12/08/2026
12 agosto del 1944 rappresenta una data che sempre rimarrà impressa nelle menti e nei cuori di tutti gli italiani. All’alba del 12 agosto, infatti, si perpetrò uno dei più atroci ed ignobili crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nella Seconda Guerra Mondiale in Italia.
La furia omicida dei soldati nazisti delle SS si riversò, improvvisa ed implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, in Provincia di Lucca, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati. Erano donne, anziani, bambini. Nonni, madri, figli, nipoti. Chiunque vi fosse veniva trucidato dalla furia nazista.
Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, fin lassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese e che aveva appena 20 giorni; uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente; uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma.
Furono 560 le vittime, uccise senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità , senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera