Galleria dell'Accademia di Firenze

Galleria dell'Accademia di Firenze La Galleria dell'Accademia di Firenze è un museo di rilevante interesse nazionale dotato di autonomia speciale e afferente alla rete ministeriale del MIBACT http://musei.beniculturali.it/

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L’ #ABCdellaGalleria questa settimana ci porta alla scoperta della lettera B come Odoardo Borrani: vi presentiamo il suo...
30/01/2021

L’ #ABCdellaGalleria questa settimana ci porta alla scoperta della lettera B come Odoardo Borrani: vi presentiamo il suo dipinto “Alla Galleria dell’Accademia”, lo conoscete?

Con tocchi rapidi e precisi Odoardo Borrani documenta l’allestimento del museo attorno alla seconda metà dell’Ottocento. Una suggestiva istantanea dove sono ben riconoscibili i capolavori allora presenti in Galleria. Due figure femminili, elegantemente vestite, aiutano a comprendere l’atmosfera del luogo di studio, allora annesso all’adiacente Accademia di Belle Arti.

La Galleria all’epoca aveva una funzione principalmente didattica ed era fruita prevalentemente degli studenti dell’Accademia che facevano ampio uso dell’esercizio della copia. Di diversa destinazione la così detta sala dell’Ottocento, che si intravede al centro del quadro. Qui, per molti anni, furono ospitate le opere vincitrici degli allievi dei pensionati romani e del concorso triennale dell’Accademia fiorentina. Riconoscibile l’Aconzio di Ulisse Cambi, ora collocato all’ingresso della Gipsoteca.

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Giuliano Bugiardini, figlio di Pietro di Simone di Giovanni, nacque a Firenze il 29 gennaio 1476. Come narra il Vasari n...
29/01/2021

Giuliano Bugiardini, figlio di Pietro di Simone di Giovanni, nacque a Firenze il 29 gennaio 1476. Come narra il Vasari nelle Vite, il Bugiardini “Essendo giovinetto, il principio de' suoi studii fu nel giardino de' Medici in sulla piazza di San Marco, nel quale seguitando d'imparare l'arte sotto Bertoldo scultore, prese amicizia e tanta stretta familiarità con Michelagnolo Buonarroti, che poi fu sempre da lui molto amato. Il che fece Michelagnolo non tanto perché vedesse in Giuliano una profonda maniera di disegnare, quanto una grandissima diligenza et amore che portava all'arte”.

Per celebrare l’artista fiorentino vi proponiamo questo dipinto esposto in tribuna, proprio alla sinistra del David del suo amatissimo Buonarroti: si tratta di “Madonna con Bambino e San Giovannino”, che il Bugiardini dipinse nel 1520 circa.

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La Galleria racconta le sue opere anche in inglese: segui l’hashtag #discovertheGallery!L'Immacolata Concezione di Maria...
28/01/2021

La Galleria racconta le sue opere anche in inglese: segui l’hashtag #discovertheGallery!

L'Immacolata Concezione di Maria, ovvero la dottrina della Chiesa secondo la quale la Vergine è stata preservata immune dal peccato originale, iniziò ad apparire in opere artistiche fin dal Medioevo, quando si accese un aspro dibattito teologico che vedeva schierati da una parte i Francescani e l’Ordine Benedettino e, dall'altra, i Domenicani, fedeli al pronunciamento contrario di san Tommaso d’Aquino.

Agli inizi del Cinquecento, all’apice del contrasto dottrinale con l’Ordine Domenicano, venne elaborato in Toscana, in ambito francescano, un tema iconografico originale, quello della Disputa dei Dottori della Chiesa sull’Immacolata Concezione, in cui gli artisti ritraevano il loro parere contrastante. Questa particolare iconografia è ripresa da Giovanni Antonio Sogliani in questa monumentale tavola, dipinta a olio fra il 1531 e il 1534 circa.
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The Immaculate Conception of Mary, or the Church's doctrine according to which the Virgin was preserved immune from original sin, began to appear in artistic works since the Middle Ages. At this time bitter theological debate was ignited with the Franciscans and the Benedictine Order on one side and the Dominicans, faithful to the contrary pronouncement of Saint Thomas Aquinas, on the other.

At the beginning of the sixteenth century, the height of the doctrinal contrast with the Dominican Order, an original iconographic theme was developed in Tuscany. It was then, in the Franciscan sphere, that artists portrayed their varied opinions of the Dispute of the Doctors of the Church on the Immaculate Conception. This particular iconography is represented here by Giovanni Antonio Sogliani in this monumental panel painted in oil between 1531 and 1534 approximately.

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La biografia che andremo a scoprire insieme questa settimana è quella del Franciabigio: lo conoscete? Venite ad approfon...
26/01/2021

La biografia che andremo a scoprire insieme questa settimana è quella del Franciabigio: lo conoscete? Venite ad approfondire con noi la sua #vitadartista!

Francesco Giudici (Firenze, 1484 ca. - 1525), detto il Franciabigio, forse a causa del suo carattere un po’ ambiguo, fu un pittore fiorentino. Dal 1504 si immatricolò come “dipintore” alla Compagnia di S. Luca e già nel 1506 ricevette diverse per la chiesa di S. Pancrazio a Firenze.

Il Franciabigio fu influenzato da maestri a lui contemporanei come Leonardo, Michelangelo e Raffaello e inoltre, per molto tempo le sue opere non furono attribuite con certezza a causa di una prossimità ai modi del Sogliani, del Ghirlandaio e soprattutto, Andrea del Sarto, con il quale aprì una bottega nel 1508.

Nel 1509 Andrea del Sarto iniziò ad affrescare il Chiostrino dei Voti, un cortile antistante la Basilica della SS. Annunziata e nel 1513 il Franciabigio venne chiamato per eseguire lo Sposalizio della Vergine, opera rovinata dallo stesso artista perché alcuni frati andarono a sbirciare l’opera prima che fosse terminata. Nel 1516 il Franciabigio e Andrea del Sarto abbandonarono lo studio all'Annunziata e separarono le rispettive botteghe. Da questo momento in poi la carriera dell’artista si svolse quasi interamente a Firenze, dove divenne famoso soprattutto come ritrattista.

(Nella foto: Madonna con Bambino, San Giuseppe e San Giovannino, Franciabigio, 1500-1510 circa).

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Questa settimana l’ #ABCdellaGalleria riparte dalla lettera A come affresco!La tecnica della pittura murale detta “a fre...
23/01/2021

Questa settimana l’ #ABCdellaGalleria riparte dalla lettera A come affresco!

La tecnica della pittura murale detta “a fresco” è stata molto utilizzata nei secoli passati, soprattutto per decorare le pareti delle chiese. A differenza della pittura “a secco”, l’affresco è stabile nel tempo e molto duraturo. Il colore, steso direttamente sull’intonaco fresco, viene “assorbito” dalla materia e, a esclusione di rari casi come ad esempio la biacca, non muta di tonalità o colore. La grande abilità dell’artista era quella di saper calibrare bene i tempi di stesura del colore. Sulla base di un disegno preparatorio, detto sinopia, l’artista procedeva suddividendo la superfice da dipingere in “giornate” di lavoro.

All’interno della Sala dei Giotteschi della nostra Galleria è presente la porzione di affresco realizzato da Giotto per la Badia Fiorentina nel XIV secolo e raffigurante la testa di un pastore e armenti. L’opera, insieme alle altre parti di affresco superstiti, fu staccata per motivi conservativi nel 1959.

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Da oggi la Galleria racconta le sue opere anche in inglese! Segui l’hashtag #discovertheGallery!Questa delicata e raffin...
22/01/2021

Da oggi la Galleria racconta le sue opere anche in inglese! Segui l’hashtag #discovertheGallery!

Questa delicata e raffinata tempera su tavola raffigura la Madonna con Bambino fra i Santi Pietro, Giovanni, Battista, Lucia (?) e Caterina d'Alessandria.

L’opera, di piccole dimensioni, era destinata alla devozione privata e fu prodotta in una delle botteghe di artisti-artigiani fra le più affermate a Firenze fra XIV e XV secolo: quella fondata dal maestro Lorenzo di Bicci, poi passata ai figli Neri e Bicci di Lorenzo (1373-1452), autore quest’ultimo della tavola qui presentata. La tavola, proveniente dal monastero benedettino femminile di Sant’Ambrogio a Firenze, è una delle recenti acquisizioni del museo, essendo entrata in collezione nel 2016.
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This delicate and refined tempera on panel depicts Madonna and Child with St Peter, St John the Baptist, St Lucy (?) and St Catherine of Alexandria.

The work, small in size, was intended for private devotion and was produced in one of the workshops of artists-artisans that was among the most established in Florence between the fourteenth and fifteenth century: it was founded by the master Lorenzo di Bicci, then passed to his sons Neri and Bicci di Lorenzo (1373-1452), the author of the table presented here. The panel, from the Benedictine Monastery of Sant’Ambrogio in Florence, is one of the recent acquisitions of the museum, having entered the collection in 2016.

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Nel 2021 l’Italia rinasce con un fiore anzi, con tanti, tantissimi fiori: la Galleria dell’Accademia di Firenze sostiene...
20/01/2021

Nel 2021 l’Italia rinasce con un fiore anzi, con tanti, tantissimi fiori: la Galleria dell’Accademia di Firenze sostiene la campagna di comunicazione digitale per promuovere la vaccinazione anti Covid 19, rappresentata dal fiore simbolo della rinascita, la primula. Contro l’inverno della pandemia, il patrimonio culturale statale, sboccia con le primule rappresentate nei dipinti, nelle sculture e nei manoscritti dei musei, biblioteche e archivi d’Italia.

Come suggerisce il nome, la primula è uno dei primi fiori a sbocciare in primavera e per questo motivo simboleggia nell’iconografia cristiana l’incarnazione di Cristo che avviene proprio all’inizio di questa stagione. Nella letteratura cristiana medievale la primula diventò anche simbolo di Maria ed è per questo che la Galleria dell’Accademia di Firenze presenta le primule nell’ “Incoronazione della Vergine”, magnifica tela di Alessandro Allori del 1593.

In questo particolare vediamo uno dei numerosi angeli presenti nella scena intento a cospargere di fiori la Vergine nel momento della sua incoronazione. L’Allori descrive con dovizia quasi scientifica i particolari botanici rappresentati: questo interesse dell’artista può essere collegato alla fondazione dei primi Orti Botanici, installati a Pisa nel 1543 e a Firenze nel 1545 per volere di Cosimo I de’ Medici.

MiBACT museitaliani Dario Franceschini - pagina ufficiale Ministero della Salute
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La biografia che andremo a scoprire insieme questa settimana è quella di Fra Bartolomeo. Lo conoscete? Venite ad approfo...
19/01/2021

La biografia che andremo a scoprire insieme questa settimana è quella di Fra Bartolomeo. Lo conoscete? Venite ad approfondire con noi la sua #vitadartista!

Fra Bartolomeo (Prato, 1472 – Firenze, 1517) si formò nella bottega di Cosimo Rosselli. Risentì molto dello stile del maestro e, successivamente, del Ghirlandaio. Prima del 1494 aprì una bottega con Mariotto Albertinelli, con il quale, nel 1500, realizzò l’affresco con il Giudizio Universale in S. Maria Nuova a Firenze, poi staccato ed oggi esposto nel Museo di san Marco di Firenze.

La pittura di Fra Bartolomeo fu sempre caratterizzata dall’unione di diversi stili, che la resero originale, equilibrata e con un monumentale impianto compositivo. Nelle prime opere si notano gli influssi del Perugino e di Raffaello; per quanto riguarda i paesaggi sono evidenti i rimandi alla pittura fiamminga e quella di Leonardo.

Influenzato dalle prediche del Savonarola, distrusse le sue prime opere di carattere profano e nel 1501 decise di entrare a far pare dell’ordine domenicano. Durante il soggiorno romano del 1514 ebbe l’occasione di vedere i lavori di Raffaello e la Cappella Sistina di Michelangelo: da quel momento iniziò a dipingere figure ed elementi massicci, dal colorito duro e cangiante, rimanendo legato a tematiche religiose.

(Nella foto: Il profeta Giacobbe, particolare, Fra Bartolomeo, 1513-16 circa).

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La Galleria dell’Accademia di Firenze si prepara a riaprire al pubblico il prossimo 13 febbraio con una veste completame...
18/01/2021

La Galleria dell’Accademia di Firenze si prepara a riaprire al pubblico il prossimo 13 febbraio con una veste completamente nuova che non mancherà di sorprendervi!

Tante le novità alle quali stiamo lavorando: la Sala del Colosso, oggetto di un restauro architettonico strutturale, tutti i dipinti qui conservati - a parte alcuni di grandi dimensioni - sono stati spostati negli ambienti dedicati generalmente alle esposizioni temporanee. Una raccolta straordinaria, una vera e propria summa della pittura fiorentina del Quattrocento e del primo Cinquecento, che, grazie a una visione ravvicinata, a un diverso allestimento e ad una illuminazione più accurata, riacquisterà tutta la sua preziosità, evidenziando particolari che sfuggivano nella precedente sede!

I busti in gesso di Lorenzo Bartolini che ritraggono nobildonne e nobili, intellettuali, ninfe e figure mitologiche, musicisti dell’epoca, abitualmente poco visibili perché posti su alte mensole, assieme alle sculture monumentali e ai bassorilievi sempre in gesso, che albergavano nella Gipsoteca, saranno situati in zone diverse del museo, raggruppati per sezioni tematiche.

Con l’occasione sarà riaperta anche la collezione degli strumenti musicali, un vero gioiello che raccoglie pezzi straordinari appartenuti alle famiglie granducali dei Medici e dei Lorena, passati successivamente al Conservatorio Luigi Cherubini.

Questo allestimento della Galleria dell’Accademia è assolutamente unico e finalizzato al periodo di durata dei diversi cantieri che termineranno a luglio del 2021, quando finalmente si potrà inaugurare un nuovo impianto di climatizzazione funzionante in tutte le sale del museo, una nuova illuminazione, un percorso museale ridefinito e più godibile per il pubblico.

Continuate a seguirci sui nostri canali social e sul nostro sito per rimanere informati su tutte le novità; vi aspettiamo il 13 febbraio per ripartire insieme!

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L’ #ABCdellaGalleria di questa settimana è dedicato alla lettera Z… come Zenobia!Zenobia di Michele Tosini detto Michele...
16/01/2021

L’ #ABCdellaGalleria di questa settimana è dedicato alla lettera Z… come Zenobia!

Zenobia di Michele Tosini detto Michele di Ridolfo del Ghirlandaio (Firenze 1503-1577) Racchiusa entro una cornice ovale, si staglia su un prezioso fondo verde la figura della regina guerriera Zenobia di Palmira, lodata da Boccaccio per le sue virtù fisiche e morali: bella ed impavida al punto da tenere in scacco l’impero romano creando una monarchia indipendente che resistette a lungo prima dell’inevitabile annessione.

Le sue reali fattezze e l’abbigliamento militare risaltano su un’antica moneta dalla quale prese verosimilmente spunto Michelangelo che la ritrasse a sua volta accentuandone l’aspetto massiccio e quasi mascolino, fasciato dalla corazza. Al contrario, Michele Tosini reinterpreta qui lo schizzo del Buonarroti secondo una chiave di più marcata sensualità, come evidenziato dallo sguardo ammiccante rivolto allo spettatore ed al morbido risalto del corpo femminile attraverso il velo trasparente.

Concepita intorno al 1565 come pendant della Testa ideale del Tosini conservata in Galleria dell’Accademia, simile per stile, dimensioni e posa, anch’essa raffigurante una fanciulla dalla capigliatura finemente elaborata, secondo un gusto affine a quello colto e raffinato di Vasari e dei pittori dello Studiolo di Francesco I.

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Continuano le attività propedeutiche ai lavori di restauro del grandioso Salone dell’Ottocento (comunemente chiamato #Gi...
14/01/2021

Continuano le attività propedeutiche ai lavori di restauro del grandioso Salone dell’Ottocento (comunemente chiamato #Gipsoteca) nella Galleria dell’Accademia di Firenze!

Conclusa a chiusura dell’anno 2020 la campagna fotografica dei rilievi in gesso collocati a livello terreno, si è avviata la movimentazione dei busti di Lorenzo Bartolini, originariamente allestiti su mensole a vari livelli che corrono lungo tutte le pareti dell’ambiente. Lo spostamento delle opere si è svolto con il coordinamento della funzionaria restauratrice del museo e con il supporto di una restauratrice specializzata in manufatti in gesso.

Oltre che funzionale alla campagna fotografica, la movimentazione dei busti dalle alte mensole ha reso possibile una accurata e quanto mai opportuna verifica dello stato conservativo dei busti. Quando necessario si è intervenuti con appropriato intervento manutentivo, in particolare di stuccatura delle basi in gesso. Con l’ausilio di pennelli a setole morbide e di aspiratori ad hoc, la restauratrice ha attentamente provveduto a rimuovere tutti i depositi di polvere e sporcizia, annidatisi dall’ultima pulitura in particolare nelle dettagliate e varie acconciature e abbigliamenti che caratterizzano i busti ritratto di Bartolini.

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Indirizzo

Via Ricasoli 58-60
Florence
50122

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Galleria dell’Accademia di Firenze

La nascita della Galleria risale al 1784, quando il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo riorganizzò l’Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 da Cosimo I de’Medici, nella moderna Accademia di Belle Arti. La nuova istituzione occupò i locali del trecentesco Ospedale di San Matteo e quelli del convento di San Niccolò di Cafaggio. Il museo si arricchì con le soppressioni delle chiese e dei conventi ordinate da Pietro Leopoldo nel 1786 e da Napoleone Bonaparte nel 1810. L’evento decisivo per la storia del museo fu il trasferimento del David di Michelangelo da Piazza della Signoria nell’agosto 1873. La scultura più celebre del mondo attese nove anni, custodita in una cassa di legno, la conclusione della costruzione della Tribuna progettata dall’architetto Emilio De Fabris per accoglierla. L’odierna Galleria dell’Accademia fu istituita nel 1882. Oltre al David all'interno della Galleria sono ospitate anche altre sezioni, fra cui la raccolta più vasta ed importante al mondo di opere pittoriche a fondo oro ed il Museo degli Strumenti Musicali, dove sono esposti molti manufatti appartenenti alla collezione storica del Conservatorio Luigi Cherubini. Seguici anche su: Sito: www.galleriadellaccademia.beniculturali.it Instagram: www.instagram.com/galleriaaccademiafirenze/ Informazioni su acquisto/prenotazione biglietti, accesso e servizi: http://www.galleriaaccademiafirenze.beniculturali.it/galleria/1/visita/


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Dettagli del David di Michelangelo Buonarroti
Dettagli del David di Michelangelo Buonarroti
Gentilissimi, sono Veronica Vallotto, laureanda in Restauro dei Beni Culturali, presso l’Accademia di Belle Arti di Verona. Il mio elaborato affronta una tematica di interesse comune nel settore: la Documentazione grafica nel restauro. Al giorno d’oggi, questa pratica presenta alcune difficoltà, per l’assenza di uno standard di rappresentazione, che ne unifichi la metodologia di esecuzione. Per questa ragione, ho creato un brevissimo sondaggio, che vi chiedo gentilmente di compilare a questo link https://forms.gle/igsvLx13kMzj3KDS6 con lo scopo di capire come voi, addetti ai lavori, vi approcciate alla documentazione e quale importanza questa presenta nel vostro lavoro. Mi auguro che queste domande possano avviare una riflessione sul ruolo fondamentale che riveste la rappresentazione e, in generale la documentazione dell’intervento di restauro. Tematica spesso sottovalutata perché giustamente collaterale al vero e proprio intervento, ma indispensabile per preservare la storia conservativa del Bene culturale Il progetto è supportato dal Restauratore prof. Stefano Marziali, il mio relatore di tesi e il Prof. Giancarlo Buzzanca. Rimango disponibile nel caso abbiate il piacere di rimanere aggiornati sull'evoluzione del progetto. Vi ringrazio per l’attenzione e la collaborazione, Cordiali saluti, Veronica Vallotto
scusa, solo in tedesco:
Dettagli del David di Michelangelo Buonarroti
Particolare del David di Michelangelo
Dettagli del David di Michelangelo Buonarroti
modello originale in "terra cruda" del Ratto delle Sabine di Giambologna
Particolare del David di Michelangelo
Busto di Michelangelo Buonarroti un'opera in bronzo di Daniele da Volterra