28/05/2026
A colloquio con Riccardo Velasco, nuovo direttore della Fondazione Edmund Mach: “La ricerca non ha confini, le TEA sono il mio sogno nel cassetto”.
di Giulia Bartalozzi..
D: Nominato contemporaneamente direttore generale della Fondazione Edmund Mach e del Centro CREA di genomica e bioinformatica, nonché neoaccademico Ordinario dei Georgofili: dottor Velasco, come sta affrontando questo periodo di gran fermento per la sua attività professionale?
R: Da una parte grande senso di responsabilità dall’altra grande emozione per la credibilità che la comunità scientifica e i vertici degli Enti mi hanno riconosciuto. Per un ex studente dell’Università di Firenze raggiungere il traguardo di Accademico Ordinario è un sogno che si avvera. Un grande Presidente, mio professore di Colture Arboree, il Prof. Scaramuzzi ci ha indicato la strada, averla percorsa fino qui è stato un grande traguardo. Gli incarichi di Direttore si sono susseguiti uno dopo l’altro e sono ancora molto emozionato per entrambe le opportunità che mi sono state offerte... Purtroppo non sono ruoli compatibili e non sarebbe neanche giusto dedicare solo parte del mio tempo. Entrambi gli incarichi sono a tempo pieno ed ho dovuto scegliere, a malincuore. Qualunque fosse stata la mia scelta avrei perso un pezzo di me. L’esperienza al CREA è stata fantastica, certo movimentata con cambi frequenti di Presidenti e Direttori Generali, ma l’Ente ha tenuto, i colleghi sono stati estremamente coesi e collaborativi, la barra dritta l’abbiamo sempre tenuta, lasciare è stata dura. D’altra parte, torno in un ambiente che conosco bene, dove sono cresciuto professionalmente, e dove ho raggiunto i risultati scientifici più alti.
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Fondazione Edmund Mach