Gallerie degli Uffizi

Gallerie degli Uffizi Le Gallerie degli Uffizi sono un complesso museale fiorentino costituito dagli Uffizi, il Corridoio V
(935)

Un’Italia tutta da scoprire: un viaggio attraverso le collezioni delle Gallerie degli Uffizi.Scopri la magia di Terni at...
17/11/2023

Un’Italia tutta da scoprire: un viaggio attraverso le collezioni delle Gallerie degli Uffizi.
Scopri la magia di Terni attraverso la raccolta di acqueforti di Antonio Carbonati!

Antonio Carbonati, un acquafortista nato a Mantova nel 1893, si distinse per le sue incisioni. Egli era un meticoloso purista della tecnica artistica. Inizialmente, si dedicava a incidere il primo piano con dettagliati ritratti delle strade, inclusi personaggi e gli edifici come sfondo. Successivamente, ampliava la sua opera con precisione, utilizzando lapis o penna per enfatizzare gli effetti chiaroscurali. Nella fase successiva, si impegnava nelle prove dei vari stadi, gradando le morsure d'acido sempre più marcati.

Quando raggiungeva la forma definitiva, eseguiva prove di stampa su diverse superfici, sperimentando con vari tipi di carta, formati, inchiostrazioni di differente intensità e colore, regolando persino la pressione del torchio. La sua dedizione nella preparazione delle lastre di rame e nel processo creativo rifletteva la sua straordinaria attenzione per i dettagli tecnici. Nel suo lavoro, seguì la tradizione dei vedutisti italiani, creando vedute ampie e prospettiche che consentivano di catturare completamente anche i più imponenti edifici, mentre li descrive nei minimi dettagli. Questa raccolta di incisioni è stata donata dall’autore e pervenuta agli Uffizi nel 1958.

E ora, cominciamo il nostro viaggio nella città di Terni. Siete pronti a scoprire le sue bellezze?

Conosciuta come la “Città d’Acciaio”, questa gemma nascosta vi catapulterà in un viaggio tra storia industriale e bellezza architettonica.

Terni è un incantevole mix tra passato e presente, con chiese antiche che sono vere e proprie opere d’arte.

Il motivo principale per visitarla? È una città tranquilla, perfetta per immergersi nella natura incontaminata e godersi un tesoro di patrimonio culturale.
Nel cuore medievale di Terni, esplorerete vicoli suggestivi e scoprirete le numerose chiese, come il Santuario di San Francesco immortalato nell’opera di Carbonati. Questa città vanta una storia affascinante, con chiese come San Lorenzo che risplendono di antica bellezza, nonostante le prove del tempo.

Non dimenticate di visitare la chiesa di San Salvatore, anche conosciuta come il Tempio del Sole, nel centro storico. Un luogo avvolto nella leggenda e nella storia.
Queste sono solo alcune delle gemme che la città di Terni ha da offrire.

Avete consigli da condividere per i futuri viaggiatori?



Touring Club Italiano Comune di Terni

Il Ghetto ebraico a Firenze fu fondato da Cosimo I de’ Medici nel 1570 ed è stato per più di due secoli il baricentro de...
16/11/2023

Il Ghetto ebraico a Firenze fu fondato da Cosimo I de’ Medici nel 1570 ed è stato per più di due secoli il baricentro dell’ebraismo fiorentino. Fu un luogo di segregazione, ma anche il fulcro di un importante microcosmo umano, culturale e spirituale.

La mostra “Gli ebrei, i Medici e il Ghetto di Firenze”, in corso a Palazzo Pitti, racconta la storia della comunità ebraica fiorentina e del Ghetto, dalle origini fino alla sua definitiva demolizione nel tardo Ottocento, durante il risanamento del centro storico di Firenze.

Possedimento privato dei Medici, il Ghetto di Firenze sorse all’interno di edifici preesistenti, in una zona individuata da Carlo Pitti, il burocrate incaricato di raccogliere dati sulla popolazione ebraica in Toscana. A pochi passi dal Duomo e da Palazzo Vecchio, nei pressi del Mercato Vecchio sorgeva il Ghetto di Firenze.

Questo dipinto di Filippo Napoletano rappresenta proprio il Mercato Vecchio, cuore dell’attività commerciale: al centro si nota l’edificio della Beccheria, destinato al commercio delle carni, mentre alle sue spalle si intravede la Loggia del Pesce (oggi in Piazza dei Ciompi). A destra invece alcune botteghe occupano il piano terra del ghetto e sulla sinistra si erge la Colonna dell’Abbondanza.

Tra i personaggi, si riconosce un anziano venditore di stoffe, forse un ebreo che esercitava la “strazzeria”, cioè la vendita di tessuti usati, che insieme al piccolo commercio, erano le uniche attività commerciali consentite agli ebrei.
La mostra resterà aperta fino al 28 gennaio 2024.

https://www.uffizi.it/eventi/ebrei-firenze

The Medici Archive Project

15/11/2023

La Longue durée delle opere medievali. ll caso del polittico di Giotto per la Badia fiorentina

13/11/2023

Conferenza stampa di presentazione

12/11/2023

E se gli autoritratti degli Uffizi potessero parlare
Cosa direbbe Raffaello ?

"Sono arrivato a Firenze nel 1504 con la lettera di raccomandazione di Giovanna da Montefeltro, la signora che credette nel mio talento.

Sono stati anni decisivi. A Firenze ho conosciuto i più grandi mecenati e gli artisti più talentuosi.

Qualche anno dopo la gloria eterna: la chiamata del Papa a Roma, nella città santa.

Furono anni straordinari. Trovai l’amore e la morte un venerdì santo. Venni sepolto nel Pantheon, il tempio di tutti gli dei, nella grande Urbe.

Vivendo la migliore delle vite che possa mai vivere un mortale. Generosa, febbricitante e gravida d’ amore. "

Ministero della Cultura Galleria Nazionale delle Marche

Chi sono le tre fanciulle rappresentate da Rubens in questo dipinto monocromo? Sono le tre Grazie, figlie di Zeus e di E...
11/11/2023

Chi sono le tre fanciulle rappresentate da Rubens in questo dipinto monocromo?

Sono le tre Grazie, figlie di Zeus e di Eurimone, dette anche Cariti (dal greco antico: Χάριτες, Chàrites).
Sono la personificazione della grazia femminile, creature legate sin dall’origine al culto della natura e della vegetazione. Incarnano la gioia di vivere ed infondono bellezza nel cuore degli dèi e dei mortali.

Il poeta greco Esiodo nella sua Teogonia ( 700 a.C. circa) ricorda i loro nomi: Eufrosine (la Gioia), Aglae, (lo Splendore) e Talìa, (la Prosperità).
2500 anni più tardi, nel 1812, il poeta romantico Ugo Foscolo, originario di Zacinto, dedica un componimento alle tre divinità, sospese fra cielo e terra, capaci di diffondere l’arte fra gli uomini predisponendoli alla nobiltà dello spirito .

Le tre Grazie di Pieter Paul Rubens sono abbracciate in segno di amicizia. L’intreccio dei loro corpi esalta i valori della femminilità, dell’equilibrio, dell’armonia, rendendo la tavola ad olio, in bianco e nero, quasi una scultura.

La preziosa tavoletta fu donata nel 1671 al cardinal Leopoldo de’ Medici dal nunzio apostolico a Bruxelles, Monsignor Francesco Airoldi. Il cardinale apprezzò moltissimo il dono che, come scrisse in una lettera, “tenne fra le sue cose più care”.

Nella storia dell’arte le Grazie sono state celebrate da molti artisti come Raffaello Sanzio, Lucas Cranach il Vecchio, lo scultore Antonio Canova.
Senza dimenticare il dettaglio delle “Tre Grazie” di Sandro Botticelli che danzano insieme nella Primavera degli Uffizi (1480 circa).

Pieter Paul Rubens, Le tre Grazie, 1623c. Galleria Palatina di Palazzo Pitti

Cartoline dall'Italia.Un’Italia tutta da scoprire: un viaggio attraverso le collezioni delle Gallerie degli Uffizi.Vi ac...
10/11/2023

Cartoline dall'Italia.
Un’Italia tutta da scoprire: un viaggio attraverso le collezioni delle Gallerie degli Uffizi.

Vi accompagneremo in un affascinante percorso alla scoperta di pittoreschi scorci di alcune città italiane, grandi e piccole, conosciute e meno conosciute, che meritano di essere esplorate.

L’Italia è da sempre un sogno nel cassetto per numerosi viaggiatori, attirati dalle celebri bellezze paesaggistiche e dalla cultura artistica di alcune delle destinazioni più celebri e amate del mondo. Tuttavia, quando si pianifica un viaggio, è comune concentrarsi sulle città più famose, dimenticando che il nostro Paese è un vero tesoro di luoghi meravigliosi pronti ad essere scoperti.

Ecco perché desideriamo condurvi in un viaggio visivo attraverso le varie città italiane, grazie ad un nucleo di interessanti incisioni della prima metà del ‘900, custodite presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi.

Siete pronti a scoprirle insieme a noi?

Sarà un'occasione unica per esplorare l'Italia in modo diverso e apprezzare la sua ricca storia e cultura.

Performance, laboratori, incontri a Empoli, Castelfiorentino, Montelupo Fiorentino e Montespertoli. Il ricco calendario ...
09/11/2023

Performance, laboratori, incontri a Empoli, Castelfiorentino, Montelupo Fiorentino e Montespertoli. Il ricco calendario di “Officine del Gesto” si inserisce nel progetto “Terre degli Uffizi”, ideato e realizzato da Le Gallerie degli Uffizi e Fondazione CR Firenze all’interno delle rispettive iniziative Uffizi Diffusi e Piccoli Grandi Musei.

Il progetto di Virgilio Sieni intende aprire un focus sulla cura dell’individuo e le fragilità attraverso il contatto con l’opera d’arte. Nel frequentare i luoghi dell’arte e nella vicinanza delle opere i partecipanti incontrano nel gesto la dignità del corpo.

Il progetto a cura del Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni realizzato con il contributo della Città Metropolitana di Firenze vede la collaborazione di Comuni, musei, scuole, residenze sanitarie assistenziali, associazioni culturali e del terzo settore nel territorio fiorentino.

L’ingresso è gratuito su prenotazione. Scopri il calendario delle performance: 👉 https://www.uffizi.it/eventi/officine-del-gesto

Comune di Castelfiorentino
Comune di Montespertoli Comune Montelupo Fiorentino

08/11/2023

Ciclo di conferenze "Dialoghi d'Arte e Cultura"

Nell’immaginario collettivo di molti di noi, il diluvio universale è il racconto biblico che narra la storia di Noè che ...
07/11/2023

Nell’immaginario collettivo di molti di noi, il diluvio universale è il racconto biblico che narra la storia di Noè che mette in salvo uomini e animali attraverso un’arca, una grande imbarcazione da lui costruita per sfuggire al castigo che Dio avrebbe inviato sulla Terra per punire le violenze dell’umanità.

Il topos di una grande inondazione voluta da una o più divinità per distruggere la civiltà, ricorre in diverse culture, dalla mitologia greca a quella babilonese, passando per quella Indù.
Si tratta di una paura atavica, oggi sempre più presente a causa dei cambiamenti climatici.

Sono fenomeni sempre più frequenti, spiegabili in maniera plausibile con la scienza come un atto di “punizione divina” da parte di Madre Natura per lo scarso riguardo degli uomini per l’ambiente.

Enrico Pollastrini, pittore livornese dell’ottocento, mette in scena l’esondazione del Serchio, uno dei principali fiumi della Toscana, ritraendo il salvataggio di una famiglia dalla forza della piena.

Le Gallerie degli Uffizi sono vicine a quanti hanno perso i propri affetti, le proprie case, i posti di lavoro, minacciati dall’emergenza del maltempo in Toscana di questi giorni.

Enrico Pollastrini, Una famiglia salvata dall'inondazione del Serchio, 1845, Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti.

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Davanti a un’alta siepe di rose, alcune fiorite, altre ancora in boccio, Maria, inginocchiata e a mani giunte, si rivolg...
05/11/2023

Davanti a un’alta siepe di rose, alcune fiorite, altre ancora in boccio, Maria, inginocchiata e a mani giunte, si rivolge al piccolo Gesù il quale si protende verso la Madre. Il Bambino è sostenuto, sopra un panno scuro, da due angeli fanciulli, l’uno dai capelli lunghi castani e ampie vesti rosa, l’altro dalle chiome bionde e abiti gialli. Altre due figure angeliche sono raffigurate dietro la Vergine.

Questo bellissimo dipinto fu acquistato dal Granduca Ferdinando II come opera di Botticelli e documentato nelle collezioni medicee fin dal 1631: in realtà, come in molte opere della maturità di Sandro, l’artista si avvalse di collaboratori, chiamati a dipingere le parti meno importanti della composizione e a eseguire le invenzioni del maestro.

Il dipinto era destinato alla devozione privata: le opere di forma circolare solitamente erano collocate nelle camere nuziali delle case signorili, come augurio di fertilità.

La presenza delle rose sullo sfondo ha suggerito nel tempo il nome con cui il dipinto viene solitamente chiamato: “Madonna delle Rose”, rose prive di spine che sono l’emblema della ca**tà di Maria e allusione al sacrificio di Gesù Cristo.

Sandro Botticelli e bottega, Adorazione del Bambino con angeli (Madonna delle Rose), 1490 – 1500 ca., Palazzo Pitti, Appartamenti Imperiali e Reali

L’imperatore Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto passò alla storia con il soprannome di Caracalla, il nome del lun...
04/11/2023

L’imperatore Marco Aurelio Severo Antonino Pio Augusto passò alla storia con il soprannome di Caracalla, il nome del lungo mantello con cappuccio che era solito indossare.

Un indumento di origine celtica, fedele alle sue origini. D’altronde l’Imperatore era nato in Gallia, a Lugdunum, l’odierna Lione, il 4 aprile del 188 d. C.

La storia lo ricorda per un importante provvedimento politico, la Constitutio Antoniniana, che estendeva la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'Impero di condizione libera, eliminando ogni gerarchia fra le città.
Si trattava, per dirla tutta, di un’operazione fiscale che aumentava le entrate dell’Impero grazie agli introiti di nuovi cittadini contribuenti.

Un busto nel terzo corridoio degli Uffizi, il corridoio di Ponente, ne reca l’effige.

La scultura è costituita da un unico blocco di marmo.
La testa è ruotata verso destra, come se l’imperatore si fosse voltato all’improvviso; sia la posa che lo sguardo, concentrato e con le sopracciglia aggrottate, ne evidenziano il carattere impetuoso e deciso.

L'Imperatore Caracalla viene oggi ricordato per il complesso di Terme in Roma che porta il suo nome, le più grandiose e lussuose mai costruite.

Le terme, impreziosite di marmi e sculture, furono fortemente volute dall'imperatore per ingraziarsi il popolo, che aveva allietato con numerosi giochi e spettacoli, attività ludiche a cui aveva partecipato in prima persona.

Nonostante questo, l’imperatore aveva non pochi nemici.
Seppur avesse una guardia del corpo composta di cavalieri Germani che lo scortasse e un leone addomesticato a domicilio, Caracalla venne assassinato per mano di un sottoposto nel 217 d. C.

Busto di Caracalla, marmo bianco dell’Asia Minore, Uffizi.

03/11/2023

Forme delicate, pennellate luminose, scene eteree: per la prima volta sono esposti insieme i dieci tondi realizzati per la Villa di Pratolino e per Villa La Petraia da Giovanni di San Giovanni, pittore senza regole alla corte dei Medici che torna a San Giovanni Valdarno, sua città natale con la mostra di Terre degli Uffizi.

Fino al 31 marzo 2024 il Museo delle Terre Nuove e il Museo Basilica S. Maria delle Grazie di San Giovanni Valdarno accolgono le opere dal gusto neo-manieristico del pittore seicentesco.

La mostra intitolata “Bizzarro e capriccioso umore. Giovanni da San Giovanni, pittore senza regola alla corte medicea” è promossa all’interno di Terre degli Uffizi, programma espositivo di Fondazione CR Firenze e Le Gallerie degli Uffizi, all’interno dei rispettivi progetti Piccoli Grandi Musei e Uffizi Diffusi.

Comune San Giovanni Valdarno

02/11/2023

Ciclo di conferenze "Dialoghi d'Arte e Cultura"

Oggi,  , è il giorno di Ognissanti, noto anche come "Tutti i Santi", una festa che, come suggerisce il nome stesso, cele...
01/11/2023

Oggi, , è il giorno di Ognissanti, noto anche come "Tutti i Santi", una festa che, come suggerisce il nome stesso, celebra tutti i santi della tradizione religiosa cristiana.

La storia di questa antica festa è ricca di curiosità e vicissitudini e ancora oggi è una ricorrenza celebrata in tutti gli angoli del mondo.

Nel 610 d.C., papa Bonifacio IV decise di introdurre la commemorazione regolare dei santi il 13 maggio, ma un secolo dopo fu finalmente scelto il 1° novembre come data per la commemorazione dei santi. Fu Papa Gregorio III a rendere ufficiale questo cambiamento e intorno all'835, Papa Gregorio IV arrivò addirittura a farne una festa mondiale.

Noi celebriamo questa ricorrenza con due dettagli dello straordinario dipinto di Beato Angelico che raffigura Maria Vergine assunta in paradiso che siede in trono accanto a Cristo redentore, in mezzo ad angeli giubilanti che danzano e suonano, alla presenza di schiere di santi.

Nel dipinto sono presenti oltre quaranta figure di santi, ciascuna diversa dall’altra e attentamente caratterizzata, così da rendere possibile l’identificazione di molti di loro.

Riuscite a riconoscere qualche santo raffigurato nella tavola realizzata dal frate domenicano, che aveva un grande talento per la pittura?

Beato Angelico, Glorificazione di Maria, 1431-1435, Gli Uffizi



Per un approfondimento sull'opera: https://www.uffizi.it/opere/angelico-glorificazione

Esplorare l'arte attraverso il tatto si può!Dal 7 novembre al 14 dicembre alle Gallerie degli Uffizi sarà vietato non to...
31/10/2023

Esplorare l'arte attraverso il tatto si può!

Dal 7 novembre al 14 dicembre alle Gallerie degli Uffizi sarà vietato non toccare.

Si rinnova infatti la collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della Toscana e il Liceo d'Arte di Porta Romana per offrire un servizio di visite tattili nei musei delle Gallerie degli Uffizi per chiunque sia interessato a sperimentare modalità di approccio all'opera d'arte in cui vengono coinvolti sensi diversi da quello della vista.

Esplorare una scultura antica o una riproduzione a rilievo attraverso il tatto diventa sia un modo per re-imparare ad utilizzare un senso solitamente meno stimolato, ma che può regalare esperienze conoscitive ed estetiche straordinaria.

Le visite tattili saranno condotte dal prof. Gianfranco Terzo, docente del laboratorio di tecniche pittoriche presso il Liceo d'Arte di Porta Romana.

Per partecipare occorre prenotarsi ed essere in possesso del biglietto d'ingresso ai musei.

Per maggiori informazioni e consultare il calendario delle visite👉 https://www.uffizi.it/visite-speciali/visite-tattili-gallerie-degli-uffizi-maggio-2023

Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti Firenze

30/10/2023

Conferenza stampa di presentazione della mostra

Se la maggior parte delle Madonne nei fondi oro medievali resta seria e meditabonda, lo stesso non si può dire dei Gesù ...
29/10/2023

Se la maggior parte delle Madonne nei fondi oro medievali resta seria e meditabonda, lo stesso non si può dire dei Gesù Bambini, che proprio attorno alla data del Polittico di Badia di Giotto, iniziano a sorridere e a mettere in scena tanti atteggiamenti tipicamente infantili: ora cercano l’attenzione della madre tirandole la veste o toccandole il viso, ora giocano con il pettirosso o con il cardellino, simboli della futura Passione, oppure succhiano avidamente il latte o le offrono un fiore.

Siamo ancora lontani dal repertorio di gesti amorevoli che contraddistinguerà l’arte dal Rinascimento in poi, ma questa rivoluzione degli affetti inizia proprio tra fine Duecento e la prima metà del Trecento, periodo in cui si vedono in pittura gli effetti della predicazione dei francescani, ovvero una crescente umanizzazione delle pitture sacre, frutto delle riflessioni di Francesco sulla natura umana di Gesù e sulla tenerezza di madre chiesa.

Nelle antiche icone bizantine la Vergine aveva invece il compito di ‘presentare’ Gesù ai fedeli, e non nelle sembianze di bambino, bensì in quelle di un piccolo adulto! Allora erano assai sentite sia la discussione se fosse lecito rappresentare Cristo prima o dopo la resurrezione, sia la tradizione delle primissime raffigurazioni di Gesù ritenute dipinte da mano divina, quindi inviolabili e non passibili di cambiamento.

Giotto, che fu uno dei maggiori interpreti in pittura del messaggio di San Francesco e della trasformazione della Chiesa da lui invocata, ci offre qui un incantevole esempio dei tempi che cambiano con questa deliziosa immagine di Gesù Bambino. Sorretto dalla madre, le stringe le dita della mano ed afferra la sua veste, sorridendole, e, si direbbe, cercando di farla sorridere. Forse, a guardar bene, ci è riuscito!

Giotto, Madonna col Bambino, dal Polittico di Badia, 1300ca., Uffizi

Lo sguardo arcigno di Giotto nel marmo di Giovanni Duprè (1845, Loggiato Uffizi), non rende merito allo spirito arguto p...
28/10/2023

Lo sguardo arcigno di Giotto nel marmo di Giovanni Duprè (1845, Loggiato Uffizi), non rende merito allo spirito arguto per il quale, a suo tempo, il celebrato maestro era noto in città. Rivela invece pienamente la sua prontezza alla battuta sagace la trecentesca novella di Francesco Sacchetti, dove il pittore rende omaggio al ‘porco di Sant’Antonio’, un maiale assai famoso in pittura! Sovente effigiato accanto al Santo, il pregevole suino allevato dai monaci ne ricordava l’attività di assistenza: il suo grasso curava le lesioni della pelle (il cosiddetto ‘fuoco’ di Sant’Antonio), e le sue carni gustose rinvigorivano corpo e spirito dei pazienti!

Ma il pittore, nella novella, non ne elogia le proprietà curative, bensì il pelo!Con cui si confezionavano i pennelli, strumento del mestiere.

Rileggiamola!

“Chi è uso a Firenze, sa che ogni prima domenica di mese si va a San Gallo; e uomini e donne in compagnia ne vanno là su a diletto, piú che a perdonanza. Mossesi Giotto una di queste domeniche con sua brigata per andare, ed essendo nella via del Cocomero alquanto ristato, dicendo una certa novella, passando certi porci di Sant’Antonio, e uno di quelli correndo furiosamente, diede tra le gambe a Giotto per sí fatta maniera che Giotto cadde in terra. Il quale aiutatosi da sé e da’ compagni, né biastemò i porci, né disse verso loro alcuna parola; ma voltosi a’ compagni, mezzo sorridendo, disse:-O non hanno ragione? ché ho guadagnato a miei dí con le setole loro migliaia di lire, e mai non diedi loro una scodella di broda. Gli compagni, udendo questo, cominciarono a ridere, dicendo:- Giotto è maestro d’ogni cosa; mai non dipignesti tanto bene alcuna storia quanto tu hai dipinto bene il caso di questi porci.” Francesco Sacchetti, Novella LXXV, Trecentonovelle, 1399

Giovanni Dupré, Giotto, sec. XIX, Piazzale degli degli Uffizi

Cosimo Rosselli, Madonna con Bambino in trono, angeli, e S. Antonio Abate e San Nicola di Bari ( dettaglio ),1470 ca, Uffizi

27/10/2023

Il problema del caro affitti non è cosa nuova.
Roma, Firenze, Milano, Venezia sono oggi in cima alla classifica per gli affitti esorbitanti, aumentati in maniera vertiginosa con la domanda dei soggiorni turistici.
Si affittano spesso anche locali ad uso non residenziale: spazi umidi, angusti, senza finestre, con arredi vetusti e bagni in condivisione. Oggi come un tempo.

Tommaso Minardi, pittore romagnolo dell’ottocento, si era spostato a Roma da Faenza per studiare da vicino i Maestri del Rinascimento, Raffaello e Michelangelo, quella «prima epoca dell’arte», come affermava, che aveva dato «la vera e giusta espressione delle passioni umane».

La sua cameretta sarà stata certamente in condivisione con un compagno di studi, una “doppia” come si dice in gergo, come mostrano i due giacigli all’interno della stanza fredda, visto il cappotto che il pittore si appoggia sulle spalle.
Il giovane si ritrae nel 1813 all’età di 26 anni, buttato a terra su un materasso, insieme a libri ed oggetti sparsi.

C’è il teschio, simbolo di morte e fugacità, perfetto per rappresentare la vanitas in pittura.
C’è anche un bucranio ( cranio di bue ) usato nella antichità come motivo ornamentale nell’architettura, emblema sacrificale che si appendeva attorno ad un'ara o sull'alto dei templi.

Il disordine della stanza evoca tutto il fascino della dimora di artista, anticipando quasi di un secolo la figura del pittore bohémien - una vita per l’arte, fra rinunzie e sregolatezze -

Tommaso Minardi, Autoritratto, 1813, Uffizi

Trovarsi davanti ad un disegno di Francesco Furini è un’esperienza emozionante.Disegnatore raffinatissimo, Francesco Fur...
26/10/2023

Trovarsi davanti ad un disegno di Francesco Furini è un’esperienza emozionante.
Disegnatore raffinatissimo, Francesco Furini fu pittore, accademico, poeta, per un periodo addirittura sacerdote. Nacque in una famiglia povera e numerosa, e dopo vari apprendistati presso i Maestri del suo tempo, divenne artista di spicco della Firenze granducale da Cosimo II a Ferdinando II de' Medici.

Nel 1619 si era recato a Roma, diventando allievo di Bartolomeo Manfredi, erede della pittura di Caravaggio. Aveva poi fatto ritorno a Firenze per incontrare la fama e il consenso generale, nonché il plauso di Galileo Galilei, suo appassionato estimatore.

Lo stile pittorico del Furini è caratterizzato da una pittura morbida e sensuale, declinata nei soggetti mitologici e biblici dei suoi dipinti. Una bellezza intimista, malinconica, che traspare negli occhi di questa testa di giovane, tratteggiata a matita rossa.

Le sue figure femminili, in particolare, sono sempre cariche di sensualità.
Pare che per avere le migliori modelle del mercato, il pittore spendesse delle ingenti somme di denaro.

Per le pressioni, maldicenze e dicerie sul suo conto, si vide costretto a prendere i voti per diventare parroco della chiesa di Sant'Ansano a Borgo San Lorenzo, in Mugello.
Fece poi ritorno a Firenze per l’aumentata richiesta di commissioni a suo nome.

Fra sacro e profano, Francesco Furini fu il protagonista indiscusso della pittura del ‘600 a Firenze.

Francesco Furini (Firenze, 1603-1646), Testa di giovane, Gabinetto dei disegni e delle stampe, Uffizi

25/10/2023

Conferenza Dialoghi d'Arte e Cultura

Quanto si chiede ad una donna?Le si chiede perfino di camminare in perfetto equilibrio su un tacco 12 fra pentole e forn...
24/10/2023

Quanto si chiede ad una donna?
Le si chiede perfino di camminare in perfetto equilibrio su un tacco 12 fra pentole e fornelli.

L'artista portoghese Joana Vasconcelos sfida con ironia e irriverenza le convenzioni e gli stereotipi di genere legati al mondo femminile.

I suoi monumentali tacchi a spillo campeggiano al centro della Sala Bianca di Palazzo Pitti, in occasione della mostra ‘Between Sky and Heart’, visitabile fino al 14 gennaio 2024.

I sandali richiamano quelli indossati da Marylin Monroe nel film 'Quando la moglie è in vacanza'.

Nel luccichio del materiale impiegato si avverte subito qualcosa di strano: le calzature sono infatti composte non da eleganti maglie metalliche ma da pentole in acciaio specchiante accompagnate dai corrispettivi coperchi.

Nel contrasto tra la sensualità del femminile e il ruolo domestico a cui la donna è tradizionalmente relegata, l'artista contemporanea Joana Vasconcelos trasforma gli strumenti della vita quotidiana in una potente arma di sfida ai paradigmi di genere.

Joana Vasconcelos, Marylin, Sala Bianca di Palazzo Pitti

https://www.uffizi.it/eventi/vasconcelos-uffizi

Joana Vasconcelos Demetrio Paparoni

23/10/2023

In diretta da Palazzo Pitti, l'inaugurazione della mostra "Gli Ebrei, i Medici e il ghetto di Firenze" (Palazzo Pitti | Galleria d’Arte Moderna, Sala del Fiorino e Sala della Musica, 24 ottobre 2023 — 28 gennaio 2024).

C'è stato un tempo in cui le battaglie si combattevano a cavallo... Un trambusto di "nitriti "imbizzarriti, domati da uo...
22/10/2023

C'è stato un tempo in cui le battaglie si combattevano a cavallo...
Un trambusto di "nitriti "imbizzarriti, domati da uomini d'armi.

Il cavallo è rimasto ancora oggi simbolo di forza e potenza, così come si evince dal linguaggio contemporaneo, dove i "cavalli" misurano le performance dei motori, indicando I' unità di potenza del propulsore di un'autovettura.

La lingua offre spesso spunti di riflessione e svela un deposito semantico inatteso, raccontando storie di cavalieri in battaglia, come quella di San Romano dipinta da Paolo Uc***lo nel 1438 circa, esposta nelle prime sale degli Uffizi.

In verità si tratta di un brano che è parte di un "trittico", un ciclo di tre episodi differenti, su tre tavole, oggi esposte in tre importanti musei:

🐎 Disarcionamento di Bernardino della Carda (182×323) agli Uffizi di Firenze;

🐎Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini alla National Gallery di Londra (180×316 cm);

🐎Intervento decisivo a fianco dei fiorentini di Michele Attendolo (182×317, probabilmente realizzato per ultimo) al Museo del Louvre di Parigi.

I tre dipinti mimano un'azione in movimento, come in un cartone animato ante litteram, per celebrare la vittoria dei fiorentini sulle truppe senesi e sull’alleanza guidata dal duca di Milano nella battaglia di San Romano (Pisa) nel 1432.

Le tavole vanno quindi lette insieme attraverso una triangolazione di tre città europee: Firenze, Londra, Parigi.

I musei sono dunque capaci di parlarsi fra loro, in un dialogo che annulla lo spazio e salva il tempo dell'arte e della storia.

Ministero della Cultura
National Gallery
Musée du Louvre

21/10/2023

Fino al 28 gennaio 2024 nel Castello di Poppi è possibile visitare la mostra "Michelangelo rapito, capolavori in guerra dagli Uffizi al Casentino" nell'ambito del progetto Uffizi Diffusi.

L'esposizione ricostruisce la complessa e drammatica vicenda di numerosi capolavori d'arte trafugati dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e poi recuperati al termine del conflitto.

La mostra, attraverso fotografie, documenti d'archivio e filmati d'epoca, racconta la storia del salvataggio di centinaio di sculture e dipinti che furono custodite nel Castello di Poppi e nel Monastero di Camaldoli: in particolare nel Castello trovarono rifugio 334 dipinti, 16 sculture e 296 oggetti d'arte.

Tra le opere recuperate, non senza difficoltà, manca ancora all'appello la "Maschera di Fauno" attribuita a Michelangelo: l'opera era in custodia nel Castello di Poppi e venne trafugata nella notte tra il 22 e il 23 agosto 1944.

Nel salone della Biblioteca Rilliana, al piano superiore del Castello, è allestita una sezione immersiva della mostra, un'esperienza multimediale che racconta la tormentata storia di salvezza di centinaia di opere d'arte, degli Uffizi e dei musei fiorentini prima messe in salvo, poi in parte trafugate dai nazisti e alla fine recuperate.

Ascoltiamo le parole della curatrice della mostra, Alessia Cecconi.

Biblioteca Rilliana Comune di Poppi Castello di Poppi

“Napoli è il golfo più bello del mondo. Vi nacqui in una mite giornata di dicembre, alla vigilia della festa della Madon...
20/10/2023

“Napoli è il golfo più bello del mondo. Vi nacqui in una mite giornata di dicembre, alla vigilia della festa della Madonna, il 7 dicembre 1598. Perché realmente fui un dono del cielo da mandare a Roma, nella Città Santa. La Roma dei Papi. E i Papi del mio tempo li feci grandi tutti. Paolo V, Gregorio XV, Urbano VIII, Innocenzo X, Alessandro VII, mi accolsero in Vaticano come un principe mandato da Dio.
Mi chiamo Gian Lorenzo . Feci e disfeci la città di Roma a mia immagine somiglianza, grazie al mio estro divino, immenso e magnificente. La mia Roma pullula di sorgenti d’acqua da me trasformate in mirabolanti fontane. San Pietro divenne la mia casa. Venni nominato Direttore della Fabbrica della Basilica. Avete presente il baldacchino di bronzo dell’altare? L’ho fatto io per la gloria di Papa Barberini. Posseggo la virtù divina di meravigliare l’osservatore e condurlo all’Altissimo. Invento “scene da far stupire tutto l'universo".
Avete capito chi è Gian Lorenzo Bernini? Non pecco di superbia se dico che mai è esistito uno scultore come me, né mai esisterà.”
ascolta la voce degli artisti della collezione di autoritratti più celebre al mondo: per il video completo, link nella storia!

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