29/08/2026
✅ ORA CHE È FINITO IL FESTIVAL, ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO ✅
Ci è voluto qualche giorno per riprendere fiato da questa incredibile XXII edizione di “Fino al cuore della rivolta. Festival della Resistenza”. Quattordici giorni di meraviglia, concerti bellissimi, dibattiti interessantissimi, una partecipazione straordinaria che registra nuovi record sia da parte del pubblico, sia da parte delle decine e decine di volontari e volontarie che da ogni parte d'Italia sono accorsi, per rendere possibile questo miracolo della passione e della determinazione che è il festival. Adesso però abbiamo bisogno di tutto il vostro aiuto… abbiamo lasciato aperto il crowdfunding su Produzioni dal Basso fino al 30 settembre, siamo ancora lontani dalla meta e confidiamo che chi ha beneficiato dei concerti gratuiti, chi ha potuto assaporare lo spirito della festa, ma anche chi ci guarda da lontano possa fare una donazione, anche piccola, per noi è molto importante. Clicca qui sostieni.link/39835 per scoprire tutte le ricompense. Lunga vita al festival!
Anche quest’anno sono state tantissime le conferme e tantissime le novità, perché il nostro credo è che un festival che cambia e si trasforma ogni anno, sia anche il modo più autentico di rimanere coerenti con l’idea originaria.
Grazie a tutti gli artisti e le artiste che hanno deciso di essere con noi, scoprendo questo luogo per la prima volta oppure scegliendo di tornarci (molti di loro sono ormai di famiglia), tutti e tutte ci hanno donato spettacoli meravigliosi, tutti rigorosamente a ingresso gratuito, ogni sera di fronte a una platea piena in ogni ordine di posti fin dentro al bosco di castagni che circonda quello scrigno di memoria che è il Museo audiovisivo della Resistenza. Lo hanno detto e scritto in tanti… il cartellone di “Fino al cuore della rivolta” è uno dei più originali in Italia: non solo abbiamo messo insieme nomi di straordinario valore, ma anche quest’anno abbiamo realizzato accostamenti inediti, fuori dalle mode e dalle logiche un po’ scontate di molti eventi. Una voglia di sperimentare tra generi, stili ed epoche, che mette insieme l’urgenza di scoprire nuovi autori e autrici e di chiamare per la prima volta sul nostro palco alcune leggende della musica italiana, alla riproposta di tante conferme del festival, di artisti che sono ormai diventati degli habituée del festival, tutti e tutte legati da un’idea di musica legata all’impegno civile, continuando a far vivere l’idea originaria da cui è nato il festival.
Grazie agli ospiti e alle ospiti, studiosi e testimoni che hanno animato i tanti dibattiti molto partecipati, riflettendo non solo sulle questioni storiche legate alla Lotta di Liberazione, ma anche su tante delle questioni politiche oggi in campo, al moto di insorgere e convergere.
Grazie al pubblico, uno dei migliori che si possa trovare in giro, per la sua capacità di ascolto, intelligenza, educazione, curiosità e per darci in ogni modo sostegno e vicinanza.
Grazie alla grande squadra dei fonici e dei tecnici, una squadra di amici e compagni oltre a essere grandi professionisti. Senza di loro non sarebbe immaginabile portare avanti spettacoli del genere. In primis dobbiamo ringraziare sua maestà Gian Luca Cavallini, che ha guidato la squadra e, come accade da vent’anni con poche eccezioni, ha messo a disposizione le sue orecchie per il suono della festa. Un grazie a Massimiliano Passalacqua, un altro che alle Prade è di famiglia da svariati anni e grazie anche alla compagnia degli Scarti. Per la regia video live ringraziamo i nostri Andrea Castagna, Maurizio Barbagallo e anche Saul Carassale e Lorenzo Antei, insieme a molti nostri volontari e volontarie che hanno partecipato alle riprese. Grazie alla squadra del service di Big Talu, che per il secondo anno è presente alla festa.
Grazie a chi ha gestito lo spazio NININ, dedicato a bambine e bambini, nel bosco del museo: Il Piccolo Blu, Alice Cervia e Michelangelo Cavallini.
Grazie a chi si è occupato in strada della gestione di parcheggi e di navette, come la Pro Caniparola e l’associazione Insieme. Grazie all’amministrazione di Fosdinovo per averci aiutato a gestire le questioni logistiche, che in una festa in continua crescita diventano sempre più complesse, ma tutto è filato liscio e siamo già al lavoro per futuri miglioramenti.
Il grazie più grande va a noi, volontari e volontarie della festa (oltre 150), sia lo zoccolo duro di Archivi della Resistenza che si impegna tutto l'anno, sia quelli che ci vengono a trovare ogni anno per il festival da ogni parte d'Italia, che ormai sono di casa o a quelli che si sono avvicinati per la prima volta quest'anno e si mettono ad aiutarci ancor prima che si sia conosciuto il loro nome. Tutte e tutti loro fanno già parte della grande famiglia. La presenza di tantissimi e tantissime giovani sono la garanzia della continuità di questo progetto: c’è in pratica una generazione di volontari è cresciuta in vent’anni dentro al festival, perché ci veniva con i genitori, magari in passeggino, e oggi stiamo vedendo crescere sotto i nostri occhi una nuova leva di volontar*, con i tanti bambini e bambine che oggi giocano dentro alla festa e che iniziano già a dare una mano. La cucina, il cuore pulsante della festa, conferma la sua grande capacità, sia per la qualità del cibo, con menù diversi ogni sera, sia per la velocità del servizio, come dicono in tanti, senza paragoni.
Il festival è finito e già ne sentiamo tutt* la mancanza. Non è facile trovare le parole per descrivere lo spirito di gioia che in questi giorni anima i volontari e le volontarie. Non smette di commuoverci il senso di comunità che si respira, lo stare bene insieme costruendo qualcosa di grande, incarnando fino in fondo il senso di questo progetto più che ventennale e mettendo al centro il "noi" anziché l'“io”, che poi, a ben vedere, è il grande insegnamento che abbiamo ricevuto dai partigiani e dalle partigiane. La convivenza di più generazioni, dai più grandi ai/alle più piccoli/e, dagli/dalle studenti delle superiori agli/alle universitari/e, dai lavoratori/trici ai/alle pensionati/e, che condividono spazi, idee, pratiche, convivialità è ciò che garantisce la costruzione di uno spazio comunitario inclusivo per tutt*, prendendosi cura ognun* dell'altr* e, insieme, del festival. Tutto questo ci rende commoss* e felic*, riconoscenti e ancora più determinat*.
E a voi che ve ne è parso di questa edizione del festival? Cosa vi è piaciuto di più? Quali consigli avete da darci per la prossima edizione? Nei prossimi giorni faremo uscire un po’ di video dei vari spettacoli.
Un grande finale prevede sempre un grande inizio. Dopo queste giornate intensissime continueremo a ritrovarci nelle tante iniziative che costruiremo durante l'anno e che sono il presupposto senza il quale il festival di agosto non sarebbe nemmeno immaginabile. Quando gli Archivi tacciono è perché lavorano a nuovi progetti, ma la promessa è di vederci
presto, anzi prestissimo, per i prossimi appuntamenti di Archivi della Resistenza. Nelle prossime settimane rimonteremo l’auditorium invernale e presto ripartirà la “Rassegna per chi non si rassegna”. State sintonizzat*
Ecco il link al crowdfunding su Produzioni dal Basso sostieni.link/39835. Lunga vita al festival!