀ 𝑝𝑎𝑟𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑙𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑖𝑐𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜, 𝑚𝑎 𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑐𝑜 𝑢𝑔𝑢𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒. 𝐿𝑜𝑛𝑔𝑎𝑛𝑒𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑎𝑓𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑖 𝑙’𝑜𝑝𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑖...
30/08/2026

“𝑆𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑢𝑠𝑐𝑖𝑡𝑒𝑟𝑜̀ 𝑝𝑎𝑟𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑙𝑖𝑛𝑖 𝑑𝑖𝑐𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜, 𝑚𝑎 𝑙𝑜 𝑑𝑖𝑐𝑜 𝑢𝑔𝑢𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒. 𝐿𝑜𝑛𝑔𝑎𝑛𝑒𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑎𝑓𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑖 𝑙’𝑜𝑝𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎 𝑎𝑓𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑒𝑟𝑖. 𝑀𝑎 𝑠𝑢 𝑢𝑛 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑛𝑞𝑢𝑖𝑙𝑙𝑖: 𝑠𝑖𝑎 𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑖 𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑣𝑟𝑎̀ 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙’𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑜 𝑖𝑙 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑚𝑒 𝑐𝑜𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑒 𝑒 𝑟𝑒𝑑𝑑𝑖𝑡𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑎𝑛𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑑’𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑑𝑜.”

I. Montanelli, 𝑈𝑛 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑛𝑜𝑖 (𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜). Il Corriere della Sera, 16 ottobre 1952.

Il 30 agosto del 1905 nasceva a Bagnacavallo (Ravenna), Leo Longanesi (1905-1957), giornalista, scrittore, editore, pittore, grafico, caricaturista e aforista italiano.
Si dedicò a molte forme d’arte, distinguendosi sempre per il suo stile originale e anticonformista. Fondò diverse riviste e nel 1946 creò la casa editrice “Longanesi & C.”.
Fu una figura popolare ma raffinata, capace di unire tradizione e anticonformismo, e scoprì e influenzò molti scrittori e giornalisti.

Montanelli fu amico e collaboratore di Longanesi, dal quale fu profondamente influenzato. Da lui riprese soprattutto l’anticonformismo, l’ironia e il gusto per la critica della società italiana.

Sul nostro sito www.fondazionemontanelli.it (sezione 'Indro così come è') riproduciamo un estratto da un articolo apparso sul 𝐶𝑜𝑟𝑟𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑒𝑟𝑎 in cui Montanelli recensiva il nuovo libro di Longanesi, appena uscito all’epoca e dal titolo: ‘𝑈𝑛 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑛𝑜𝑖’ (opera che riflette sull'Italia dopo la fine della Seconda guerra mondiale e del fascismo, arrivando circa fino al 1950, una sorta di diario/memoriale personale, in cui Longanesi racconta episodi, incontri e riflessioni sulla società italiana.)
In collaborazione con La stanza di Montanelli

📢 Sei appassionato di giornalismo e di geopolitica? Vorresti approfondire le principali questioni di attualità con gli e...
29/08/2026

📢 Sei appassionato di giornalismo e di geopolitica? Vorresti approfondire le principali questioni di attualità con gli esperti del settore? Ti piacerebbe affacciarti alla professione giornalistica?
Iscriviti alla 5^ edizione della Winter School in Giornalismo Internazionale e Nuovi Media della Fondazione Montanelli!

👨‍💻 8 incontri + 2 laboratori | 15 relatori | max 20 partecipanti
📅 Date: 03-04-10-11-17-18-24-25 OTTOBRE + laboratorio 7 e 8 novembre
🎬 Modalità: in presenza
🕒 Durata: formula weekend 4+1 fine settimana
💰 Costo: gratuito
✅ Iscriviti Ora e invia la tua candidatura a [email protected]

L'evento è realizzato grazie al patrocinio e al contributo finanziario della Fondazione CR Firenze e di Regione Toscana, con il patrocinio del Comune di Fucecchio, del Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Pisa e dell'Ordine dei Giornalisti Toscana.
La stanza di Montanelli

Al conclusione del percorso, agli iscritti sarà rilasciato un attestato di partecipazione

Sei appassionato di giornalismo e di geopolitica? Vorresti approfondire le principali questioni di attualita' con gli esperti del settore? Ti piacerebbe affacciarti alla professione giornalistica? Iscriviti alla 5^ edizione della Winter School in Giornalismo Internazionale e Nuovi Media della Fondaz...

“𝑁𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑚𝑖𝑎, 𝑛𝑒𝑚𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑖 𝑓𝑖𝑙𝑚 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑙𝑎 𝐵𝑒𝑟𝑔𝑚𝑎𝑛 𝑒̀ 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑎𝑔𝑜𝑛𝑖𝑠𝑡𝑎, 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑝𝑎𝑟...
29/08/2026

“𝑁𝑜𝑛 ℎ𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑚𝑖𝑎, 𝑛𝑒𝑚𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑖 𝑓𝑖𝑙𝑚 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑙𝑎 𝐵𝑒𝑟𝑔𝑚𝑎𝑛 𝑒̀ 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑎𝑔𝑜𝑛𝑖𝑠𝑡𝑎, 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑝𝑎𝑟𝑒𝑛𝑡𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑝𝑢𝑙𝑖𝑡𝑎. 𝐿𝑎 𝑓𝑜𝑡𝑜𝑔𝑟𝑎𝑓𝑖𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑒𝑠𝑐𝑒 𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑖𝑚𝑏𝑟𝑜 𝑐𝑎𝑙𝑑𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑐𝑎𝑝𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑒 𝑙𝑒 𝑖𝑠𝑐𝑢𝑟𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀ 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑧𝑧𝑢𝑟𝑟𝑖, 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑏𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑧𝑧𝑢𝑟𝑟𝑜 𝑝𝑜𝑟𝑐𝑒𝑙𝑙𝑎𝑛𝑎 𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑜𝑠𝑜 𝑑’𝑖𝑛𝑛𝑜𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎. “

I.MONTANELLI, 𝐼𝑁𝐶𝑂𝑁𝑇𝑅𝐼. 𝐼𝑁𝐺𝑅𝐼𝐷. Il Corriere della Sera, 9 ottobre 1949

Il 29 agosto del 1915 nasceva a Stoccolma Ingrid Bergman (1915-1982), nota attrice svedese.

Fu una delle più grandi attrici del cinema internazionale. Dopo gli inizi nel cinema svedese, raggiunse la fama a Hollywood con film come 𝐶𝑎𝑠𝑎𝑏𝑙𝑎𝑛𝑐𝑎, 𝑃𝑒𝑟 𝑐ℎ𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑛𝑎 𝑙𝑎 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑎𝑛𝑎 e 𝐴𝑛𝑔𝑜𝑠𝑐𝑖𝑎, vincendo il primo dei suoi tre Oscar. Negli anni Cinquanta lavorò con Roberto Rossellini, con cui ebbe una relazione molto discussa, e continuò poi a recitare tra Europa e Stati Uniti. Nel corso della carriera ottenne numerosi premi e riconoscimenti. Morì a Londra nel 1982, a 67 anni.

Montanelli le dedicò uno dei suoi celeberrimi ‘Incontri’, comparso sul 𝐶𝑜𝑟𝑟𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑒𝑟𝑎 nel lontano 1949 e di cui riportiamo un estratto.

“𝐷𝑒𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑟𝑜𝑠𝑒𝑎 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑜, 𝑢𝑛 𝑝𝑜’ 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑚𝑎𝑔𝑟𝑜 𝑒 𝑖𝑛𝑐𝑎𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑖𝑎 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑒𝑙𝑙𝑢𝑙𝑜𝑖𝑑𝑒, 𝑒 𝑓𝑎𝑐𝑖𝑙𝑖𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜 𝑎𝑑 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑢𝑏𝑖𝑡𝑎𝑛𝑒𝑖 𝑟𝑜𝑠𝑠𝑜𝑟𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎𝑔𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑙𝑢𝑑𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑜𝑏𝑟𝑖𝑎 𝑠𝑐𝑜𝑙𝑙𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎 𝑠𝑐𝑜𝑝𝑒𝑟𝑡𝑜. "

Continua sul nostro sito www.fondazionemontanelli.it (sezione Indro Montanelli - Indro così com'è)
In collaborazione con La stanza di Montanelli

📚 La Fondazione Montanelli Bassi ETS riapre al pubblico!Da martedì 1 settembre torniamo ad accogliervi secondo il consue...
28/08/2026

📚 La Fondazione Montanelli Bassi ETS riapre al pubblico!

Da martedì 1 settembre torniamo ad accogliervi secondo il consueto orario invernale:

🗓️ Martedì, giovedì, sabato e domenica
🕒 dalle 15.00 alle 19.00

Sarà nuovamente possibile frequentare la biblioteca e la sala di lettura, ma anche visitare le Stanze di Indro Montanelli e la Collezione Arturo Checchi.

Vi aspettiamo a Fucecchio (FI), in Via G. di San Giorgio 2, per tornare a incontrarci tra libri, storia, arte e memoria.

Bentornati alla Fondazione! 💙

In collaborazione con La stanza di Montanelli

“𝐸’ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑝𝑜𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐼𝑑𝑒𝑎𝑙𝑖𝑠𝑚𝑜, 𝑐𝑖𝑜𝑒̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑙’𝑂𝑡𝑡𝑜 𝑒 𝑑𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑...
27/08/2026

“𝐸’ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑝𝑜𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐼𝑑𝑒𝑎𝑙𝑖𝑠𝑚𝑜, 𝑐𝑖𝑜𝑒̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑙’𝑂𝑡𝑡𝑜 𝑒 𝑑𝑖 𝑔𝑟𝑎𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑁𝑜𝑣𝑒𝑐𝑒𝑛𝑡𝑜, 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑀𝑎𝑟𝑥 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑖𝑛 𝑙𝑖𝑛𝑒𝑎 𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑙𝑢𝑖. 𝐼𝑛𝑠𝑜𝑚𝑚𝑎 𝑢𝑛 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑀𝑎𝑒𝑠𝑡𝑟𝑜, 𝑛𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝐶𝑜𝑠𝑡𝑢𝑖. “

I.MONTANELLI, 𝑄𝑢𝑒𝑙 𝑣𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑐𝑟𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝐹𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙’𝐼𝑑𝑒𝑎, La Stanza di Montanelli, Corriere della Sera, 14/07/1997

Il 27 agosto del 1770 nasceva a Stoccarda Georg Wilhelm Friedrich Hegel , filosofo e teologo tedesco. Hegel si confrontò con le idee del suo tempo e con la filosofia antica e cristiana. Nella sua 𝐹𝑒𝑛𝑜𝑚𝑒𝑛𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑜 affrontò molti ambiti della filosofia e sviluppò poi un sistema che cercava di spiegare tutta la realtà attraverso la ragione. Fu uno dei principali filosofi dell’idealismo tedesco e raggiunse grande prestigio accademico. Negli ultimi anni assunse posizioni più conservatrici, allontanandosi dalle idee liberali della giovinezza.

Montanelli ne parlò in una delle sue 𝑆𝑡𝑎𝑛𝑧𝑒, rispondendo ad un lettore.

“𝐸̀ 𝑎𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑎𝑐𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑎𝑙𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑏𝑒𝑟𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑝𝑟𝑒𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑙𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝐼𝑑𝑒𝑒, 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑖 𝐹𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑎𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒𝑟𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑐𝑢𝑟𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑖. 𝐸 𝑓𝑢 𝑖𝑛 𝑝𝑜𝑙𝑒𝑚𝑖𝑐𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑅𝑎𝑛𝑘𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑖𝑜̀ 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑜𝑠𝑎 𝑑𝑒𝑓𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖𝑜 𝑒 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 «𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑑𝑎𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑒», 𝑐𝑖𝑜𝑒̀ 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑣𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑖 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖, 𝑖 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑒 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎.(...)"

continua sul nostro sito www.fondazionemontanelli.it nella sezione 'Indro così com'è' di 'Indro Montanelli'

In collaborazione con La stanza di Montanelli

23/08/2026

𝟏𝟗𝟓𝟖 ~ Colette. Invecchia gentilmente, senza catastrofi. Ha su tutte le altre donne un vantaggio incolmabile: quello di essere stata il mio ultimo e più grande amore. Così grande che possiamo camparci di rendita, comodamente, tutt’e due per il resto dei nostri giorni.
-
-
-
✍️da 𝑰 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒊 𝒄𝒐𝒏 𝒎𝒆 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒐; 𝑫𝒊𝒂𝒓𝒊 𝟏𝟗𝟓𝟕 - 𝟏𝟗𝟕𝟖.
📸Indro Montanelli con la moglie Colette Rosselli, giornalista anche lei con lo pseudonimo di donna Letizia, anni Novanta. Foto Archivio Luce.

17/08/2026

Lunedì.
Finalmente ho anch’io, a Tokio, come qualunque altro occidentale che si rispetti, cioè che voglia farsi rispettare, e soprattutto trovare, una strada intitolata al mio nome. L’ho fatto scrivere in caratteri neri disegnati apposta da me in modo da ricordare un po’ quelli giapponesi su una tavola di legno bianco tagliata a mo’ di freccia, e poi l’ho piantata, a mezzo di un bastone, sulla cantonata fra la strada larga e asfaltata che adduce al palazzo imperiale e la viuzza male acciottolata che si inerpica sino al mio albergo. Un metropolitano, presente all’operazione, non ha trovato nulla da ridire.

Questo sistema fu inaugurato dal nostro ministro Blasco D’Ajeta, ha trovato presto numerosi imitatori, ed è l’unico che suggerisca un criterio di orientamento al disgraziato straniero in questa immensa città. Perché le strade di Tokio non hanno nome. Non so se lo avessero prima della guerra e lo abbiano perso dopo. Ma fatto sta che ora sono anonime e solo quelle centrali sono state individuate dagli Americani con numeri e lettere alfabetiche: Route 1, Avenue A... Chi non abita su queste strade, dove d’altronde non abita quasi nessuno essendo esse monopolizzate da pubblici edifici, è perduto; e, una volta uscito di casa, se non ha un cervello a bussola come i piccioni viaggiatori, non saprà mai più rientrarci.

Io, per una settimana, non ho fatto un passo fuori del mio albergo senza il taxi e me lo tenevo per tutta la giornata perché era l’unico che avrebbe saputo ricondurmi.
Ma, oltre i nomi delle strade, mancano anche i numeri delle case. Solo quelle costruite dopo la guerra ne hanno uno; ma esso è progressivo non in ordine di spazio, sibbene di tempo, e cioè secondo la data di costruzione. Per cui accanto al numero 2 voi potete trovare il numero 385: il che, invece di far l’ordine, aumenta la confusione. Gl’indigeni, fra loro, s’intendono a ciome, a quartieri; ma come facciano a distinguere un quartiere dall’altro mi sfugge, perché a me sembrano tutti uguali […].

Via Indro Montanelli...In fondo, a questo mondo si lavora, si lavora, per cosa? Per avere, un giorno, una via intitolata al nostro nome. Io ce l’ho.
-
-
📚da 𝑳’𝑰𝒎𝒑𝒆𝒓𝒐 𝑩𝒐𝒏𝒔𝒂𝒊; Rizzoli.

14/08/2026
«𝑆𝑖𝑛 𝑑𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑆𝑐ℎ𝑜𝑝𝑒𝑛ℎ𝑎𝑢𝑒𝑟, 𝑆𝑐ℎ𝑖𝑙𝑙𝑒𝑟 𝑒 𝑁𝑖𝑒𝑡𝑧𝑠𝑐ℎ𝑒. 𝑇𝑟𝑎𝑡𝑡𝑜̀ 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑠𝑐𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝐻𝑒𝑖𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑜 𝑠...
12/08/2026

«𝑆𝑖𝑛 𝑑𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑆𝑐ℎ𝑜𝑝𝑒𝑛ℎ𝑎𝑢𝑒𝑟, 𝑆𝑐ℎ𝑖𝑙𝑙𝑒𝑟 𝑒 𝑁𝑖𝑒𝑡𝑧𝑠𝑐ℎ𝑒. 𝑇𝑟𝑎𝑡𝑡𝑜̀ 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑠𝑐𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑧𝑎 𝐻𝑒𝑖𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 “𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑡𝑒𝑛𝑡𝑒”. 𝐸 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑎 𝐺𝑜𝑒𝑡ℎ𝑒, 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑜 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑟𝑎𝑣𝑎; 𝑐𝑟𝑒𝑑𝑒𝑣𝑎 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑙𝑜.»

Montanelli, 𝑈𝑛 𝑟𝑖𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑇ℎ𝑜𝑚𝑎𝑠 𝑀𝑎𝑛𝑛, Il Corriere della Sera, 28/04/1966

Il 12 agosto del 1955 veniva a mancare Thomas Mann (1875-1955), scrittore e saggista tedesco, uno dei più importanti autori del XX secolo, al quale fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura nel 1929.

Thomas Mann esordì con 𝐼 𝐵𝑢𝑑𝑑𝑒𝑛𝑏𝑟𝑜𝑜𝑘 (1901), seguito da importanti racconti e romanzi, tra cui 𝑇𝑜𝑛𝑖𝑜 𝐾𝑟𝑜̈𝑔𝑒𝑟, 𝐿𝑎 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑎 𝑉𝑒𝑛𝑒𝑧𝑖𝑎 e 𝐿𝑎 𝑚𝑜𝑛𝑡𝑎𝑔𝑛𝑎 𝑖𝑛𝑐𝑎𝑛𝑡𝑎𝑡𝑎 (1924). Le sue opere si distinguono per uno stile raffinato e complesso, caratterizzato da ironia e attenzione psicologica.

Mann si occupò anche di politica e cultura: inizialmente critico verso la democrazia, divenne poi un sostenitore della Repubblica di Weimar. Con l’avvento del nazismo emigrò prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti, tornando infine in Svizzera nel 1952.

Montanelli ebbe occasione di incontrarlo nel 1955 quando, trovandosi a Zurigo, volle andare a sentire la sua conferenza per le celebrazioni di Schiller.

Sul nostro sito, nella sezione 'Indro così com'è', riportiamo un estratto dal suo articolo che ne seguì per il 𝐶𝑜𝑟𝑟𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑒𝑟𝑎

https://fondazionemontanelli.it/thomas-mann/

𝐸𝑐𝑐𝑜 𝑙𝑎 𝑟𝑎𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑛𝑒𝑟𝑎 𝑚𝑎𝑙𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑖𝑎. 𝑁𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑀𝑎𝑛𝑡𝑜𝑣𝑎, 𝑑𝑜𝑚𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎 𝑃𝑎𝑟𝑖𝑔𝑖, 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑖 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑒 ...
11/08/2026

𝐸𝑐𝑐𝑜 𝑙𝑎 𝑟𝑎𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑛𝑒𝑟𝑎 𝑚𝑎𝑙𝑖𝑛𝑐𝑜𝑛𝑖𝑎. 𝑁𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑀𝑎𝑛𝑡𝑜𝑣𝑎, 𝑑𝑜𝑚𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑒 𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎 𝑃𝑎𝑟𝑖𝑔𝑖, 𝑛𝑜𝑛 𝑚𝑖 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑢𝑖𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑑𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡’𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑙𝑜 𝑠𝑝𝑖𝑛𝑔𝑒 𝑖𝑛𝑞𝑢𝑖𝑒𝑡𝑜 𝑒 𝑒𝑟𝑟𝑎𝑏𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙’𝑢𝑛𝑎 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑙𝑡𝑟𝑎, 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑝𝑜𝑠𝑎 𝑛𝑒̀ 𝑝𝑎𝑐𝑒.

I.MONTANELLI, 𝐼𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖. 𝑁𝑈𝑉𝑂𝐿𝐴𝑅𝐼, Il Corriere della Sera, 20 maggio 1950

L’ 11 agosto del 1953 cessava di vivere Tazio Nuvolari, pilota automobilistico e motociclistico italiano.
La sua carriera sportiva si sviluppò nell’arco di circa trent’anni, dal 1920 al 1950, interrotta per più di sei anni a causa della Seconda guerra mondiale. Era conosciuto da giornalisti e appassionati con i soprannomi di “Mantovano volante” e “Nivola”. Il nome originale i genitori lo presero -azzeccando in pieno- dal re sabino Tazio perché simboleggiava la tempra dura e il coraggio guerriero.
Nuvolari è considerato ancora oggi uno dei più grandi piloti nella storia dell’automobilismo, ricordato e ammirato soprattutto per il suo grande talento, la sua spericolatezza e le straordinarie capacità alla guida.

Montanelli gli dedicò uno dei suoi 𝐼𝑛𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖 (usciti a puntate sul Corriere e poi riuniti in uno dei suoi più importanti volumi).
Ne riportiamo un estratto sul nostro sito (sezione 'Indro così com'è') www.fondazionemontanelli.it

Indirizzo

Palazzo Della Volta Via Guglielmo Di San Giorgio 2
Fucecchio
50054

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Fondazione Montanelli Bassi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Il Museo

Invia un messaggio a Fondazione Montanelli Bassi:

Scelte rapide

Condividi

Digitare