Gallerie degli Uffizi

Gallerie degli Uffizi Futuro nell'Antico. Alla scoperta degli Uffizi, del Corridoio Vasariano, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli.
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INGRESSO GRATUITO PER IL 2 GIUGNODomani 2 giugno, in occasione della Festa della  , tutti i musei delle Gallerie degli  ...
01/06/2026

INGRESSO GRATUITO PER IL 2 GIUGNO

Domani 2 giugno, in occasione della Festa della , tutti i musei delle Gallerie degli saranno aperti gratuitamente e con orario ordinario.

La chiusura delle biglietterie, e quindi l’ultimo ingresso, avviene sempre un’ora prima dell’orario di chiusura.

Per info e orari visita il nostro sito www.uffizi.it

Ministero della Cultura museitaliani

UNA GIORNATA STRAORDINARIA, TRA SALE E GIARDINIQuesto lunedì, ordinariamente giorno di chiusura, la Galleria degli Uffiz...
01/06/2026

UNA GIORNATA STRAORDINARIA, TRA SALE E GIARDINI

Questo lunedì, ordinariamente giorno di chiusura, la Galleria degli Uffizi – ad eccezione del Corridoio Vasariano – e il Giardino di Boboli aprono al pubblico.

Il "Ponte della Repubblica" è sempre un'ottima occasione per godersi una passeggiata tra i più grandi capolavori al mondo dell'arte rinascimentale o tra i giardini del parco dove frescheggiavano Medici, Lorena e Savoia...

Info e orari sul nostro sito www.uffizi.it!

DOLCEZZA SENZA TEMPO Bia de’ Medici è la figlia di Cosimo I de’ Medici, nata prima del matrimonio con Eleonora di Toledo...
31/05/2026

DOLCEZZA SENZA TEMPO

Bia de’ Medici è la figlia di Cosimo I de’ Medici, nata prima del matrimonio con Eleonora di Toledo. Nonostante fosse figlia illegittima, fu accolta a corte e amata, anche se per un tempo brevissimo: morì infatti a soli cinque anni.

Agnolo Bronzino la ritrae in un’immagine sospesa e luminosa. Il suo sguardo, vivo e diretto, sembra trattenere ancora un’energia infantile. L’abito bianco richiama la purezza, i gioielli la sua appartenenza alla famiglia medicea, lo sfondo blu ne esalta con dolcezza figura e lineamenti.

Ne nasce un ritratto che spezza le catene del tempo e conserva intatta fino a noi attraverso i secoli la presenza lieve ma intensa della piccola Medici, scomparsa troppo presto.

🎨 Agnolo di Cosimo detto il Bronzino (Firenze 1503 – 1572), Ritratto di Bia de’ Medici, 1542 c., Olio su tavola,

https://www.uffizi.it/opere/ritratto-di-bia-de-medici

LE MANI DELL'ANIMAMani delicate, mani potenti, mani tese o rilassate, che accarezzano o afferrano, gesticolano, specchio...
30/05/2026

LE MANI DELL'ANIMA

Mani delicate, mani potenti, mani tese o rilassate, che accarezzano o afferrano, gesticolano, specchio di terrore, sorpresa, amore, passione o coraggio.

La può essere davvero il volto dell’anima. Uno strumento narrativo potentissimo, capace di esprimere ogni emozione, e non solo.

Vera e propria estensione del pensiero creativo dell’artista, le mani sono sua croce e delizia per la complessità della loro rappresentazione; è spesso attraverso i gesti delle mani che egli fa capire l’universo di chi ritrae e delinea il ruolo dei personaggi all'interno delle scene dipinte.

Se ci riesce, il gioco - e magari il capolavoro - è fatto.

🎨 Dal Gabinetto Disegni e Stampe degli :
- Francesco Morandini detto Poppi, Mano destra di bambino, tre studi di mano che impugna un bastone carta, XVI sec.
- Francesco Furini, Studi di mani, 1639-1642
- Cristofano Allori, due mani incrociate, XVI/XVII sec.
- Agnolo di Cosimo detto Bronzino, Due mani e due piedi, XVI sec.
- Federico Fiori detto Barocci, Studio di mani e braccia, XV sec.
- Bartolomeo Bandinelli detto Baccio Bandinelli, Schizzo di panneggio, studio di mano con gli strumenti della Passione, XVI sec.
- Bartolomeo Passerotti, Due mani che reggono un bastone. XVI sec.
- Santi di Tito, quattro studi di mani in differenti posizioni, XVI/XVII sec.

SINTOMATICO MISTERO Gli studi più recenti attribuiscono questo dipinto degli Uffizi alla mano Michele Tosini, detto Mich...
29/05/2026

SINTOMATICO MISTERO

Gli studi più recenti attribuiscono questo dipinto degli Uffizi alla mano Michele Tosini, detto Michele "di Ridolfo del Ghirlandaio", perché lavorava nella bottega del celebre pittore fiorentino, figlio dell'ancor più celebre Domenico Ghirlandaio.

racconta che Ridolfo considerasse Michele quasi un figlio, segno del profondo legame artistico e umano che li univa.

L’identità del giovane nel ritratto resta misteriosa, ma l’eleganza austera della posa e la presenza di calamaio, pennino e taccuini suggeriscono il ruolo di un dignitario vicino alla corte medicea.

Il volto, definito da morbide sfumature e da una barba appena accennata, rivela una raffinata sensibilità manierista, forse influenzata da . Dettagli preziosi - il velluto dell’abito, il colletto miniato, la cintura dorata e l’anello al mignolo - conferiscono al protagonista dell'opera un’aura di classe e prestigio.

🎨 Michele di Ridolfo del (attribuito), Ritratto di uomo, 1545 circa, .

COME FUNZIONAVA UNA MINIERA NEL RINASCIMENTO?Nel cuore di un paesaggio fiammingo, Henri met de Bles, detto “il  ” per l’...
29/05/2026

COME FUNZIONAVA UNA MINIERA NEL RINASCIMENTO?

Nel cuore di un paesaggio fiammingo, Henri met de Bles, detto “il ” per l’animale con cui firma segretamente i suoi dipinti, racconta la sorprendente modernità delle rinascimentali.

Ispirandosi al poema “Ferraria” di Nicolas Bourbon (1534), l’artista trasforma in immagini ogni fase della lavorazione del metallo: forni accesi, operai al lavoro, tecniche avanzate che testimoniano lo sviluppo dell’industria metallurgica tra Germania e regione mosana nel XVI secolo.

Nella scena emergono anche allusioni religiose. Tra le rocce si intravedono fortezze che si dissolvono nelle nuvole, costruite con lo stesso ferro che mette in discussione: metallo vitale, ma troppo spesso scelto come strumento di guerra e distruzione.

Entrata nelle collezioni medicee nel 1589, l’opera fu destinata allo Studiolo di Francesco I de’ , dedicato agli elementi e alla trasformazione della materia.

🎨 Bles Herri Met de detto Civetta, Miniera di rame, 1500 ca. - 1524 ca., olio su tavola,

28/05/2026

SAPERE È POTERE: COSA DOVEVA STUDIARE UN PRINCIPE MEDICEO?

La seconda Sala del ciclo dei Pianeti della Galleria Palatina in Palazzo Pitti è dedicata ad Apollo, dio protettore delle arti e del sapere.

Qui il giovane principe viene condotto al cospetto di Ercole che sostiene il globo celeste, in un richiamo alle scoperte galileiane, mentre attorno compaiono imperatori, condottieri e figure esemplari della storia antica. Augusto ascolta la lettura dell’Eneide, Alessandro Magno riceve i poemi di Omero.

Secondo Machiavelli, infatti, l’educazione del Principe ideale doveva fondarsi sulla conoscenza del sapere antico e delle scoperte più moderne.

Al tempo della corte medicea questa sala della Palatina era l’anticamera della nobiltà ordinaria, dove i gentiluomini attendevano di essere ricevuti dal Granduca.

A raccontarci tutto questo e molto altro è Anna Bisceglia, curatrice della pittura del Cinquecento e primo Seicento delle Gallerie degli Uffizi.

https://www.uffizi.it/opere/sala-apollo

ARTE PIÙ FORTE DELLA MORTE: DA FIRENZE A PALERMO, PER NON DIMENTICARE Nella notte del 27 maggio 1993, alle ore 1:04, un’...
27/05/2026

ARTE PIÙ FORTE DELLA MORTE: DA FIRENZE A PALERMO, PER NON DIMENTICARE

Nella notte del 27 maggio 1993, alle ore 1:04, un’autobomba esplode in via dei Georgofili a Firenze, a pochi metri dagli . Cinque persone perdono la vita: Fabrizio e Angelamaria Nencioni, le figlie Nadia e Caterina, e Dario Capolicchio. La deflagrazione colpisce anche gli Uffizi: 173 dipinti e 56 sculture sono danneggiati profondamente.

Tra le opere più colpite dall’attentato mafioso, l’“Adorazione dei Pastori” di Gherardo delle Notti e le tele di Bartolomeo Manfredi, “Concerto” e “Giocatori di carte”.

Le accoglie ora a , dove resteranno fino al 19 luglio, il Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per la mostra “Il Segno della Rinascita”, promossa dalla Fondazione Falcone nel 34esimo anniversario della strage di Capaci.

Accanto ai dipinti restaurati, tredici opere della collezione “Risarcimento” che raccoglie le ottantuno opere donate agli Uffizi da grandi artisti internazionali contemporanei dopo la tragica esplosione della bomba in via dei Georgofili.

Da a Palermo, l’arte continua a custodire la memoria e a riaffermare l'inestimabile valore civile della bellezza; più forte della distruzione, più forte della morte.

CARO AFFITTI & VITA BOHÉMIENIl caro   era un tema di grande attualità già nel 1813, come testimonia il dipinto di oggi, ...
26/05/2026

CARO AFFITTI & VITA BOHÉMIEN

Il caro era un tema di grande attualità già nel 1813, come testimonia il dipinto di oggi, realizzato proprio in quell’anno.

Il protagonista è Tommaso Minardi, giovane faentino di ventisei anni giunto a per studiare pittura. È lui stesso, attraverso questo autoritratto, a mostrarci la propria stanza: spazi angusti, poca luce, letti gettati a terra, libri accatastati ovunque. Accanto a lui, gli strumenti dell’artista, unici veri supporti esistenziali in mezzo a tanto disordine.

Il giovane si raffigura con il cappotto addosso, dettaglio che suggerisce un ambiente umido, freddo e certamente poco salubre.
Due teschi — uno umano e uno di bue —, muti e severi simboli della fugacità della vita, diventano i silenziosi compagni di stanza di Tommaso, che osserva lo spettatore con uno sguardo stanco e attonito.

Il dipinto sintetizza con straordinaria efficacia una figura destinata di lì a poco a diventare iconica: quella dell’ bohémien, colui che vive ai margini della società, conducendo un’esistenza libera e anticonformista, ma spesso stretta nella morsa della povertà.

🎨 Tommaso Minardi, Autoritratto, 1813

Indirizzo

Piazzale Degli Uffizi 6
Florence
50122

Telefono

+39055294883

Sito Web

https://www.uffizi.it/en

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