Museo Casa Di Dante

Museo Casa Di Dante Museo storico suddiviso su tre piani alla riscoperta di Dante uomo, politico, guerriero e poeta.
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Il Museo Casa di Dante si articola su tre piani e offre ai visitatori in un'esperienza immersiva nella vita e nell'opera di Dante Alighieri, restituito al suo contesto storico come uomo, politico, guerriero e poeta grazie a un allestimento innovativo e multimediale.

Dicono di noi... “Un’esperienza importante da fare se si visita la città. Aiuta a vivere piu da vicino la grandezza del ...
18/06/2026

Dicono di noi...

“Un’esperienza importante da fare se si visita la città. Aiuta a vivere piu da vicino la grandezza del Sommo Poeta e a comprendere dettagli della sua vita personale oltre che artistica.”

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16/06/2026

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Ti aspettiamo!

L’11 giugno 1289 si combatté una delle battaglie più decisive della Toscana medievale: Campaldino. E in prima linea, tra...
11/06/2026

L’11 giugno 1289 si combatté una delle battaglie più decisive della Toscana medievale: Campaldino. E in prima linea, tra i "feditori a cavallo", c'era un ventiquattrenne d'eccezione: Dante Alighieri.

Siamo abituati a immaginare Dante solo come il Sommo Poeta, ma prima di scrivere la Commedia fu un uomo profondamente immerso nei conflitti del suo tempo.

L'esercito guelfo fiorentino sorprese i ghibellini aretini con una faticosa marcia attraverso il Passo della Consuma. Sostenendo il durissimo impatto iniziale della cavalleria nemica, Dante provò "temenza molta e nella fine allegrezza grandissima" per la vittoria finale, come ricorda lo storico Leonardo Bruni.

Il rumore e il caos di Campaldino non lo abbandonarono mai. Nel Canto XXII dell’Inferno rievoca vividamente i movimenti della cavalleria ("Io vidi già cavalier muover campo..."), mentre nel Purgatorio chiede a Bonconte da Montefeltro, capitano nemico caduto in battaglia, di svelare il mistero del suo corpo mai ritrovato.

Dopo l'esperienza militare (che incluse anche l'assedio di Caprona), Dante depose la spada. Per accedere alle cariche pubbliche del Comune, si iscrisse all'Arte dei Medici e Speziali, una delle corporazioni più brillanti di Firenze, avviando così la sua carriera politica.

Al Museo Casa di Dante abbiamo una sala intermanete dedicata alla Battaglia di Campaldino. All’interno della Sala 2, infatti, è possibile rivivere lo scontro grazie a un video immersivo.

08/06/2026

«Tutti ricordano il Canto V dell'Inferno per l'amore tragico di Paolo e Francesca, ma la discesa nel secondo cerchio inizia con un incontro decisamente meno romantico. Vi ricordate di Minosse? 👹

Dimenticate il saggio re del mito classico: il custode che Dante e Virgilio si trovano davanti è irascibile, nervoso e usa la sua coda per smistare inesorabilmente le anime dannate. Per fortuna, a proteggere il Sommo Poeta dalle sue minacce interviene Virgilio, sfoderando un vero e proprio capolavoro di diplomazia e fermezza.

Una formula talmente iconica e perentoria che tutti noi vorremmo poter usare almeno una volta nella vita per zittire i seccatori. Guarda il reel, ripassa il Canto V insieme a noi e preparati a prendere appunti! 📖🔥

Qui pui recuperare tutta l’introduzione critica di Dario Pisano per il Canto V 🔗https://youtu.be/dtNsjz-8kvY?si=3IIfE8rbDFJh9w-S

Nella Commedia, Dante non racconta solo uomini, anime e creature infernali: racconta anche la natura come lingua poetica...
05/06/2026

Nella Commedia, Dante non racconta solo uomini, anime e creature infernali: racconta anche la natura come lingua poetica, simbolica, viva.

Foglie, luce, mare, alba, vento, stelle: ogni elemento naturale diventa immagine, ritmo, visione. È così che Dante riesce a dare forma anche a ciò che sembra indescrivibile, trasformando il paesaggio in emozione, pensiero, allegoria.

Emblematici sono i versi dell’Inferno in cui scrive:
“guardai in alto, e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle”.

Qui Dante alza lo sguardo dopo lo smarrimento della selva oscura e vede il colle illuminato da sole, qui definito "pianeta" e presentato come guida capace di orientare il cammino umano verso una possibilità di salvezza.

Anche per questo la natura, nei suoi versi è presenza che illumina, accompagna, rivela. Dalle foglie d’autunno che cadono una dopo l’altra, fino alla luce che guida oltre il buio, Dante osserva il mondo naturale con attenzione e lo trasforma in una straordinaria chiave di lettura della realtà.

Nel cuore del Casentino, il Castello di Poppi custodisce ancora oggi la memoria di uno dei momenti più significativi del...
03/06/2026

Nel cuore del Casentino, il Castello di Poppi custodisce ancora oggi la memoria di uno dei momenti più significativi della storia medievale toscana: la Battaglia di Campaldino.

Dalla piana, dove nel 1289 si scontrarono guelfi fiorentini e ghibellini aretini, il castello domina il paesaggio come una presenza che attraversa i secoli. Oggi, quel luogo di conflitto è anche uno spazio di memoria: il monumento commemorativo, il percorso museale “L’Inferno a Campaldino” e il plastico della battaglia aiutano a ricostruire il contesto storico in cui si mosse anche Dante Alighieri.

Il poeta vide da vicino il tempo delle armi, delle alleanze e delle divisioni civili. E il Castello di Poppi, con la sua storia legata ai Conti Guidi, alle trasformazioni difensive e poi al Vicariato del Casentino, diventa il punto d’osservazione ideale per rileggere quella stagione.

Qui, il busto dedicato al poeta, collocato in occasione del settimo centenario della sua nascita, diventa un segno che unisce il presente al passato.

«...il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccoli, le mascelle grandi, e dal labbro di ...
29/05/2026

«...il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccoli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso.»
- Giovanni Boccaccio, Trattatello in laude di Dante 📜

Naso aquilino, sopracciglia aggrottate, l'inconfondibile copricapo rosso. 🔴🦅

L’effigie del Sommo Poeta è senza dubbio una delle più iconiche della nostra storia, immortalata in innumerevoli capolavori dell’arte mondiale e impressa nel nostro immaginario collettivo.

Ma ci siamo mai chiesti... qual era il vero volto di Dante Alighieri? 🤔

Quello che conosciamo oggi è frutto dei racconti (come questo di Boccaccio, che però aveva solo 8 anni quando Dante morì!) e delle interpretazioni di artisti successivi, da Botticelli a Raffaello.

Siamo nella Vita Nova, l'opera giovanile che Dante compone tra il 1294 e il 1296, un prosimetro di 42 capitoli in cui pr...
27/05/2026

Siamo nella Vita Nova, l'opera giovanile che Dante compone tra il 1294 e il 1296, un prosimetro di 42 capitoli in cui prosa e poesia si alternano per raccontare in prima persona la storia del suo amore assoluto per Beatri

Non si tratta di un semplice diario sentimentale, ma di un percorso di maturazione interiore e poetica: un viaggio che culmina proprio nell'ultimo capitolo, quando Dante, dopo una "mirabile visione", formula la solenne promessa di non scrivere più di lei fino a quando non potrà parlarne «come mai è stato fatto da alcun uomo», gettando così il seme della futura Divina Commedia.

In questo sonetto (capitolo XXI), Dante descrive Beatrice come una forza spirituale capace di trasformare la realtà attorno a sé. Il suo sguardo non si limita a guardare: nobilita. Dove lei passa, la superbia e l'ira fuggono. Chi la incontra diventa, in qualche modo, migliore.

È la poetica del Dolce Stil Novo nella sua forma più pura: la donna non è oggetto d'amore, ma intermediaria tra l'uomo e il divino. La sua bellezza non è un fatto esteriore, ma il riflesso visibile di un'interiorità perfetta, specchio di Dio nel mondo.

📖 La Vita Nova è il punto di partenza imprescindibile per comprendere chi era Beatrice prima della Divina Commedia, e chi stava diventando Dante come poeta.

Conoscevi già quest'opera? Scrivici nei commenti! 👇

Tutti ammirano il tramonto romantico dal Ponte Vecchio, ma per Dante Alighieri questo era il punto esatto in cui era ini...
21/05/2026

Tutti ammirano il tramonto romantico dal Ponte Vecchio, ma per Dante Alighieri questo era il punto esatto in cui era iniziato l'Inferno sulla Terra. 🌉🩸

All'imbocco del ponte (lato Por Santa Maria), un tempo sorgeva un frammento di una statua che si credeva rappresentasse Marte, l'antico dio pagano della guerra, che Dante chiamava la "pietra scema".

Proprio ai piedi di questa statua, la domenica di Pasqua del 1216, venne pugnalato a morte Buondelmonte de' Buondelmonti per una promessa di matrimonio infranta. Fu la scintilla che fece esplodere la sanguinosa faida tra Guelfi e Ghibellini, condannando Firenze a decenni di guerre civili e, in definitiva, e Dante all’esilio.

Nel Canto XVI del Paradiso, il Sommo Poeta, per bocca del trisavolo Cacciaguida, ricorda con amarezza quel giorno fatale, convinto che la città avesse dovuto offrire per forza un sacrificio di sangue a quella statua a guardia del ponte, quasi per placare un'antica maledizione del dio della guerra.

Oggi, camminando tra le gioiellerie, una lapide dantesca ci ricorda che la storia di Firenze non è fatta solo di bellezza e arte, ma anche di antiche ferite incancellabili. 📜

Conoscevate il lato oscuro del ponte più famoso del mondo? La prossima volta che ci passate per venirci a trovare, fermatevi a dare un'occhiata

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19/05/2026

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Indirizzo

Via Santa Margherita, 1
Florence
50122

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 18:00
Domenica 10:00 - 18:00

Telefono

055 219416

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