Gallerie degli Uffizi

Gallerie degli Uffizi Futuro nell'Antico. Alla scoperta degli Uffizi, del Corridoio Vasariano, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli.
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UN INCONTRO VISIONARIO Le figure allungate e scarne dei santi, che si incontrano sotto un cielo denso di nubi plumbee, o...
03/09/2026

UN INCONTRO VISIONARIO

Le figure allungate e scarne dei santi, che si incontrano sotto un cielo denso di nubi plumbee, occupano tutto lo spazio del dipinto.

Le loro silhouette dalla forma innaturale, che contribuiscono a ridurre la profondità a favore di un impatto emotivo, sono molto diverse tra loro.

Da una parte , in atteggiamento di estasi spirituale, veste un semplice saio marrone; dall’altra indossa un abito le cui pieghe fortemente scolpite richiamano la complessità della leggenda che racconta: quella secondo cui, grazie alla fede, sopravvisse dopo aver bevuto veleno mortale, rappresentato dal drago che emerge dal calice.

Dall’incontro tra i due mondi non scaturisce uno scontro; ne nasce un dialogo, rispettosissimo, come solo può essere quello tra la fisicità della devozione e la teologia mistica.

🎨 Dominikos Theotokopulos, detto El Greco (Candia 1541 – Toledo 1614), San Giovanni Evangelista e San Francesco d’Assisi, 1600, olio su tela,

LA STUFA DEL GRANDUCAIn quella che oggi viene chiamata “camera del re”, denominazione legata all’ultima dinastia sabauda...
02/09/2026

LA STUFA DEL GRANDUCA

In quella che oggi viene chiamata “camera del re”, denominazione legata all’ultima dinastia sabauda di Palazzo Pitti, già nel si trovava una stufa circolare, collocata qui, come in altri ambienti del palazzo, per volontà di Pietro Leopoldo, secondo un’usanza tipica dei paesi d’Oltralpe.

Il granduca di aveva infatti introdotto nella corte fiorentina di Palazzo Pitti la tradizione nordica delle stufe per il riscaldamento degli ambienti, in alternativa ai caminetti. A questo scopo aveva fatto arrivare maestranze austriache specializzate nella loro produzione, destinate alla Manifattura di Doccia, dove nel 1765 era stato realizzato il primo esemplare, destinato al Quartiere di Pietro da Cortona.

L’ambizioso progetto di fondare una “Fabbrica di Stufe e Maioliche” trovò attuazione nel 1767 nei locali di Borgo Pinti, dove si trovava la casa dello scultore di corte, dotata di una fornace già utilizzata, due secoli prima, da Giambologna e, successivamente, da Giovan Battista Foggini per la cottura di modelli in argilla.

Il progetto si rivelò tuttavia di breve durata. I problemi tecnici legati al malfunzionamento della fornace, la limitata esperienza degli artigiani locali nella produzione di stufe e la scarsa fortuna di questo tipo di manufatto in Toscana portarono alla chiusura della fabbrica già nel 1775.

🎨 La stufa della “camera del re”, Appartamenti Reali,

ALLE SOGLIE DEL MANIERISMO Al centro del tondo, la Sacra Famiglia emerge dalla penombra in delicati passaggi di luce e c...
02/09/2026

ALLE SOGLIE DEL MANIERISMO

Al centro del tondo, la Sacra Famiglia emerge dalla penombra in delicati passaggi di luce e colore. La con il Bambino, accanto a San Giovannino e, più defilato, San Giuseppe, sono immersi in una scena intima e insieme straniante.

Forti contrasti di luce, colori intensi e talvolta acidi, sguardi assorti e un’atmosfera quasi visionaria: il pittore toscano Domenico porta la pittura rinascimentale verso quella sensibilità inquieta e raffinata che sarà propria del senese. Guarda a Raffaello e ai maestri del Rinascimento, ma ne trasforma equilibrio e grazia in qualcosa di più vibrante e inquieto.

A colpire è anche la cornice: ai quattro angoli, quattro teste alate di serafini trasformano il tondo in una sorta di soglia celeste. La critica le ritiene più tarde rispetto al dipinto, ma appaiono oggi inseparabili dalla scena sacra.

Domenico di Jacopo di Pace, detto il Beccafumi (Monteaperti, 1486 – Siena, 18 maggio 1551), Sacra Famiglia con San Giovannino, 1522-1523, olio su tavola, Galleria Palatina,

NEL RINASCIMENTO È il tempo della misura e delle forme perfette. Sono i secoli della proporzione, in cui l’uomo è misura...
01/09/2026

NEL RINASCIMENTO

È il tempo della misura e delle forme perfette. Sono i secoli della proporzione, in cui l’uomo è misura di tutte le cose.

Basta alzare lo sguardo e le simmetrie degli sembrano fermare il tempo a oltre quattrocento anni fa, quando, nel cuore del , Giorgio trasformò un’area malfamata di dando vita a una delle architetture più celebri della città.

È il 1560 quando Cosimo I de’ gli affida il compito di riunire in un unico edificio gli uffici dello Stato fiorentino: da qui il nome Uffizi, letteralmente “uffici”. Nello spazio stretto tra Palazzo Vecchio e l’Arno costruisce una moderna architettura a U: due lunghi corpi paralleli racchiudono una piazza che si apre infine verso il fiume.

«In sul fiume e quasi in aria», scrive Vasari: e davvero gli Uffizi sembrano sospesi sull’Arno. Il portico dorico, i due piani e la celebre apertura ad arco sul Lungarno – la serliana – costruiscono una prospettiva che sembra dilatare lo spazio fino a Piazza della Signoria.

Con Francesco I de’ Medici e i suoi successori l’edificio cambia progressivamente funzione: il loggiato all’ultimo piano viene chiuso e le sale iniziano ad accogliere i tesori delle collezioni di famiglia, facendo degli Uffizi il primo museo al mondo.

https://www.uffizi.it/gli-uffizi/storia

31/08/2026

Prima che gli abiti arrivino in mostra, c’è tutto quello che succede dietro le quinte.

La cura degli abiti, la preparazione dei manichini, la composizione delle teche espositive. Questo è uno sguardo esclusivo sulla mostra di “Ferdinando Sarmi New York – Un viaggio nella moda da Firenze alla Fifth Avenue”.

Sarmi partì da Firenze e arrivò a New York vestendo alcune delle star più celebri del Novecento: Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, Marlene Dietrich. A Palazzo Pitti, abiti d’archivio e accessori d’epoca raccontano la storia del couturier fiorentino che conquistò il glamour newyorkese.

Al Museo della Moda e del Costume fino al 31 dicembre 2026.

📍 Palazzo Pitti, Firenze

👉 https://www.uffizi.it/eventi/il-genio-di-sarmi-nuova-mostra-al-museo-del-costume

INDOVINA CHI! Quanti dettagli ti servono per indovinare chi è l’autore o il soggetto del dipinto? Ti è servito scorrere ...
30/08/2026

INDOVINA CHI!

Quanti dettagli ti servono per indovinare chi è l’autore o il soggetto del dipinto? Ti è servito scorrere le immagini o l'hai riconosciuto al primo sguardo?

L'opera in questione è una delle più note esposte agli e il suo autore è un maestro del dettaglio: a cominciare da quel blu lapislazzuli che fa da sfondo al dipinto. E poi l’ornamento dei capelli, del collo, il petto dall’incarnato candido, le mani lunghe e affusolate, il broccato dell’abito e ancora il bambino con il vestitino ricamato. L'opera è una fucina di particolari che raccontano il lusso della corte medicea a metà Cinqucento.

Protagonista è Eleonora di Toledo con suo figlio Giovanni. Un capolavoro assoluto nella Sala delle Dinastie al primo piano degli Uffizi.

🎨 Agnolo di Cosimo Tori detto (Firenze 1503-1572), Ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni, 1545 c., olio su tavola,

👉 https://www.uffizi.it/opere/eleonora-di-toledo

L'INGEGNO DI ULISSE Secondo fonti antiche fu  , l'eroe dal multiforme ingegno, a ritrovare il più valoroso guerriero deg...
29/08/2026

L'INGEGNO DI ULISSE

Secondo fonti antiche fu , l'eroe dal multiforme ingegno, a ritrovare il più valoroso guerriero degli Achei e a convincerlo a prendere parte alla spedizione contro T***a.

è ancora un adolescente imberbe quando la madre Teti lo nasconde alla corte di Licomede, re di Sciro, travestendolo da fanciulla e confondendolo tra le dodici figlie del sovrano. La ninfa spera così di salvarlo dalla terribile profezia che lo condanna a morire nella guerra di T***a. Ma al fato non ci si può sottrarre.

Ulisse si presenta a corte sotto le spoglie di un mercante. Tra splendidi gioielli, che catturano subito l'attenzione delle giovani principesse, dispone con astuzia anche una spada lucente.

È proprio quell'arma a tradire la vera natura di Achille, che non resiste all'impulso di impugnare la spada rivelando la sua identità di guerriero.

Il primo episodio della famosa astuzia di Ulisse, prima della sua di Omero, e oggi di . Cosa ne pensate del film?

🎨 Pompeo Batoni, Achille alla corte di Licomede, 1746,

UNA LETTERA PER IL PAPABernardo Dovizi da Bibbiena era una delle figure più vicine a papa  : letterato, diplomatico, uom...
28/08/2026

UNA LETTERA PER IL PAPA

Bernardo Dovizi da Bibbiena era una delle figure più vicine a papa : letterato, diplomatico, uomo di corte e, dal 1513, cardinale.

lo rappresenta seduto di tre quarti, in una posizione che asseconda la struttura piramidale del ritratto. Il cardinale tiene in mano una lettera indirizzata al pontefice: «Sanctissimo d(omi)no nostro Pap…», ovvero «Al Santissimo nostro Signore Papa…». Poche parole per raccontare il suo ruolo di consigliere e diplomatico alla corte papale.

Raffaello costruisce la figura attraverso contrasti raffinati: la leggerezza della manica bianca si oppone alla ricchezza del mantello damascato, mentre il rosso della mozzetta fa emergere il volto dallo sfondo scuro.

Ma è soprattutto lo sguardo a catturare l’attenzione: diretto e penetrante, restituisce insieme l’autorità del cardinale e la sua dimensione più umana.

🎨 Raffaello Sanzio (Urbino 1483 – Roma 1520), Ritratto del Cardinale Bibbiena. 1516 ca., olio su tavola, Galleria Palatina di

👉 https://www.uffizi.it/opere/cardinal-bibbiena-raffaello

UNA PERSONALITÀ IRRIPETIBILEIpnotica, colorata, esplosiva ed espressiva come un manga. Così si presenta Yayoi Kusama nel...
27/08/2026

UNA PERSONALITÀ IRRIPETIBILE

Ipnotica, colorata, esplosiva ed espressiva come un manga.

Così si presenta Yayoi Kusama nell’Autoritratto donato alle Gallerie degli Uffizi nel 2010.

E così vogliamo ricordarla: vulcanica, indomita, allergica qualsiasi etichettatura e categorizzazione.

La sua irripetibile personalità creativa ci ha portato con incredibile leggerezza a superare il senso dello spazio e del tempo, proiettandoci in una dimensione che va ben oltre il vuoto, pur incolmabile, della sua scomparsa: quella, tanto difficile ma altrettanto irrinunciabile, della libertà.

Yayoi Kusama (Matsumoto 1929 – Tokyo 2026), Autoritratto, acrilico su tela, 20120

LA SALA DEL POTERE La Sala di Bona di   conserva alcuni degli affreschi più antichi della reggia: quattro ampie pareti c...
27/08/2026

LA SALA DEL POTERE

La Sala di Bona di conserva alcuni degli affreschi più antichi della reggia: quattro ampie pareti completamente decorate per impressionare gli ospiti illustri della corte.

Commissionata dal granduca Ferdinando I, la sala era un vero e proprio strumento di propaganda, pensato per celebrare il potere dei e presentare il Granducato di Toscana come uno Stato forte e autorevole.

Al centro del soffitto, Cosimo I de’ Medici, padre del granduca, è raffigurato come un sovrano quasi divino: n**o, secondo il modello degli antichi dèi ed eroi, e con compasso e squadra in mano, simboli del “Principe architetto”, edificatore dello Stato toscano.

Attorno a lui, sei allegorie rappresentano le virtù del buon governante: Magnificenza, Gloria, Sapienza, Vigilanza, Misericordia e Fama Buona.

Sulle pareti, due imprese militari di Ferdinando I (le conquiste di Prevesa, nell'attuale Grecia, di Bona in Algeria) e una veduta del porto del a Livorno completano il racconto della grandezza medicea.

Una monumentale dichiarazione di potere, trasformata in affresco.

👉 https://www.uffizi.it/opere/sala-di-bona

Indirizzo

Piazzale Degli Uffizi 6
Florence
50122

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